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Alla ricerca del Fitness con la Wii

23 Gennaio 2012 Scritto da Marco Caggiati in Allenamento

Era già da parecchio tempo che volevo scrivere un articolo sul Fitness e la consolle Wii, e l’amico Matteo Cavalieri mi ha dato il cosiddetto “calcio nel sedere” per farlo! :-) Matteo tramite il forum “Chiedilo a Marco”, mi ha posto questa domanda:
“Cosa ne pensi della WII? Ho passato un pomeriggio con amici a giocare con la WII. Cosa mi sai dire di questi oggetti? In particolare, sui programmi di allenamento di WII FIT PLUS con la balance board. LA BB ti controlla il peso, ti guida negli esercizi di Yoga, ti fa una sorta di scheda di allenamento e “ti cazzia” se non li fai tutti i giorni. Lo so che dirai che non esistono scorciatoie, ma almeno nella WII la fatica la fa chi sta usando!!!” 

Per chi non lo sapesse “la Wii” è una consolle della Nintendo che ha rivoluzionato il mercato dei giochi elettronici, fino a quel periodo dominato soprattutto dalla famosa Playstation della Sony.
La rivoluzione è basata su un principio semplice e straordinario allo stesso tempo. Fino all’arrivo della Wii i videogiochi si utilizzavano tramite l’ausilio di Joystick o Joypad pieni di tasti e levette da gestire comodamente “stravaccati” sul divano :-D Ogni gioco ti impegnava “mentalmente” richiedendo molta attenzione, ma niente di più. 

 

Joypad per Playstation 

Tipico Giocatore Playstation 

Tipico Giocatore Playstation 

I tecnici della Nintendo Wii hanno pensato di “obbligare” l’utilizzatore ad alzarsi dal divano e a muoversi in maniera interattiva con il gioco. Il controller definito “Wii Motion” rileva infatti ogni movimento dell’arto dell’utilizzatore tramite degli “accelerometri” che percepiscono la velocità di spostamento dell’arto e la sua direzione a 360° nello spazio. Il tutto si “traduce” in un controller grosso più o meno come un telecomando del televisore, quasi completamente privo di tasti, che rende il gioco decisamente più semplice, intuitivo, divertente ed accessibile a tutti!! 

Controller Wii Motion 

Controller Wii Motion 

Il lancio commerciale della consolle Wii è avvenuto con il pacchetto “Sport” che contemplava la simulazione di alcune attività sportive come Tennis, Bowling, Golf e Pugilato. In breve la Wii ha ottenuto un grandissimo successo soprattutto perché ha reso semplice ed appetibile l’utilizzo delle consolle appannaggio, fino a quel momento, di appassionati di giochi elettronici soprattutto di sesso maschile. Successivamente sono stati creati diversi giochi e, come mai successo prima, un programma chiamato “Wii Fit Plus” per l’allenamento, venduto in associazione ad una “balance board” (una sorta di step elettronico che rileva lo spostamento dell’utilizzatore) da utilizzare al posto dell’abituale controller “Wii Motion”. 

Wii balance board 

Wii balance board 

Non ti nego di essere stato affascinato subito “dall’idea”, ma di aver resistito alla tentazione in quanto conscio del poco tempo a disposizione per utilizzare la Wii.
Una “imperdibile” offerta in un supermercato l’estate scorsa mi ha fatto però abbassare tutte le difese e mi sono “arreso” acquistandola!! :-D
Ora ti racconterò il mio primo approccio con la Wii che non è tanto edificante, ma rappresenta un aneddoto chiarificatore e divertente che ti farà capire subito cosa penso della “Wii”. 

Complice il fatto che la mia famiglia era al mare e quindi avevo da investire un po’ di tempo libero, al ritorno dal lavoro ho scartato la mia Wii ed ho iniziato a giocare. La serata era calda….e io non avevo l’aria condizionata. Se mi segui da un po’ sai che il mio spirito agonistico non è secondo a nessuno…, tu lanciami una sfida ed io mi impegnerò fino allo spasimo per vincerla.. :-D . Quindi ho iniziato un duello “alla morte” con gli avversari “virtuali” del gioco, impegnandomi soprattutto nel Ping Pong e in un gioco simile alla scherma (del quale non ricordo mai il nome.. :-D si chiama “più o meno”  Chanbara :-D ). 

Wii Chanbara 

Wii Chanbara 

In sintesi, dopo solo 30 minuti di gioco la scena che si sarebbe presentata a chi avesse aperto la porta di casa sarebbe stata questa. 

Io in mutande, madido di sudore, con una bottiglia d’acqua da 1,5 l quasi vuota sul tavolo, che mostravo il pugno in segno di vittoria urlando “Siiiiii” ogni volta che facevo un punto all’avversario….. :-D :-D . Lo so, sono brutte scene, ma così mi ero ridotto… :-D La cosa per me interessante è stato ascoltare, il giorno seguente, tutti gli indolenzimenti muscolari che l’attività mi aveva lasciato!!! Subito ho pensato: “se fanno male i muscoli a me, che un “pochino” sono allenato……., pensa che benefici può dare ad un sedentario!!!! :-) Poi ho avuto la possibilità di provare il programma “Wii Fit Plus” e la Balance Board da un amico e la mia ammirazione nei confronti degli “uomini della Nintendo” è aumentata maggiormente! 

Conclusioni

Ritengo che l’utilizzo della consolle Wii possa essere un ottimo e divertente modo di fare attività motoria soprattutto per un sedentario e che rappresenti un cambiamento epocale rispetto alle “vecchie” console che facevano passare ore seduti a “far niente”. Quindi ben venga.., però (perché c’è sempre un però nella vita.. :-D ) a condizione che venga utilizzata con “lo spirito giusto”. 

Mi spiego meglio..: dato che “fatta la legge, trovato l’inganno”, ho visto parecchi giocatori ottimizzare al risparmio i movimenti per far funzionare il gioco spendendo meno energie possibile….. (non c’è niente da fare…, la pigrizia è “una brutta bestia”!!!! :-D ). Ti faccio un esempio molto semplice. Io quando gioco a Tennis con la Wii mi sposto come se fossi in campo veramente, facendo gesti ampi e fedeli alla realtà, in quanto mi viene spontaneo fare così… Ho giocato con alcuni “Re della pigrizia” che invece spostano unicamente il polso, rimanendo quasi immobili,  riducendo il movimento al minimo indispensabile per far funzionare il gioco.. Ecco, questo penso non sia il modo giusto di “interpretare la Wii”….. :-D  

wii-tennis 

Giusta “interpretazione” di Wii-tennis 

Per quanto riguarda il programma Wii Fit presenta ovviamente tutti i problemi di un programma di lavoro non personalizzato che non contempla le necessità specifiche del soggetto che la utilizza e quindi non è ASSOLUTAMENTE paragonabile ad un programma fatto “ad hoc” da un professionista. Il suo utilizzo potrebbe essere contemplato come implementazione ad un programma d’allenamento che prevede anche altre attività. Mi è già capitato di fare programmi d’allenamento che prevedano anche sessioni con la Wii Fit…. :-D  

Quindi rispondendo all’amico Matteo (noto pigrone…. :-D ), se con la Wii sei stimolato ad allenarti ad uscire dall’ozio e farlo con costanza e determinazione, allora fallo subito e io porterò avanti la proposta di “beatificazione” della Wii presso il Vaticano!! :-D San Nintendo!!!! :-D
Ciao al prossimo articolo e buon allenamento.., anche con la Wii!!
P.s. se per allenarti vuoi qualcosa, magari di meno divertente :-D ,  ma sicuramente più efficace, ti consiglio i miei programmi Pancia Piatta Facile e Fitness in 7 minuti!

Pancia Piatta

L’industria del Marketing è brava a fare una cosa: individuare i bisogni dei potenziali clienti e creare “ad hoc” un prodotto che li soddisfi. L’industria delle “creme dimagranti” non fa eccezione… Nel fornire una soluzione ad un problema non c’è niente di male……., vendere però una crema che fa “di tutto ” fuorchè attivare il processo di dimagrimento rappresenta una vera e propria TRUFFA!!!!

Basta entrare in una comune farmacia per vedere sul bancone diverse creme che promettono la riduzione del grasso in eccesso, grazie all’azione “lipolitica” dei sui magici componenti.  Iodase, thermogenic cream, liposolv sono solo le più reclamizzate….

Leggendo a lato delle confezioni si scorgono nomi esotici come la centella asiatica o l’estratto di hedera helix………., iniseme a nomi più noti come la caffeina….

L’idea non è certo male…, mi do una bella spalmata di crema e lei fa il “lavoro sporco” per me…., niente alimentazione controllata e niente faticosi esercizi……, così in molti si fanno ammaliare da questo attraente miraggio…!!! :-(

Mi dispiace dirti che il business delle creme bruciagrassi è un ottimo affare per chi le produce e commercializza, ma un pessimo investimento per chi le acquista, in quanto sono PERFETTAMENTE INUTILI!!!!  La maggior parte di esse ha un effetto diretto a livello di derma e cute, spesso riscaldante, che fornisce “l’idea” che il calore generato” bruci i grassi”…… Se il calore fosse utile per dimagrire allora sarebbe sufficiente andare a letto con una bella borsa dell’acqua calda sulla pancia :-) e costerebbe anche molto meno dei 40€ di media di una crema di questo tipo……. :-) .

Quindi l’effetto delle creme “dimagranti” è transitorio, non va ad agire sul dimagrimento ed è esclusivamente limitato al derma, quindi sono da considerarsi nè più nè meno delle creme cosmetiche che migliorano il tono della pelle.

Certo che al momento dell’acquisto, quando la mano si protende verso il “magico” tubetto…, basterebbe fermarsi  a ragionare un attimo e pensare: “come fa una semplice crema a cambiare un processo metabolico articolato, basato sull’introito e sul consumo calorico..? Come fa ad agire se continuo a mangiare le stesse cose e a non allenarmi…? Cavoli, sarebbe la scoperta del secolo!! Oppure, più semplicemente: “ma se me la metto sul sedere….., funzionerà anche lì….? E se me la metto solo sulla “chiappa” destra…, dimagrirà solo quella…..? :-D :-D

La cosa che mi diverte di più è sempre il fatto di vedere che vengono prodotte versioni da donna e da uomo…, come se il processo di dimagrimento negli esseri umani fosse in qualche modo “sessuato”…….. :-)

Insomma “sa di bufala” a prima vista!!!! :-)

Però la cosa che mi dispiace maggiormente di tutta “la vicenda” è che queste creme si trovano nei negozi di integratori alimentari, nelle palestre, nelle profumerie e, purtroppo anche nelle farmacie….. Ultimamente ho l’impressione che il farmacista potrebbe farlo chiunque abbia conseguito un qualsiasi diploma di scuola media superiore…

Se ci pensi bene oggi il farmacista non è più “l’alchimista” che ti prepara il farmaco su misura per la tua patologia, con in mano misurini ed ampolle…., ma è un semplice commesso, al quale non serve certamente una laurea….. I farmaci da banco non hanno bisogno di prescrizioni medica e quindi te li danno senza fare troppe domande…, quelli con obbligo di ricetta te li danno perchè la responsabilità è del medico….., e le  cose “extra” che vendono sono “stupidate” che trovi anche nei supermercati (assorbenti intimi, pappine per neonati, integratori alimentari, cosmetici ecc…)…

Però la farmacia è un luogo dove “il consumatore” si sente istintivamente “al sicuro”, dove “ci si può fidare” di ciò che si acquista……, quindi, qualcuno potrebbe essere portato a pensare che ciò che viene venduto in farmacia…., funzioni……, perchè altrimenti non sarebbe etico vendere una pomata “dimagrante” quando in realtà non è così…….. Sarebbe come vendere un antinfiammatorio che, una volta assunto, ti lascia il dolore…!!!!

Il farmacista ti vende TUTTO ciò che gli permette di fare business e non si preoccupa di affibbiarti una pomata che è una vera e propria TRUFFA!!!! Questo non è etico in quanto il farmacista (che è un laureato e conosce perfettamente il funzionamento dell’organismo) sa perfettamente ciò che sta facendo….., e se non lo sa….. ha sprecato qualche anno all’università……

CONCLUSIONI

Il mio monito è sempre lo stesso…, diffida di chi ti propone scorciatoie…, la fisiologia ha le sue regole e i suoi tempi che nessuna crema o integratore può cambiare!!

L’applicazione  di una dieta equilibrata e di un allenamento, studiati su misura, ti possono permettere di ottenere risultati strabilianti!!! Questi risultati ti costeranno però impegno, determinazione, rispetto delle regole, costanza…, tutti comportamenti che ultimamente, nella società del “subito e senza fatica”, hanno perso un po’ di significato….

Al bando quindi le creme dimagranti per la pancia e….,  per qualsiasi altra parte del corpo!!!!!  :-)

Ciao a presto e buon allenamento!!! :-)

P.s.: a proposito di pancia….., se vuoi imparare un metodo che ti faccia perdere veramente cm nel tuo giro vita…, leggi ciò che ho scritto in questa lettera……

P.P.s.: se ti piacciono i miei post… fammi una cortesia… clicca su “mi piace” alla tua dx. Thanks ;-)

 

Effetto dimagrante post allenamento

10 Gennaio 2012 Scritto da Marco Caggiati in "Luoghi Comuni", Allenamento Dimagrimento

dimagrimento graduale 

Quando si parla di dimagrimento si “cade” spesso nel “tranello” del porre troppa attenzione a quante calorie si consumano durante un allenamento. Quindi i neofiti si buttano spesso sulla disciplina che permette loro di consumare più calorie nell’unità di tempo. I più evoluti sanno che, più che le calorie consumate, è importante concentrarsi sul metabolismo energetico utilizzato. Il famoso “lavoro aerobico” sappiamo che è considerato (non sempre a ragione vedi articolo) il miglior allenamento per dimagrire. 

In pochi però conoscono quello che gli americani definiscono effetto “after burning” che io ho ribattezzato come effetto “dimagrante post allenamento”. 

Vediamo in cosa consiste…. Ti ho parlato spesso di BCM (Body Cellular Mass) che tradotta in italiano significa massa cellulare metabolicamente attiva, ovvero quella parte di Massa Muscolare che è responsabile del consumo d’ossigeno e della “vitalità” dell’organismo. In sintesi…, più la BCM è alta più il metabolismo basale è alto e più calorie si consumano anche quando si sta seduti davanti alla televisione……. :-)  

Questo è un semplice ma non trascurabile aspetto che bisogna considerare quando si progetta un allenamento mirato al dimagrimento!! 

Come fare quindi per incentivare l’effetto dimagrante post allenamento…..? Occorre prima di tutto lavorare sull’aumento del tono muscolare con esercizi che nulla hanno a che vedere con il lavoro cardiovascolare “convenzionale”. Inoltre è opportuno lavorare anche sull’aumento della massa muscolare. 

So che a questo punto qualche gentile donzella avrà stampato sul viso un’espressione di vivo orrore al solo pensiero di “mettere su” qualche kg di muscoli!!! :-D Quando ti parlo di aumento di massa muscolare intendo nei punti giusti e rimanendo nei canoni estetici di una donna….. 

Ricordati che un bel “lato b” è certamente fatto da due glutei sodi e muscolosi….., per intenderci…, “quella roba” che vedi qui sotto non è proprio quello che si può definire un sedere muscoloso…. 

sedere flaccido 

Questo invece è ciò che intendo io……… :-)  

glutei muscolosi e sodi 

Meglio avere pesare qualche kg in meno sulla bilancia ed entrare in una taglia “38″ o pesare qualche kg in più, entrare in una taglia 42, e avere i glutei ritratti qui sopra..? Ci siamo capiti vero..? Quindi passiamo oltre… 

Per ottenere un dimagrimento duraturo bisogna traformare l’organismo in una “centrale a carbone” che “brucia” grasso costantemente, 24 ore su 24…. Bisogna dare importanza alla media di consumo giornaliero più che a quante calorie si bruciano durante l’allenamento….. 

Viceversa…, dovrai lottare sempre con la bilancia e lamentarti perchè ingrassi facilmente solo “guardando” certi cibi….. Bisogna considerare i muscoli anche come un mezzo per consumare calorie anche quando sei a letto e non solo come “qualcosa” che modifica l’estetica del tuo corpo…. 

In sintesi, l’allenamento ideale per il dimagrimento deve contemplare un lavoro che miri al tono muscolare, una parte più o meno importante, a seconda della morfologia e dalla base genetica (si nasce più o meno muscolosi..) all’aumento della massa muscolare (massa muscolare non è un sinonimo di tono muscolare) ed infine un  lavoro cardiovascolare sia in regime aerobico puro (al 70/75% della riserva di massima fequenza cardiaca teorica) che andando a sfiorare senza oltrepassarla la famosa soglia anaerobica (all’incirca al 85-90%). Non bisogna dimenticare , ovviamente, anche una dieta moderatamente ipocalorica bilanciata….. 

Questo è tutto per oggi!! 

Buon allenamento e buon  dimagrimento! 

P.s.: in Pancia Piatta Facile trovi alcune tecniche per stimolare l’effetto dimagrante post allenamento!! ;-)

sesso e allenamento

Poco tempo fa ho scritto un’articolo in cui, in sintesi, ho elencato quali sono i fattori fisiologici che rendono l’attività sessuale migliore se si effettuano costanti allenamenti.  Non ci sono dubbi: chi fa attività motoria sicuramente riesce a godere pienamente e maggiormente del sesso rispetto ad un sedentario!!

Oggi voglio dedicare l’articolo settimanale rispondendo ad un quesito importante:

Quanto è importante la “fisicità” nell’atto sessuale? E più precisamente, quanto importa l’aspetto fisico per avere un rapporto sessuale gratificante? Ed ancora…, quanto è importante la “prestanza atletica”?

Il fatto di fare sesso con un partner più o meno fisicato non rappresenta in assoluto una condizione necessaria per attrarre il sesso opposto e per dare il  “la” all’eccitazione che sta alla base dell’attività sessuale.

Il vecchio detto popolare “non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace” sintetizza ottimamente il concetto!!! :-D Quindi dimeticati che un corpo snello e muscoloso sia il lascia passare per eccitare il sesso opposto!!!

L’eccitazione è un processo soprattutto “mentale” che segue regole che vanno al di fuori della “fisicità”!!

Ti sarà sicuramente capitato vedendo una coppia al ristorante o per strada di pensare: “ma come fa quello li a stare con una donna così bella..!?!?!?” oppure “Come avrà fatto quella racchia a conquistare un uomo così bello”???

La risposta a questo “dilemma” si cela tutto dietro alla parola “fascino” che spesso non è sinonimo di “bellezza”!! Quindi se il tuo obiettivo è ottenere un fisico scultoreo per aumentare l’eccitazione del/della tuo/a partner……, non è una strategia produttiva…

Un aspetto fisico impeccabile non è indispensabile per praticare buon sesso…., ma la fisicità, intesa come prestanza atletica…, invece lo è….?

La risposta è decisamente si…, a patto che si dia per scontato che il/la partner oltre ad essere ben allenato/a sia anche abile amante e conosca i “trucchi del mestiere” per coinvolgere emotivamente il/la compagno/a.

Il sesso, per essere praticato nel migliore dei modi in tutte le sue sfaccettature e senza limiti, ha bisogno che entrambi i partner abbiano una buona condizione atletica, che permetta loro di “impegnarsi” liberamente in tutte le posizioni desiderate.

Mi immagino per esempio i limiti che possono avere due soggetti in forte sovrappeso nell’esprimere la propria sessualità…., alcune posizioni sono certamente precluse in partenza…. Oppure il venire meno della forza nelle gambe o nelle braccia in soggetti normopeso ma non allenati….

Senza entrare in particolari troppo “osé” lascio che tu pensi liberamente alle tue esperienze sessuali e a tutte le volte che hai dovuto abbandonare una posizione piacevole in quanto hai pensato: “oddio non ce la faccio più!!” :-)

Come ovviare quindi a questi problemi..?

Ecco di seguito un allenamento utile per farti trovare pronto/a fisicamente al tuo prossimo appuntamento intimo… :-)

Gli esercizi numero 1,2 e 3 vanno eseguiti “a circuito” senza recupero per 3-4 volte. L’esercizio numero 4 va fatto alla fine dell’allenamento per almeno 2 minuti.

Esercizio N.1

Isometria da decubito pronoISOMETRIA DA DECUBITO PRONO

Stai nella posizione ritratta in figura per almeno 30″ per poi arrivare gradualmente ad 1′. Alterna 1 giro in appoggio sui gomiti ed un giro in appoggio sulle mani con i gomiti estesi.

Esercizio N. 2

Squat a corpo libero con molleggi

SQUAT A CORPO LIBERO CON MOLLEGGI

Esegui 15 ripetizioni di squat a corpo libero  “normali” seguite da 15 molleggi bassi, all’altezza delle ginocchia, (movimenti veloci di piccola ampiezza) consecutivi senza fermarti.

Esercizio N.3

Step

STEP

Sali e scendi le scale di casa tua per 10 minuti consecutivi evitando un eccessivo affanno. In assenza di scale usa un panchetto come nella figura.

Esercizio N.4

Adduttori

Mettiti nella posizione ritratta in figura e divarica il più possibile le gambe, devi sentire tensione nell’interno coscia. Stai nella posizione almeno 2 minuti e quando senti la tensione muscolare che cala, aumenta l’ampiezza della divaricata (la distanza tra le ginocchia).

Fai questo allenamento almeno 3 volte alla settimana per almeno 1 mese e, se abitualmente non ti alleni, vedrai che “sotto le coperte” tutto diventerà più facile!!! :-)

Per oggi è tutto!! Se vuoi approfondire l’argomento non esitare a lasciarmi un commento!!!

Ciao a presto e buon allenamento e, almeno per oggi, ti auguro anche  buon sesso!! :-)

Allenarsi a Natale!!!

26 Dicembre 2011 Scritto da Marco Caggiati in Alimentazione, Allenamento

abbuffata natalizia

Come tutti gli anni…, “siamo alle solite”…!!! I miei clienti con espressione preoccupata mi chiedono: “Marco.., ma come faccio a Natale con l’allenamento e l’alimentazione”!?!?!?!!

Io sinteticamente rispondo: “Bisogna stare tranquilli perchè “Il Natale” sarà sempre nella tua vita e quindi bisogna solo attrezzarsi per far sì che sia solo un piacevole ricordo e non un’occasione di rimpianto per quanto fatto….”

Quindi oggi ti darò alcune dritte su come passare le feste Natalizie…, oggi è Santo Stefano e quindi sei ancora in tempo per “correre ai ripari”. Le “parole d’ordine” sono attività motoria e compenso alimentare!!

Le Festività Natalizie dovrebbero darti la possibilità di avere più tempo, almeno lo spero…. :-) , per allenarti. I ritmi della tua vita dovrebbero essere più lenti e aggiungere dei mini allenamenti durante le feste non dovrebbe essere un problema…

In molti sono preoccupati per quanti kg in più sulla bilancia si ritroveranno nell’anno nuovo e, devo dire, che hanno proprio ragione, in quanto la “dieta” tipica in questi giorni è potenzialmente molto pericolosa. Cibi ricchi di zuccheri e grassi come panettone, pandoro, torrone, frutta secca, cotechino ecc.. e bevande alcoliche vengono ingurgitati facilmente introducendo migliaia di K/cal in pochissimo tempo… Bisogna quindi “attrezzarsi” per evitare il “disastro”, senza però rinunciare ai piaceri della tavola e al “rito” dei pranzi e delle cene natalizie!! :-D

Di seguito ti fornisco i “5 passi” da seguire per evitare di dover “piangere lacrime di coccodrillo” dopo l’Epifania!!

1. Durante i pasti “canonici” in cui si “celebrano” le festività (vigilia di  Natale, Natale, S.Stefano, 31 dicembre ed Epifania) ritieniti libero/a di mangiare ciò che vuoi senza però violentare il tuo apparato gastrico, che significa evitare di sentire lo stomaco che “tira” perchè colmo di cibo!! Quando non hai più fame smettila!! NON mangiare per ingordigia o per golosità!!! Se fai fatica a capire quando sei pieno/a alzati in piedi spesso e fai un giro per la casa, magari a prendere una “boccata d’aria”. In questo modo potrai sentire subito se lo stomaco è pieno e potrai fermarti prima di aver esagerato!

2. Non far sì che tutto il mese di dicembre diventi una scusa per mangiare tutto ciò che vuoi.. Cinque giorni, in un mese, di “delirio alimentare” non fanno media e l’organismo non li subisce più di tanto!! La stessa cosa se ci pensi bene vale anche “in positivo”. Se una persona in sovrappeso mangiasse correttamente solo 5 giorni al mese certamente non dimagrirebbe……

3. Compensa il pasto precedente o successivo a quello dove “si festeggia”. Personalmente mi alimento con spuntini a base di frutta e il mio pasto di “compenso” è composto da verdura mista con legumi. E’ il mio corpo che me lo chiede, non devo fare nessuno sforzo, sento proprio la necessità di mangiare frutta e verdura, in quanto sento tutta la bocca “felpata” come un mocassino scamosciato!! :-D Se ne senti la necessità mangia a base di frutta e verdura anche il giorno dopo!

4. Come anticipato qualche riga fa, dovresti avere il tempo di fare più attività motoria rispetto al solito. Dopo un pranzo o una cena “nuziale” non stravaccarti sul divano a russare come un leone marino :-) ……., infila un paio di scarpe comode e fai una bella passeggiata, ti aiuterà a digerire e a consumare un po’ di calorie in eccesso!! Personalmente faccio sempre una bella corsetta di circa 8/10 km che mi rigenera e mi aiuta a disintossicare il mio organismo!! Logicamente la corsa non è adatta per un allenamento immediatamente dopo il pasto!! Io corro abitualmente dopo circa 3 ore dal pasto, una passeggiata va bene ugualmente, l’importante è che duri almeno 40 minuti e che sia continuativa. La passeggiata stile shopping non va bene per intenderci… :-) Se proprio non ti piace il “filone podistico” allora dedicati ad una qualsiasi altro allenamento di tipo cardiovascolare.

5. Se hai la possibilità fai una sauna o un bagno turco, ti permetterà tramite una sudorazione abbondante di buttare fuori le tossine introdotte con il cibo!

Questi semplici “5 passi” sono facili da seguire…… quanto è altrettanto facile fregarsene….., spetta a te la scelta!!!!! :-) :-D

Per oggi è tutto!!! Colgo l’occasione per augurarti buon proseguimento di feste!!! :-)

P.s.: se anche durante le festività hai mille impegni e non hai tempo di allenarti…, FITNESS IN 7 MINUTI è ciò che fa per te!!!! :-)

Allenamento: chi se ne frega di cosa!!!!

16 Dicembre 2011 Scritto da Marco Caggiati in Allenamento, Cose da sapere

Non ne posso più  

Questa è l’espressione che mi si stampa in viso ogni 10 volte che mi viene chiesto: cosa devo fare per rassodare i glutei, cosa devo fare per avere un addome piatto, cosa devo fare per dimagrire, cosa devo fare per correre più veloce????? E urlo: Bastaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!! :-D   

Sai perchè…? Perchè poco importa cosa fai…., quando lo fai male.., quando non sai COME farlo!!! Ci sono persone in perenne ricerca “dell’esercizio migliore” per raggiungere il loro obiettivo, come se fossero degli Indiana Jones del Fitness!!!!! :-D   

Mi dispiace deluderli, ma devo dire che non esistono esercizi migliori di altri, ma solo buone esecuzioni e cattive esecuzioni!!! E’ impossibile stilare una classifica dei migliori esercizi…., se vogliamo proprio “metterli in fila” si possono suddividere in base alla loro difficoltà biomeccanica…. A parità di corretta esecuzione esistono esercizi “facili”, adatti ai principianti, ed esercizi “difficili”, adatti a praticanti più evoluti!!! Sono tutti efficaci allo stesso modo….  

A volte quando sono in palestra con un cliente, nei momenti di pausa, mi capita di “scannerizzare” con lo sguardo gli avventori del centro e vedo cose che mi fanno saltare alla mente pensieri tipo questo: “quello li poteva stare a casa che avrebbe ottenuto gli stessi risultati!!!”  

Ne vedo veramente di tutti i colori!! Venerdì scorso osservavo un ragazzo che si stava allenando con in mano il suo cellulare… Faceva una serie di pettorali alla panca piana senza arrivare all’esaurimento muscolare poi si concentrava sul telefonino per 3-5 minuti, poi un’altra serie, tutte terminate decisamente “prima del tempo”……  

Sbirciando la sua scheda d’allenamento ho notato che stava seguendo un programma  per lo sviluppo della massa muscolare.  

Devi sapere che i muscoli “per crescere” hanno bisogno soprattutto di tre cose……: INTENSITA’, INTENSITA’ ED INTENSITA’!!! :-) Tradotto significa che se nel tuo programma d’allenamento c’è scritto che devi fare 4 serie da 10 ripetizioni…, è perfettamente inutile che tu faccia 10 ripetizioni con un carico esterno che ti permetta di farne anche 15 o addirittura 20……. (se ti fermi a 10 non ottieni l’esaurimento muscolare).  

Devi mettere in crisi i tuoi muscoli, li devi stressare al punto che loro reagiscano nei giorni successivi con una risposta ipertrofica (diventano più grossi e forti!!). Non solo…, il tempo di recupero ha un ruolo fondamentale……. Il recupero, in un protocollo d’allenamento per l’ipertrofia, deve essere incompleto….!! Non bisogna lasciare tempo ai muscoli di riprendersi completamente….. Quindi perdere 5 minuti a scrivere un sms e permettere un recupero completo è un “AUTOGOL PAZZESCO”!!!!  

Questo è solo un piccolo esempio per farti capire che il COME è nettamente più importante del COSA fare!!!! Il segreto del successo sta TUTTO NEL COME!!!!  E’ per questo motivo che io ho dedicato la mia vita professionale ad insegnare alle persone come fare le gli esercizi nel modo corretto per avere la garanzia di non sprecare il proprio tempo….  

Oggi voglio farti un regalo e spiegarti come fare uno dei più semplici e bistrattati esercizi per allenare gli addominali, da tanti definito “troppo semplice”!!! :-)   Mi scappa sempre da ridere quando metto in difficoltà persone, in teoria, molto allenate facendogli fare 3 “semplici” serie da 15 ripetizioni di “sit up” a terra….  Soprattutto quando mi dicono: “bah.., io ne faccio centinaia di sit up……!!!!” e io rispondo: “evidentemente li fai con il sedere”……. :-D   

Sit up a terra

SIT UP  

Il Sit up a terra è il “classico” esercizio per gli addominali retti che, chiunque abbia mai fatto anche solo l’ora di educazione fisica a scuola, ha eseguito almeno una volta!!! :-)   

Ora ti spiego cosa accade quando chiedo ad un nuovo cliente di farmi vedere come lo fa:  

1) Esegue un movimento molto rapido  

2) Chiude i gomiti verso “avanti”  

3) Appiccica il mento sullo sterno  

4) Rimane in apnea  

5) In ogni ripetizione prende “lo slancio”  

6) Appoggia la testa a terra ogni ripetizione  

7) Stacca i piedi da terra durante le ripetizioni  

Quelli che ti ho appena elencato sono tutti modi per semplificare l’esecuzione dell’esercizio e alla sfilza di escamotage per “farla franca” manca solo aiutarsi “con i peli delle ascelle” !!!! :-D Tutti questi errori costringono il soggetto a dover eseguire centinaia di ripetizioni per ottenere un risultato che spesso non è nemmeno paragonabile a ciò che si potrebbe ottenere eseguendolo correttamente…..!  

Ora vediamo qual’è il modo giusto (ovvero il “come”) di eseguire il Sit up a terra:  

Posizione di partenza

Supino, gambe piegate, talloni più vicino possibile ai glutei, mani sulla nuca, gomiti “larghi” (con la conda dell’occhio non si devono vedere…) e testa staccata da terra 10 cm.  

Esecuzione

1) Effettua un’espirazione profonda e completa (come se stessi gonfiando un palloncino)  

2) Risucchia l’ombelico verso l’interno (come se potessi farlo uscire dalla schiena..)  

3) Contrai i muscoli perineali (come se dovessi trattenere la pipì….)  

4) Appena iniziata l’espirazione fletti il busto mantenendo la testa rilassata sulle mani  (come se fossi dal parrucchiere quando ti lava i capelli….. :-) )  

5) Sali il più possibile guardando con lo sguardo il soffitto  

6) Rimani nella posizione di massima flessione del busto per circa 5 secondi e certamente non prima della fine dell’espirazione forzata (fin che hai aria nei polmoni, rimani “su”)  

7) Associa una contrazione volontaria dei muscoli addominali (come se dovessi comprimere l’intestino, io lo chiamo effetto “corsetto addominale”).  

8) Scendi alla posizione di partenza lentamente ed inspirando per poi ricominciare da capo. Ogni ripetizione dovrebbe durare non meno di 7-8 secondi.  

Metti in atto tutti questi accorgimenti e vedrai che avrai più rispetto per il “sit up” :-D .  

Conclusioni

Non andare alla ricerca di “miracolosi” esercizi…:  nella stragrande maggioranza dei casi è sufficiente fare semplici esercizi nel modo corretto!!!  Il COME vince 10 a 0 contro il COSA!!! :-)   

Ciao a presto e buon allenamento!! :-)   

   

P.s: se vuoi sapere tutto sul COME fare per allenare efficacemente i muscoli addominali devi leggere obbligatoriamente questa lettera!! :-)   

statua greca

Giornalmente ricevo  mail di lettori che mi chiedono consigli su come sviluppare i pettorali, tonificare i glutei o appiattire la pancia; spesso si lamentano in quanto la natura non li ha dotati di spalle larghe (gli uomini) o di fianchi stretti (le donne) e io penso che è proprio vero che si vuole sempre quello che non si ha…….. :-)

Battute a parte…., queste “richieste” mi fanno sempre pensare al fatto che tante persone pensano all’allenamento unicamente come metodo per cambiare le forme del proprio corpo dal punto di vista estetico, per diventare “più belli” quando, invece, un bel corpo è solo una piacevole conseguenza degli allenamenti fatti per mantenere in buona condizione l’organismo “in toto”!!!!

Ricordati che un corpo in perfetta efficienza è anche un corpo bello! Per spiagarti meglio il concetto osserva attentamente le due foto che seguono…….

Yelena_Isinbaeva

Usain Bolt

Pensi che questi due atleti mentre si allenano pensino a quanto diventerà bello il loro sedere o gli addominali…????? Ti assicuro di no…, pensano solo ad essere più efficienti e curare nel dettaglio il buon funzionamento  del loro corpo, per essere più veloci, saltare più in alto, essere più resistenti ecc…..

“La funzione regola la forma…….”

Un corpo efficiente sarà anche un corpo bello…, ricordatelo……. Spesso non è vero però il contrario…… Penso a tal proposito al corpo di un Body Builder (che punta unicamente ad ottenere un risultato estetico) che può apparire bello (logicamente a seconda dei “gusti”, il corpo di un BodyBuilder non rientra, per esempio,  nei miei ideali estetici…..), ma ha sicuramente delle “pecche” per quanto riguarda la funzionalità.

Body Builder

Mi piacerebbe tanto osservare l’ipertrofico ragazzo ritratto nell’immagine qui sopra correre i 110 metri ad ostacoli o semplicemente correre al mio fianco 5 km (che rappresento assolutamente la media dell’atletismo nazionale, in quanto i miei risultati sono sempre mediocri in termini assoluti, se in una competizione siamo in 100, per intenderci, io arrivo 40 esimo…. :-) ). Molto probabilmente nella corsa ad ostacoli qualche tendine o ventre muscolare passerebbe a “miglior vita” e durante la corsa di durata dopo qualche km me lo lascierei alle spalle con 1 metro di lingua che tocca terra :-D in quanto il suo peso (non funzionale) rappresenterebbe un enorme handicap unitamente ad uno scarso condizionamento dell’apparato cardiorespiratorio…….. Senza poi considerare tutta “la roba” (leggi Doping) che il “ragazzone” qui sopra deve “ingurgitare” ed iniettarsi per diventare così……. (tutto, fuorchè salutare…..).

Detto ciò voglio ora spiegarti cosa bisogna fare per avere un corpo efficiente e di conseguenza anche bello esteticamente. Dando per scontata una corretta alimentazione, ritengo che esistano “5 pilastri” sui quali lavorare per ottenere un ottimo livello di Fitness.

1) Efficienza dell’apparato cardiocircolatorio e polmonare

Una buona resistenza cardiorespiratoria è la base per costruire un corpo in salute. L’allenamento cosiddetto di tipo aerobico (corsa, cammino, cilclismo, nuoto, ecc) deve ASSOLUTAMENTE essere presente nella routine d’allenamento di chiunque per prevenire le malattie cardiovascolari, controllare il sovrappeso, abbassare i livelli di colesterolo totale, alzare il colesterolo HDL  ecc.. Il cuore è un organo nobile ed indispensabile per vivere in salute.., ovvio, ma ogni tanto è bene ricordarlo… :-)

2) Forza muscolare

Una muscolatura forte e resistente ti permette un miglior controllo posturale, previene eventuali problematiche alla colonna vertebrale e ti consente di gestire al meglio le eventuali richieste di forza nella vita di tutti i giorni (per es.: spostare un mobile, spingere una macchina rimasta “senza batteria”, sollevare i figli dal lettino, affrontare un cavalcavia in bicicletta ecc).

3) Flessibilità muscolare

E’ fondamentale avere muscoli forti ed al tempo stesso flessibili per prevenire gli infortuni e per permettere alle articolazioni di lavorare nei loro range massimi di escursione. Ricordati che un muscolo forte ma rigido è predisposto maggiormente agli infortuni!!!

4) Equilibrio, propiocezione e capacità coordinative

Un buon equilibrio, una sensibile propiocezione e buone capacità coordinative ti permettono di distreggiarti al meglio nelle atttività sportive dove queste “doti” sono fondamentali ovvero tutte le attività NON di tipo ciclico (sport “aerobici”), oltre a prevenire la “maldestria”. Non sai quante volte mi capita di vedere persone che si fanno male perchè non hanno controllo del loro corpo……, che, come dico sempre, usano il corpo per “portare a spasso il cervello”…… :-) tipo Lady Gaga che casca “ogni due minuti” dai suoi stivali “trampoli”……. :-) Se allenasse un poco di più i suoi propiocettori magari starebbe meglio in piedi……

lady-gaga-caduta

5) Capacità di rilassamento e di “ascolto”

Sembra scontato ma non lo è… La maggior parte delle persone è incapace di rilassarsi, è talmente stressata dal lavoro, dalla famiglia e dal “dover fare qualcosa” in genere che ha perso la capacità di “fermarsi  un attimo” ad ascoltare il proprio corpo ed abbassare i livelli di tensione emotiva e psicologica. E’ fondamentale quindi dedicare alcuni momenti nella routine d’allenamento al rilassamento utilizzando tecniche come la ginnastica respiratoria, il training autogeno, lo yoga ecc.. Queste tecniche ti obbligano, in ogni caso, a “fermarti” ad ascoltare il tuo corpo rendendoti conto se è presente uno stato di rilassamento completo oppure tensione muscolare in eccesso che può sfociare in algie croniche (lombalgie, torcicollo ecc).

Conclusioni

La ricerca di un aspetto estetico attraente e gli ideali estetici proposti dai Media NON deve essere il “motore” che ti spinge ad allenarti!!! Ribadisco che un bel corpo è solo un piacevole effetto collaterale di un allenamento che mira al benessere e ad una corretta manutenzione della “macchina uomo”. Bisogna puntare all’efficienza di tutto l’organismo e non dedicare troppo tempo, ed importanza, a glutei, addominali o qualsiasi altra parte del corpo che vorresti plasmare a tuo piacere. Con questo non voglio dire che sia sbagliato allenare specificatamente con più attenzione alcune parti del corpo che vuoi migliorare, negherei la mia stessa professione e i programmi che propongo ( ad es. Pancia Piatta Facile), però al tempo stesso non bisogna esagerare.

Ciao, a presto e al prossimo articolo!

Se vuoi approfondire l’argomento, lascia un commento, sarò felice di risponderti!!

P.s.: a proposito di manutenzione…, lo sai che ho creato un corso multimediale on-line che ti permette di  lavorare su tutti i “5 pilastri” del benessere esposti in quest’articolo..? Lo sai che puoi ottenere ottimi risultati anche dedicando all’allenamento solo 7 minuti al giorno!!?!?!! Il programma si chiama FITNESS IN 7 MINUTI e cliccando qui accedi direttamente alla pagina di presentazione!!

 

Oggi voglio parlarti di bioimpedenziometria!! :-) Ora ti starai sicuramente chiedendo: mi parli di cosaaaaaa? Cosa significa questa parola ostrogota??? :-) Provvedo subito a tranquillizzarti! :-) Il Bioimpedenzimetro è un’apparecchiatura che utilizzo ormai da più di 7 anni per monitorare il processo di miglioramento dei miei clienti soprattutto nei protocolli d’allenamento ed alimentari finalizzati al dimagrimento.

Bioimpedenzimetro Akern

Bioimpedenzimetro Akern

Il Bioimpedenzimentro mi permette di analizzare i cambiamenti a carico della massa magra. Nella massa magra troviamo i muscoli, l’acqua, le ossa, gli organi interni, il cervello ecc., insomma tutto ciò che non contiente grasso. Ma come funziona questo apparecchio?

Il suo principio di funzionamento è abbastanza semplice  e anche il suo utilizzo, al punto da farlo diventare un “compagno” inseparabile nella mia attività di Personal Trainer. Il Bioimpedenzimetro viene applicato al soggetto da analizzare grazie a 4 elettrodi che vengono posizionati all’estremità (sulla mano e su un piede). Poi viene acceso e una corrente elettrica a basso voltaggio (impercettibile dal corpo umano) permea le cellule e passa da “un capo all’altro” del corpo esaminato fornendo due valori: la resistenza e la reattanza.

Il principio sul quale si basa è molto semplice: più un corpo oppone resistenza al passaggio della corrente elettrica e più il soggetto analizzato  è composto da massa grassa. Come sai il grasso non è un buon conduttore a differenza dell’acqua che è ottima per condurre elettricità. I muscoli sono ricchi di acqua ed in genere la massa magra lo è a differenza del grasso che è un tessuto quasi “anidro” (senz’acqua).

Di conseguenza più la resistenza offerta dal corpo è alta e più il soggetto risulta essere “grasso”. L’altra misurazione è invece la Reattanza che, invece, mi fornisce l’entità dell’integrità delle membrane cellulari, ovvero dati FONDAMENTALI per capire lo stato d’idratazione di un soggetto e se è presente, o meno,  uno stato di catabolismo muscolare (distruzione delle cellule muscolari dovuto spesso a sovrallenamento o ad uno scorretto equilibiro tra alimentazione, allenamento e tempo dedicato al recupero).

Una volta ottenuti dall’apparecchio queste due misure (Resistenza e Reattanza), vengono inserite in un software che, tenendo in considerazione l’età, il sesso, l’altezza ed il peso del soggetto esaminato, mi fornisce decine di informazioni utili a capire se il protocollo d’allenamento ed alimentare studiato per il mio cliente è idoneo o va rivisto.

Di seguito ti elenco solo i principali:

  • Livello di idratazione (per valutare un’eventuale disidratazione o un eccesso di liquidi (catabolismo muscolare o ritenzione idrica).
  • Metabolismo Basale
  • Quantità di massa muscolare
  • Quantità di BCM (Massa Cellulare Metabolicamente attiva). La BCM è un dato qualitativo della massa muscolare, ovvero a parità di Kg di massa muscolare, più la BCM è alta e più l’organismo è efficiente ed il metabolismo basale è alto.
  • Corretto rapporto tra Massa Grassa e Massa Magra
  • Corretto rapporto tra liquidi intracellulari ed extracellulari

Il Bioimpedenzimetro ha però un “limite”: quando si valuta la stima della massa grassa essa viene ottenuta per differenza. Dall’apparecchio viene valutata con precisione la massa magra e tutto ciò che non è magro…., secondo l’apparecchio, è invece grasso.. Questo è vero in caso di normoidratrazione, è invece falso in caso (nella maggior parte delle analisi) di iperidratazione o ipoidratazione. Ne consegue che per una corretta analisi della composizione corporea è OBBLIGATORIO utilizzare oltre al Bioimpedenzimetro strumenti più attendibili per quanto concerne la misurazione della massa grassa.

Personalmente utilizzo la Plicometria ed altre misure antropometriche. L’applicazione di Antropometria, Plicometria e Bioimpedenzimetria mi permettono di capire perfettamente ciò che sta accadendo ai miei clienti ottimizzando il loro allenamento e la loro alimentazione tramite il mio staff. A tal proposito ringrazio Cristina Regina per il prezioso e puntuale contributo che permettere ai miei clienti di raggiungere i loro ambìti obiettivi! :-) Grazie Cri ;-)

La bioimpedenziometria è fondamentale per capire “dove vanno a finire” i kg che “alla mattina non ritroviamo più sulla bilancia”…. :-) Una marea di persone segue diete “dimagranti”, a detta loro, “eccezionali”,  in quanto  fanno perdere loro molti Kg in poco tempo…. Ovviamente chi le propone non usa il biompedenzimetro…, in quanto svelerebbe che gran parte del peso perso non è a carico del grasso ma dell’acqua e della massa muscolare.. Il che si traduce in una mera perdita di peso…., ma il dimagrimento è un’altra cosa…. :-) .

Per oggi è tutto, se vuoi approfondire l’argomento lasciami un commento, sarò felice di risonderti!! :-D Ciao, a presto e buon allenamento!

P.S.: A proposito di dimagrimento.., in Pancia Piatta Facile trovi indicazioni indispensabili per correggere il tuo allenamento e la tua alimentazione per ottenere un reale dimagrimento!!!

Personal Trainer Parma Caggiati Marco

Ultimamente il form “Chiedilo a Marco” è colmo di domande di lettori che sono interessati ad approfondire alcuni argomenti specifici legati all’allenamento. L’articolo di questa settimana è dedicato alla metodologia d’allenamento e nella fattispecie alla programmazione dei cicli di lavoro sui differenti tipi di forza. Un lettore mi ha chiesto testualmente:

“Ciao Marco, sono un atleta “fai da te” e mi stavo chiedendo se si può allenare insieme la forza resistente, ipertrofica e nervosa, nel senso: mettiamo che io faccia un allenamento di 3 volte a settimana e un giorno alleno la resistente, in uno l’ipertrofica e nell’altro quella nervosa. Si possono ottenere vantaggi in questo modo, oppure è meglio allenarle separatamente? Ad esempio per tot tempo mi concentro su un tipo e poi su un altro?”

L’argomento può essere un po’ ostico per un neofita quindi prima di addentrarmi un una risposta specifica ti faccio un “premessone” :-) sull’origine della forza.

Si parla spesso di forza in maniera generica senza sapere effettivamente “cosa sia” e “da dove venga”… Ora ti spiego da cosa dipende la forza muscolare e quanti “tipi” ne esistono.

LE ORIGINI DELLA FORZA

La forza di un muscolo dipende da 4 fattori principali:

1) Ampiezza del diametro trasverso del ventre muscolare preso in esame.

“Tradotto” in Italiano :-) significa che più un muscolo è “grosso” e più è forte. Quindi l’allenamento mirato all’ipertrofia muscolare migliora anche la forza.

2) La velocità di conduzione dello stimolo muscolare

Più lo stimolo muscolare “corre” velocemente lungo il sistema nervoso fino alle sinapsi muscolari e più la risposta di forza è intensa.

3) La quantità di fibre muscolari reclutate.

Devi pensare ai muscoli come un fascio di piccole cordicelle che quando vengono reclutate (contrazione del muscolo) tirano l’estremità ossea alla quale sono inserite. Per intenderci pensa alla semplice flessione dell’avambraccio sul braccio che realizzi tutte le volte che porti il cibo alla bocca. Logicamente più cordicelle partecipano al movimento e più forte sarà il gesto…. Un po’ come se 100 persone dovessero spostare un camion con la loro forza, se tutti e 100 spingono, il camion si sposterà facilmente, se invece 40 di loro stanno seduti a guardare…, la cosa diventa più difficile… :-) . Un allenamento mirato allo sviluppo della forza nervosa mira anche al massimo reclutamento delle fibre muscolari.

4) Sincronia nel reclutamento delle fibre muscolari.

Rimanendo sull’esempio di prima, se 100 persone iniziano a spingere all’unisono il camion, si sposterà molto velocemente ed immediatamente. Se, invece, inizia a spingere in sequenza il primo, poi il secondo, il terzo, il quarto ecc. la manifestazione di forza sarà decisamente più blanda ed il camion inizierà a spostarsi lentamente e molto dopo l’inizio della prima “spinta” ad opera del primo soggetto…

Questi sono i 4 aspetti che stanno alla base di un muscolo forte.., ma come si allenano queste capacità, lavorando sulla forza resistente, ipertrofica o quella nervosa?

Gli aspetti “nervosi” della forza muscolare (punto 2,3 e 4) si allenano soprattutto tramite l’esecuzione di esercizi massimali eseguiti nel breve periodo. Se si utilizzasse un classico schema a serie e ripetizioni bisognerebbe allenarsi sulle 1-4 ripetizioni massimali.

L’aspetto “istologico” legato alla forza (punto 1, diametro trasverso del ventre muscolare) si allena invece mirando all’aumento della massa muscolare. Bisognerebbe quindi stare “intorno” alle 10 ripetizioni massimali.

Poi abbiamo la forza resistente o “resistenza alla forza” che, oltre a tutti i punti appena visti, dipende da altri fattori legati al metabolismo energetico della contrazione muscolare che non è argomento di oggi.

Ma adesso veniamo “al nocciolo” e rispondo alla domanda che mi è stata posta. La forza nervosa, ipertrofica e resistente si possono allenare insieme o sono soggette a “ciclizzazioni” particolari?

Solitamente si inizia con un primo periodo d’allenamento di circa 1 mese durante il quale si lavora sulla forza resistente per ottenere anche un adattamento ottimale delle strutture muscolo-tendinee ed articolari all’utilizzo dei sovraccarichi e prevenire gli infortuni. Poi si dedicano “tot” mesi allo sviluppo della forza ipertrofica e poi successivamente si lavora sulla “forza nervosa”. La quantità di mesi/settimane da dedicare ad ogni obiettivo specifico è subordinata a decine di diverse variabili che vanno valutate soggettivamente.

Allo stesso tempo però “nessuno vieta” di allenarle tutte nel medesimo periodo…, sicuramente si otterrebbero miglioramenti in tutte le direzioni, ma di modica entità…., principalmente per la mancanza di un volume totale di stimoli muscolari mirati allo stesso obiettivo.

Per ottenere qualsiasi tipo di risultato in ambito d’allenamento bisogna trovare il giusto equilibrio tra carico allenante e recupero che non deve essere né eccessivo né scarso al punto da essere inefficace. Bisogna agire su quello che tecnicamente si chiama “densità”, ovvero il rapporto tra carico e recupero (tra una serie e l’altra, tra un esercizio e l’altro e tra un allenamento ed un altro, tra un ciclo di allenamenti ed un altro ecc..).

Più l’atleta si “specializza”(più si allena) e più ha bisogno di allenarsi e di stimolare il proprio organismo, quindi se inizialmente si possono ottenere risultati in tutte le direzioni (forza ipertrofica, nervosa e resistente) dopo “tot” settimane/mesi si andrebbe incontro ad un inevitabile ristagno dei risultati che costringerebbe ad una ciclizzazione sempre più selettiva (da qui l’usanza di lavorare per “periodi”).

Quindi in linea teorica si possono allenare tutti i tipi di forza addirittura nello stesso allenamento ed ottenere risultati in tutte le direzioni, un esempio potrebbe essere il metodo piramidale ascendente ( 7 serie da 2 – 4- 6- 8 -10 – 12 -15) avendo l’accortezza di modulare a seconda delle ripetizioni e dell’obiettivo i relativi tempi di recupero tra una serie e l’altra. Ricordo che il lavoro sulla forza nervosa ha bisogno di un recupero completo, quello, invece, sulla forza ipertrofica e resistente necessita di un recupero incompleto.

Questo è quanto…. :-) Logico che per un “non professionista” non sia facile valutare tutte le variabili in gioco per programmare una “ciclizzazione” coerente del lavoro sui diversi tipi di forza.., d’altronde però…., io mi ritroverei senza lavoro se lo fosse… :-D :-D

Ciao a presto e buon allenamento!

Lasciami un commento, sarò felice di risponderti!!!

Quante volte mi sono sentito dire, soprattutto dalle donne, “non mi alleno in bicicletta perchè mi vengono le gambe grosse“!???!! E quante volte ho dovuto spiegare l’inconsistenza di tale affermazione!???!! :-) Veramente tante!!! :-)

Oggi voglio dare una risposta definitiva sull’argomento pertendo da una considerazione di un lettore che mi ha inviato questo commento:

“Ciao Marco,volevo chiederti una cosa, dato che non sono riuscito a trovare l’articolo giusto sulla tua pagina. Siccome ho una cyclette a casa (e la uso spesso) ,volevo sapere come “impostarla” per avere un effetto sì aerobico, ma comunque anche di rinforzo muscolare. E’ vero che se aumento la resistenza si va nell’aumento di massa muscolare? Oppure aumentando la resistenza si rinforzano i muscoli senza massa?:)  Gentilmente potresti darmi alcune dritte e chiarimenti su quest’argomento e simili (velocità ecc.)? Grazie”

Le considerazioni da fare sull’argomento sono tante e di non semplice spiegazione, quindi spero di riuscire a fare un “riassunto” chiaro e di semplice comprensione, partendo con risposte “secche” a domande altrettanto “secche”, per poi fornire spiegazioni più esaustive:

Andare in bicicletta è utile per aumentare la massa muscolare delle gambe? NO

Andare in biciletta è utile per aumentare il tono muscolare delle gambe? SI

Tono muscolare è sinonimo di massa muscolare? NO

Se aumento la “durezza” della pedalata aumenta la massa muscolare? SI, rispetto ad una pedalata meno “dura”, ma NO, paragonato a ciò che si può ottenere con altre metodiche d’allenamento.

Vediamo ora il perchè di queste affermazioni. Bisogna considerare che tutti i lavori di tipo ciclico (attività di tipo aerobico) effettuati a media bassa intensità e protratti nel tempo portano ad una modica ipertrofia muscolare.

E fondamentale chiarire cosa significa modica ipertrofia muscolare in quanto sto toccando un ambito molto delicato.

Ecco cosa intendo quando parlo di “modica ipertrofia” ottenuta grazie al ciclismo, nella fattispecie frutto di migliaia di km (il segno indelebile del sole lo ”certifica”… :-)  affrontando spesso dure e lunge salite..

gamba ciclista

L’ipertrofia ottenuta con il ciclismo è ben diversa da quella ottenute con tecniche d’allenamento mirate all’aumento della massa muscolare (che non prevedono certo lunghe pedalate…).

gambe culturista

E’ evidente la differenza di sviluppo muscolare……..

Altra cosa importante da tenere in considerazione è la propensione genetica all’aumento della massa muscolare, dovuto ad una maggiore produzione di ormone della crescita, testosterone e altri fattori che privilegiano alcuni individui rispetto ad altri fin dalla nascita. A tal proposito ti consiglio, se non l’hai già fatto, di leggerti il mio apposito post sui somatotipi. Quindi capita di vedere in un gruppo di ciclisti amatoriali soggetti con gambe da culturista e altri con gambe quasi esili, percorrere gli stessi itinerari con le stessa capacità prestazionale….. Bisogna quindi mettere alla base dello sviluppo ipertrofico della muscolatura la tendenza genetica o meno, verso l’ipertrofia..

Chiarito anche quest’aspetto ora è indispensabile precisare che tipo di allenamento, a parità di genetica, induce un aumento della massa muscolare…. Occorre puntare i riflettori non tanto sulla disciplina da praticare, ma sulla sua intensità o ancora meglio sul carico interno che si ottiene…… A questo punto mi immagino già il grosso punto interrogativo che campeggia sulla tua fronte…. :-D Intensità.., carico internoooo?? What’s? :-)

Che genera ipertrofia non è tanto ciò che fai, ma l’intensità con la quale lo fai……. Per capire questo concetto pensa allo sviluppo ipertrofico di due corridori…, un velocista che percorre brevi distanze alla massima velocità e un maratoneta che percorre lunghissime distanze a meno della metà della velocità di uno sprinter.. Le immagini qui sotto sono chiarificatrici.

velocista

Velocista

maratoneta

Maratoneta

Entrambi corrono, ma i risultati sullo sviluppo muscolare sono esattamente agli antipodi…….. C’è da sottolineare che lo sviluppo ipertrofico del velocista ritratto nella foto è da ricondurre per gran parte ad un lavoro con sovraccarichi esterni (potenziamento con i pesi), cosa che un maratoneta non fa in egual misura, in quanto “portrarsi dietro” kg di muscoli in eccesso non strettamente utili al gesto atletico della corsa di durata sarebbe controproducente (alcuni studi hanno dimostrato che per ogni Kg in più sulla bilancia un corridore perde circa 4 secondi di passo al Km…….  che su una maratona si traducono in circa 3 min di distacco da chi pesa 1kg in meno…………. Si fa presto a capire perche i maratoneti sono così magri e “demuscolati”……).

Occorre precisare che nei velocisti, quando il lavoro con i sovraccarichi non erano ancora entrati in maniera preponderante nelle routine d’allenamento (vedi foto), lo sviluppo muscolare era decisamente più contenuto. Nell’immagine è ritratto Jesse Owens, mitico atleta statunitense che vinse diverse medaglie d’oro alle Olimpiadi di Berlino del 1936. Si riscontra ugualmente una netta differenza dello sviluppo muscolare tra un fondista (Emile Zatopek, campionissimo degli anni ’50) e un velocista (Jesse Owens).

jesse owens

Jesse Owens

Emil Zatopek

Emile Zatopek

Rimanendo più inerenti all’argomento del post, per quanto riguarda il ciclismo vale la stessa considerazione.., la differenza tra un atleta che pratica ciclismo su pista (velocità) è decisamente marcata rispetto ad un ciclista che gareggia su strada. Nelle foto sono ritratti Mario Ghella, campione olimpico su pista nel 1948 e il mitico Fausto Coppi, pluricampione di ciclismo su strada più o meno della stessa epoca. A quei tempi “la palestra” con le sue metodiche d’allenamento non sapevano nemmeno cosa fosse…. :-)

Mario Ghella olimpiadi 1948

Mario Ghella

Fausto Coppi

Fausto Coppi

CONCLUSIONI

Quindi è nell’intensità che bisogna ricercare il fattore “scatenante l’ipertrofia” o meglio nel metabolismo energetico impiegato. Il metabolismo energetico che stimola maggiormente il nostro organismo ad aumentare il diametro trasverso dei nostri ventri muscolari (aumento massa muscolare) è quello “anaerobico lattacido”, ovvero uno sforzo massimale protratto oltre il 10 secondi circa fino all’esaurimento muscolare (da ottenere nei 40 secondi successivi all’inizio dell’esercizio). Anche gli esercizi eseguiti utilizzando il metabolismo anaerobico alattacido (esercizi massimali sotto i 10 secondi) stimolano l’aumento di massa muscolare, ma in minore misura. Quindi se vogliamo incentivare il più possibile lo sviluppo della massa muscolare utilizzando la bicicletta (dato per scontato che non è il metodo migliore…. :-) e che otterremmo risultati “visibili” confronto all’utilizzo di manubri, bilancieri ecc.), bisogna fare allenamenti molto intensi, che prevedano una pedalata molto resistente che ci costringa ad un ritmo di pedalata prossimo alle 60 pedalate al minuto (che simulino una salita, per intenderci), oltre a momenti molto intensi in cui, con una resistenza molto alta, simuliamo una sorta di “sprint”, di volata verso il traguardo della durata di 15/20″. Come distriubuire questi “momenti allenanti” e quanti farne dipende dal livello d’allenamento del soggetto in  questione.

A tal proposito è da sottolineare che l’attività che ti ho appena proposto NON E’ adatta a principianti, in quanto rappresenta un allenamento per agonisti MOLTO intenso. Per contro l’attività ciclistica di endurance, per intenderci la “classica” uscita in bicicletta di 1,5/2 ore in regime aerobico, produce solo un aumento del tono muscolare con un MODESTISSIMO input ipertrofico. Logico che se un soggetto, che “non  ha mai fatto niente”, inizia ad andare in bicicletta, l’aumento di tono fisiologico dei muscoli potrebbe essere preso, erroneamente, come aumento di massa muscolare…. In realtà il muscolo si è solo un po’ “ringalluzzito”….., come se avesse “tirato su la testa dal letto dopo un lungo letargo” :-)

Per oggi è tutto!! Se vuoi approfondire l’argomento, non esitare a lasciarmi un commento!! Sarò felice di risponderti!!

Ciao a presto! ;-)

P.s. a proposito di aumento di tono muscolare….., ti consiglio di dare “un’occhiata” a Pancia Piatta Facile, il mio corso multimediale per ottenere un addome piatto e tonico!


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