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Archivio per Settembre, 2010

Quante volte mi hanno chiesto: “Marco mi dai qualche esercizio per dimagrire nei fianchi e nelle cosce?”

La risposta è: TROPPE!!!!!

E’ quindi arrivato il momento di scrivere un articolo che riveli una volta per tutte che il dimagrimento localizzato NON ESISTE!!

Bene per oggi è tutto……..

Ovviamente scherzo… :-)

Adesso ti spiego i “perchè” della mia affermazione.

Il dimagrimento localizzato è una delle principali “illusioni seducenti” sulle quali fanno leva numerosi operatori del fitness che vendono “rivoluzionari” macchinari o “innovativi” metodi d’allenamento per snellire precise parti del corpo.

Il grasso sottocutaneo viene accumulato come fonte energetica di “emergenza”. Il modo “odierno” di accumulare grasso è frutto di milioni di anni d’evoluzione che ci hanno portato a “trattenere” le calorie in eccesso sotto forma di grasso.

Infatti, il continuo alternarsi di periodi di “floridità” alimentare a periodi di vera e propria carestia, ci ha permesso di sopravvivere accumulando riserve energetiche sotto forma di grasso.

Questo occorre ricordarlo in quanto non si può pretendere che “qualcuno” o “qualcosa” cambi in brevissimo tempo ciò che la natura ha plasmato in una “vita”…….

Il problema al giorno d’oggi è che non esistono più periodi di carestia!!!!! :-D

Quindi il grasso che accumuliamo a causa di una scorretta igiene alimentare e motoria se ne rimane tranquillo al suo posto…. :-(

Non solo, la genetica è responsabile anche della distribuzione anatomica dell’accumulo del grasso. E’ ormai di partimonio comune il fatto che esistono due tipi principali di accumulare grasso:

1) Androide (o a Mela): tipico degli uomini che tendenzialmente accumulano grasso soprattutto sulla pancia e sulla schiena (FIG.A)

2) Ginoide (o a Pera): classico delle donne che accumulano grasso soprattutto sulle cosce e sui fianchi (FIG.B)

A                                                                 B

GRASSO CUTANEO

Esistono poi degli “ibridi” che hanno modi “personalizzati” di accumularlo. Infatti capita di vedere donne con gambe molto “asciutte” (da ciclista) con addomi prominenti (da camionista.. :-) ) e uomini con la pancia piatta ed il “culacchione”…. :-)

Tutte le tecnologie testate fino ad ora non sono in grado di ovviare alla nostra genetica… e ciò mi sembra non solo giusto, ma perfino ovvio…..

Logico che, a volte, è bello anche credere nelle Sirene, nei Draghi, nei Folletti ed in Babbo Natale…… e col senno del “non si sa mai che funzioni” proviamo sempre “l’ultimo intruglio” o “l’ultimo macchinario” che ci promette il dimagrimento localizzato. E’ importante però esserne consci…………………….

A questo punto qualche lettore potrebbe anche esclamare: “ma io ho provato alcuni trattamenti e mi hanno fatto perdere dei centimetri di circonferenza nei fianchi e nei glutei.., quindi funzionano….!!!”

Prendo ad esempio il “classico” massaggio “dimagrante”.

Se ad un soggetto  prendo la circonferenza delle cosce prima del massaggio, e durante il massaggio stimolo il ritorno venoso, il drenaggio dei liquidi ed i linfonodi , sicuramente se riprendo le stesse misure nei minuti successivi, riscontrerò una riduzione della circonferenza delle cosce…, ma non certamentee una riduzione del grasso sottocutaneo….

I massaggi di tipo estetico vanno benissimo per stimolare il drenaggio e per rilassarsi…….., ma scordati che ti facciano dimagrire!

In questi mesi sta andando di “moda” la cavitazione (particolare apparecchiatura utilizzata in ambito estetico che promette il dimagrimento localizzato grazie alla “distruzione” degli adipociti……..). La sto valutando grazie ad una mia amica che si sottoporrà all’analisi della composizione corporea presso il mio studio prima e dopo la cavitazione in modo da vedere cosa succede…… Vedremo……, anche se potrei già scommettere sul risultato… :-) Appena conclusi gli “studi” ti  farò sapere con un articolo apposito……

Allo stesso modo e per lo stesso motivo non esistono assolutamente allenamenti che possano indurre in qualsiasi modo un utilizzo a scopo energetico di alcune cellule di grasso sottocutaneo a descapito di altre in un modo “selettivo”.

Infatti in molti pensano che per “togliere la pancia” occorre fare migliaia di addominali in modo da “sciogliere” il grasso……… AAAARGHHHH! Tutte le volte che penso che c’è qualcuno che ci crede…, mi vengono i brividi……….!!!! :-)

Il grasso sottocutaneo viene utilizzato con la stessa “logica” con il quale viene accumulato……. Quindi se una persona è molto grassa ed ha un modo di accumulare “Ginoide”, una volta dimagrita sarà una persona meno grassa sempre però Ginoide……….

Non si può trasformare una Mela in una Pera……., ma ottenere solamente da una “Melona” una “Melina”…..

Questa è la DURA E PURA verità!!!!!

Se qualcuno è in possesso di studi che mi smentiscono…, sarò felice di leggerli e metterli in paratica con le mie clienti che saranno entusiaste di tale notizia…….

Ciao al prossimo articolo e buon allenamento! :-D

Se vuoi approfondire l’argomento, lasciami un commento, sarò felice di risponderti!!!! :-)

A volte mi capita di dare per “scontato” alcune cose che fanno parte della mia vita da sempre….. e che ritengo ovvio siano “patrimonio” di tutti…

Una di queste è la scelta delle scarpe con le quali percorrere i miei allenamenti podistici!

Do per scontato anche che tutti sappiano che, per correre…, non bisogna usare le prime scarpe con la suola di gomma che si trovano nella scarpiera!!!

Invece, come raccontato nell’ultimo post che ho scritto, vedo costantemente persone che corrono con scarpe assolutamente inadatte!

Ne vedo di tutti i colori: Superga, Hogan, Geox e addirittura “Spadrillas”!!! :-D

Lo dico sempre a tutti i miei clienti: “risparmia dove vuoi.., ma non sulle scarpe da corsa!!!!”. Anche perchè sono relativamente a buon mercato!!

Quindi oggi ti voglio insegnare come vanno scelte le tue scarpe da corsa!

Esistono numerosi produttori e di seguito ti elenco i principali in rigoroso ordine alfabetico:

  • Adidas
  • Asics
  • Brooks
  • Diadora
  • Mizuno
  • New Balance
  • Nike
  • Saucony
  • Scott

Ne esistono altri che producono scarpe che vengono “vendute” come idonee…, ma in realtà sono “babbucce” che vanno bene al massimo per camminare…. Quindi ti consiglio di direzionarti sulle marche appena elencate.

Ti starai sicuramente chiedendo: “quali saranno le migliori?”

La risposta è tutte e nessuna! Questo perchè ognuno deve trovare quella che gli calza a “pennello”, che si adatti perfettamente alla conformazione del suo piede (pianta larga o stretta per esempio……).

Quindi àrmati di pazienza e provane  diverse marche! Il primo consiglio che ti posso dare è di evitare qualsiasi tipo di considerazione estetica, in primis perchè le scapre da corsa sono, nella maggior parte dei casi, bruttine e secondo perchè l’importante e che siano comode! :-)

Adesso devi fare molta attenzione perchè ti sto insegnando una cosa che difficilmente i commercianti dicono.

Le scarpe da corsa vengono catalogate (è una codifica a livello mondiale) in quattro differenti tipi che considerano la pesantezza della scarpa ed il suo conseguente grado di “protezione”.

Infatti le scarpe vengono catalogate in:

A1

Mizuno Wave Musha A1

Scarpa molto leggera (sotto i 250 gr), con poca suola, adatta a corridori leggeri e/o molto veloci. Indicativamente intorno ai 60/65 kg o che corrano sotto i 3 minuti e 30 secondi al km. Questo perchè un corridore leggero non ha bisogno di tanto materiale ammortizzante nella suola. Se se invece il corridore è pesante (75/80Kg o più) ma è in grado di correre velocemente, il suo appoggio a terra sarà tutto improntato sull’avampiede (quindi è inutile avere un tallone molto ammortizzato). Una scarpa leggera permette di portarsi dietro meno peso e quindi, sulla distanza, affaticare meno la muscolatura. Possono essere usate anche da soggetti pesanti ma per brevi distanze (5/10 km max). Sono scarpe poco “stabili” che obbligano l’utilizzatore ad utilizzare molto la muscolatura del piede.

A2

Scott Makani A2

Le scarpe di categoria “A2″ sono leggermente più pesanti ( tra i 250 e i 290 gr) rispetto ad una di categoria “A1″ e sono adatte per podisti sempre leggeri e/o che corrono abbastanza velocemente (tra i 3′:30″ e i 4′:10″ al Km). Hanno la suola più spessa e sono maggiormente ammortizzanti. Non adatte a persone pesanti (superiori agli 80/85kg). Vengono prodotti pochi modelli e quindi è difficile trovarle rispetto alle altre.

A3

Mizuno A3

La categoria “A3″ inizia ad essere la “classica” scarpa con la quale iniziare a correre; di peso medio/alto (da 290 a 390 gr) ha una buonissima capacità ammortizzante senza però essere eccessivamente pesante. Ideale per corse lunghe (superiori ai 10 km) e per runners pesanti (sup agli 80kg) o che corrono sopra i 4′ e 10” al km.

A4

Asics A4

Nell’ultima categoria, la “A4″ rientrano le scarpe più pesanti e protettive, con la suola più spessa ed ammortizzante. Ideale per i runners pesanti e per chi corre lentamente (superiore ai 5 minuti al km). Scarpe ideali anche per chi soffre di lombalgia o di problematiche ai talloni. La scarpa “A4″ funge da ammortizzatore degli urti contro il suolo ad ogni passo.

A5

A5 categoria-trail-running

Le scapre della categoria “A5″ sono scarpe cosiddette da “trail running” ovvero da corsa fuoristrada, in campagna o in montagna. Sono caratterizzate da una grande capacità ammortizzante, ottima stabilità e la suola “artigliata” per migliorare la presa sul terreno scivoloso. Non adatte alla corsa su asfalto, perchè inutilmente pesanti. Un ottimo produttore, di questa tipologia di scarpa, è la Salomon (non produce altre tipologie di scarpe da running).

A6

A6 Scarpe da jogging

Le scarpe della categoria “A6″ vengono definite scapre da Jogging e qualcuno le consiglia come scarpe per podisti principianti. Io dico che vanno bene solo per camminare e sono scarpe da “cazzeggio” (scusami il francesismo….. :-) ). Vietato correrci!!! Attenzione perchè spesso sono anche scarpe “fashion” e costano moltissimi soldi! Quindi se ti serve una scarpa per camminare, ti consiglio una scarpa A3, che costa la metà ed è tecnologicamente migliore!!!! :-)

A7

A7 scarpe da pista

Sono catalogate come scarpe “A7″ tutte le scarpe da corsa da utilizzare in pista. Sono scarpe molto leggere con la suola chiodata. Si possono utilizzare anche per le corse cosiddette “campestri”. Sono scarpe da “atleti”, non adatte ai podisti occasionali. Non si possono usare su asfalto e hanno un potere ammortizzante nullo.

ALTRE COSE DA SAPERE

Oltre al livello di ammortizzamento della scarpa occorre sapere che è bene acquistarle di un numero o mezzo numero in più rispetto ad una scarpa “normale”. Questo perchè, quando si corre, il piede tende ad andare “in avanti” e, passo dopo passo, le dita si vanno a schiacciare contro la tomaia, subendo noiose e dolorose escoriazioni fino anche a schiacciare le unghie delle dita più lunghe (solitamente l’alluce o il secondo dito del piede).

Inoltre, soprattutto nella categoria “A3 ed A4″, esistono anche differenti tipologie di “appoggio”. La maggior parte delle scarpe ha un appoggio cosiddetto “neutro” per coloro che non hanno dismorfismi del piede (piede pronato o supinato). Esistono però scarpe create appositamente per correggere il principale “difetto” d’appoggio del piede che è “l’iperpronazione”. Infatti le scarpe per correggere la iperpronazione si chiamano “antipronazione”.

L’appoggio del piede va valutato attentamente e nella maggior parte dei casi è radicato fin dall’età infantile e/o adolescenziale, quindi bisogna porre attenzione prima di cercare “compensazioni”.

Ciò vuol dire che, se ti viene riscontrato un appoggio pronato, non significa che tu debba compensarlo, in quanto tutta la tua struttura muscolo, tendineo e articolare che sta a monte (caviglie, ginocchia, anche e colonna vertebrale) lo ha già compensato in maniera fisiologica. In tal caso una compensazione esterna potrebbe creare più problemi che benefici……

Quindi ti consiglio di acquistare una scarpa “neutra” e poi eventualmente (se si presentano problemi a piedi e tendini) cercare una correzione, affidandoti a professionisti del piede, che effettueranno indagini computerizzate del tuo appoggio e valuteranno il da farsi.

IN SINTESI

Se sei un/a principiante acquista una scarpa A3 o A4 con appoggio neutro, di un numero o mezzo numero più grande che ti sia MOLTO comoda. Non scendere a compromessi come si fa a volte con le scarpe “eleganti”. Qualsiasi piccolo fastidio o sfregamento all’interno della scarpa viene amplificato notevolmente durante e dopo una corsa. Quello che ti sembrava un piccolo fastidio diventa un grosso problema!! :-(

Se quando corri ti fanno male i piedi (intendo la muscolatura plantare) vai a fare un esame computerizzato del piede e valuta l’inserimento nella scarpa di un plantare fatto ad “hoc” per la forma del tuo piede.

Ti consiglio di acquistare le tue scarpe in negozi fitness specializzati, dove ti offrono anche la possibilità di provarle all’interno del negozio su un tapis roulant apposito.

Un’ultima cosa: se entri in un negozio, chiedi di farti vedere delle scarpe da corsa A3 e il commesso ti guarda con l’espressione di uno che ha appena visto un extra terrestre…, saluta e vai da un’altra parte…..!! :-)

Spero di essere stato esaustivo e di averti fornito utili indicazioni per l’acquisto delle tue nuove scarpe da running!

Ciao a presto al prossimo articolo! :-)

La fabbrica degli orrori!!

Scritto da Marco Caggiati in Allenamento

Ieri ero in Cittadella (un parco pubblico dove porto abitualmente i miei clienti ad allenarsi) con un cliente e lo sguardo mi è “cascato” su una di quelle scene che non vorrei mai vedere!!! 

Il parco è attrezzato con i “classici” attrezzi definiti da “percorso vita”, ovvero con panche di legno, sbarre per le trazioni, spalliere di legno ecc… 

La scena che mi si è presentata davanti è stata la seguente: 

Io sono nei paraggi della spalliera di legno e vedo avvicinarsi una ragazza sui 30 anni, leggermente in sovrappeso, con la tuta di “flanella” (c’erano circa 28/30°), un bel paio di superga e la classica felpa arrotolata sui glutei. 

Fin qui tutto normale…. 

Poi vedo che punta, con fare indeciso, la spalliera, sale i primi 4 pioli, si gira, e si aggrappa con le mani all’ultimo piolo. 

Incuriosito dalle sue intenzioni inizio a pensare: “vorrà fare un pò di scarico vertebrale dopo la corsa”…. 

Invece no, mi “regala” un “fantastico” leg raise alla spalliera con le gambe tese…., o meglio ci prova! L’ultima volta che ho visto fare l’esercizio in questione stavo guardando Silvester Stallone in Rocky IV…. :-D L’esercizio è MOLTO difficile!!!!! 

addominali spalliera 

Leg Raise alla spalliera con le gambe flesse. 

Prova a partire per la prima ripetizione, stacca i piedi dalla spalliera di 10 cm, poi torna indietro, prende fiato e riparte per la seconda e ultima ripetizione (staccandosi sempre di soli 10 cm), mentre diventa cianotica… 

Poi, visibilmente affaticata e demoralizzata, si allontana dal “teatro della sofferenza” con fare dismesso…….! 

Tu ora ti starai chiedendo: ma la “fabbrica degli orrori” alla quale fa riferimento Marco nel titolo dell’articolo…. a cosa si riferisce? Alla tuta di flanella quando ci sono 30°? Oppure alle “mitiche” Superga, buone per la passeggiata in centro, ma causa di innumerevoli tendiniti ad improvvisati podisti? Cos’altro..? 

La risposta è : non solo…, in fin dei conti uno usa quello che ha in casa……… 

La cosa “orribile” è la seguente… 

Quando osservo “scene” del tipo appena raccontato provo emozioni che stanno a metà strada tra la tristezza e la compassione! 

La prima reazione che mi sorge spontanea è quella di urlare: “Hei tu…, fermati! Cosa stai facendo..!?!?!!!? Quell’esercizo è troppo difficile per te!!! Aspettami che ti spiego cosa e come devi fare per allenare i muscoli addominali con efficacia!!! 

Subito mi rendo conto che sarebbe un intervento inopportuno e troppo “strong” e quindi desisto……!! 

Continuo a chiedermi: “ma dove cavolo l’avrà imparato? Chi cavolo gliel’avrà consigliato quell’esercizio lì…..!?!?!??! :-(  

Poi mi immedesimo nel soggetto in questione e “vedo” una ragazza con problemi di sovrappeso che si è decisa a fare ginnastica (cosa buona), si reca al parco della sua città (cosa buona),  inizia a fare “qualcosa” che le sembra utile alla sua causa (cosa meno buona), che magari ha visto fare in televisione (cosa non buona), in palestra, o consigliata dal fidanzato che si allena da 20 anni (disastrosa…..!!)…… 

Subito si rende conto che ciò che fa non funziona e si demoralizza al punto di abbandonare l’allenamento….. Che “in sostanza” si traduce in un “niente di fatto”.. Avrebbe ottenuto lo stesso risultato stando a casa davanti alla televisione….. 

Questo è quello che succede quando non si hanno obiettivi precisi, formulati nel modo giusto e, soprattutto, quando non si ha il “know how” necessario per “portare a casa” i risultati voluti…. 

Quindi colgo lo spunto per ricordare a tutti i lettori del blog che per ottenere qualsiasi obiettivo in ambito fisico, dal dimagrimento alla tonificazione, dalla maratona alla ginnastica post parto ecc.. bisogna fare le seguenti cose: 

  1. Identificare ed elaborare i propri obiettivi nella maniera consona (leggi il post dedicato agli obiettivi)
  2. Acquisire le conoscenze (know how) necessarie per realizzare il proprio obiettivo. In tal caso le strade sono 2: o studi sui libri o su internet le basi di anatomia, biomeccanica, fisiologia ecc…; oppure ti affidi, almeno per i primi tempi, ad un professionista del fitness che le ha già studiate “per te”…. :-)

Altrimenti il rischio è quello di fare cose a “caso” senza un progetto alla base della costruzione dei tuoi obiettivi. 

E’ come se io volessi costruire una casa e mi mettessi a “sballottare” dei mattoni e del cemento, combinandoli casualmente, con la speranza che ci salti fuori “la mia villa”… Poco probabile vero..? 

Ecco.., la stessa cosa succede in ambito d’allenamento… Non capisco perchè abitualmente le persone pensino che per raggiungere i propri obiettivi sia sufficiente uscire di casa con le scarpette da ginnastica, una tuta e andare a fare “qualcosa” …….. 

Questo tipo di approccio porta solo unicamente e sempre al FALLIMENTO!!!! 

Il messaggio che ti voglio dare è: “se tieni al raggiungimento dei tuoi obiettivi, “non fare cose improvvisate”, ma affidati ad un bravo Personal Trainer!!!! :-D  

Oppure iscriviti alla Facoltà di Scienze Motorie!!! :-D  

Ciao al prossimo articolo!!! 

Se vuoi, lasciami un commento! Sarò felice di risponderti!!! :-D

 

La gara di Montecarlo è una di quelle che negli ultimi minuti della competizione ti fa promettere di smettere di praticare il Triathlon perchè la fatica è troppa da sopportare e che, solamente  il giorno dopo, ti motiva a pensare a come allenarti al meglio per l’impegno agonistico successivo!!!! :-)  

E’ stata una fantastica esperienza!!! 

Non so da dove cominciare…, tante sono le cose da scrivere!!! :-)  

Partiamo dalla location che, da appassionato di corse automobilistiche, ha meritato tutto il mio interesse….. :-) . L’atmosfera che si respira a Montecarlo mi piace e correre per le strade che ospitano l’annuale gara di formula 1 è stato molto originale! 

Sabato 4 Settembre

Sono partito per Montecarlo sabato mattina in compagnia di Davide Boni (mio Collega, amico e acerrimo nemico in gara…. :-) )e di due miei clienti, Ettore e Stefano. 

Appena arrivati abbiamo subito ritirato il pacco gara e preparato tutte le sacche per i cambi (nelle gare su lunga distanza, la bicicletta va lasciata nel parco chiuso il giorno prima e tutto il necessario per la frazione ciclistica e podistica va riposto in apposite sacche da consegnare agli organizzatori). 

Abbiamo poi passato il pomeriggio a girare per gli stand tecnici in cerca di qualche articolo interessante da acquistare…, magari “in saldo”. Obiettivo raggiunto: io e Davide abbiamo trovato un ottimo body dell’ironman a prezzo stracciato. Ottimo acquisto!! :-)  

Alla sera abbiamo cenato in riva al mare abbondando, ovviamente, con i carboidrati per fare il “carico”. Io ho mangiato circa 3 etti di tagliolini con le melanzane, pomodorini secchi e una tonnellata di aglio che mi sarebbe servita il giorno dopo per “stendere”, con la “fiatella”, qualche concorrente durante la gara…… :-D . Poi siamo andati a “lustrarci gli occhi” davanti al casinò, dove abbiamo potuto ammirare diverse supercar di nostro gradimento.. :-) Ci siamo resi conto che a Montecarlo usano le “porsche” per andare a fare la spesa……. :-)

Siamo andati a dormire verso le 23:30/24:00 dopo aver preparato gli ultimi dettagli per la gara. 

Domenica 5 Settembre

Pre gara

E’ così arrivato l’atteso giorno!!!!! 

Sveglia alle 6:00 con un’abbondante colazione a base di fette biscottate e marmellata, biscotti, succo d’arancia e crackers! Usciamo dall’albergo che il sole ha appena iniziato a “farsi vedere” e l’aria è fresca ma gradevole e ci incamminiamo verso la spiaggia di Larvotto (dove si svolgerà la frazione di nuoto e dove si trova la “zona cambio”). 

Entriamo nella zona cambio, gonfiamo le gomme e posizioniamo le borracce per i primi km di gara in bici. 

Il tempo prima dell’inizio di una gara “vola” sempre e, senza rendercene conto,  siamo già unti di vasellina (per evitare escoriazioni durante il nuoto)  con addosso la  muta! 

Ci buttiamo in acqua per fare un pò di riscaldamento (manca mezz’ora al via) e l’atmosfera è fantastica: il sole inizia a scaldare l’ambiente e appena fuori il “campo gara” del nuoto si vede un catamarano e una nave da crociera con le luci accese che sembra vogliano “godersi lo spettacolo” in prima fila. 

L’acqua è limpidissima e piena di pesci. Sembra di essere in un acquario (mai avrei pensato di trovare a Montecarlo un’acqua così pulita…). Nuotiamo per qualche centinaio di metri, io mi fermo per qualche secondo  e mi guardo intorno, rido da solo, e cerco di incamerare più immagini possibile di quel bel momento!! :-D  

 

 

Io e Davide usciamo dall’acqua, da minuti abbiamo “perso” gli altri due compagni d’avventura, ma siamo sicuri che anche loro sono pronti! 

Dalle casse inizia ad uscire musica a tutto volume e lo speaker si sgola per motivare ed emozionare atleti e pubblico. A cinque miunuti dal via, “aprono i cancelli” e ci possiamo finalmente mettere sulla linea di partenza. C’è giusto il tempo di concentrarsi un attimo e di guardarsi intorno e scrutare le facce dei propri “avversari” (in realtà sono compagni di viaggio…). A qualche secondo dal via io e Davide siamo vicini, subito dietro ai professionisti, ci diamo un ultimo sguardo d’intesa, ci stringiamo la mano, ci facciamo “l’imbocca al lupo” e lo speaker urla “meno 15 secondi”, “meno 10,9,8,7,6,5,4,3,2,1 e VIAAAA!” 

Nuoto

 

Solo qualche metro di corsa e l’acqua diventa subito profonda, tutti giù a testa bassa a far “mulinare” le braccia il più velocemente possibile e puntare la prima boa! 700 persone in acqua sono parecchie e tutti vogliono tenere la linea migliore verso la boa, sembra di essere dentro una “tonnara”, ad ogni bracciata, invece che l’acqua, incontri altre mani, teste, gambe e piedi. A tratti è impossibile nuotare, si prendono…, e si danno tante “botte”. Fa parte del gioco, non mollo e cerco di “sopravvivere”. Una volta “doppiata” la prima boa il gruppo “si allunga” e diventa più facile trovare un proprio spazio vitale! Dei pesci visti durante il riscaldamento non si vede nemmeno più l’ombra…, evidentemente se la sono vista brutta anche loro……!!!!! :-D  

Il mare sotto di me è colorato di un blu intenso e i raggi del sole che riescono a penetrare si perdono nel “profondo blu”. 

Doppiamo l’ultima boa e ci lanciamo nel “rush finale” verso la spiaggia dove si sente in lontananza la voce dello speaker che continua a commentare a squarciagola la gara!! 

Esco dall’acqua in un ottimo tempo (per i miei standard….. :-) ) 17 minuti e 34 secondi e in buone condizioni. Corro come un fulmine verso la tenda dove si effettuano i cambi, mi cambio alla “velocità della luce” e mi lancio verso la zona dove sono parcheggiate le biciclette, superando una decina di concorrenti! Impugno la sella della bici e corro come un matto superandone un’altra decina. Salgo alla “bersagliera”, infilo i piedi nelle scarpe (precedentemente vincolate ai pedali e alla bici tramite elastici) ed incomincio la frazione più dura della gara: la bici. Esco dalla “zona cambio” in 3 minuti e 50 secondi. 

 

Bici

 

 

So che la gara si giocherà in questa frazione: 100km in solitaria con 2000 metri di dislivello sono tanti e bisogna porre molta attenzione a non forzare troppo e ad alimentarsi bene. I primi 17 km sono tutti di salita, bisogna uscire da Montecarlo per inerpicarci nell’interland francese. Salgo all’80/85% delle mie capacità e mi superano una 30ina di concorrenti, rimango tranquillo e li “lascio fare”. 

Arrivo al primo ristoro e faccio approvigionamento di acqua, sali minerali, maltodestrine e barrette. Mi lancio nella prima discesa della gara e riprendo qualche posizione anche se mi accade un piccolo inconveniente. La strada non è proprio liscia e su un pezzo particolarmente tortuoso centro in pieno una buca! Il porta borraccia da sella (da 6 euro….) dove avevo sistemato un k-way d’emergenza flette e lancia, stile catapulta, il  k-way e il suo contenitore (una borraccia che avevo preventivamente tagliato per creare un porta oggetti) sopra la mia testa…. :-)  

Risultato…..: ho lasciato una parte del mio bagaglio in dono alla cittadinaza francese… :-) Ho pensato per 1 secondo: “mi fermo risalgo e lo vado a prendere”… Pensiero subito messo da parte…, era troppo bello andare in discesa… :-D Poco male, la giornata era bella, calda  e soleggiata, non ne avrei avuto bisogno…. 

Inizio ad affrontare la seconda lunga salita della gara e le sensazioni continuano ad essere buone, salgo al mio passo senza forzare, tutto procede al meglio, come previsto e la mia posizione rispetto al gruppo si consolida. Come spesso accade, va a finire che percorro i 100km superandomi vicendevolmente con la solita 20ina di concorrenti….. :-)  

Il paesaggio regala delle vedute mozzafiato e la visione di alcuni scorci mi fa ricordare cose ormai perse nei meandri della memoria. Mi ritrovo per due volte ad avere gli occhi gonfi di lacrime senza un preciso motivo… Deve essere a causa del mix di fatica, solitudine e ricordi che si prova durante una gara di endurance, in cui, anche se eravamo in 700, ti trovi di continuo a “parlare” con te stesso in cerca delle energie e della determinazione che tendono a scemare km dopo km….. 

Penso alle persone a me care, a mia moglie, alle mie figlie Giada e Asia che purtroppo non sono riuscite a venire a farmi “il tifo”, penso anche alle persone meno fortunate di me che non possono provare ciò che io sto provando…. e si materializzano nella mia mente episodi della mia vita che non mi aspettavo “venissero a galla”…… 

Al 60esimo km circa  accade ciò che non avevo previsto… Il percorso mi regala un tratto di pianura  dove posso far valere le mie capacità di cronomen :-) . “Volo” via a 45km/h e semino una 20ina di concorrenti con un ghigno di soddisfazione stampato sulla faccia (vedi foto…) :-D

 

 

La “libidine” dura pochi minuti perchè dopo 6km la strada inizia a risalire….. e la “salita” non è proprio il mio terreno favorevole a causa dei miei 80kg di peso…. 

Verso circa il 75° km inizio a sentire le gambe che si induriscono e dopo qualche km arrivano i primi crampi!!!! :-( In quel momento mi rendo conto che devo rallentare “il ritmo” perchè altrimenti i crampi bloccherebbero la mia pedalata. Passo minuti a prendermi le gambe a pugni mentre pedalo per cercare di “districare” il groviglio che si è formato nei miei quadricipiti….. 

Ogni volta che provo ad “alzarmi in piedi sui pedali” per aumentare l’andatura i crampi mi dissuadono dal proseguire l’azione…….. L’idea di dover correre la frazione a piedi mi preoccupa… 

Più o meno all’80° km mi raggiunge e mi supera il mio amico Davide che mi urla “Dai Marcolini che andiamo”!!! Io lo ringrazio e l’informo dei crampi e che non c’è possibilità di andare più forte. 

I miei “sogni di gloria” (io e Davide abbiamo sempre in “ballo” una “sfida” tra noi due……… :-) ), svaniscono in maniera proporzionale a quanto la sagoma di Davide si perde nell’orizzonte. 

L’altimetria della gara (in teoria) prevede che gli ultimi 15/20 km siano di discesa (di rientro alla spiaggia di Larvotto) ma, a meno 10 km dal traguardo,  di discesa non se ne vede ancora “l’ombra”. Impreco in tutte le lingue e un pensiero permea la mia mente: “ma quando pazzo finisce questa pazzo di salita…..?” :-D  

A 7 km dall’arrivo inizia finalmente la discesa e provo il mio ultimo tentativo per riprendere Davide. Mi butto a capofitto limando ogni curva e tirando ogni frenata…, inizio a rivederlo, gli sono a 30 metri e poi……, la strada riinizia a salire, solamente per poche centinaia di metri…, ma sufficienti per farmi ripartire i crampi…… Porca Zozzaaa!!! :-(  

In ogni caso non mollo e appena la strada torna a scendere ci infiliamo tra le vie del principato gremite di macchine (unica nota dolente del percorso ciclistico). Mi lancio in sorpassi all’ultima frenata ai danni di concorrenti e macchine con i conducenti che mi fissano increduli……. :-) I miei trascorsi motociclistici ogni tanto tornano “a galla” ……. :-D  

E’ d’obbligo ricordare che QUESTE COSE NON VANNO FATTE… :-) Non fate leggere questo post ai vostri figli……… :-)  

Arrivo alla zona cambio scendo dalla bici e mi parte un’esclamazione: “adesso chi si tira su e corre…..?” 

3 ore 47 minuti e 19 secondi di bicicletta mi avevano “leggermente” rattrappito e tenere semplicemente la stazione eretta era una sfida…… :-)  

Per fortuna dopo qualche decina di metri riesco a mettermi “dritto” e a correre in maniera quasi normale… :-) Lancio la bici ai ragazzi dell’organizzazione e mi tuffo nella tenda, il tempo di togliermi il casco e mettermi le scarpe da corsa e sono già fuori (3 minuti e 21 secondi) e inizio la frazione di corsa. 

Corsa

 

 

 

Ho le gambe di legno e un dolore uniforme alla fine della gabbia toracica (il diaframma non ne può più…….. :-) ), parto con “il piede giusto” …, ovvero “tirare a campare”, Davide non si vede e, a meno che non caschi nelle acque del porto….., non lo rivedrò più fino all’arrivo… :-)  

Il caldo inizia a farsi sentire e la testa sembra che sia sotto un casco da parrucchiera……… :-) Dopo qualche km iniziano anche ad arrivare dei fastidiosi brividi (molto probabilmente non mi sono idratato al meglio….. e la mia termoregolazione inizia a fare le “bizze”). 

Al primo ristoro mi bagno la testa con due bicchieri d’acqua e mi “bevo” un bicchiere di coca cola (in realtà, 1/3 lo bevo e il rimanente mi finisce addosso……..). 

Il percorso prevede 10km, 1,5 dei quali di salita al 10% (500metri da ripetere 3 volte, sulla famosa salita al casinò della formula 1….., loro la fanno a più di 200km/h…). 

Affronto per la prima volta i fatidici 500 metri e subito mi viene spontaneo esclamare: Oh Merda…, e adesso chi sale?  Vedo parecchi che camminano…, e mi sembra una buona idea…, quindi rallento anch’io ed inizio a camminare….. Bastano però 4 passi e mi partono di nuovo i crampi…., allora ricomincio a correre a piccole falcate…… I crampi.., stranamente…, passano subito.. La salita è aggravata anche dalle macchine, in fila a causa della gara, che sgasano ad ogni ripartenza. I gas di scarico rendono ancora più difficile respirare…. In quel frangente ho maledetto gli stessi motori V10 che avevo ammirato il giorno prima…. :-)  

Si sa.. che, dopo la salita.., c’è sempre una discesa che, in teoria, dovrebbe essere piacevole. Invece, chi corre sa che la discesa a volte è più dolorosa della salita…, soprattutto con i crampi. Scendo a media velocità “ascoltando” con attenzione i miei muscoli e cercando di spostare il lavoro su quelli ancora “sani”. Limito il più possibile il lavoro delle cosce usando molto i piedi per ammortizzare. 

La frazione di corsa si svolge tutta sullo stesso percorso del GP di F1 e quindi passiamo anche sotto il famoso tunnel, dove si può godere almeno di un po’ d’ombra! :-)  

Ho percorso solo circa 3 km……, e il pensiero di dover ripercorrere altre 2 volte la salita al casinò mette a dura prova la mia determinazione… Ma dato che non mi sono mai ritirato da una gara in vita mia…, mi faccio forza e vado avanti! Inizio a socchiudere gli occhi e a contare i passi per distogliere l’attenzione dalla fatica e ogni 100 passi controllo dove sono….. 

Vado avanti così fino al secondo ristoro dove mi bagno ancora la testa e mi “gioco” la carta “red bull”… Anche in questo caso.., provo a bere senza fermarmi, 1 decilitro entra in bocca ed il resto addosso…. :-) (Penso: la prossima volta è meglio se mi fermo……….. :-)

I brividi continuano e ormai mi fanno male anche le punte dei capelli! Ma vado avanti!!! 

L’arrivo è posizionato in cima alla salita “del casinò” e mi appresto ad affrontarla per la 3^ ed ultima volta. Uno spettatore italiano mi urla: “dai Marco che non fa maleeee”, io, gentilmente, con le ultime energie, gli rispondo: “no, no fa male!! :-) ”. Lui, per contro, mi ribatte: “si, ma sei alla fine, ti mancano solo 500m”!!!. Io, per finire, ri-ribatto:”Si…, ma fa male lo stesso…….”!!!!!! :-D . Il nostro “colloquio” finisce li!! :-)  

Ringrazio la sua buona anima per il tentativo di spronarmi..! In effetti vedere uno che “corre” al passo del pidocchio, con gli occhi chiusi e che conta come un pazzo….., avrebbe spinto anche me a dirgli “qualcosa per motivarlo”!!!!!! :-D  

Finalmente arriva la fine con lo Speaker che urla il mio nome e il pubblico che applaude……., chiudo il pugno e lo agito sotto il traguardo come a “dire”: anche questa volta ho vinto io (la mia sfida con la fatica). Finisco in 54 minuti e 2 secondi ad una media “penosa” (avevo previsto circa 45 min…), ma sono ugualmente felice! 

 

ARRIVO CAGGIATI MARCO TRISTAR 111 MONACO 

TEMPO TOTALE DELLA GARA: 5 ore 6 minuti e 6 secondi 

POSIZIONE: 233° su 700 

Subito dopo incontro Davide con il quale scambio un sincero abbraccio e gli faccio i miei complimenti! Alla fine mi ha “rifilato” 5 minuti e 8 secondi!! Bravo! 

CONCLUSIONI

Come faccio sempre alla fine della gara valuto ciò che ho fatto bene e ciò che è migliorabile…… e di seguito elenco le mie valutazioni: 

Cose OK: 

  1. Frazione di nuoto: sono riuscito a districarmi bene nel “marasma” umano e ho fatto un ottimo tempo!!!
  2. Cambi: fatti molto velocemente senza perdere tempo
  3. Ciclismo: i 6 km di pianura per me sono stati pura libidine…. :-)

Cose NON OK: 

  1. Molto probabilmente non mi sono alimentato a sufficienza anche se ho “ingurgitato” tutto ciò che mi è stato proposto nei ristori. Avevo calcolato l’introito energetico di barrette intere…., in realtà te ne hanno date solo metà……. Con “il senno di poi” avrei dovuto portarmi delle mie scorte per evitare questa variabile non contemplata…..
  2. Mi sono presentato al via della gara con meno di 450km di corsa nelle gambe e circa 1700 km di bici……….. (km percorsi da Gennaio a Settembre 2010…) Non sono assolutamente sufficienti per pretendere di fare la gara “tirando” come ho provato a fare…….. Alla fine il mio organismo si è ribellato… :-) . Dovevo affrontare la bici a passo turistico per poi riuscire a correre bene…… Negli ultimi 10 anni ho percorso 100km in bici solo 3 volte……….

Era la prima volta che affrontavo una gara di Triathlon su lunga distanza (avevo fatto qualche Triathlon olimpico quando avevo 20anni…) e mi è piaciuto parecchio!!! Duro, molto duro, ma bellissimo! Sicuramente da ripetere!!! 

Complimenti agli organizzatori che hanno gestito la gara e tutto il “contorno” in maniera egregia!!!! 

Adesso mi aspetta ad Ottobre il Triathon sprint di Lerici…, che purtroppo sarà l’ultima gara della stagione prima del lungo e noioso inverno…… :-(  

Per ora però, mi aspetta un bel mesetto di allenamento veloce… :-)  

P.s.: Se non l’hai ancora fatto, scarica il mio “Audio Book” GRATUITO “ Triathlon per principianti ” 

Ciao al prossimo articolo! :-D  

Lascia un commento, sarò felicissimo di risponderti!!! 

camminare

Sicuramente è una cosa alla quale non si pensa, ma è anche sicuramente una cosa intelligente da fare: tonificare le braccia mentre si cammina!

Devo ringraziare la mia amica Monica Pasello per avermi fornito l’input per scrivere questo articolo tramite una sua domanda via mail.

Oggi ti propongo un allenamento dell’apparato cardiovascolare da svolgere camminando,  aggiungendo degli esercizi per le braccia, in modo da unire al lavoro “aerobico” la tonificazione.

Vediamo come eseguire l’allenamento.

Prima di tutto ti devi procurare delle polsiere da 1Kg/1,5Kg a seconda della tua forza (una per polso). L’allenamento deve durare almeno 40 minuti e la parte dedicata alla tonificazione, durerà circa 15/20 minuti. Inizia a camminare a passo svelto e percorri i primi dieci minuti con le cavigliere ai polsi facendo un movimento marcato delle braccia (come nella figura) poi, continuando a camminare, esegui i seguenti esercizi consecutivamente:

  1. Flessioni dei gomiti. Porta contemporaneamente le mani verso le spalle con i palmi rivolti verso la faccia. Esegui un movimento lento al fine di evitare l’effetto “pendolo” e rendere vano l’esercizio. In questo modo tonificherai prevalentemente i bicipiti. Esegui dalle 25 alle 35 ripetizioni.
  2. Abduzioni degli arti superiori. Tenendo i gomiti semiflessi, porta “per fuori” le braccia fino all’altezza delle spalle, fermati 2 secondi e poi scendi alla posizione di partenza con le braccia lungo i fianchi. Con questo esercizio allenerai soprattutto le spalle (deltoidi mediali). Esegui dalle 15 alle 25 ripetizioni.
  3. Distensioni delle braccia sopra la testa. Partendo con le mani all’altezza delle spalle, distendi le braccia sopra la testa fino alla massima estensione dei gomiti (mani verso “avanti”) , fermati 1 secondo e poi torna lentamente alla posizione di partenza. Questo esercizio è utile per tonificare i muscoli delle spalle (deltoidi anteriori e mediali) e i tricipiti (muscoli posteriori del braccio). Esegui dalle 20 alle 25 ripetizioni
  4. Estensioni dei gomiti. Partendo dalla posizione “mani in alto questa è una rapina” :-) , fletti i gomiti e vai a toccare con le mani la parte posteriore delle spalle. Riporta le mani in alto e fai una pausa di 1 secondo. Questo è ottimo per il fitness dei tuoi tricipiti. Esegui dalle 15 alle 20 ripetizioni.

Fai i 4 esercizi in sequenza per 3 volte senza soluzione di continuità e adatta le ripetizioni al tuo stato di forma fisica (se non riesci a fare le ripetizioni consigliate, non ti preoccupare, va bene ugualmente).

Stessa cosa vale per il peso delle polsiere; 1/1,5 kg potrebbero essere troppi come troppo pochi…. Si trovano anche di più pesanti. Al termine della sequenza con le braccia, cammina altri 15/20 minuti rallentando gradualmente l’andatura.

N.B.: L’utilizzo delle cavigliere avrà come “effetto collaterale” l’aumento della frequenza cardiaca, quindi tienilo in considerazione in base ai range cardiaci che devi mantenere durante l’allenamento.

Monica mi ha chiesto, nello specifico, se esiste qualcosa per allenare le braccia mentre si cammina, per affrontare meglio gli allenamenti di nuoto.

Per tale scopo, ti consiglio vivamente il Nordic Walking!

Ciao a presto ed al prossimo post!

Se vuoi approfondire l’argomento non esitare a lasciare un commento, sarò felice di risponderti! :-)

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