Allenamento Fitness

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Corso Vitality Coaching 2010

30 Agosto 2010 Scritto da Marco Caggiati in Life

Gruppo Vitality

Anche quest’anno ho partecipato come formatore al corso Vitality Coaching. Il mio obiettivo è stato quello di trasmettere nozioni teoriche e pratiche su come fare una “corretta manutenzione” al proprio corpo per ricercare il famoso equilibrio psico-fisico.

Per chi non conoscesse  il Vitality ed Ekis, consiglio di leggere il mio resoconto del 2009 per saperne di più!

In sintesi, il corso è incentrato sulle strategie da utilizzare per ottenere il massimo livello di vitalità e di benessere e fornisce tutti gli strumenti per raggiungere un reale equilibrio tra corpo e mente.

Anche quest’anno ho conosciuto persone fantastiche con una gran voglia di migliorare e una grandissima energia!

Ho portato molte persone oltre quello che pensavano fosse il loro limite, ho spiegato loro come curare quotidianamente il proprio corpo e quali sane abitudini fare entrare nella propria vita!

Ieri era l’ultimo giorno di corso e molti partecipanti mi hanno avvicinato confidandomi che quello che avevo insegnato loro nei giorni precedenti era di grande valore!

Per questo sono onorato e molto contento! :-)

Molti si sono prefissati obiettivi in ambito fisico importanti e io sono sicuro che riusciranno a “portare a casa il risultato”!

Parlando con una corsista, che di mestiere si occupa di educazione scolastica, riflettevo che un corso di questo tipo dovrebbe essere parte integrante obbligatoria del percorso scolastico di un adolescente, per garantirgli tutti gli strumenti necessari per vivere realmente la vita espandendo al massimo le proprie potenzialità!

Cosa certo che non accade abitualmente nelle nostre scuole……..e ciò mi rattrista pensando al futuro dei nostri figli…..

L’esperienza vissuta come formatore al Vitality è stata estremamente motivante anche per me che non l’ho “ricevuto” e mi ha offerto notevoli spunti per evolvere le mie capacità di insegnante!

Grazie a tutti i partecipanti e a tutto lo staff Ekis per la bellissima esperienza!

P.s. per i corsisti: fate si che la “massa energetica” che avete accumulato in questi fantastici giorni venga alimentata costantemente dai ricordi e da azioni quotidiane.

Fate si che il fuoco non si spenga!  :-D

Ciao al prossimo articolo!

Marco Caggiati: Enduro del Touquet 2005

Come visto in un articolo che ho scritto alcuni mesi fa, l’allenamento ideale per il motocrossista deve prevedere il miglioramento della flessibilità articolare/muscolare al fine di prevenire infortuni e migliorare la mobilità sulla moto.

Questo tipo di obiettivo viene spesso sottovalutato o, ancora peggio, ignorato dalla maggior parte dei praticanti motocross/enduro in quanto il profano (dell’allenamento) non percepisce una diretta correlazione tra flessibilità muscolare e performace…

Molteplici studi anno dimostrato che migliorando la felssibilità muscolare si ottengono anche aumenti di forza oltre all’aumento della “libertà” delle articolazioni.

E’ fondamentale quindi inserire nella propria routine esercizi di stretching e mobilità articolare. L’ideale sarebbe dedicare 1, 1,5 ore consecutive almeno una volta alla settimana impegnandosi in un circuito di stretching appositamente creato per la muscolatura (cosce, dorsali, braccia ed avambracci) e le articolazioni più sollecitate (come polsi, caviglie, collo, anche, colonna vertebrale e ginocchia).

Gli esercizi di stretching sono molto utili per prevenire fastidiosi fenomeni di indurimento muscolare, come, per esempio, quella degli avambracci!

Di seguito ti espongo una proposta d’allenamento che potrebbe andare bene al fine di ottenere una buona molbilità articolare e una buona flessibilità muscolare.

  1. Circonduzioni del collo 15 ripetizioni x senso di rotazione
  2. Circonduzioni “in avanti” delle spalle 20 ripetizioni + 20 “in dietro”
  3. Circonduzioni dell’anca “in avanti” 20 per anca
  4. Stretching per il collo 1′ x lato

str-collo

5. Stretching per i Pettorali 1′ x braccio

str-pettorale

6. Stretching per la “catena muscolare posteriore”  x 2′

str-catena-posteriore

7. Stretching della catena “crociata” 2′ x lato

str-catena-crociata

8. Stretching degli “ileo-psoas” 1′ x gamba

str-ileo-psoas

9. Stretching degli avambracci

Foto non disponibile

Mettiti a “carponi” ed appoggia i palmi delle mani al terreno con le punta delle dita rivolte verso le ginocchia. Gomiti completamente estesi. Rimani in questa posizione per 2 ‘

Gli esercizi appena esposti vanno ripetuti per almeno 2 volte in “circuito”, dal numero 1 al numero 9 per poi riprendere dall’inizio.

Ciao a presto e buon allenamento!

Se vuoi approfondire l’argomento, non esitare a lasciare un commento, sarò felice di risponderti! :-)

Allenamento e Fatica

16 Agosto 2010 Scritto da Marco Caggiati in Allenamento

E’ inevitabile, chiunque si alleni seriamente prima o poi va a “sbattere” contro la fatica. Nessuno ama faticare.., ma chi riesce a farsela amica, a dialogare con lei, riesce ad ottenere risultati straordinari ed andare oltre al famoso “limite” dopo il quale risiede il miglioramento.

Infatti per ottenere risultati bisogna portare l’organismo ad un livello al quale non è abituato e obbligarlo ad adattarsi ad una nuova situazione. Questo processo si chiama Supercompensazione! Metto in difficoltà l’organismo durante l’allenamento, successivamente, durante il recupero, (nella notte o nei giorni nei quali non ci si allena) compensa le fatiche fatte e, in fine, supercompensa diventando più, forte, tonico, magro, flessibile, resistente ecc..

Nella mia “carriera” di atleta (non sono mai stato un atleta professionista ma x lunghi periodi mi sono comportato come tale) ho dovuto condividere molto tempo con la fatica che si presenta puntuale ogni qualvolta ho portato il mio corpo oltre “il confine”.

Negli anni ho riconosciuto e catalogato 3 tipi di fatica differenti:

  1. La fatica/il dolore muscolare data prevalentemente dall’ischemia dovuta da contrazioni molto intense e dall’accumulo di acido lattico
  2. La fatica che definisco “organica” dovuta ad un affaticamento generale che colpisce ogni parte del corpo dalle unghie dei piedi alla punta dei capelli…. :-) , che sopraggiunge verso la fine di allenamenti.
  3. La fatica “psicologica”, quella che a volte ti consiglia di smettere, di interrompere il tuo allenamento che ti “elenca” una miriade di motivi (leggi scuse… :-)   ) per fermarti (oggi fa troppo freddo/caldo, mi sono dimenticato il cardiofrequenzimetro, oggi ho subito una giornata lavorativa molto stressante e non ho voglia di faticare ed in fine il “semplice” e generico “chi me lo fa fare”?)

Come vincere la fatica

Per quanto riguarda la fatica muscolare e organica la soluzione è “molto semplice”, bisogna perseverare fino a quando si riesce a “parlare” con la fatica ed il “dialogo” diventa piacevole, confidenziale quasi masochistico……., allora la fatica non crea più problemi anzi se non la si prova per un po’, si sente la sua mancanza.

Per quanto concerne invece la fatica “psicologica” è necessario avere un obiettivo (una stella cometa) molto forte con delle motivazioni a supporto da richiamare al momento opportuno. Le motivazioni possono essere le più disparate e sono decisamente soggettive… Io posso dirti cosa mi motiva a resistere alla fatica ma sono motivazioni mie, ognuno deve poi trovare la “sua strada”.

Ora sarai curioso/a di sapere cosa mi motiva ad andare oltre i miei limiti a sopportare le fatiche di allenamenti lunghi ed intensi………

Mi sono fermato a pensare qualche minuto……, le motivazioni sono spesso profonde e scriverle sul mio blog rappresenta rivelare una parte intima di me…

Credo però che le mie motivazioni potrebbero essere utili a qualcuno che si arrende spesso alla fatica, soprattutto quella psicologica e che alla fine non riesce a vivere al 100%.

Quindi faccio Outing e ti elenco le cose alle quali penso quando la fatica vuole prendere il “comando” dei miei allenamenti.

Ecco, in ordine sparso, a cosa penso:

-          Ho una gara per la quale mi sto allenando alla quale tengo od in genere una meta agonistica (vincere una gara, vincere la sfida con i miei amici, arrivare ad un determinato risultato come percorrere tot km a piedi o in bici ecc..)

-          il benessere che si prova dopo l’allenamento

-          migliorare la qualità della mia vita e, almeno si spera, allungarla di qualche anno

-          credo che se si molla nello sport…, poi si “molli” anche nella vita

-          spesso penso anche a coloro che non hanno la possibilità di farlo…., per handicap fisici e/o psichici. Ritengo di essere una persona decisamente fortunata, la natura mi ha fatto nascere in salute e questo lo ritengo già un grosso debito nei confronti della vita stessa che ripago anche, e non solo, con l’attività fisica…. La fatica è spesso la moneta che uso per pagare il mio debito.

Ecco, questo è ciò che mi balza in mente e credo che l’approccio personale alla fatica sia ciò che fa la differenza tra chi ottiene risultati e chi si lamenta tutta la vita dei propri insuccessi.. Per chi non si è mai allenato penso che sembri un discorso strano ed incomprensibile…

Ritengo anche che la fatica sia un’ottima maestra di vita, che insegna a perseverare, perché alla fine, se resiti.., raggiungi la tua meta.

E tu.., cosa ne pensi della fatica?

Dimmi la tua, sarò felice di risponderti!

Un futuro a “5 stelle”

12 Agosto 2010 Scritto da Marco Caggiati in Recensioni Libri

Sai che qualche settimana fa ho dato “il via” ad una nuova categoria d’articoli dedicata alla recensione di libri che ritengo “meritevoli” di essere letti. La mia intenzione è di fornire ai lettori del mio blog dei “titoli” riguardanti il mondo dell’allenamento e del fitness per darvi spunti di riflessione e miglioramento.

Oggi però voglio fare “uno strappo alla regola” e presentarti la recensione di un libro che sto leggendo durante le mie ferie estive.

Il libro si intitola: “a riveder le stelle”

Sottotitolo: “come seppellire i partiti e tirar fuori l’Italia dal pantano”

Autore: Beppe Grillo

Non so nemmeno come “catalogarlo” se non un libro di “denuncia”!

Seguo da sempre Beppe Grillo che viene spesso “etichettato” come “uno di sinistra” ma che in realtà non sta da nessuna parte, se non di coloro che vogliono realmente fare qualcosa di produttivo per il proprio paese.

Penso semplicemente che sia una brava persona!

Premetto che non mi interesso di politica e mi definisco un “apartitico” semplicemente perchè non mi riconosco in nessun soggetto politico presente nel panorama odierno e che quindi oggi sarà la prima e ultima volta che ti parlerò di un argomento che tratta di politica.

La politica di oggi, è ovviamente una mia opinione personale, ritengo che sia ad “anni luce” dal risolvere i problemi che riguardano, l’economia, la salute, l’istruzione e l’ambiente, semplicemente perchè NON VOGLIONO FARLO.

Infatti Grillo nel suo libro evidenzia tutti i comportamenti malati della nostra politica (di dx e di sx) senza condizionamenti. Parla di malasanità, di malinformazione, di malapolitica e altro ancora.

Non solo…, elenca anche una miriade di proposte concrete su come ovviare ai problemi denunciati che avallo al 99%!

La lettura di questo libro lascia un po’ di “amaro in bocca” perchè ti rendi conto di essere una pedina nelle mani di pochi manovratori. Però, Grillo da anche alcuni consigli intelligenti su come lottare giorno dopo giorno….., dal basso, semplicemente cambiando qualche comportamento quotidiano.

Se ti interessa il futuro del tuo paese e delle persone che vivranno sulle nostre terre negli anni futuri…, ti consiglio di leggere questo libro.

A prescindere dal tuo orientamento politico…, leggilo con la mente “pulita”…, sono certo che qualche “perchè” sulla nostra società si incuneerà in alcune tue convinzioni.., o forse no….

In ogni caso, ritengo che sia sempre utile conoscere più chiavi di lettura per farsi una reale coscienza critica sugli argomenti.

Se vuoi saperne di più su Beppe Grillo e sul movimento 5 stelle visita il suo blog.

http://www.beppegrillo.it

Se vuoi lasciare un commento sarò felice di risponderti!

Ciao a presto! Al prossimo articolo! :-)

P.s: perdonami la “digressione” ;-)

CARMEN ZWICK RESIA

Oggi ti voglio parlare di una nota conoscenza del Blog, la mia cliente ed amica Carmen Zwick.  Sicuramente ti ricorderai che pochi mesi fa ha corso la sua prima maratona a Parigi.

Dato che “l’appetito vien mangiando”, qualche giorno dopo la fine della maratona, Carmen mi chiama e mi dice:

“Marco ho trovato un’altra sfida!!! Voglio correre la 15 km del lago di Resia e, questa volta, voglio correre al massimo della velocità!”

Io gli risposi subito: “CERTO!” Anche perchè chiunque pronunci la parola SFIDA  ha sempre il mio appoggio!! :-D

Oggi quindi voglio lasciare spazio a Carmen ed alla sua nuova vittoria!

Ecco la sua testimonianza in prima persona:

“Sabato scorso ho corso la mia seconda gara podistica. Una 15km al bellissimo lago di Resia (BZ).
Alla partenza mi sono messa nel gruppo 1.20 – 1.30 visto che il mio obiettivo era di stare sotto l’ora e mezza. Ero affianco ad un amico quando questo mi convince di metterci nel gruppo prima (quello da 1.10 – 1.20) per non dover aspettare altri 15 minuti.

Visto che non vedevo l’ora di partire e visto che generalmente sono una persona un po’ poco paziente, ci siamo spostati nel blocco prima. Errore gravissimo. Perché ovviamente partendo con quelli più veloci mi sono adattata al loro tempo e sono partita troppo veloce per le mie capacità. Già dopo 4 km ho dovuto rallentare altrimenti non sarei arrivata alla fine. Questo sicuramente mi è costato un po’ di risorse.

Quindi regola numero uno: non farti mai convincere da qualcuno di cambiare blocco – corri in base alla tua preparazione. Regola numero due: se gli organizzatori hanno previsto dei blocchi di tempo ci sarà un perché :-) quindi mettiti nel tuo blocco e aspetta o allenati di più :-) Al km 4,5 c’era il primo rifornimento di acqua.

Essendo la gara vicino a casa mia ovviamente conoscevo buona parte dei volontari. Inevitabilmente scambi due battute e  perdi secondi preziosi. In generale perdi tempo a fermarti a bere perché almeno io per ora non sono ancora in grado di bere da un bicchiere mentre corro. Regola numero tre: se ci tieni a fare una gara in un tempo preciso evita di perderti in chiacchiere e portati una bottiglia a presso così puoi bere mentre corri.

Arrivata al km 5 ho controllato il tempo. 28 minuti. Ero soddisfatta perché avevo guadagnato rispetto all’allenamento due minuti. Mi aspettava la seconda parte della gara che era quella  più impegnativo con alcune salite non da poco (in un punto c’è un dislivello di 90 m). Per fortuna il tratto era tutto ombreggiato e così non era troppo caldo.

Nel frattempo i miei muscoli si erano riscaldati adeguatamente e mi sentivo proprio in forma. Infatti sono riuscita a guadagnare minuti preziosi ed entrare nel vivo della gara. Infatti arrivati al km 10 ero sotto l’ora (58 minuti e qualche secondo). Ero contentissima perché sapevo che da lì in poi la gara era in parte in discesa e per l’ultimo pezzo in piana. Mi sono fatta due calcoli ed ero certa di riuscire a stare sotto l’ora e mezza.

Regola numero quattro: non fare mai i conti senza l’oste e soprattutto non fare alcun tipo di calcolo. Corri e basta :-)   Al km 12 all’improvviso mi sono venute delle fitte al petto nella parte destra. Dopo essermi ricordata che il cuore si trova a sinistra mi sono tranquillizzata e sapevo che si trattavo solamente di fitte intercostali.

Dunque ho rallentato un po’ e ho continuato la gara. Molto probabilmente presa dall’entusiasmo avevo preso la discesa troppo velocemente. Le preziose risorse perse in partenza si sono fatte sentire. Quando sono arrivata al km 14 sapevo che oramai mancavano solo 1km e 300 m. avevo corso per un ora e 22 minuti ed ero ancora fiduciosa di farcela entro l’ora e mezza.

Mi sembrava di dare tutto ma ho scoperto dopo che non era così. Quando sono arrivata sulla linea del traguardo ho sentito il tifo di mio marito e del mio bimbo e immediatamente ho aumentato la velocità e ho fatto uno sprint fino al traguardo. Quindi avrei potuto correre l’ultimo km più velocemente. Regola numero cinque: quando credi di dare il massimo prova a dare un po’ di più che sicuramente ci riuscirai.

Conclusione:

non sono riuscita a stare sotto l’ora e mezza (ho concluso la gara in 1h e 32 minuti e 10 secondi), ma sono comunque soddisfatta perché rispetto all’allenamento ho guadagnato 7 minuti e la cosa più importante è che mi sono veramente divertita tanto.”

CARMEN ZWICK ARRIVO RESIA

Che dire, complimenti a Carmen! Hai fatto delle lucide considerazioni su com’è andata la gara e sugli errori commessi! La ragazza mi sta dando delle soddisfazioni!! :-D

Ora aspetto che tu mi ponga un’altra sfida!!!  ;-)

Attendo i commenti di tutte le mamme podiste e non!!!

Ciao a presto al prossimo post!

Caggiati Marco

Domenica 1° agosto 2010 ho partecipato alla gara di Triathlon Sprint organizzata dal Team Marbleman Italia in preparazione del Triathlon “Monaco 111″ che disputerò a Montecarlo il 5 di settembre 2010.

L’ultima gara disputata quest’anno risale al 6 di giugno 2010 presso la diga del Molato a Nibbiano (PC), dove ho ottenuto un ottimo 3° posto di categoria.

I duri allenamenti svolti in questi due mesi hanno portato gli aspettati benfici!! :-)

Infatti ho concluso la gara 2° di categoria ed entro metà della calassifica generale!!!

Veniamo però alle considerazioni dedicate alla gara, che si prospettava già “sulla carta” difficile ed “atipica”. La frazione di nuoto era prevista sul lungomare di Marina di Carrara a nord rispetto il porto e contemplava due strani ed “opinabili” giri di un circuito che, in teoria doveva misurare circa 375 m.

Proprio in teoria…., perchè sono fermamente convinto che, alla fine dei due giri, di metri ne avremmo fatti almeno 1200 guardando i tempi mie e degli altri….

Altra cosa caratteristica, alla quale non so dare un significato…., è stata il giro di boa alla fine del primo giro che era posto sul bagnasciuga….. :-)   :-( .

Praticamente ci è toccato uscire dall’acqua e poi rituffarci di nuovo per percorrere il secondo giro…. :-) . Bah…..!! Vai a capire…. :-)

La gara è partita relativamente presto (alle 9.15) rispetto lo standard ed io e Davide (mio acerrimo Amico/avversario) abbiamo commesso un errore grossolano. Abbiamo infatti finito una colossale colazione a base di biscotti, fette biscottate con marmellata, succo di frutta e banane…… :-) , alle 8:00….., dato che solitamente le gare partono sempre con un p0′ di ritardo…

Ecco…, questa volta non è accaduto…. :-) , durante la frazione natatoria mi hanno accompagnato preoccupanti eruttazioni…… :-) , “alla faccia” della mamma che mi diceva sempre: ” Marco non puoi fare il bagno se non sono passate almeno 2 ore dall’ultimo pasto….”  :-D

Errore da principianti……… :-)

Pronti via e ci lanciamo tutti insieme in un unica grande batteria da 100 atleti e, anche se avevamo un mare a disposizione, abbiamo subito iniziato a prenderci a calci e pugni….. :-) . Il tempo di arrivare a largo e ho visto quello che non vorresti mai vedere………: una serie di meduse grosse come delle nutrie!!! :-)

Mi sono subito irrigidito e il pensiero è corso subito a qualche lustro fa quando, durante un allenamento, ne “schiacciai” una tra il braccio ed il busto (precisamentte sotto l’ascella)…. Ti lascio intutire il dolore….. :-(

Da li in poi la mia attenzione, più che alla gara…, è stata indirizzata a schivare le meduse…

Il risultato finale è stato “spingere” poco e “tirare a campare”, quindi sono uscito dall’acqua abbastanza “riposato”.

Seconda “anomalia” della gara è stata la frazione ciclistica con partenza da Marina di Carrara ed arrivo a Castelpoggio, ridente località montana distante circa 20 km e a 740 metri sul livello del mare.

Sono partito forte e i primi 10 km di falsipiani in salita mi hanno permesso di superare una decina di concorrenti e staccarli con mia grande soddisfazione……., che da li a poco si sarebbe ridimensionata.

Gli ultimi 8 km consistevano in una salita ripida con tratti superiori al 10% di pendenza che mi ha fatto sentire tutti i miei 80kg di peso……., infatti nell’arco della salita gli avversari superati mi hanno quasi tutti ripreso e lentamente staccato….  :-(

Arivato alla 2^ zona cambio, mi sono lanciato nella frazione podistica molto “alternativa”. Il percorso si snodava lungo una mulattiera da percorrere “andata e ritorno” con terreno sconnesso e un tratto iniziale molto ripido all’interno del centro storico del paese!

Stranamente…, ho sentito le gambe “leggere” e avevo sensazioni estremamente positive, nell’arco del primo km ho raggiunto e superato alcuni atleti per poi proseguire con discreta velocità e facilità.  Al giro di boa ho superato due avversari che si attardavano a bere al ristoro. Durante la discesa verso il paese, mi hanno recuperato e sorpassato di nuovo dandomi qualche decina di metri di distacco. Io ho proceduto con cautela per evitare diprendere pericolose distorsioni alle caviglie…..

L’ultimo km era rappresentato da una scalinata a gradoni che mi ha costretto a camminare per qualche metro, al termine della quale c’erano 200 m di strada “spiana” che ho percorso a “velocità smodata”.. :-) risorpassando i due concorrenti di prima con un ghigno beffardo stampato sul volto…….. :-D

La gara, a parte la lunghezza della frazione natatoria completamente sbagliata, si è rivelata ben organizzata e piacevole. Altra nota da fare agli organizzatori è una mancanza completa di informazioni e notizie sulla distribuzione delle magliette omaggio della gara, sul pasta party e su dove e quando si sarebbero svolte le premiazioni. Infatti la maggior parte dei partecipanti, me compreso, hanno disertato le premiazioni in quanto non si avevano notizie ne su dove (al mare o in montagna?) ne quando si sarebbero svolte.

A parte ciò, chi si assume l’onere di organizzare…, è sempre da lodare!!!! :-)

Ciao al prossimo articolo!

Di seguito trovi la classifica amatori e quella assoluta.

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Sul web trovi facilmente centinaia di siti che mostrano quali esercizi fare per ottenere un addome invidiabile, tutti sicuramente molto efficaci, ma nessuno ti spiega gli accorgimenti necessari da tenere in considerazione durate l’esecuzione.

Oggi voglio rivelarti qualche “trucco del mestiere” per permetterti di ottimizzare e dare il giusto “peso” agli esercizi che stai facendo per tonificare il tuo addome.

Le indicazioni che ti fornirò di seguito sono valide per il 95% degli esercizi studiati per allenare i muscoli addominali.

Trucco del mestiere n° 1: la respirazione

Quasi tutti sanno che durante gli esercizi per i muscoli addominali è bene espirare (buttare fuori l’aria) durante la fase concentrica (ovvero di risalita nel “classico” esercizio di crunch) ed inspirare durante la fase eccentrica (o di ritorno alla posizione di partenza). In pochi, o nessuno, spiega però che l’espirazione deve essere massimale (o forzata), ovvero buttare fuori dai polmoni tutta l’aria (fino all’ultimo centilitro di ossigeno….), in modo da obbligare i muscoli addominali a contrarsi ulteriormente. Infatti “gli addominali” sono muscoli che hanno anche la funzione di permettere alla gabbia toracica di svuotarsi completamente.

Trucco del mestiere n° 2: contrazione isometrica volontaria

Altra cosa poco nota è quella di ricercare una contrazione isometrica volontaria dei muscoli addominali nel momento di massima tensione muscolare in modo da andare a richiamare più miofibrille (unità motoria di base di un muscolo) possibili. Tu ora ti chiederai: “ma cosa pazzo è una contrazione isometrica volontaria degli addominali…..?”

La risposta è molto semplice: hai in mente cosa fai quando sei in bagno e sei un po’ stitico/a…..? :-D Ecco quella è una contrazione isometrica degli addominali…. :-) . In quel frangente contrai volontariamente gli addominali per “strizzare” l’intestino e favorire l’espulsione dell’indesiderato ospite…….. :-D :-D . Scusami il greve esempio…, ma è molto chiarificatore…..

Trucco del mestiere n° 3: movimenti lenti

Vedo spesso nelle palestre persone che eseguono esercizi per gli addominali “alla velocità della luce”:  non fanno in tempo ad appoggiare la schiena a terra che subito ripartono a “razzo” come se il pavimento scottasse… :-) . Niente di più sbagliato!!!! Infatti più un movimento viene fatto velocemente, più diventa facile, sfurttando la cosiddetta forza elastica del muscolo.

Quindi, dato che l’obiettivo dell’allenamento è faticare e dare stimolo al muscolo bersaglio (nel nostro esempio, i muscoli addominali, ma vale per tutti i muscoli), occorre eseguire movimenti molto lenti, nella fattispecie quello di salita (fase concentrica) deve durare quanto l’espirazione (almeno 2/4 secondi) e quello di discesa (fase eccentrica) quanto l’inspirazione (almeno 3/5 secondi).

Trucco del mestiere n° 4: massima escursione

Il movimento di flessione della colonna vertebrale deve essere massimale, bisogna adare a cercare la massima escursione articolare. Fermarsi prima del “limite” reale di flessione impedisce, infatti, il reclutamento di tutte le miofibrille muscolari. Poca escursione=poca intensità=poco stimolo=pochi risultati….!!

Spero che questi “trucchi del mestiere” ti siano d’aiuto per i tuoi futuri allenamenti per i muscoli addominali!!

Se vuoi approfondire l’argomento, non esitare a lasciarmi un commento, sarò felice di risponderti!! :-)

Ciao, a presto, al prossimo articolo!!

P.s.: e se vuoi un programma completo sull’allenamento dei muscoli addominali…, ricordati che ho elaborato Abdominal Power Workout appositamente per i “cultori” degli addominali!!!!

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