Allenamento Fitness

Tutto ciò che riguarda il Fitness lo sport l'allenamento e l'alimentazione

Wow, questo è uno di quegli articoli che “non sai proprio da dove iniziare”….. 😀 . Quando passi una notte “in bianco” a pedalare su una bicicletta…, te ne girano di pensieri per la mente: alcuni sono semplici considerazioni, altri vere e proprie illuminazioni…

Quindi c’è solo un modo per raccontarti la mia partecipazione alla 12h Cycling Marathon di Monza…, partire dall’inizio… 😉

Avevo già partecipato nel 2015 in coppia con il mio amico Andrea Devicenzi e ci eravamo riproposti di tornare l’anno successivo e farcela da soli in quanto ad entrambi piace “andare oltre” e porsi obiettivi sempre più sfidanti 😉 .

Anche quest’anno mi presento al via con poco più di 2000 Km di allenamento nelle gambe, che sono oggettivamente pochi, ma il massimo che sono riuscito a pedalare tra impegni familiari e professionali. Quindi è con “queste gambe” che mi presento al via con una strategia semplice e spavalda come mio solito. 😀

Partire con il gruppo di testa, stare con loro per 6 ore e poi fermarmi per fare il pieno alle borracce e di cibo per poi ripartire e stare con loro fino alla fine…  😀 😀 .

Questa è una gara atipica perchè le 12 ore c’è chi se le fa tutte da solo come me, chi in coppia e chi in team da 4 o 8 concorrenti… e tenere la ruota di chi pedala “in squadra” non è cosa facile…, almeno per me 😉 .

Ma ora “bando alle ciance” e veniamo alla cronaca diretta della gara.

 

12h cycling marathon monza 2016 Marco Caggiati

 

Ore 20:20 si parte con il giro di riscaldamento dierto alla safety car, io sono in coda al gruppo e piano piano risalgo fino a quando non trovo più “varchi” per passare. Transitiamo sul traguardo, la macchina accelera e la gara ha inizio. Il gruppo si spezza in due quasi subito, qualcuno prova a ricucire il buco, io mi accodo, ma non c’è niente da fare, mi limito a seguire chi ci vuole provare così per tutto il primo giro, poi una caduta nel gruppo davanti spezza ulteriormente il ritmo e dico addio alla strategia pensata prima di partire.

 

marco caggiati 12 ore monza 2016

 

Mi metto calmo, nelle prime posizioni del 3° gruppo d’inseguitori, va bene così, la partenza è andata e anche i suoi pericoli. Passo la prima ora a scrutare il cielo, le nuvole nere cariche di pioggia, lampi e fulmini che si addensano sul circuito in stile “la guerra dei mondi”…. Sono partito senza k-way (è ai box) per lasciare spazio al cibo, la notte sta scendendo con le sue insidie… Confido nella fortuna e in una protezione “divina”, che però mi tradisce dopo circa 1 ora e 30 minuti di gara.

Inizia a piovere, prima piano, poi lampi e fulmini squarciano il buio della notte, l’asfalto diventa pericolosamente scivoloso, il gruppo rallenta, qualcuno mette le ruote in curva sulle strisce bianche e vola via come un pilota della moto gp…., scivola e va a fermare la sua corsa all’esterno di una variante dopo aver passato la schiena in stile grattugia su un cordolo fatto a lisca di pesce…. 🙁 🙁 . Soffro per lui, con la coda dell’occhio incrocio i suoi occhi “sbarrati” increduli…, capisco che sta bene anche se spaventato. Vado avanti…

Altre cadute si susseguono e le luci dell’ambulanza sono continuamente accese. Ho tutti i sensi superattivati, sono pronto a reagire, perchè prima di tutto bisogna tornare a casa integri, alla fine sono qui per divertirmi… 🙂 .

 

Marco Caggiati Pioggia 12 ora monza 2016

 

Piove a dirotto, la visibilità è ridotta, faccio fatica a vedere, gli occhiali si appannano, arriva acqua da tutte le direzioni, dal cielo e dalle ruote degli altri concorrenti, la situazione è critica, sono completamente inzuppato di acqua, ho freddo e i piedi sono congelati, arriva il primo momento di difficoltà e il primo “dialogo interno” tra il Marco professionista del fitness, marito e padre e il Marco agonista, alla ricerca costante dei propri limiti:

“Fermati, piove troppo, rischi di prendere freddo, di ammalarti e poi pagarla per il resto della gara. In tanti si fermeranno, non succede niente, ti fa già male il collo, non esagerare”

Dopo qualche secondo però arriva l’agonista:

“Vai avanti, in molti stanno patendo come te e si fermeranno e questo è un ottimo momento per avvantaggiarti su di loro.. 🙂 . Vai avanti, è solo un momento e prima o poi finirà!”

Vince senza nemmeno tanto faticare il Marco Agonista e vado avanti sotto il diluvio che dura circa 1 ora e 30′ poi spiove, si inizia a intravedere la luna anche se si fa fatica a capire, le mie ruote e quelle di chi mi precede continuano a bagnarmi, è notte e la pista non ha intenzione di asciugarsi velocemente….

Mangio e bevo con costanza e dopo 6 ore e 15 minuti, 220 km,  1,7 litri d’acqua, 3 panini e 6 barrette mi devo fermare ai box per fare rifornimento di cibo e liquidi.

Una parte di me è allettata dalla sosta, ma l’altra sa che ripartire poi sarà difficile e così sarà… Mi fermo e mi aspettano i miei angeli custodi Marco e Enrico, sono fantastici, mi accudiscono come un bambino, mi spoglio, mi metto indumenti asciutti e mentre Enrico mi massaggia il collo in fiamme, Marco mi ricorda che c’è sempre “il motivatore pronto” nel caso volessi abbandonare…. 😀 😀 .

 

Enrico Braglia e Marco Caggiati 12 ore monza 2016Marco Finardi brandisce "il motivatore"

marco finardi e il motivatore di monza 2016

 

Sono circa le 3 del mattino, tremo come una foglia anche se non sento freddo, le gambe bruciano, scottano dal dolore, i muscoli trapezi come graffiati da una tigre…. In sintesi stavo meglio a pedalare… I miei limiti d’allenamento e articolari (alcune ernie discali cervicali chiedono “giustizia…. 🙂 ) si manifestano in modo arrogante, senza pietà. D’altronde cosa pretendo?!? Prima della gara avevo percorso 180 km ( 5 ore e 18 min di bici) la settimana precedente all’Ironman di Venezia e 120 km la settimana prima…, queste erano le mie massime distanze pedalate…

Sono messo malissimo, mi viene da piangere e prometto ai mie angeli custodi che non avrei mai più fatto una cosa simile… Marco mi guarda, scuote la testa come a dire: “si dice sempre così, poi domani penserai a come fare meglio l’anno prossimo… :-)…, forse è vero…, anzi così è… 🙂 ).

Mi copro con coperte e felpe, mangio qualcosa e mi riprendo, mi rimetto in sella e la sosta mi costa quasi un’ora…, è tanto, ma non posso fare di meglio.

La pista nel frattempo si è asciugata e “regala” un freddo umido niente male…., parto tranquillo in attesa che qualcuno mi riprenda e io possa attaccarmi alla ruota. Le gambe girano bene, sento un po’ freddo, aumento e inizio a scaldarmi, la crisi è passata, ora pedalo verso l’alba, il mio prossimo obiettivo.

 

marco caggiati 12h cyclyng marathon monza 2016

 

Intravedo la luna che si fa strada tra le nuvole rimaste lì ad osservare, ora scariche, anche loro hanno dato il loro contributo per rendere più dura questa avventura… 🙂

L’aria è umida e carica di profumi rilasciati dalle piante a bordo pista, gli uccelli iniziano a farsi sentire, sono in subbuglio per l’imminente nuovo giorno che sta per arrivare.

Il buio lascia spazio ad una timida alba che si fa strada tra le nuvole, giro dopo giro i colori e i dettagli della pista sono sempre più nitidi, qualche leggera e lunga ombra delinea la mia sagoma sull’asfalto..

Il peggio è passato, la mia centrale biochimica ricomincia a lavorare a “testa bassa”…, è ritornato il sole, la luce, SVEGLIA, SVEGLIAAA!

Mi scappa il pensiero di andare avanti fino alla fine, ma sono troppo stanco, mi fermo verso le 6:15, ancora dolori ancora difficoltà, ma faccio finta di niente, mi cambio di nuovo, tutto asciutto, riparto per l’ultima ora e 45′ di gara…

Rientro in pista e i giri passano tra momenti di solitudine e di sollievo all’interno di un gruppo, siamo tutti sulla stessa barca, trovo la mia posizione fisiologica” in un gruppetto di “solitari” come me, che hanno perso la notte come me, che hanno o meglio, non hanno, le mie stesse energie…

 

caggiati marco 1h cycling marathon monza 2016marco caggiati

 

Nessuno ha voglia di stare davanti, io faccio quello che posso… Manca poco più un’ora alla fine e faccio fatica a stare sveglio, gli occhi mi si chiudono, la testa mi casca in avanti, per un attimo perdo il controllo della bici, il mio corpo mi urla FERMATI e DORMI!

Non se ne parla, so che è la fase “down” del ciclo sonno veglia…, so che passerà, devo solo rimanere sveglio, mi bagno il viso con l’acqua fresca della borraccia, scuoto la testa, mi alzo a pedalare in piedi… Passo 2 giri a lottare con Morfeo che mi tira prepotentemente tra le sue braccia…

Resisto e poi passa…., il countdown non segna più “ore al termine”, ma solo minuti….. Ormai è quasi fatta 🙂 . Do fondo alle energie rimaste e mi attacco alla ruota di chiunque mi passi davanti…, arriva l’ultimo giro, l’ultima curva e poi la musica, la voce dello speaker, i miei amici, la bandiera a scacchi che mi aspettano…, alzo le braccia al cielo, poi chiudo un pugno per ancorare quel momento speciale.

 

Marco Caggiati Arrivo 12h cycling marathon monza 2016

 

E’ fatta, ho percorso durante la notte 365 Km, fatto oltre 53.000 pedalate, consumato oltre 5200 k/cal,  ho guardato negli occhi la fatica, il dolore, la crisi, i demoni dell’abbandono….e ho vinto la mia gara, ho fatto del mio meglio e quando dai il meglio non esistono “SE e MA”….

CONCLUSIONI

Come ho accennato all’inizio di questo chilometrico articolo 🙂 , quando vivi esperienze così al limite ti ritrovi a fare considerazioni atrimenti impossibili. Sono convinto che ogni esperienza nella vita, bella o brutta che sia, lasci un insegnamento e questa volta non ho imparato niente di nuovo, ma consolidato vecchie insegnamenti, ecco i principali:

1 – Si sente dire spesso che “lo Sport è una metafora della vita”, quando in realtà io penso che sia, o meglio dovrebbe dirsi, esattamente il contrario… “La vita è una metafora dello sport”. La vita spesso ti mette di fronte a sfide, emotive, professionali, relazionali senza che tu “te le vada a cercare” come si fa con lo sport (nessuno mi ha obbligato a soffrire per 12 ore in sella a una bici… 🙂 ) e ti trovi SEMPRE di fronte a un bivio, la resa, l’abbandono, la depressione, la fuga oppure alzare la testa, affrontare le difficoltà e trovare la soluzione.. Fare sport, porsi obiettivi sfidanti e andare oltre i propri limiti, allargare la mia area di confort è l’unico modo che conosco per vivere la vita. Fare altrimenti sarebbe sopravvivere alla vita…. 😉 .

2 – Quando ti trovi di fronte a una situazione difficile, che sembra insormontabile e insopportabile, bisogna sempre ricordarsi che non si tratta della “vita”, ma di un momento e che prima o poi finirà… Un momento “spiacevole” che spesso è preludio di qualcosa di grande e divertente…. La vita è una “ruota che gira”, la vita è come una “montagna russa”, a volte ti mette paura, altre ti mette “sottosopra”, il più delle volte ti fa sentire con “prepotenza” la sua stupenda straordinarietà! 😉

3 – Ci sono persone che fanno parte costantemente della tua vita che non ti arricchiscono, che ti scivolano addosso come l’acqua…, ti bagnano tutti i giorni, ma poi, una volta asciugato, non ne rimane traccia, altre invece che ti capita di frequentare poco per una serie di motivi, ma che imprimono ricordi densi e una traccia consistente del loro tempo passato con te. Due di queste sono i miei due amici Marco Finardi (per gli amici Giga 🙂 ) e Enrico Braglia, senza di loro avrei percorso certamente meno km e sarebbe stato tutto più difficile. Grazie per tutto il supporto che mi avete dato, grazie per tutte le volte che avete urlato dal bordo pista “Vai Cagiooooooo!!” :-), grazie per avermi massaggiato, scaldato, rifocillato tutta la notte, come si può fare con un figlio.. Grazie di cuore per aver condiviso con me quest’avventura. 🙂

 

Marco Caggiati, Enrico Braglia e Marco Finardi Monza cycling marathon 2016Marco Caggiati arrivo monza cycling marathon 2016

 

In fine, ma non per importanza, ringrazio mia moglie Enrica per la pazienza avuta, per il tempo che ho sottratto alla famiglia per i miei allenamenti e per essersi tenuta le parole in bocca ogni volta che ha pensato “ma chi te lo fa fare…!?!??” 😀 😀 😀

Per oggi è tutto…, buona vita e mi raccomando.., ogni tanto…, guarda in alto, punta il dito e lanciati in una nuova sfida…. 😉

P.s.: se ti è venuta voglia di partecipare ad una gara come questa…, sei fortunato perchè a Settembre ti aspetta la 12h Cyclyng Marathon nel circuito di Misano Adriatico! 😉

Salva

Salva

Salva

Salva

Aggiungi un Commento

Please insert the signs in the image:

Comments links could be nofollow free.

Subscribe to Allenamento Fitness


Video & Audio Comments are proudly powered by Riffly