Allenamento Fitness

Tutto ciò che riguarda il Fitness lo sport l'allenamento e l'alimentazione

Archivio per Luglio, 2011

Marco Caggiati Personal Trainer Parma

E’ abbastanza noto che gli effetti benefici dell’allenamento non sono eterni e che per mantenerli bisogna continuare ad allenarsi costantemente. In pochi sanno però effettivamente quanto tempo perdurano i benefici ottenuti in caso di assenza assoluta di movimento e, in ancora meno, conoscono quanto tempo ci voglia per ritornare al livello di quando si sono interrotti gli allenamenti.

Oggi voglio dare risposte alle seguenti domande:

1) dopo quanto tempo dalla sospensione dell’allenamento andranno perduti i benefici ottenuti?

2) qual’è il miglior modo per mantenere i benefici ottenuti con l’allenamento?

3) può un allenamento precedente favorire l’entità e la rapidità d’acquisizione degli effetti durante il riallenamento rispetto ad un “non allenato” da sempre?

Oggi voglio dare risposta a questo “dilemma” e ti parlerò di “disallenamento” anche per questioni di “par condicio”…….. Si parla sempre di allenamento ma non di “mancanza d’allenamento”…. :-)

Risposta al quesito numero 1

I “fisiologi” hanno osservato che l’andamento temporale del processo di disallenamento è decisamente variabile e può richiedere da qualche settimana a parecchi mesi a seconda della “capacità acquisita” presa in considerazione. Senza dilungarmi troppo e rendere la lettura noiosa ti dico che per la gran parte dei miglioramenti dell’efficienza fisica ottenuta con l’allenamento inizia un declino già dopo una settimana di inattività per poi scomparire completamente dopo 4-8 settimane (sempre di completa inattività). Quindi….., il primo insegnamento che bisogna trarre è che alternare periodi medio-lunghi (3-6 mesi) di allenamento costante a periodi altrettanto lunghi di completa inattività è del tutto sbagliato.

Bizzarramente però è un’abitudine abbastanza radicata in molte persone, che spesso si allenano costantemente ( con costantemente si intende da 4 a 7 volte alla settimana) unicamente in alcune stagioni dell’anno (autunno-inverno, oppure primavera-estate)…..

Risposta al quesito numero 2

Assodato che alternare periodi di movimento a periodi di inattività è una cosa decisamente scorretta, ora vediamo che tipo di allenamento bisogna seguire per mantenere i benefici ottenuti con l’allenamento costante.

Dato per scontato che bisognerebbe allenarsi per tutto l’anno e per tutti gli anni della nostra vita, modulando la tipologia,  frequenza e l’intensità degli allenamenti in relazione all’età e ai diversi “momenti” che la vita ci “propone” (le varie fasi della vita ci permettono di allenarci più o meno costantemente…), vediamo come ti devi comportare per ottenere quello che io definisco “il minimo sindacale” per mantenere gli effetti benefici dell’allenamento.

La gran parte degli effetti positivi indotti dall’allenamento possono essere mantenuti per parecchi mesi con frequenze di allenamento ridotte (da 1 a 2 allenamenti settimanali). E’ da sottolineare che in periodo di mantenimento ciò che “fa la differenza” è la qualità degli stimoli allenanti più che la quantità.. Insomma.., il piglio che bisogna avere è quello del “poco ma bene” :-) . Facendoti un esempio, se il tuo allenamento consiste nella corsa e abitualmente corri 3/4 volte alla settimana 10 km ad un’andatura media, per mantenere gli effetti benefici  devi correre 1/2 volte alla settimana 5 km ad una velocità alta…. (quando non puoi correre 3 volte…. :-) ).

Attenzione però…… L’allenamento di mantenimento non è sufficiente per mantentere gli effetti benefici tutta la vita…, ma è efficace unicamente per “limitare i danni”.. Infatti i benefici rimango invariati (in presenza di un allenamento di mantenimento) per circa 10 settimane..,poi, anche se lentamente, iniziano a decadere.. Questo significa che se “oggi” sei in grado di correre 10km in 1 ora (a puro titolo esemplificativo) grazie ad un condizionamento basato su 4 allenamenti settimanali sui 10 km ad un ritmo medio, potrai mantenere la stessa capacità per le 10 settimane successive allenandoti solo 2 giorni alla settimana su una distanza di 5km ad un passo più veloce… Dopo le dieci settimane la tua capacità prestazionale inizierebbe a decadere e dopo 3-4 mesi non saresti più in grado di corrrere 10 km in 1 ora (ci impiegheresti di più…..).

Risposta al quesito numero 3

Esistono pochi studi in merito che possono dare risposta a quest’ultimo quesito, ma tutti sono concordi nell’affermare che una persona che interrompe gli allenamenti impiega il medesimo tempo per ottenere nuovamene gli stessi effetti benefici rispetto ad una persona che non ha mai fatto niente…… Questo significa che un atleta professionista che interrompe completamente la sua attività per 1 mese impiegherà lo stesso tempo di un amatore per recuperare lo stesso gap percentuale (logicamente tutto  proporzionato al livello prestazionale raggiunto in allenamento).

Questo per quanto riguarda le cosiddette capacità condizionali (quelle capacità hanno bisogno di essere allenate con costanza per ottenere dei benefici come, per esempio,  la resistenza e la forza muscolare), invece per quanto concerne le capacità coordinative ( le capacità rappresentate dall’apprendimento di uno schema motorio come, per esempio, i gesti tecnici degli sport) il discorso è completamente diverso, in quanto tutti gli schemi motori e coordinativi che vengono acquisiti non si scordano più…, al massimo si “appannano un pò”.  Andare in bicicletta è una capacità coordinativa. Se tu provassi a non andare in bici per 10 anni, sicuramente, una volta risalito/a in sella faresti i primi metri con un po’ di “imbarazzo motorio” ma poi “il ricordo stampato nella corteccia motoria” verrebbe immediatamente “a galla” ed il gesto ti verrebbe facile.  Per esperienza professionale personale per me è sempre molto più facile far raggiungere i propri obiettivi ai clienti che hanno un “vissuto motorio” più o meno importante rispetto a coloro che non hanno fatto assolutamente niente…..

Conclusioni

Bisogna organizzare la propria vita in modo da riuscire ad allenarsi sempre con costanza (idealmente, pensando ad un allenamento mirato all’ottenimento di un buon livello di fitness, da 3 a 4 volte alla settimana) e quando le vicissitudini della vita non ce lo permettono…, ridurre al minimo le sedute allenanti a 1-2 privilegiando la qualità rispetto alla quantità…. E se proprio non trovi il tempo…., allora c’è solo una soluzione…..: il mio corso multimediale “FITNESS IN 7 MINUTI”!!!!! :-) Come non sai cos’è!?!??!?! Clicca subito su questo link per scoprire di cosa si tratta!!!

FITNESS IN 7 MINUTI

Ciao a presto e buon allenamento!!! :-)

Lasciami un commento, sarò felice di risponderti!! :-)

pasta

E’ abbastanza risaputo che quando ci si alimenta con il “classico” monopiatto (pasta a pranzo e carne alla sera, per intenderci) sia consigliabile riservare il piatto ricco di proteine alla cena e quello ricco di carboidrati (la pasta nell’esempio) a pranzo!

In tanti sanno quest’indicazione, ma in pochi ne conoscono la motivazione “scientifica”. Devi sapere che ogni cibo che introduciamo con l’alimentazione ha una precisa funzione e viene utilizzato dall’organismo in modi differenti.

In estrema sintesi i macronutrienti hanno le seguente funzioni:

CARBOIDRATI

Hanno funzione energetica, rappresentano il “carburante” della nostra “macchina”, senza i quali non possiamo svolgere le principali funzioni vitali. Il nostro organismo (soprattutto cervello e muscoli) non ne può fare a meno e, in caso di mancata introduzione con la dieta, è in grado di crearli in maniera endogena (autonoma) trasformando le proteine muscolari in carboidrati tramite un fenomenale processo chiamato “gluconeogenesi”, conosciuto anche come catabolismo muscolare (non buono…..). Ricordati, i carboidrati sono la nostra benzina e senza benzina…., si va poco lontano…..

PROTEINE

Hanno prevalentemente una funzione cosiddetta “plastica” ovvero servono per ricostruire i tessuti ed assicurarsi il “turn over proteico” (bilanciare le proteine introdotte con quelle fisiologicamente distrutte) e sono fondamentali per tutti i processi di riparazione tessutale. Diciamo che gli aminoacidi che formano una molecola proteica sono i nostri “pezzi di ricambio”. Anche le proteine sono indispensabili.

GRASSI

Vengono spesso bistrattati, a torto, e ritenuti “nemici” della salute!! In realtà solamente un eccesso di grassi nella dieta quotidiana risulta deleterio sia per la linea (i grassi hanno molte calorie in rapporto al loro peso) che per l’assetto lipidico (colesterolo, trigliceridi ecc…). I grassi servono, per esempio, a produrre energia (in particolari casi rispetto ai carboidrati), sono antiossidanti e partecipano alla regolazione ormonale (il colesterolo, per esempio, è il precursore degli ormoni steroidei sia maschili che femminili, come il testosterone, il progesterone ed il cortisolo)

Insomma…., non si può fare a meno anche di loro!!! :-)

Ora che sai “a cosa servono” dovrebbe essere più semplice capire perchè è consigliabile evitare di mangiare troppi caboidrati alla sera…

Durante la notte il nostro organismo rallenta e riduce le funzioni vitali al minimo (durante il sonno), quindi sarebbe opportuno non introdurre “benzina” quando sappiamo che la nostra “macchina” rimmarrà in garage per tutta la notte. Questo in quanto la benzina messa nel “serbatoio” alla sera deve servire unicamente per il sostentamento dell’organismo durante la notte, perchè il mattino seguente, al risveglio provvederemo (tramite la colazione) ad introdurne di nuova.

Introdurre troppi carboidrati a cena causerebbe solamente uno “stivaggio” dei carboidrati in eccesso sotto forma di grasso sottocutaneo (nei fianchi, nella pancia, nei glutei ecc……). Tutti sappiamo quanto sia faticoso dimagrire…., quindi favorire l’ingrassamento in modo cosi ingenuo non è intelligente.

Occorre però sottolineare che solo un eccesso di carboidrati al pasto della sera è deleterio, ma una giusta quantità.…, no di certo. Occorrerebbe poi valutare la qualità dei carboidtrati ingeriti ed il loro Indice Glicemico.

Troppi carboirati, soprattutto se con alto indice glicemico, ingeriti alla sera favoriscono l’ingrassamento.

Quindi sarebbe buona norma limitarne il consumo…, ma non privarsene. Per farti un esempio, il tuo pasto serale potrebbe essere composto da prosciutto crudo (proteine) + pane (carboidrati) + verdura mista (vitamine  e minerali) condita con olio (grassi) ed aceto.

Molto bene ora conosci le “basi” teoriche del perchè sarebbe meglio mangiare la pasta (o in genere molti carboidrai) a mezzogiorno (quando dopo avremo tante ore per consumarli…..)!

Per oggi è tutto, buon allenamento e buona alimentazione!!! :-)

Lasciami un commento, sarò felice di risponderti!! :-)

Caggiati Marco Personal Trainer triathlon campus 2011

Domenica 1o luglio ho partecipato al Triathlon Sprint organizzato dal Cus Parma; finalmente ho potuto partecipare ad una gara di Triathlon senza dover percorrere centinaia di Km per raggiungere la località :-) , era insomma la mia gara di casa!!

La giornata era soleggiata e molto, molto calda (36 °C) e al via si sono presentati circa 200 atleti, un discreto numero di partenti. Da segnalare il debutto nel Triathlon del mio amico Livio Sgarbi, noto personal coach, che segue “l’aspetto motivazionale” di alcuni dei migliori atleti professionisti del panorama italiano e con il quale condivido la consueta esperienza professionale come formatore (dell’area motoria) al corso “Vitality Coaching” che si terrà il prossimo Agosto!

Al via con noi due c’erano anche Ettore, Marco, Michele (non presente nella foto) ed il mio collega e acerrimo amico/nemico :-) Davide (vedi foto), insomma il gruppo era agguerrito!!! :-)

Veniamo ora alla “cronaca diretta” della gara.

Il frutto delle fatiche subite nelle gare di inizio stagione si è fatto finalmente sentire sia come livello prestazionale che come posizione nelle batterie di partenza. Devi sapere che ad ogni gara alla quale partecipi viene aggiornata una classifica (cosiddetto ranking) nazionale nella quale ti posizioni in base al risultato (vengono considerati i migliori 2 risultati fino a quel momento). In merito al ranking vieni posizionato nelle batterie di partenza della frazione natatatoria. In sintesi…: più sei andato forte nelle gare precedenti, prima parti e meno stai sotto il “sol leone” ad aspettare il tuo turno…. :-) :-)

Io sono partito nella 4^ batteria (su 8) e gli altri (del gruppo), purtroppo, nelle batterie a seguire, quindi nessuna possibilità di battagliare “gomito a gomito” durante la gara…., peccato!!

Pronti…., VIA!

marco caggiati personal trainer triathlon parma 2011

Dopo il consueto “briefing” con i “compagni di vasca” si parte con il nuoto. Inizio subito con un buon ritmo cercando di sfruttare la scia di chi mi precede, la “uso” fin che riesco e poi “li lascio andare” per assestarmi sul mio ritmo “reale”. Non ci sono particolari problemi, sento le braccia un po’ pesanti, ma è normale in quanto ho dedicato tempo al nuoto durante gli allenamenti… Le vasche “vanno via” veloci e l’unica cosa degna di nota è che a un certo punto mi accorgo che qualcuno prima di me ha perso il suo cardiofrequenzimetro che è depositato (stile Titanic…. :-) ) sul fondo della piscina.. Il primo istinto è quello di prenderlo per lasciarlo a qualche ragazzo dello staff….., poi l’agonismo prende il sopravvento  e proseguo… :-)

Esco dall’acqua in 13′e 11″, per me un ottimo tempo!!! Molto bene!!! Volo in zona cambio, mi infilo il casco, il numero e, per la prima volta, lascio giù le calze…., per guadagnare qualche secondo prezioso…… :-) . Esco dalla zona cambio e salgo “alla bersagliera” in bici lanciandomi in una prova che è PERFETTAMENTE plasmata sulle mie caratteristiche!!! :-) Il percorso prevede circa 10 km di falsopiano in salita verso il paese di Felino e poi il ritorno, ovviamente, in falsopiano in discesa!! So che posso fare bene perchè ho percorso quella strada in allenamento decine di volte e la conosco “come le mie tasche”.

Caggiati marco personal trainer cambio nuoto bici triathlon campus 2011

Come mi accade spesso, mi ritrovo da solo e vedo in lontananza alcuni sparuti gruppetti di 2-3 concorrenti che mi precedono e alcuni che mi mi seguono. non ci penso su nemmeno un attimo e mi butto sulle mie prolunghe all’inseguimento! Sorpasso un gruppetto, poi un altro, nessuno riesce a tenere il mio passo……. e appena prima del giro di boa mi accodo ad un gruppetto di 6 atleti. Prendo fiato per circa 500 metri e appena la strada “scende” mi metto a tirare davanti, cerco il cambio ma nessuno me lo da a quella velocità, quindi rallento, mi accodo, rilasso un attimo le gambe e scatto via a 55 km/h, alcuni provano a resistere altri sono già “impiccati” e non ci provano.

Mi giro e vedo che ho creato “un buco” di circa 200 metri e penso: “la locomotiva di Campegine ha colpito ancora” e sghignazzo da solo come un cretino :-D :-D !!!  Potrei proseguire con quel ritmo ma ho paura poi di segarmi le gambe per la successiva prova di corsa. Quindi rallento e mi faccio riprendere dagli unici 3 che hanno cercato di seguirmi. Riesco a collaborare anche se in malo modo…….. (c’è poca collaborazione) Alla fine termino la frazione ciclistica ad una media di 38 km/h (molto bene!!) e con il 17° tempo assoluto (Wow!! :-) ). E se penso che ho solo 1300 km d’allenamento in bici nelle gambe mi viene da ridere……, belle sensazioni….

Caggiati Marco Personal trainer cambio bici corsa triathlon campus 2011

Tiro fino all’utimo metro prima della “linea bianca” che indica l’inizio della zona cambio, scendo al volo e mi lancio nella frazione podistica. Le sensazioni e il passo al km sono buone anche se fa un caldo MICIDIALE e mi sento la testa come quella del Gabibbo (gonfia e rossa…. :-) ). Per fortuna sparsi per il percorso ci sono 3 volontari con la canna dell’acqua che mi bagnano!!! Il percorso prevede due giri da 2,5 km l’uno e durante il secondo giro mi passano 2 concorrenti e ne supero una decina prma della fine della gara. Arrivo, come sempre, stanco :-) ma non troppo! Il cronometro a fine gara segna 1 ora 5 minuti e 39 secondi e mi posiziono in 61^ posizione prendendo “soli” 12 minuti dal 1°…… (molto bene.. :-) )

marco caggiati personal trainer corsa triathlon campus 2011

Il tempo di riprendermi e mi metto subito in attesa dei compagni di avventura che arriveranno scaglionati dopo di me (sono partiti nelle batterie successive nel nuoto). Alla fine Davide riesce ad imporsi sul mio tempo di 19 secondi e mi sale un pò “la carogna” perchè di corsa potevo spingere un po’ di più. Ero convinto che la mia ottima performance nel ciclismo avrebbe spezzato ogni sua possibilità di starmi davanti…, invece il buon Davide ha trovato un bel gruppetto dove infilarsi…. e così è riuscito a “fregarmi” un’altra volta!!! :-) Onore al merito!!!

Poi il mio interesse è stato tutto su Livio che era al suo debutto, l’ho incitato ad ogni passaggio, ho corso insieme a lui gli ultimi metri di gara! Alla fine ha chiuso la sua prima gara di Triathlon sprint in 1 ora e 27 minuti, stanco (non troppo) e felice come una Pasqua!! Bravo Livio!! Io allenando Livio ho raggiunto di nuovo il mio obiettivo: “drogare di Triathlon un’altra persona!!!! :-) ” e dato che Livio è una persona speciale, ascoltare la sua esperienza e le sue emozioni di gara è stato molto interessante.

Bella giornata di Sport, amicizia ed emozioni!! La nostra gioia e soddisfazione è tangibile in questo “autoscatto” appena tagliato il traguardo!!

Livio sgarbi e marco caggiati al triathlon sprint parma 2011

Adesso i consueti voti:

Organizzazione: voto 7

Volontari sul percorso: alcuni 7 altri 2 (purtroppo hanno ingaggiato dei bambini che non sapevano nemmeno dove stavano di casa… :-) )

Ristoro post gara: voto 7 (a parte il Gatorade estremamente diluito… L’ho fatto presente ad una gentile signora addetta al ristoro (giusto per ridere… :-) ) e lei se l’è presa a male in quanto: l’aveva detto agli organizzatori che però gli hanno dato diverso “input”…. :-) :-D ), per risparmiare…… :-) ).

Commentatore della gara: voto 8 per la capacità di parlare per 4-5 ore ininterrottamente e voto 2 per alcune discrete coglionate che ha detto…… :-) Cose tipo: ora vediamo portare a compimento la sua fatica, marcata da una decisa mimica facciale, un alfiere che porta l’effige del triathlon La Spezia……… :-) :-) Genialeee!!!!

Per oggi è tutto! Buon allenamento e buon Triathlon a tutti… Adesso mi vado a fare una 60ina di km in bici…. :-)

Lasciami un commento, sarò felice di risponderti!!!!

P.s. Ringrazio per le foto Michele Boni (fratello di davide… :-) ) e Deborah Olari.

P.p.s.: Se non l’hai ancora fatto, scarica il mio “Audio Book” GRATUITO “Triathlon per principianti”!

tapis roulant

Oggi ti parlo di corsa e nella fattispecie rispondo ad un quesito che mi ha posto l’amica Mercedes, che mi ha chiesto tramite il forum “chiedilo a Marco” la seguente domanda:

“a volte il momento che trovo per correre è a mezzogiorno. L’ho fatto l’altro ieri con questo caldo e non sono riuscita a riprendermi fino al giorno dopo….. Per ovviare al caldo pensavo di correre in palestra in questi orari. Voglio chiederti se correre sul tapis roulant, visto che è evidentemente meno faticoso che correre per strada, serve ugualmente a tenermi in forma? Si può migliorare anche la resistenza e la forza sul tapis roulant? Se si, come?. Un’altra domanda, in vista di un mese al mare, qualche consiglio per correre sul lungo mare? Non l’ho mai fatto ma me lo sto sognando”.

Vado per ordine ed inizio a rispondere al primo quesito: il tapis roulant è allenanate quanto la corsa outdoor??

La risposta non è univoca e, come spesso accade, dipende da cosa prendiamo in considerazione. Per quanto riguarda il coinvolgimento muscolare la corsa sul tapis roulant risulta essere decisamente più semplice in quanto per “avanzare” bisogna semplicemente limitarsi ad “alzare i piedi” e permettere al tappeto di scorrere sotto il nostro corpo.

Nella corsa “vera” invece la muscolatura che gestisce la flesso-estensione di piede, caviglia (flessori plantari, polpaccio, soleo ecc..) , gionocchio ed anca sono fortemente coinvolti in una “continua lotta contro la forza di gravità”.

Non solo…, il tappeto scorrevole è montato su degli ammortizzatori che permettono di ridurre notevolmente l’impatto con il “terreno” e le relative sollecitazioni alle articolazioni di gambe e schiena.

Quindi, a parità di velocità espressa, la corsa sul tapis roulant risulta essere decisamente più facile. Bisogna però considerare che quello che può essere  un “contro” può anche rivelarsi un “pro” nel caso in cui siano presenti delle problematiche all’apparato locomotore (muscoli, tendini ed articolazioni degli arti inferiori) o alla colonna vertebrale.

Se prendiamo in considerazione, invece, il coinvolgimento dell’apparato cardio-respiratorio la corsa “outdoor” e quella sul tapis roulant sono equivalenti anche se, sulle lunghe distanze, si riesce a mantenere una frequenza cardiaca media più alta in quanto le gambe “soffrono meno” perchè si riducono notevolmente i “micro traumatismi” dovuti alle vibrazioni derivanti dal contatto del piede con il terreno (nella corsa outdoor). Le gambe si “induriscono” meno e quindi si riesce a mantenere una velocità più costante.

Quando si corre sul tapis roulant è opportuno monitorare la frequenza cardiaca più che la velocità di corsa. Per intenderci, “mettendosi nei panni” di cuore e polmoni, “loro” non capiscono se tu hai corso 30 minuti sul tapis roulant o “per strada” (ovviamente a parità di frequenza cardiaca).

Per quanto riguarda invece lo sviluppo di forza e resistenza muscolare bisogna necessariamente correre su un tapis roulant che possa variare l’inclinazione. La corsa “in salita” obbliga la muscolatura ad un surplus di lavoro che rende più simile l’allenamento sul tapis roulant rispetto a quello svolto all’aria aperta.

Per finire dico a Mercedes che correre sul lungomare è fantastico ed un ottimo allenamento per il potenziamento muscolare (migliora il tono muscolare di gambe e cosce) oltre a migliorare la “propriocezione” delle articolazioni (i propiocettori sono degli “organuli” del sistema nervoso periferico che ci informano costantemente sulla posizione delle articolazioni nello spazio). Un consiglio…, corri scalza per utilizzare completamente i muscoli plantari, massagiare la pianta del piede e prende contatto con la natura (cosa che abbiamo perso l’abitudine di fare…. :-) )! Occhio ai ricci di mare.. :-) !

Ciao a presto al prossimo aggiornamento!! :-)

P.s.: se vuoi acquistare un tapis roulant ti consiglio questo sito: www.fitshop.it

Uno dei parametri fondamentali da monitorare per programmare sapientemente l’allenamento è la frequenza cardiaca a riposo. Monitorare costantemente la propria frequenza cardiaca a riposo è importante per due motivi principali:

1. Viene utilizzata nella formula cosiddetta di Carvonen per calcolare i range cardiaci da tenere durante gli allenamenti di tipo cardiorespiratorio (o cardiovascolari, corsa, cammino, nuoto, bici…, per intenderci….). La formula di Carvonen include la frequenza cardiaca a riposo perchè è uno dei parametri che caratterizza un soggetto “allenato” da uno “non allenato”.

Infatti uno dei primi cambiamenti successivi ad un allenamento, soprattutto, è l’abbassamento della frequenza cardiaca a riposo.
A tal proposito occorre ricordare che la frequenza media considerata “normale” nel sedentario è di circa 65/75 pulsazioni al minuto. L’effetto dell’allenamento in atleti abbassa la loro frequenza cardiaca a riposo fino a valori prossimi a 38/40 battiti al minuto.

L’abbassamento della frequenza cardiaca a riposo viene definita bradicardia. Esistono soggetti che hanno una bradicardia “genetica” fin dalla nascita che non riguarda per nulla la bradicardia da allenamento.

2. E’ un “marker” (segnale) molto semplice da rilevare che fornisce un campanello d’allarme per riconoscere la sindrome da sovrallenamento. Quando il rapporto allenamento/recupero è sbilanciato si rischia di incorrere nella sindrome da sovrallenamento. Il cuore si affatica allo stesso modo di un muscolo scheletrico e modifica la sua frequenza in base alla sua “stanchezza”. Se abitualmente hai una frequenza cardiaca a riposo di 60 battiti al minuto e per un periodo relativamente lungo (3-4 giorni) rilevi una frequenza di 75/80 battiti al minuto, significa che il tuo cuore non riesce a recuperare nella notte dagli sforzi fatti in allenamento, quindi è opportuno “tirare un po’ il freno a mano” e ridurre l’intenistà o il numero degili allenamentimenti settimanali. E’ utile quindi, almeno una volta alla settimana, monitorare la frequenza cardiaca a riposo.

Oggi voglio darti anche indicazione su come misurare il tuo battito cardiaco a riposo anche perchè mi rendo spesso conto che non è una cosa così semplice ed intuitiva per tutti…….., ho visto gente mettersi una mano in fronte alla ricerca del polso carotideo… :-)

Esistono diversi punti dove poter “ascoltare” in tuo cuore e i due cosiddetti “polsi” che si possono rilevare con più facilità sono quello radiale (sul polso) e quello carotideo (ai lati del “pomo d’adamo” sul collo). Vediamo ora come trovare facilmente queti due polsi.

POLSO RADIALE

misurazione polso-radiale

Partendo dal pollice spostati con due dita appena inizia il polso e fai una leggera pressione con i polpastrelli . Mi raccomando, non schiacciare troppo, in quanto andresti ad occludere l’arteria e quindi “addio battito” ….. :-) . Contati i battiti per 30 secondi e poi moltiplica per 2. Ecco trovata la tua frequenza cardiaca a riposo al minuto.

POLSO CAROTIDEO

misurazione polso carotideo

Utilizzando sempre i polpastrelli di indice e medio e facendo sempre attenzione nel fare la giusta pressione, prendi come riferimento il “pomo d’adamo” e direzionati posteriormente per circa 2 cm fino a che non trovi il tuo polso carotideo. Inizialmente può risultare un poco complicato, ma vedrai che prima o poi.., lo trovi…. :-) .

Infine, ti ricordo che il battito cardiaco a riposo va preso idealmente alla mattina appena sveglio, giusto il tempo di “stropicciarsi” un po’ gli occhi e capire chi sei e dove ti trovi.. :-D . Infatti già “l’alzarsi dal letto” comporterebbe un innalzamento della frequenza cardiaca andando a vanificare la misurazione.

Per oggi è tutto, se hai bisogno di chiarimenti non esitare a lasciarmi un commento. Ciao a presto :-)

Subscribe to Allenamento Fitness

Video & Audio Comments are proudly powered by Riffly