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Oggi ti voglio parlare di un aspetto del Triathlon che viene spesso trascurato, ma che si rivela determinante soprattutto nelle gare corte di tipo Sprint.

L’adattamento della muscolatura delle gambe nelle transizioni tra una disciplina e l’altra rappresenta uno degli aspetti più specifici da considerare e da allenare.

Tutti i triathleti ricordano la loro “prima volta” di quando hanno affrontato una transizione e soprattutto le sensazioni muscolari che si provano. I metri che dividono la fine della frazione natatoria con la zona cambio sono impegnativi. Il nuoto a stile libero ha impegnato all’80% la muscolatura di braccia e busto indirizzando il sangue in quei distretti.

La corsa è pesante e ci si sente “ipertrofici”, i muscoli “sballonzolano” come se avessero duplicato il loro volume durante la nuotata e le gambe sono “vuote”. Inoltre il cambio della pressione esercitata sulla gabbia toracica (la pressione dell’acqua sulla gabbia toracica e sul cuore sono completamente diverse rispetto a quella atmosferica) obbliga il triathleta ad un adattamento ulteriore.

In sintesi.., appena usciti dall’acqua ci si sente intontiti come se ti avessero messo un sacco in testa e ti avessero preso a bastonate….. :-) ,non è difficile vedere atleti (inesperti) che cercano la strada per accedere alla zona cambio, come se fossero turisti giapponesi nel centro Venezia, senza cartina, in cerca del Duomo……. :-)

La transizione Bici-Corsa, invece, è più semplice per quanto riguarda la pressione e la concentrazione ematica, ma è molto fastidiosa in quanto la biomeccanica muscolare, nel gesto della pedalata, è decisamente differente rispetto alla corsa a piedi.

Infatti in sella si usano prevalentemente i muscoli estensori del ginocchio (quadricipiti, parte anteriore della coscia), a differenza della corsa dove si usano prevalentemente i muscoli plantari, i polpacci e i cosiddetti ischiocrurali (muscoli posteriori della coscia che realizzano la flessione del ginocchio e l’estensione dell’anca come il bicipite femorale, il semitendinoso ed il semimembranoso).

Chiarito il perchè le transizioni tra una disciplina e l’altra sono fastidiose, vediamo ora come bisogna allenarsi per far sì che lo siano il meno possibile.

La transizione nuoto-bici è difficilmente allenabile per ovvi problemi logistici/fisiologici. La cosa meno complicata che si potrebbe fare sarebbe mettere una bici da spinnig vicino il bordo vasca ed alternare il nuoto e la bici in circuito. Dubito che qualche gestore di piscina accetti una proposta del genere…, e poi ottimizzare il cambio nuoto-bici non comporterebbe un guadagno di tempo significativo da giustificare un allenamento specifico.

Però, se proprio vuoi curare anche il minimo dettaglio, ti consiglio di fare questo tipo di allenamento:

Esegui in super set (senza soluzione di continuità) la panca piana, la lat machine davanti (entrmbe eseguendo 30 ripetizioni massimali) e 3 minuti di tapis roulant a velocità sostenuta. Fai il circuito per almeno 4 volte.

Per quanto rigurda la transizione bici-corsa è invece più facilmente allenabile e permette di guadagnare secondi/minuti preziosi se il nostro obiettivo è arrivare più in alto possibile in classifica. Infatti mi capita spesso di vedere atleti (amatori) completamente “piantati” nei primi metri/km di corsa a piedi, in quanto faticano a cambiare “ritmo” ad adattare la muscolatura ad una contrazione più rapida e “opposta” a quella usata fino a quel momento.

Quando arrivano ad adattarsi gli avversari hanno già preso metri preziosi difficilmente recuperabili, sopratttto se la gara è breve.

Prova a pensare ad una gara di Triathlon Sprint che prevede 5km di corsa ed ipotizza che il tuo tempo al km sia di 4 minuti al Km. Se durante il primo Km, per adattare la muscolatura, perdi “soli” 40 secondi (impieghi a percorrere il primo km in 4′ e 40”) dovrai recuperare di media 10 secondi al km (quindi correre a 3 e 50 i km successivi) per finire i 5km in 20 minuti…. Sai benissimo che ciò è quasi impossibile, 10 secondi in meno rispetto al tuo tempo di gara è infattibile.

Risulta quindi fondamentale evitare di perdere tempo…..

Vediamo come…

Bisogna adattare la muscolatura allo “stress” del cambio, un pò come si fa con le ripetute per ottimizzare lo smaltimento dell’acido lattico e la sua sopportazione da parte dell’organismo.

Di seguito ti propongo un’allenamento che mi ha sempre dato buoni risultati:

Trova una zona sicura dove lasciare la bicicletta e tutto l’occorrente per la corsa (devi allestire una zona cambio più simile possibile a quella che troverai in gara) poi suddividi il percorso previsto in più frazionamenti. Per esempio, nel caso di una gara sprint, che prevede 20/25km in bici e 5km a piedi l’allenamento potrebbe essere così suddiviso:

5km di bici e 1km di corsa da ripetere per 5 volte. Durante l’allenamento dovrai avere alcune attenzioni per ottimizzare l’adattamento.

  1. In prossimità della fine della frazione ciclistica, mettiti in piedi sui pedali e fai 20-30 sec di stretching per i polpacci e gli ischiocrurali e rilassa la muscolatura delle cosce.
  2. Corri i primi metri di corsa dopo il cambio velocemente, ad una velocità superiore rispetto al tuo tempo al km in gara (circa 10/15 secondi in meno).
  3. In bici spingi forte, non deve essere una passeggiata, i ritmi devono essere quelli di gara.

Vedrai che allenamento dopo allenamento i cambi non saranno per te più un problema!!!

Non ti resta che provare!

Buon Triathlon a tutti!

Ps.: Domenica prossima (23/05/2010) si inizia la stagione del Triathlon al “Triathlon Sprint di Piacenza”. Io e Davide (il mio collega e acerrimo amico/nemico… :-) ) saremo impegnati nell’ennesima sfida.

P.s.: Se non l’hai ancora fatto, scarica il mio “Audio Book” GRATUITO “ Triathlon per principianti

Ciao a presto!

  1. Carmen Said,

    Ciao Marco,

    mi potresti spiegare meglio questi termini: super set , la panca piana, la lat machine ?
    e qual’è la sequenza nel triathlon . la bici viene prima o dopo la corsa?.
    per domenica invece un grande in bocca al lupo.

  2. Marco Caggiati Said,

    Ciao Carmem! Se mi fai qeste domande.., vuol dire che non leggi tutti i miei articoli!!!! Nota di demerito!! Stupidate a parte…, se vuoi saperne di più sui “Super Set”, ti consiglio di leggere l’articolo apposito (clicca sul link in basso). Per quanto riguarda la panca piana e la lat machine sono due attrezzature che si trovano comunemente nelle palestre, una per i pettorali (la panca piana) e l’altra per i dorsali (lat machine). Al fine di rendere l’articolo più comprensibile adesso metto anche due foto. La sequenza del triathlon è Nuoto-Bici-Corsa. Ciao a presto :-)

    http://www.allenamentofitness.com/allenamento/aumento-massa-muscolare/il-super-set/

  3. Claire Said,

    Ciao Marco,

    Potresti dirmi se esiste una rivista come “correre” dove posso trovare tutte le gare competitive e non di triathlon?
    Grazie mille!
    Claire.
    Ps: ho iniziato ieri l’allenamento di nuoto seguendo la tua scheda, bello!

  4. Marco Caggiati Said,

    Ciao Claire, sono felice ti piaccia il mio programma d’allenamento. Per le gare è molto semplice, clicca qua sotto, ti porterà sulla pagina del sito della federazione italiana triathlon dove troverai tutte le gare. Ciao

    http://www.fitri.it/calendario.php

    :-)

  5. Alessandro Said,

    Ciao Marco,
    Ti scrivo poiche’ da due/tre anni mi sto’ sempre piu’ appassionando alla multidisciplina.
    Io vengo dal nuoto agonistico (velocita’) ed alcuni miei compagni gia’ da tempo svolgono gare di sprint ed olimpici in prevalenza. Da due anni mi sono iscritto insieme a loro all’Edera Triathlon di Forli’ e proprio ieri (02/06/2010) ho fatto la mia prima gara SPRINT della stagione a San Giovanni In Persiceto (BO).
    Arrivo al sodo. Io peso 96 kg e sono alto 1 e 88. nella frqazione a nuoto sono uscito bene come sempre (tempo in zona cambio 12 e 42, ho nuotato in 10 e 40), in bici sono riuscito a fare un gruppetto con altri tre e abbiamo corso in 33 e 36 (35,71 di media) mentre a piedi proprio non va’ !! Dopo il cambio (un giudice mi ha anche fermato perche’ sono entrato con il casco slacciato ….) il primo giro da 2,5 km ero completamente piantato sia di gambe che di fiato, piu’ di cosi’ non riuscivo ad andare e vedevo che mi passavano continuamente in diversi. Il secondo giro un po’ meglio ma non ne avevo veramente piu’. Ho terminato la corsa in 27 e 25 (compreso il cambio), un vero disastro e pensare che quest’anno mi sono allenato con la corsa (almeno due volte la settimana, 1 volta ripetute) ma il mio tempo e’ risultato ancora una volta pessimo e tutto quello che ho guadagnato con la frazione a nuoto ed in bici lo perso nella corsa ed anzi ho peggiorato.
    devo dire che fin d’ora in tutte le gare che ho disputato mi e’ successo sempre cosi’.

    Potresti darmi qualche consiglio specie di allenamento corsa ?? cosa devo fare per migliorare ??

    Grazie, spero tu mi risponda presto Ale.

  6. Marco Caggiati Said,

    Ciao Alessandro e benvenuto sul blog! La tua “storia” non mi è nuova, putroppo tu soffri di quella che io chiamo “sindrome da mancanza di gravità”, ovvero la tua muscolatura è cresciuta praticando uno sport (il nuoto) dove la forza di gravità viene meno quindi quando devi subirla ti trovi come “un pesce fuor d’acqua…….” :-) . La corsa è ,tra le tre discipline, quella più traumatica ed è agli antipodi del nuoto. La soluzione al tuo problema non è affatto risolvibile con qualche consiglio “volante”, mi occorrerebbe fare un’anamnesi attenta di persona. Se vuoi, fissiamo un appuntamento presso il mio studio per valutare un programma d’allenamento specifico per la corsa (e una programmazione degli allenamenti per le altre discipline) per far si che le tue prestazioni diventino più equilibrate.
    Purtroppo non è sufficiente solamente correre “e basta”, bisogna lavorare anche sulla tecnica di corsa e “ciclizzare” i carichi di lavoro. Se vieni Domenica al triathlon di Nibbiano, fatti riconoscere che facciamo “due chiacchere”. Ciao a presto ed in bocca al lupo per le gare!! ;-)

    info@allenamentofitness.com

  7. enrico Said,

    ciao mi chiamo enrico e ho 30 anni….sono interessato alla disciplina già da un paio di anni e ho anche partecipato a delle gare (perlopiù di basso livello o comunque inferiore al mio)….mi sono sempre allenato per mio conto e la palestra l’ho frequentata poco e volevo chiederti secondo te che tipi di esercizi e carichi posso utilizzare per potere fare il salto di qualità…intendiamoci….penso di essere un’atleta intermedio…non chiedo di fare una cosa professionale…ma volevo fareti questa domanda giusto per orientarmi un’po in palestra….grazie attendo una risposta….

  8. Marco Caggiati Said,

    Ciao Enrico e benvnuto sul Blog! :-)
    La tua è la classica domanda da “1.000.000 di dollari”!!!! Non esistono indicazioni “generaliste” che si adattano a tutti.
    Se guardi nella categoria “allenamento triathlon” troverai alcune proposte d’allenamento, soprattutto per principianti. In questi mesi ne scriverò di altri ma sempre molto aspecifici (non posso fare altrimenti….).
    Se vuoi un programma che rispetti le tue specificità e che consideri i tuoi punti di forza e le tue aree di miglioramento, occorre procedere in maniera personalizzata.

    Io seguo attualmente parecchi atleti “a distanza”, se vuoi informazioni dettagliate su tempi, modi e costi, mandami una mail privata. Ciao a presto

    info@allenamentofitness.com

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