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12 ore cylcing marathon Monza 2015 marco caggiati

 

Questo è uno di quei post con talmente tanti contenuti interessanti che faccio fatica a trovare un “inizio adatto”… :-)…. 🙂 . La notte tra il 27 e il 28 Giugno ho partecipato, insieme al mio amico Andrea Devicenzi, alla prima edizione della 12 ore non stop di ciclismo di Monza. Oggi voglio scriverti “com’è andata” e farti vivere “da dentro” una manifestazione così originale, sfidante ed eccitante.

Se non hai letto gli articoli precedenti ti ricapitolo velocemente il “format” della gara:

Durata: dalle 21 alle 9

Dove: Autodromo di Monza

Chi vince?: chi fa più giri in 12 ore

Categorie: si può partecipare da soli, in coppia (come io ed Andrea) e in team da 4 o 8 concorrenti

Sono arrivato in circuito verso le 11 di Sabato con tutta la famiglia al seguito, dato che gli organizzatori hanno pensato all’intrattenimento dei bambini che hanno gradito l’iniziativa. La possibilità di gareggiare su kart a pedali, girare in bicicletta in un apposito circuito e disegnare grazie alle animatrici ha reso anche per i più piccoli la giornata piacevole.

Dopo aver espletato le verifiche di rito ho ritirato il pacco gara e la vista della nostra maglietta “ufficiale” per la gara mi ha fatto visualizzare immediatamente cosa mi avrebbe aspettato da li a qualche ora dopo.. 🙂 .

 

Il tempo vola e senza “rendermene conto” mi trovo sdraiato “nei box della Formula 1” a guardare il soffitto di fianco ad Andrea, scambiamo qualche parere, qualche strategia per la gara e la voce dello speaker mi “richiama all’ordine”, 20 min alla partenza…, è ora di andare..

Raduno le mie cose, controllo che sia tutto al suo posto, mi infilo le scarpette, il casco, saluto Andrea ci diamo “l’arrivederci all’indomani mattina”… 🙂 ed entro in pista. Mi metto in coda al gruppo che si è già formato sulla linea di partenza, guardo a dx e vedo arrivare il mitico “Diablo” Claudio Chiappucci, sorrido, l’istinto mi dice di urlargli “grande Diablo”…, ma perdo “l’attimo fuggente”…..

Mi guardo intorno, vedo facce rilassate, altre tese e preoccupate.., io mi sento bene.., sono pronto a gareggiare, a battagliare…, sono pronto a tutto… 🙂 .

Lo speaker fa il conto alla rovescia meno 5, 4, 3, 2, 1…..e VIA! Partiti! 🙂 In linea teorica il primo giro dovrebbe essere di “riscaldamento” dietro la Safety Car Elettrica, una Tesla da 470 cv che il pilota….evidentemente.., non riesce a tenere “a bada”…. 🙁 🙁 . Parte a 59 km/h che per una macchina è “niente”, ma per le gambe “fredde” di un ciclista sono tantissimi…

Non ho nemmeno il tempo di godermi “il momento” che mi ritrovo a “testa bassa” a risalire il gruppo per andare nelle posizioni di testa. Di “riscaldamento” non se ne parla proprio.., si parte subito con il “cuore in gola”…

Trovo quasi alla fine del primo giro “il mio posto nel gruppo”, quello che ho deciso essere “giusto”. So che in testa ci sono i concorrenti più veloci, quelli che corrono in team da 8, che percorreranno pochi giri al massimo per poi darsi il cambio.., meglio non andare a “rompere le scatole” là davanti, anche se la posizione ideale dove stare sarebbe in 5^, 6^ posizione…, dove riesci ad usufruire della scia di chi ti sta davanti e limiti al minimo il rischio di caduta… A proposito di rischi però…, c’è anche quello che ti chiedano “il cambio”, e quindi ti ritrovi a “menare” a 45/50 km/h con il vento in faccia…, non proprio l’ideale quando ti aspettano 6 ore di pedalata…… 🙂 :-D.

Quindi mi metto nella pancia del gruppo, sto laterale per evitare “i guai”…, mi guardo intorno, il gruppo è disomogeneo, vedo gambe “tirate”, persone “attempate” e alcune decisamente in sovrappeso… Cerco le ruote migliori soprattutto perchè un ciclista “in affanno” non è propriamente lucido e potrebbe essere un pericolo….

Anche se fai di tutto per “stare fuori dai guai” a volte sono “i guai” a venirti a cercare…, al terzo giro, in pieno rettilineo di arrivo vedo distintamente la sagoma bianca di un concorrente cascare davanti a me a pochi metri, il gruppo si apre e per fortuna la pista è larga…, ci stiamo tutti e ce la caviamo solo con uno spavento…

La gara continua e il gruppo procede “nervoso”, ci sono molti scatti, qualcuno prova ad andare in fuga e così ci allunghiamo per poi ricompattarci di nuovo… Nelle curve alcuni frenano creando lo scompiglio, volano urla e parolacce….., da me condivise….. Non si può frenare in una variante che le F1 percorrono a più di 120 km/h……. 😀 . Che sia “giusto” o meno.., così è e non posso togliere l’attenzione un secondo da ciò che accade davanti a me…

Al 4° giro iniziamo a riprendere i primi doppiati, i concorrenti che partecipano “in solitaria”, che non hanno interessi di classifica. Uno di loro procede a bassa velocità in mezzo alla pista e il gruppo si apre in stile “spartitraffico”… anche qui volano parolacce e improperi….. :-D. Si continua a “testa bassa” senza perdere mai di vista la testa del gruppo…, troppo pericoloso….

Il tempo vola ed è passata già un’ora dalla partenza, mi fermo ai box per lasciare il “testimone” ad Andrea che può iniziare la sua gara….. Ho una cinquantina di minuti di tempo per rifocillarmi e poi ripartire. Saluto “le mie donne” (moglie e figlie) che vanno a dormire in albergo, ci rivedremo alla mattina.. 🙂 .

I minuti scorrono veloci ed è di nuovo il mio turno, rientro in pista e mi giro subito in cerca di coloro che “risalgono” dal rettilineo, del “gruppo” non c’è traccia e quindi mi metto a spingere sui pedali senza esagerare: in una gara così lunga non posso forzare, un gruppetto con un bu0n ritmo mi supera e io mi “attacco” prontamente. “Ascolto” le gambe, come rispondono agli scatti e provo in ogni modo a farle girare “agili” con il minimo impegno muscolare, spesso riesco, altre volte devo spingere a tutta per rimanere nel gruppo.

Rifletto sul fatto che non ho ancora avuto un momento per “pensare”, per guardarmi intorno e godermi la location, la notte, la luna, la natura.. Arriva solo qualche “flash”, l’odore delle piante, l’aria fresca sulla pelle madida di sudore…,  tutto mixato con i rumori delle ruote in carbonio rilanciate fuori dalle curve e della catena mentre si “snocciolano” rapporti….

Tutto “fila liscio” fino al mio 4° turno, do il cambio ad Andrea che mi urla “Vai Marco, c’è il gruppo là davanti!!!”… Non ci penso un attimo, mi aggrappo al manubrio e mi lancio all’inseguimento.., il gruppo è a circa 400 metri che “mena” a 45 km/h…., non sono tanti, posso provarci… A testa bassa spingo al massimo, scalo rapporti su rapporti e faccio girare le gambe veloci…, ho il cuore in gola, l’affanno, il respiro fuori controllo…, l’ammiraglia che chiude il gruppo è sempre più vicina, sono le 4 del mattino…, è dalle 7 di Sabato che sono “in piedi”…, sto chiedendo uno sforzo massimale al mio corpo insonne che abitualmente a quest’ora è a letto….

Non mi interessa…, so che prendere il gruppo mi permetterà di percorrere nella successiva ora almeno un giro in più che potrebbe pesare tantissimo in classifica…, siamo terzi in classifica nella nostra categoria (coppie)…., spingo forte, le gambe si induriscono, ho qualche accenno di crampo, ma non mollo.., penso: “arrivo sotto all’ammiraglia, recupero qualche secondo e poi faccio l’ultimo strappo per rientrare nel gruppo”….  A 10 metri dall’ammiraglia mi vedono arrivare dallo specchietto e rallentamo…, si defila per non darmi vantaggio…(ahimè hanno ragione… 🙁 )

Ho il sangue in gola…, sto spingendo al 110%………, la supero e gli faccio a tratti cenno di risuperarmi in ricerca disperata di aiuto…, penso “cazzo sono le 4 del mattino, là davanti ci sono prevalentemente persone che se la stanno facendo in 8….., datemi una mano a riprenderli!!!“.

Continuo così per quasi un giro e poi….., cedo di colpo…, l’ammiraglia mi supera…, le lucine rosse del gruppo si allontanano……. urlo un “vaffa……” che rimbomba nel silenzio della notte…, sono solo, mi giro e non vedo nessuna luce che si avvicina…. Urlo parolacce di ogni sorta, prendo fiato e urlo di nuovo…., gli occhi si riempiono per un attimo di lacrime come ad esplodere….. ma non c’è spazio per la disperazione….

Arriva la crisi…, non ho più forze…

Mi metto tranquillo.., è l’unica cosa che posso fare…, procedo a rilento e aspetto che qualcuno mi riprenda.., prima qualche atleta isolato poi passa un gruppetto veloce, provo ad accodarmi, ma niente, ho le gambe dure, vuote, doloranti…, non riesco c….o!!!! Non ce la faccio!! Le gambe non girano…, mi attacco ad un gruppo di una 15ina di atleti , sono tutti concorrenti singoli non interessati alla classifica, procedono relativamente lenti… Prendo fiato e poi, non resisto, non riesco ad andare piano e vado in testa al gruppo a tirare, ma quando chiedo il cambio nessuno vuole stare “all’aria….”, li capisco… Ok…, non posso fare altrimenti.., mi do una calmata e proseguo così fino alla fine del mio turno..

Arrivo ai box e a fatica sto in piedi.., le gambe tremano come le zampe di un puledro appena nato…… 🙁 🙁 🙁 …… L’idea di dover ancora pedalare per due ore mi spaventa, mi alimento come ad ogni pausa, bevo, integro sali e mi sdraio a terra nel box…, provo a dormire…, non riesco troppo rumore, troppa “frenesia” nei pensieri e nelle gambe….

Arriva il momento di ripartire e arriva anche l’alba; sono le 5 e 15 minuti e con il sole ritornano anche le forze… Mi era già capitato…., nel momento in cui ti senti “morto” e ti sembra di non avere più energie succede “qualcosa”, scatta un “click” nel corpo che ti da accesso a nuove risorse, a nuova linfa vitale… Arriva Andrea, gli do il cambio, mi attacco subito ad un concorrente che esce dai box con me e dopo qualche curva arriva il “gruppone”…., non ci penso un centesimo di secondo e mi “miscelo” nel gruppo…e non lo mollo più, faccio 6 giri a bomba con loro con ritrovato entusiasmo ed energie! 🙂 Risorto dalle mie stesse ceneri…..

E via ancora ai box ……, è il turno di Andrea…., bevo, mi alimento e controllo la classifica, siamo ancora terzi.., molto bene… Mi aspetta l’ultima ora di gara.., ormai il più è fatto. Dopo 50 minuti, come previsto, arriva Andrea ed esco per l’ultima volta dai box… Mi accodo ad altri concorrenti in attesa del gruppone, arriva e mi attacco, tutto procede relativamente facile, arriva qualche accenno di crampo ogni volta che mi alzo sui pedali per “rilanciare il rapporto”….., ormai sono , giustamente, alla frutta…, mi sono presentato al via di questa gara con 2175 km di allenamento nelle gambe…, non posso pretendere di più…

Passo davanti al traguardo e Angelo (il ns team manager) mi dice di rientrare, inizia per me l’ultimo giro….. Il gruppo si “risveglia” di colpo e iniziano a scattare ripetutamente, manca circa un’ora alla fine della gara e chi si sta giocando la gara inizia a “spingere”…., siamo sul rettilineo parallelo a quello d’arrivo, sento delle urla e con la coda dell’occhio vedo alla mia destra una maglia rossa che si cappotta in avanti e il rumore sordo di un corpo umano che sbatte violentemente a terra, violente frenate, altre urla…, socchiudo gli occhi e i timpani come a “non voler sentire” e prego perchè nessuno si sia fatto troppo male…. Mi è andata bene anche questa volta.. Il gruppo si spezza in due e recuperare richiede l’ultimo sforzo…. Arrivo all’entrata della corsia box, “metto la freccia” e saluto i compagni d’avventura per l’ultima volta….per me è “GAME OVER”, ora tocca ad Andrea….

Andrea fa del suo meglio, anche lui è stanco, di stare in gruppo non se ne parla….. Lo aspetto sul “muretto dei box” come si fa all’arrivo di un gp di F1…. 🙂 . Lo incito insieme ad Angelo ad ogni passaggio. Angelo cronometra ogni giro e si rende conto che Andrea inizia a subire la stanchezza… Penso che il nostro 3° posto possa essere in bilico…, così è…, arriviamo in quarta posizione a 51″ dai terzi… 🙁 .

Peccato…, certo…, ma alla fine abbiamo dato entrambi tutto.., il 100%…e quando dai il 100%…, non ci sono “Se e Ma”…., hai dato tutto e basta…. 🙂 😀 .

Il sole è già alto nel cielo…, sono le 9 del mattino e io ed Andrea “svaligiamo” di focaccia e brioches alla marmellata l’area ristoro…… 🙂 .

Siamo distrutti e felici, consapevoli di aver scritto un’altra bella pagina della nostra vita sportiva… 🙂 .

Ho percorso 246 km in 6 ore, consumato 5127 Kcal (3 volte ciò che consuma un uomo adulto in 3 giorni….) e ci siamo messi dietro 8 equipaggi della nostra categoria….e.., che dire di Andrea…il pensiero che lui abbia fatto tutto con una gamba.. è semplicemente straordinario e spettacolare! Felice, fiero e grato di aver condiviso con lui questa splendida esperienza di vita!

Complimenti agli organizzatori, hanno fatto un ottimo lavoro e sono certo che la 12h Cycling Marathon di Monza diventerà una gara “classica” del panorama internazionale dell’endurance! Sono riusciti ad unire agonismo, aggregazione e attività per la famiglia in un unico contesto. Sono certo che non sarò smentito…, questa gara avrà un florido futuro! 🙂

P.s.: ops.., quasti dimenticavo…, ho vinto la mia “scommessa”… 😉 . Volevamo arrivare nella prima metà della classifica…, abbiamo fatto meglio…., succede a chi “ci crede”… 😉 .

Per oggi è tutto, ciao al prossimo post! 😉

  1. viviano Said,

    Bravissimi ragazzi..
    Leggere la tua “cronologia” della gara mi ha permesso di pedalare con voi..
    Grazie Ragazzi…..
    Siete ragazzi fortissimi ..

  2. Marco Caggiati Said,

    Grazie Viviano! L’anno prossimo potresti “mettere su” una squadra e partecipare anche tu… 😉 E’ un manifestazione “trasversale” dove gli “ultracicliclisti” partecipano insieme agli “ultracicloturisti” 😉 . Ciao a presto 🙂

  3. Sergio Said,

    Complimenti! Ci penso per l’anno prossimo. Ciao. Sergio

  4. Stefano Said,

    Ciao, bellissimo racconto e grandissimi complimenti ad entrambi.
    io sono quello con la maglia rossa (arancione in realtà, team Beta) che hanno steso in parabolica a mezz ora dalla fine citato nel tuo racconto. Confermo che purtroppo c era troppa gente pericolosa che non sapeva andare in gruppo… e ho fatto le spese ahimè.. effettivamente la mia carne sull asfalto a più di 40 km h ha preso una botta fortissima da togliere il fiato e ne porto i segni.. ma mi è andata di lusso niente di rotto e bici integra. Ciononostante dico: esperienza meravigliosa, atmosfera elettrica, e siamo già carichi per il prossimo anno!
    Ciao
    Stefano

  5. Marco Caggiati Said,

    Ciao Stefano, mi dispiace tanto per l’accaduto e sono felice che tutto sia andato per il meglio 🙂 😀 . L’anno prossimo mi ripresenterò ancora al via e dato che bisogna sempre migliorarsi nella vita.., questa volta parteciperò da solo. Obiettivo….percorrere almeno 450 km 😉 Ciao e buona guraigione 😉

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