Allenamento Fitness

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Archivio per Giugno, 2011

Fitness in 7 minuti

Scritto da Marco Caggiati in Allenamento

Fitness in 7 minuti è un e-book  al quale ho lavorato in questi giorni e che puoi scaricare facilmente. “Fitness in 7 minuti” è dedicato a tutti coloro che hanno poco tempo per allenarsi.

La mancanza di tempo rappresenta oggi “Il Problema” di tutti coloro che si impegnano con dedizione nell’attività lavorativa e non. Le giornate scorrono veloci senza poter dedicare il giusto tempo e la giusta attenzione al nostro corpo e spesso l’allenamento è l’ultimo dei nostri pensieri.

Devi sapere che per il buon funzionamento del tuo organismo è indispensabile che tu ti muova! Anche se hai poco tempo a disposizione non puoi privare il tuo corpo della sua sacrosanta “dose” di attività motoria quotidiana e lo devi fare non perché “te lo dico io” ma perché milioni di anni di evoluzione hanno obbligato il genere umano a muoversi per sopravvivere. La “semplice” sopravvivenza comportava un impegno fisico oggi insopportabile dalla maggior parte della popolazione…

Procurarsi il cibo e allo stesso tempo evitare di essere il pasto di  pericolosi predatori ci obbligava ad usare il nostro corpo…….., era inevitabile!!

Oggi per fortuna, ma anche purtroppo, la vita è diventata molto più semplice e la società è sempre più orientata verso l’agio e la “fuga” da qualsiasi tipo di fatica motoria.

Ascensori, scale mobili, bici elettriche ed addirittura, esagerando,  spazzolini da denti elettrici….. :-) , lavorano al posto nostro..

Il risultato di tutta questa “automazione” è che il nostro corpo si deteriora giorno dopo giorno e invecchia prima del tempo…. Un po’ come se tenessimo ferma in garage la nostra automobile… Io sono un appassionato di auto e so benissimo che una macchina si rompe più facilmente se la tengo ferma in garage rispetto ad un suo utilizzo quotidiano….

Tutto questo, da professionista del movimento, è per me inconcepibile!!!! :-)

Quindi ho voluto scrivere “Fitness in 7 minuti” per educare più lettori possibile al movimento…., anche dedicandogli solo 7 minuti al giorno!!!

Se tu sei uno/a di quelli/e che alla domanda: “perché non ti alleni?” rispondi con un: “non ho tempo di farlo”, sappi che da oggi non avrai più nemmeno questa scusa…..

Non solo…, oggi voglio darti anche una “news” in anteprima! “Il Fitness in 7 minuti” è solo “la punta dell’Iceberg” di un progetto articolato di corsi multimediali dedicati a tutti coloro che hanno poco tempo per allenarsi. Quindi spolvera le tue vecchie scarpe da ginnastica perché presto dovrai rimetterti in moto!! :-)

Ciao e buon allenamento!! :-)

Lasciami un commento, sarò felice di risponderti!!!

Marco e Giada Caggiati arrivo triathlon bardolino

Sabato scorso ho partecipato per la prima volta al Triathlon olimpico di Bardolino e oggi voglio darti il mio resoconto su com’è andata la gara. Partirò dal giudizio finale: è stata una gara FANTASTICA!!!!! :-) Era dal 1998 che non mi impegnavo in una gara su distanza Olimpica e la cosa, non dico che mi preoccupasse, ma ha generato qualche pensiero sulla mia tenuta fisica. L’anno scorso, a fine stagione, ho partecipato al Triathlon tristar 111 ( 1km a nuoto, 100km in bici e 10 km a piedi) di Montecarlo che ha messo a dura prova la mia scarsa preparazione, soprattutto nel podismo. Quindi mi accingevo ad affrontare più o meno la stessa distanza di gara, ma 3 mesi prima (io riesco ad allenarmi seriamente solo nei mesi estivi, quando qualche cliente va in vacanza……. e mi lascia del tempo libero)

Mi sono presentato al via dell’olimpico di Bardolino senza mai aver percorso, nemmeno in allenamento, 1500 metri a nuoto ed era dall’anno scorso a Montecarlo che non correvo 10 km consecutivi…, quindi, diciamo, non nelle migliori condizioni. Sono partito con l’intento di fare una gara/allenamento in quanto a settembre ho intenzione di partecipare al Triathlon 70.3 (1,9 km a nuoto, 90 km in bici e 21 km di corsa)  di Castiglione della Pescaia. Quindi nessuna “velleità” agonistica; il mio obiettivo era fare un buon allenamento.

La giornata era calda, con qualche nuvola che per fortuna non ha innalzato eccessivamente le temperature. Al seguito tutta la famiglia, a tal proposito devo ringraziare mia moglie Enrica per la pazienza dimostrata a gestire le due “belve” (le nostre figlie Giada ed Asia) durante la gara… :-) .

L’atmosfera era quella classica degli “eventi importanti”: tantissimi concorrenti (al via eravamo più di 1200 concorrenti!!), molti stands commerciali, musica ad alto volume ed organizzazione attenta ai particolari!

La partenza del nuoto era prevista in 7 batterie distanziate l’una dall’altra ogni 3 minuti…. La scelta non si è rivelata a mio parere azzeccata in quanto, se l’obiettivo era evitare l’effetto “tonnara”…, non ci sono riusciti. Tre minuti di distanza non sono sufficienti perchè le batterie non si “mischino” prima della fine dei 1500 metri del nuoto.

Io ero, in mancanza di un Ranking su distanza olimpica, relegato in 7^ ed ultima batteria… Quindi ho potuto godermi la gara “da fuori” per circa 20 minuti osservado le tensioni, i riti scaramantici e preparatori degli altri concorrenti… Ho visto persone veramente tese, quasi come si apprestassero ad una gara di coppa del mondo nella quale partono favoriti per la vittoria…… Io, per mia grande fortuna, non riesco assolutamente a preoccuparmi per una gara e vivere in uno stato “ansiogeno” i giorni, ore, minuti e secondi prima del via… E’ per me inconcepibile…., d’altronde si tratta di gare che durano delle ore e che hanno in sè veramente poche incognite……, nel Triathlon non si inventa nulla……, l’estro e l’inventiva non aiutano ad arrivare meglio al traguardo.

Il Triathlon è un “gioco” fatto di allenamento .., la cosa veramente difficile è trovare il tempo per allenarsi e farlo con costanza senza che i mille impegni del lavoro, della famiglia e “varie ed eventuali” ti impediscano di farlo….., quindi una volta arrivati al nastro di partenza si conosce già il proprio destino…. :-) Quando mi presento al via di una gara riesco, con un margine d’approssimazione molto basso, a prevedere come andrà a finire…… (le uniche incognite sono rapprestentate da una buona navigazione o meno in acqua e dalla collaborazione che si può trovare nella fase ciclistica).  Insomma mi sono divertito a vedere i rituali preparatori… :-)

Alla fine è arrivato anche il mio turno e al suono della tromba è iniziata l’ennesima sfida con me stesso!!! Veniamo quindi alla “cronaca della mia gara”!! I primi 200 metri si rivelano veramente duri, nuoto praticamente sempre con la testa fuori ed i gomiti alti, in stile “pallanuoto”, per trovare un varco dove passare. Tutti cercano di stare vicino alle boe di segnalazione in quanto c’è una corda subacquea che delinea la traiettoria più breve per concludere i 1500 metri previsti.

A me non interessa e quindi  mi defilo, sulla destra rispetto al tracciato, alla ricerca del mio “spazio vitale”. Non è mia intenzione forzare in alcun modo l’andatura in quanto non sono atleticamente pronto per “tirare” tutta la gara.

Con mia sorpresa mi rendo conto che “tiro a destra” e che è opportuno “tirare su la testa” ogni tanto per correggere la traiettoria….. (mi era già capitato al Triathlon di Nibbiano, evidentemente devo correggere qualcosa nel mio stile di nuoto… :-) ). La navigazione non mi risulta facile in quanto le boe sul percorso da traguardare sono di colore arancione…, lo stesso delle cuffie della batteria che mi precedeva… (solita botta di fortuna….. :-) ), quindi ogni volta che tiro su la testa per vedere dov’è la boa…., la scambio spesso per la testa di qualche concorrente in lontananza…….

Più o meno verso i 1000 metri di gara inizio a superare alcuni di quei concorrenti partiti nella 6^ batteria con la cuffia arancione ed inizio a capire il perché qualcuno viveva con “apprensione” l’avvio alla gara. Vedo parecchi concorrenti in difficoltà che nuotano a rana, dorso, alcuni si fermano in mezzo per prendere fiato, altri (scoprirò a fine gara) si ritirano……

Io nuoto veramente tranquillo e mi rendo conto che potrei stare in acqua un’altra mezz’oretta……  (molto bene penso tra me e me…. :-) ), unica cosa che mi da noia sono i gas di scarico dei mezzi di soccorso che mi intossicano la gola facendomi venire alla mente quando facevo da ragazzo gli allenamenti “dietro motore” mentre mi preparavo per le gare a cronometro dietro il Motom degli anni ‘50 del mio allenatore Gianni!!! :-) Che bel ricordo! Andavo più forte io in bici di lui con il motorino e gli urlavo sempre: “accelera, acceleraaa!!!” Gianni scuoteva le spalle per farmi capire che era a “manetta” e io sghignazzavo soddisfatto… :-D

Ma torniamo alla gara… Esco dall’acqua in poco meno di 30 minuti e mi lancio in zona cambio, via la muta “al volo”, mi infilo calze, casco, numero e occhiali da sole e parto per la frazione ciclistica. Il percorso prevede un continuo “sali e scendi” e mi rendo conto che con relativa facilità raggiungo e supero un nutrito numero di concorrenti. Le salite non sono troppo lunghe ed impegnative da farmi perdere terreno e le discese pedalabili ed i falsipiani sono “il mio pane”. Mi metto in posizione “crono” sulle mie prolunghe e guadagno posizione su posizione e proseguo sempre in solitaria.

Più o meno al 20° km raggiungo l’ennesimo gruppetto, mi accodo per un attimo, ma mi accorgo che vanno troppo piano, allora passo tutti e mi metto a tirare davanti. Dopo qualche minuti chiedo il cambio a chi mi segue e mi viene risposta una cosa potenzialmente demotivante: “aspetta almeno due minuti perché io non riesco a fare la tua velocità devo recuperare, altrimenti stàccati….”. Capisco subito che quel gruppo può avere solo benefici dal mio tirare e io non posso trarne da loro…..

Allora scalo un rapporto, mi alzo in piedi, e stacco i compagni d’avventura…., con un pizzico di soddisfazione. Mi rendo conto che sono “in stato di grazia” e che pedalo forte senza fatica……. Senza spingere al massimo recupero centinaia di posizioni……… :-)   Vera libidine…D’altronde solitamente nelle gare arrivo sempre nella prima metà della classifica ed essendo partito in fondo al gruppo nell’ultima batteria…, da qualche parte dovevo pur superarli……

Non mi spremo al 100% in quanto temo la frazione podistica, quindi mi tengo un po’ di energie.

Alla fine faccio praticamente l’80% della frazione ciclistica in solitaria e ciò mi fa venire in mente i bei vecchi tempi (quando avevo 20 anni) di quando tutte le gare di Triathlon erano “no drafting” ovvero senza scia…….. Avevano un fascino decisamente maggiore…. :-)

Faccio un buon cambio ed inizio a correre e stranamente mi sento bene anche se non dovrei…… Forse è il calore del pubblico che è assiepato lungo il percorso…, onestamente non mi capacito, ma “godo come un riccio”… :-)

Corro ad un passo di 4’:35” al km senza nessuna fatica, passo il tempo a “battere il cinque” ai bambini che applaudono il nostro passaggio e a salutare gli avventori dei bar nel centro di Bardolino che si godono lo spettacolo. Ad un gruppo nutrito che applaude gli urlo: “Yessssssss!” con il pollice verso l’alto e un sorriso degno del miglior Gigi Proietti quando interpreta Mandrake nel film “febbre da cavallo” :-) .  L’applauso del pupplico acquista allora molto vigore con l’aggiunta di qualche “bravo” d’incitamento!!! :-)

Km dopo Km mi rendo conto che ho ancora “tanta birra da spendere” ed accelero in progressione (correrò l’ultimo km in 4’:15”, per me impensabile, nemmeno in allenamento, sui 10km….), prossimo al traguardo cerco con lo sguardo dov’è la mia famiglia per correre gli ultimi metri, come di rito, con mia figlia Giada.

Purtroppo non li vedo e la prima cosa che penso è che mia moglie (giustamente) si sia andata a mettere sotto una pianta ad aspettare che io finissi la mai gara… :-)

Invece no!!!! Sento mia figlia e mia moglie che mi chiamano da dietro le transenne del rettilineo d’arrivo…, allora mi fermo, torno in dietro, prendo in spalla Giada, la metto a terra e lei inizia a correre come Mennea durante il record del mondo sui 200 metri!!!! Io gli urlo: “vai corri più veloce!!!” e lei, come sempre, arriva prima!!!! Appena dopo il traguardo le faccio i miei complimenti e lei tutta “vergognosa” guarda da un’altra parte…. :-) Bella scena!! :-)

Adesso un po’ di sterili numeri…..

Alla fine concludo in 2 ore 32 minuti e 52 secondi in 500esima posizione (mi piace…, numero “tondo”) su 1200 partenti….., il che per me è un grande risultato!!! La cosa bella è che ho preso la bellezza di 40 minuti di distacco dal primo, ma mi si sono sentito ugualmente il “campione del mondo”, in quanto sono arrivato al traguardo stanco ma non distrutto e se la gara fosse durata qualche km in più io sarei riuscito a percorrerli….. Molto buono in previsione di settembre!!!

Da segnalare l’arrivo in ultima posizione del mio amico e lettore del blog Michele Bonati al suo primo Triathlon olimpico che, fregandosene di alcuni problemi gastrici avuti durante la gara, si è fatto praticamente tutta la frazione podistica camminando e arrivando quando stavano già smontando transenne e traguardo… Onore al merito!!! Così si fa!! Questo è lo spirito giusto del Triathlon!!! Ci vuole spirito e coraggio per arrivare ultimi…, sarebbe stato molto più facile ritirarsi!! Bravo Michele continua così!!!

P.s. per Michele…..: io avrei provato a buttarci dentro un po’ di corsetta in quella lunga camminata….. ;-)

E per finire gli abituali voti.

Organizzazione: voto 10

Ristori in gara: voto 10 per il loro numero, 6 per la qualità del ristoro (solo acqua anche nella frazione ciclistica)

Segnalazione percorsi: voto 10 (impossibile sbagliare)

Ristoro post gara: Voto 8

Pacco gara: Voto 6,5 (un cappellino tecnico da corsa e una bevanda Enervit)

Servizi post gara: Voto 8 (prevista zona docce limitrofa alla zona cambio e massaggi gratuiti!!)

Fotografo della gara: Voto 5 (ad oggi le deve ancora pubblicare…. :-( )

Ottima gara che diventerà un appuntamento fisso nel mio calendario gare!!! :-)

Per oggi è tutto, ciao e buon allenamento!!!

Lascia un commento, sarò felice di rispondere

P.s.: Se non l’hai ancora fatto, scarica il mio “Audio Book” GRATUITO “ Triathlon per principianti

Differenze di perfomance tra uomo e donna

Dedico quest’articolo alla mia amica e cliente Carmen Zwick  che nel 2010 si è allenata duramente per correre la sua prima maratona. Carmen mi ha posto un quesito, tramite l’iniziativa “chiedilo a Marco” che mi ha fatto pensare, ancora una volta…., che spesso quello che per me  è scontato per la maggior parte dei lettori del blog non lo è… Carmen mi ha chiesto: “perchè gli uomini corrono mediamente sempre più veloce delle donne? E’ per via dei muscoli o cos’altro..?”.

Penso che questa domanda se la siano posti in tanti e quindi oggi voglio fornire una risposta! Parlando in termini assoluti, ovvero analizzando le prestazioni migliori a livello mondiale, non esiste sport dove le donne battano gli uomini. Se invece prendiamo in considerazione uomini e donne “normali” può tranquillamente accadere di incontrare donne che esprimono prestazioni migliori di un uomo. A me per esempio capita a tutte le gare di triathlon alle quale partecipo, dove le prime 3-4 donne in classifica mi arrivano puntualmente davanti!!!!! :-) .

Vediamo ora però quali sono le caratteristiche peculiari che permettono all’uomo di essere più prestazionale rispetto ad una donna.

La differenza tra i due sessi sembra che sia dovuta soprattutto a fattori inerenti alle dimensioni corporee. In media una donna è più bassa e più leggera, con una maggiore percentuale di tessuto adiposo ed una minore massa mucolare rispetto all’uomo. Bisogna infatti sottolineare che in età prepubere (prima che la produzione di ormoni “femminilizzanti” e “mascolinizzanti” caratterizzino nettamente i due sessi) le differenze di prestazione e di dimensioni corporee sono molto simili a quelle maschili….

A proposito di ormoni, il testosterone (ormone prodotto principalmente dai testicoli) è quello che permette all’uomo di raggiungere sviluppi muscolari proibitivi per una donna.

Esistono differenti gap prestazionali tra uomo e donna a seconda dello sport preso in considerazione. Il nuoto, per esempio, è la disciplina sportiva dove le differenze tra i due sessi sono minori, a causa della maggior percentuale di massa grassa presente nelle donne a parità di peso corporeo. Il grasso migliora le qualità di galleggiabilità e quindi l’idrodinamica del corpo in avanzamento nell’acqua che però non può compensare sufficientemente la carenza di massa muscolare rispetto all’uomo.

Per quanto concerne la corsa, e nella fattispecie la corsa di durata, si pensa che il gap tra uomo e donna sia da ricercarsi soprattutto nel miglior rapporto peso/potenza dell’uomo (a parità di peso l’uomo è più magro e quindi riesce a sviluppare più velocità a parità di sforzo).

Inoltre test che hanno misurato il Vo2 max (massima potenza aerobica, uno dei principali fattori che caratterizzano la performance nelle corsa) nei due sessi hanno rivelato che è inferiore nelle donne. Questa discrepanza sembra causata da una minore quantità di emoglobina in circolo (parte del sangue che lega e trasporta l’ossigeno), un volume di sangue inferiore e un più piccolo volume cardiaco (il cuore è più piccolo nelle donne).

In estrema sintesi questi sono i motivi per i quali gli uomini corrono mediamente più veloci delle donne….. Occorre sottolineare però che una donna molto allenata è nettamente più veloce e prestazionale di un uomo non allenato. Quindi, cara Carmen, allenati con costanza e determinazione, vedrai che riuscirai a lasciarti dietro parecchi maschietti…..!!!! :-)

Ciao a presto e buon allenamento!! :-)

Lascia un commento sarò felice di risponderti!! :-)

Sabato scorso ho participato al Triathlon sprint di Nibbiano (Val Tidone Piacenza) e oggi ti voglio raccontare com’è andata. Ho partecipato a questa gara anche l’anno scorso alla sua prima edizione e quindi sapevo già in parte ciò che mi avrebbe aspettato.

La gara di Nibbiano ha la sua caratteristica nel percorso natatorio in quanto si disputa in un bacino artificiale creato dalla diga del Molato. La giornata si presentava instable sotto l’aspetto metereologico, infatti all’arrivo al lago ci aspettava una leggera pioggerellina…. :-( . Per fortuna era solo di passaggio ed il sole non ha tardato ad arrivare… :-) .

Al via eravamo all’incirca 250 concorrenti e la partenza era prevista in due batterie distinte. Io partivo nella prima. Ma veniamo alla cronaca “diretta” della gara.

La partenza è abbastanza caotica tutti, come sempre, cercano un po’ di spazio vitale e calci e spintoni sono all’ordine del giorno. Subisco i primi 200m durante i quali bevo qualche “sana” sorsata di acqua di lago….. Stanco di dover spingere via persone ad ogni bracciata mi defilo ed inizio a prendere un buon ritmo anche se le braccia sono dure e doloranti. L’acqua è abbastanza torbida e capisco che ho qualcuno davanti solo perchè lo sento con le mani….

I 750 metri previsti mi sembrano decisamente di più…., anche se poi alla fine quando arrivo sulla terra ferma il mio cronometro segna 13 minuti e 58 secondi.., quindi la distanza è giusta…. Stranamente, in assenza di corrente (almeno non mi sembra ce ne sia..), mi accorgo che nuoto “storto” penso di andare dritto ed in realtà mi sposto verso dx….., non capisco, di solito non mi succede…, me ne faccio una ragione ed ogni quattro bracciate alzo un poco la testa per navigare correttamente.

Esco dall’acqua con le braccia dolenti e la muta piena d’acqua…, le cuciture stanno per cedere definitivamente e forse è ora di cambiarla dopo 15 anni di onorato servizio… :-) .

Il percorso ciclistico è cambiato rispetto alla prima edizione e dopo 30 metri dall’uscita della zona cambio il percorso svolta a dx imboccando una ripida salita di circa 3 km (il mio garmin segnala punte del 12 e 15%), che selezionano subito il gruppo in singole unità.

Come sai la salita non è il mio forte dati i miei 80 kg di peso…, infatti mi superano agevolmente tanti “scriccioletti” che peseranno 50 kg…., quando sono bagnati… :-) . In ogni caso riesco a salire con un passo degno di rispetto, la salita in alcuni tratti è talmente ripida che, pedalando in piedi,  la ruota posteriore “slitta” obbligandomi a sedermi…..

Il percorso prevede due giri di uno stesso circuito e quindi so già che quella salita mi aspetterà di nuovo il secondo giro…. :-( . Si sa dopo una salita c’è sempre una discesa solo che è letteralmente piena di buche ed avvallamenti che rendono impossibile scendere in velocità e sicurezza. L’organizzazione ha marcato  ogni buca profonda con lo spray rosso per segnalare il pericololo e la strada è più rossa che grigia…. :-)

Alla fine dei due giri concludo i 20km previsti con una media di 23,6 km orari che fa capire quanto fosse duro ed impegnativo il percorso…..

La discesa finale del percorso ciclistico mi permette di rispristinare una respirazione lenta e profonda, ottima cosa per la frazione podistica.

Mi cambio “al volo” e mi lancio nel percorso podistico che prevede anch’esso due giri di un percorso cosidetto a “bastone” della lunghezza di 5 km (andata e ritrono per due volte).

La “gamba” è abbastanza pesante e inizio a correre con relativa tranquillità ad un passo di 4′:30” al Km per poi accellerare a 4′:15″ negli ultimi due km. Sorpasso qualche concorrente e vengo sorpassato da altri…… Alla fine termino i 5 km previsti in 21′ e 13″ (il mio garmin dice però che i km sono 4,63 e non 5……). Il tempo totale è di 1 ora 30 minuti e 49 secondi e arrivo stanco  al 113° posto.

Nota di estrema importanza: 50 metri prima del traguardo mi aspetta la mia famiglia, mia moglie Enrica, mia figlia di un anno Asia e Giada di 3 anni e mezzo che, come di consueto, mi aspetta per fare gli ultimi metri “con il mio papà” (come dice lei.. :-) ). Io mi immagino già quando taglierà il  traguardo con la lingua di fuori nella sua prima gara!!!! :-D Belle cose….. :-)

Adesso un po’ di voti

Organizzazione in generale: voto 7

Asfalto del percorso ciclistico: voto 2

Ristoro fine gara: voto 6

Pacco gara: voto 4 (ci hanno messo una saponetta ed un prodotto per la pulizia della cucina con l’etichetta scritta in russo….. :-) )

Speaker della gara: voto 2 (ha sparato puttanate dall’inzio alla fine facendo battute alla quale rideva solo lui…… :-) )

Partecipante inglese dal nome Bailey Leslie di anni 70 e passa arrivato con un tempo di 1 ora 49 minuti e 5 secondi: voto 10!!!!! Che sia d’esempio a tutti i pensionati che non fanno nemmeno una passeggiata a prendere il giornale.. :-) .

Per oggi è tutto! Lascia un commento, sarò felice di risponderti!!!!

P.s.: Se non l’hai ancora fatto, scarica il mio “Audio Book” GRATUITO “ Triathlon per principianti

Ciao e buon allenamento!!

Alfa-MiTo-Fitness-Driver2

Ho preso spunto per scrivere questo post leggendo una rivista del settore. Mi sono trovato a leggere un articolo che mi ha fatto subito esclamare: “ecco ci risiamo l’industria del Marketing ha colpito ancora!!!!”.

Sono più di 15 anni che mi occupo di fitness, allenamento ed alimentazione è costantemente mi trovo di fronte a “fantastiche novità” che vengono proposte da famosi guru del Fitness come “genialate” delle quali non si può assolutamente fare a meno……

Ma adiamo al punto… Ti voglio parlare di “Alfa Mito Fitness Driver”, quindi dell’accostamento di una nota marca automobilistica con il fitness, l’allenamento ed il movimento….. L’onorevole Di Pietro esclamerebbe subito: “ma che c’azzecca la macchina con il fitness”? Guidare un’automobile è tutto tranne che allenante…. A meno che no si guidi una Formula 1 in circuito….. :-) .

Le menti del Marketing Alfa Romeo hanno pensato di promuovere l’immagine del loro prodotto (la Mito) accostandolo al mondo del Fitness popolato in gran parte da giovani potenziali acquirenti…. E in tutto ciò non c’è niente di male intendiamoci… La “faccenda” diventa un p0′ “stiracchiata” quando però ingaggiano uno dei “guru” del Fitness italiano (Paolo Evangelista) per creare un programma d’allenamento che contempli anche l’utilizzo dell’autovettura…… (vedi immagine….).

Vediamo un po’ cosa ha “inventato” il buon Paolo.. L’attrezzo consiste in una barra di fibra di vetro alla quale sono attaccati due elastici, arrotolando l’elastico attorno alla barra si modifica la resistenza… La barra si può utilizzare anche con un solo elastico realizzando movimenti che richiedono un buon livello di controllo posturale.

E’ talmente tanto tempo che si usano gli elastici in ambito d’allenamento che non mi ricordo chi sia stato il primo ad utilizzarli……, quindi nell’utilizzo degli elastici non trovo niente di nuovo.. Il fatto di applicarli ad una barra…, si fa da quando io frequentavo l’ISEF (correva l’anno 1994…..). L’applicazione di una resistenza elastica ad esercizi di stabilizzazione del “core” addominale…… anche……….

Allora mi chiedo perchè uno debba far finta di “inventare” una nuova ed innovativa “torta” quando semplicemente prende i soliti “ingredienti” e ci mette su il marchio Alfa Romeo…? Logicamente la risposta risiede nel fatto che il “dio denaro” spesso è molto convincente… :-)

Questo articolo mi ha fatto riflettere su quando e è quanto un professionista del movimento debba “prostituirsi” in questo modo e mi sono chiesto se la stessa proposta fosse stata fatta a me cosa avrei risposto… Mi sono fermato un attimo a pensarci…… e la mia risposta è stata: “i signori dell’Alfa avrebbero dovuto darmi un quantitativo di denaro tale che mi permettesse di vivere di rendita in quanto  ho dedicato la mia vita ad insegnare alle persone l’etica dell’allenamento ad indicare loro le attività realmente produttive e a riconoscere “le bufale” del fintess”. Non avrei potuto vendere “l’anima al diavolo” e continutare a lavorare in questo settore…. Mi sarei sentito fortemente e forse stupidamente in imbarazzo… Altri forse non hanno il mio stesso pudore ed in tutta sincerità non li condanno affatto………, i soldi fanno comodo a tutti d’altronde…

A parte questa mia considerazione…., mi sono anche chiesto chi è quel “genio” che preferirebbe allenarsi accanto alla sua autovettura…, magari in un parcheggio, quando invece può scegliere altri ambienti più consoni e soprattutto chi è quel pazzo che si appoggerebbe sulla sua amata macchina con la schiena per fare delle distensioni per i pettorali correndo il rischio di rigare la carrozzeria, almeno io no lo farei mai…. (questo su tutti mi sembra proprio un esercizio pensato appositamente per giustificare l’idea di unire il marchio di una vettura con il fitness…….. :-) )

Chissà quanti ne venderanno di questi attrezzi……? Magari ne venderanno tantissimi alla “faccia mia”…… :-) . Io credo di no………

Ho voluto scrivere queste righe per ricordare a tutti che anche nel mondo del Fitness valgono le regole del business e del marketing e che occorre fare attenzione a quello che ci viene continuamente proposto….

In conclusione, se vuoi farti due risate, guarda questo video che riprende Paolo Evangelista mentre promuove il suo “Alfa Mito Fitness Driver”……. Fa una “supercazzola” degna del miglior Ugo Tognazzi in amici miei…… :-) (ti ricordi quando parlava per 10 minuti pronunciando parole inesistenti e slegate fra di loro per cercare di convincere il malcapitato che lo ascoltava……? :-) ) . Nel video purtroppo hanno tolto il rumore delle sue unghie mentre si arrampicava sugli specchi per giustificare in qualche modo la bella idea……. :-)

Ciao a presto e buon allenamento!

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allenamento fitness

Dedico questo articolo a Marina (il nome è di fantasia in quanto non voglio scrivere quello vero per questione di Privacy), una lettrice del blog, che la settimana scorsa mi ha chiesto se l’allenamento quotidiano può, alla lunga, fare male.

Marina è preoccupata perché non sta ottenendo gli sperati risultati in merito ai suoi obiettivi e mi ha confidato che si allena tutti i giorni alternando un allenamento di tipo aerobico (corsa o nuoto) con una seduta di tonificazione con i pesi. In aggiunta nei fine settimana percorre circa 40 km con 700/800 metri di dislivello. Insomma Marina non si risparmia…  :-)

Marina lamenta alcuni “problemini” (come lei stessa li definisce) come alterazioni del ciclo, gonfiori addominali, ritenzione di liquidi sul ventre e difficoltà nel perdere anche solamente 1-2 kg
(aggiunge, malgrado la dieta…).

Marina non si capacita……., si allena molto, si controlla con il cibo e invece di migliorare si sente a disagio!!!!! Non gli “tornano i conti” insomma…….

Capisco perfettamente lo stato d’animo che può avere Marina in questo momento…. in quanto mi è capitato molto spesso di seguire clienti con lo stesso problema…….

Per risolvere il problema di Marina occorre lavorare “di fino” su quella che io definisco “la triade dell’obiettivo”, ovvero allenamento, recupero ed alimentazione. Solo ponderando questi tre fattori congiuntamente e monitorando costantemente cosa accade si può programmare e raggiungere un ottimo risultato.

Vediamo ora di rispondere al quesito iniziale: allenarsi quotidianamente può essere controproducente..? La risposta è decisamente si…, o meglio DIPENDE….

Infatti non è sufficiente sapere che Marina si allena tutti i giorni e che alterna lavoro cardiovascolare ad allenamenti dedicati alla tonificazione e non mi è nemmeno sufficiente sapere che Marina sta seguendo “una dieta” (di che tipo, di quante calorie, i macronutrienti come sono distribuiti ecc..?).

Ciò che sta succedendo a Marina assomiglia molto a una “sindrome da sovrallenamento” con l’aggiunta di qualche problema intestinale dovuto probabilmente alla dieta che sta seguendo.

Ma andiamo oltre e cerchiamo di capire dove la strategia di Marina potrebbe  essere sbagliata (il condizionale è d’obbligo in quanto non conosco tutti i dettagli che mi permetterebbero di avere una visione d’insieme approfondita).

Bisogna ricordarsi che la distribuzione dei carichi allenanti e il giusto rapporto carico/recupero sta alla base della programmazione degli allenamenti per il raggiungimento di qualsiasi obiettivo. La capacità di gestire questi due fattori infatti caratterizza un bravo Personal Trainer da un preparatore “improvvisato”.

L’allenamento rappresenta per l’organismo uno stimolo e, per far sì che sia produttivo, deve essere sufficientemente “stressante” per indurre l’organismo a “reagire” e adattarsi (tecnicamente si chiama supercompensazione). Per spiegare la magia chiamata supercompensazione io uso sempre l’esempio dei calli sulle mani…….. Facciamo finta che l’obiettivo dei tuoi allenamenti sia ricoprire il tuo palmo della mano di calli… La strategia più opportuna sarebbe sfregare il palmo della mano con qualcosa di sufficientemente irritante e per un tempo tale da “infastidire” la pelle senza però lacerarla.

L’irritazione innescherebbe nelle ore e nei giorni a seguire (leggi recupero) una serie di reazioni compensative da parte dell’organismo che manderebbe input alla pelle di diventare più spessa e dura (il callo) per contrastare un’eventuale nuovo “insulto” dello stesso tipo. Viceversa se lo sfregamento durasse eccessivamente si arriverebbe non solo all’arrossamento, ma alla lacerazione (sovrallenamento) e alla successiva formazione di una cicatrice (invece di un callo….).

Quindi l’allenamento quotidiano può essere a volte controproducente. Le varianti da tenere in considerazione sono veramente tante e vanno monitorate costantemente. Purtroppo l’attività di monitoraggio dei risultati tramite accurate analisi della composizione corporea ed altri test di valutazione (esami del sangue ecc..) vengono spesso ignorati dalla maggior parte degli sportivi “fai da te” e, purtroppo, anche da parecchi “professionisti” del movimento.

L’attività di monitoraggio è fondamentale perché non esiste una “ricetta” giusta e una sbagliata per ottenere risultati in ambito d’allenamento, ma ne esistono centinaia che possono essere tutte efficaci e tutte inefficaci a seconda della persona alle quali si applicano.. Questa è una verità insindacabile…. La fisiologia del corpo umano non è “matematica”…,  è una scienza incerta…

Quindi cara Marina, dati i risultati che stai ottenendo (o meglio non stai ottenendo…) devi rivedere necessariamente la tua “ricetta” e soprattutto iniziare a farti monitorare….., altrimenti rischi di andare avanti alla “cieca”… ed entrare in un circolo vizioso.

Conclusioni

Eseguire allenamenti quotidiani potrebbe essere un’ottima strategia per migliorarsi, dipende però dall’intensità con la quale ci si allena, dall’alimentazione che si segue e anche dalla qualità del recupero (se per esempio mi alleno tutti i giorni intensamente e di notte non riesco a dorminre prchè mia figlia piange come se la stessero rapendo degli alieni… :-) , con buona probabilità andrei incontro ad una sidrome da sovrallenamento per colpa dell’assenza di recupero….) .

A volte è meglio allenarsi un giorno di meno…, si ottengono più risultati!! A volte no….. :-) .  La parola d’ordine è  quindi DIPENDE!! ;-)

Se vuoi un approccio ad un allenamento mirato e veloce scarica “Pancia Piatta Facile” e “Fitness in 7 minuti“.

Buon allenamento, alimentazione, recupero e monitoraggio!!!

Se vuoi, lascia un commento, sarò felice di risponderti!

Domenica scorsa, forte dell’ottima prestazione ottenuta al Triathlon Città di Piacenza il 22 di maggio, ho partecipato al Triathlon Sprint di Villafranca.

Partenza da casa alle ore 9:30 in compagnia del mio amico, cliente e compagno di squadra Ettore, la giornata si presenta stupenda con un ottimo clima.

I concorrenti sono numerosi (più di 500) e purtroppo, non avendo ancora una posizione nel Ranking nazionale, sono rilegato in 7^ batteria (su 9) il che significa aspettare circa 1 ora e 30 minuti prima di partire rispetto alla 1^ batteria.

In ogni  caso rimango tranquillo e soprattutto all’ombra per evitare di cuocermi prima del dovuto…. :-)

Il giudice chiama gli atleti della 7^ batteria e mi inseriscono nell’ottava consia insieme ad altri 7 concorreti. Subito ci scambiamo i tempi previsti di percorrenza per evitare di pestarci inutilmente. Io con il mio rispettoso 14 minuti per percorrere i 750 metri di gara sono il 2° a partire. Al via dell’arbitro mi metto subito in scia del “1°” della mia corsia e per la prima volta nella mia vita riesco a fare una gara in solitaria in piscina senza “fare a botte” con nessuno… :-) . Solo sul finale ho dovuto superare 2 avversari ma senza problemi.

Mi sono “ascoltato” bene e no strappato un ottimo 13′:50″, unica nota dolente il “rimbambito” addetto alla “conta delle vasche” che si “dimentica” di “farmi uscire”. Onestamente non so cosa preveda il regolamento in tal senso ma in tutte le gare che ho svolto precedentemente in piscina, “l’addetto alla conta” ha sempre informato i concorrenti che mancano due vasche all’uscita, in quanto presi dalla foga agonistica ed appannati dalla fatica si può facilmente perdere il conto….

Per mia fortuna a Villafranca ho contato le vasche (cosa che raramente ho la tranquillità di fare in quanto mi occupo di sopravvivere in mezzo al marasma di braccia e gambe…. :-) ) e all’ultima mi aspettavo un “verde esci!! (avevo la cuffia verde), invece il selenzio più assoluto……, allora mi fermo, mi metto in piedi e chiedo: “scusa mo non dovrei uscire adesso!??!?!!?!!?”, lui mi risponde bello pacifico: “si, si…, ma mica te lo devo dire io………”. Io allora per non avere poi rimpianti…, lo mando a quel paese e gli chiedo in tono sarcastico: “ma allore che c…o ci stai a fare…….? A saperlo prima sarei stato in acqua una bella oretta bloccando tutta la gara…… :-) Bah……

Vado oltre e “scancherando” per tutta la zona cambio afferro la mia bici e mi lancio nella frazione ciclistica. Esco come sempre bene e distanzio quelli che sono usciti con me dalla vasca. Il tempo di lanciarmi ed infilare i piedi nelle scarpe e mi guardo subito intorno per controllare la posizione degli altri concorrrenti.

Vendo un gruppetto davanti a me, a circa 200 metri ed un altro dietro più o meno alla stessa distanza…. Subito mi sorge il dilemma se andare a prendere chi mi precede o aspettare il gruppetto che mi segue dato che stare da soli al vento non è proprio intelligente……. :-) .

“Ovviamente” non ci penso su troppo ed inizio a “menare” per andare a prendere chi mi precede………. :-) . Il distacco si riduce però molto lentamente allora rallento un po’ , bevo e succhio un pack di gel di maltodestrine perchè so che a breve arriverà una salita ed è meglio  evitare di rimanere a secco di carboidrati.

Mi accorgo però che guadagno terreno ugualmente……, molto bene…. , inizia la salita e riesco, bene o male, al contenere i danni (io sono uno specialista della pianura anche perchè peso 80kg ed in salita si sentono…). Appena la strada ricomincia a scendere accellero il ritmo e mi ritrovo a battagliare con un altro concorrente che va come me… Da li a poco ci raggiunge un’altro ragazzo ed iniziamo, senza accordarci a collaborare alzando la velocità. Iniziamo a raggiungere concorrenti e a risucchiarli all’interno del gruppo come un’aspirapolvere.. :-) Alcuni non riescono a  stare al nostro passo e si staccano…

Gli ultimi 5 km prevedono un falsopiano in discesa che per le mie qualità è una vera pacchia…… :-) . Alla fine cocnluderò la fase ciclistica ad una media superiore ai 41 km/h che con della montagna di mezzo…, non è niente male…. :-) .

Sono in testa al gruppo quando ci accingiamo ad arrivare in zona cambio dove (10 metri prima della linea che delimita la zona cambio) c’è un simpatico pensionato messo li dall’organizzatore che con una bandiera gialla urla: “piano, piano, rallentate!!!”. Io logicamente mi metto a ridere, gli passo davanti a manetta e tiro una staccata degna di Valentino Rossi, scendo alla bersagliera e mi infilo a razzo in zona cambio….. :-) :-D . Bella però la battuta di rallentare…….. :-)

Mi cambio velocemente e mi ritrovo uscire dalla zona cambio primo del mio gruppetto ma dietro ad un altro concorrente che ci precedeva in bici……. E qui accade il “disastro” quello che in anni di “carriera” non mi era mai successo……. Appena abbandonata la zona cambio il percorso prevede un piccolo “toboga” che ad un certo punto arriva ad un bivio… Il concorrente davanti a me si ferma e mi chiede: “dove andiamo adesso”?!?!?!?. Io “a naso” gli dico vai a sx perchè mi ricordavo, avendo visto il tracciato su inernet il giorno precedente, che il percorso girava in senso antiorario…. Tutto il resto del “mio gruppo ciclistico” ci segue….

Ci ritroviamo a correre su uno stradello sterrato, poi in un campo schivando poccie d’acqua e chiazze di letame…….. e subito mi chiedo: “qualche vacca per fare un po’ di slalom no….??!?!?!?!??” e mi chiedo a cosa stesse pensando l’organizzatore quando ha tracciato il percorso podistico…..

Dopo il “cross country” passiamo un cancello e ci ritroviamo sul “rettilineo finale” della strada che avevamo percorso in biciletta……. e qui inizia a venirmi un dubbio atroce….. Il mio Garmin (gps da polso) mi indica che abbiamo percorso solo 2 km e i km che ci separano dal traguardo sono sicuramente meno dei 3,5 che mancano per percorrere i 5,5 previsti.. Subito dopo vedo il cartello “ultimo km” ed il presentimento diventa quasi una certezza……. Arrivo al traguardo e stoppo il mio Garmin che mi segna 3km e 93m…… Il Garmin non sbaglia……, io evidentemente si…… Subito mi guardo intorno e chiedo agli altri che avevano corso al mio fianco: “ma voi quanti km avete fatto?!?!!?? abbiamo tagliato il percorso da qualche parte…..?!?!?!? ma dove..? Non è possibile che io abbia corso 5,5 km in 13′ e 48″!!!! Anche perchè mi starei allenando con Paul Tergat in questo momento….. :-) :-) .

La maggior parte non ha al polso ne garmin ne cronometro…, quindi mi guardano straniti…… Io ho la certezza di avere “barato” per la prima volta in vita mia…., e questo mi fa girare infinitamente le scatole……. ormai “il danno” è fatto e quindi è inutile amareggiarsi più di tanto, vado a ritirare la mia bici in zona cambio  e mi metto “in cammino” verso casa….., “chiedendomi” di continuo dove potessi aver sbagliato…

Oggi scorrendo la classifica mi accorco che sono stato squalificato (giustamente) per taglio del percorso……., iniseme al mio gruppetto….., allora sono andato a guardare su google maps il percorso è ho capito che “il fatidico bivio” mi è costata la gara…..

In conclusione posso solo dire una cosa……….,  la squalifica per “taglio” è giusta però l’organizzatore sarebbe bene che organizzasse la “sagra della birra” più che gare di triathlon…. Sarebbe stato sufficiente bloccare con del “fettucciato” il bivio………… A volte le difficoltà si celano nel fare le cose semplici…………

Voto all’organizzazione e alla gara (senza considerare il “Piccolo probelma del percorso”) 7

Voto al contavasche 4

Voto a chi ha tracciato il percorso podistico 2

Voto ai giudici in zona cambio 2

Voto a chi ha permesso a tutti, me compreso (me ne sono reso conto solo una volta dentro) di transitare in zona cambio mentre altri concorrenti delle batterie succssive erano ancora in gara 1.

Alla fine dei conti………., rimane un pò di amaro in bocca ma mi sono divertito ugualmente….. :-)

Ciao e buon allenamento!

Lascia un commento, sarò felice di risponderti! :-)

P.s.: Se non l’hai ancora fatto, scarica il mio “Audio Book” GRATUITO “ Triathlon per principianti

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