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Oggi ti voglio parlare di come sto passando le mie vacanze estive e di un incontro piacevolmente sbalorditivo!

A settembre mi aspettano alcune gare di triathlon e ho deciso di dedicare una parte consistente delle mie vacanze al ciclismo. Fino ad ora mi sono allenato tutti i giorni percorrendo una media di 55/60 km al giorno nei dintorni di Bosco Chiesanuova (simpatica località montana in provincia di Verona, tra l’altro città Natale di Paola Pezzo, pluricampionessa olimpica di MTB e dei fratelli Valbusa, campioni olimpici di sci di fondo), con discreti dislivelli altimetrici.

Stamattina mi sono “detto”: “oggi faccio il passo delle Fittanze (quota 1480 mslm), mi butto giù in discesa, passo in Trentino, vado fino ad Ala (in provincia di Trento), scendo lungo la vallata per una decina di km e poi risalgo fino a Bosco Chiesanuova (1106m sul livello del mare), in totale 72 km con parecchi metri di dislivello.

Sapevo ciò che mi aspettava fino al passo delle Fittanze, perché l’avevo già percorso ieri…..

Dopo lo scollinamento la strada scende veloce per 2 km, come ci si aspetta da un passo alpino, fino ad arrivare a Sega di Ala……, da lì (cartina alla mano) so che mi aspettano circa 10 km di discesa a capofitto fino ad Ala (che è, per intenderci, ad altezza dell’autostrada del Brennero..).

A questo punto mi trovo di fronte alla discesa (per fortuna…… :-) ) più ripida che io abbia mai affrontato (tieni presente che ho percorso più volte il passo dello Stelvio e le principali granfondo ciclistiche d’italia, tra le quali la 9 colli Cesenati e la maratona delle Dolomiti…, quando il percorso lungo misurava 193 km con un dislivello altimetrico di 4800 metri..)!

I cartelli stradali segnavano “Attenzione discesa pericolosa del 20%!!!” Mi sono “detto”: “ci sarà un piccolo tratto e poi “spianerà” sicuramente…”. Invece no….. per tutti i 10 km di discesa la strada è scesa costantemente ad un’inclinazione prossima al 20%!!!! Mai vista una cosa simile, la bicicletta tendeva ad impennarsi sulla ruota anteriore….

Ad un certo punto ho incontrato 3 “virtuosi del pedale” che procedevano in senso opposto “zizagando” per diminuire la pendenza effettiva. Il mio primo pensiero è stato: “poveretti…..”. Il secondo: “certo che sto scendendo molto e prima o poi dovrò anche risalire…., e ho dei rapporti non proprio adatti a questo tipo di salite (massima moltiplica 39 di corona e 21 di pignone) speriamo bene……”.

Arrivo alla fine della discesa che mi fanno male le mani a forza di frenare….

Pedalo per circa 12 km su un percorso “saliscendi” che mi porta a “Peri”, località dove abbandono la statale che porta a Trento ed inizio la risalita verso Bosco Chiesanuova, che dista a circa 30 Km.

Il primo pezzo di strada è tosto, devo affrontare 9 km con un dislivello di circa 800m e pendenze oltre il 15%…. Impiego 1 ora 2 minuti…., lascio a te il semplice calcolo della media oraria…. Sono stato sotto la velocità che io definisco “antimosca”; infatti sotto i 10 km/h vai più lento delle mosche, che si attaccano volentieri manco fossi un autobus…. :-) . Anch’io, come previsto, faccio ampio ricorso allo zig-zag……….. :-)

I rimanenti 20 km sono, a confronto, una “passeggiata di salute”……..

A fine giornata mi rimane impressa la discesa ad Ala che penso rappresenti una delle salite più proibitive d’italia!!

Consiglio a tutti i ciclisti della zona amanti delle salite “impossibili” di andarsi a misurare sulla salita che porta da Ala al passo delle Fittanze e…., in bocca al lupo!!!

Ciao al prossimo articolo e buon allenamento!

P.S. Sto, lentamente, ritrovando la forma migliore e provando quella sensazione di “potere” (inteso come potenzialità, come possibilità di fare cose “fuori dalla norma”) che era da anni che non provavo. :-) Questo è bene!!  :-)

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