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Wow, questo è uno di quegli articoli che “non sai proprio da dove iniziare”….. 😀 . Quando passi una notte “in bianco” a pedalare su una bicicletta…, te ne girano di pensieri per la mente: alcuni sono semplici considerazioni, altri vere e proprie illuminazioni…

Quindi c’è solo un modo per raccontarti la mia partecipazione alla 12h Cycling Marathon di Monza…, partire dall’inizio… 😉

Avevo già partecipato nel 2015 in coppia con il mio amico Andrea Devicenzi e ci eravamo riproposti di tornare l’anno successivo e farcela da soli in quanto ad entrambi piace “andare oltre” e porsi obiettivi sempre più sfidanti 😉 .

Anche quest’anno mi presento al via con poco più di 2000 Km di allenamento nelle gambe, che sono oggettivamente pochi, ma il massimo che sono riuscito a pedalare tra impegni familiari e professionali. Quindi è con “queste gambe” che mi presento al via con una strategia semplice e spavalda come mio solito. 😀

Partire con il gruppo di testa, stare con loro per 6 ore e poi fermarmi per fare il pieno alle borracce e di cibo per poi ripartire e stare con loro fino alla fine…  😀 😀 .

Questa è una gara atipica perchè le 12 ore c’è chi se le fa tutte da solo come me, chi in coppia e chi in team da 4 o 8 concorrenti… e tenere la ruota di chi pedala “in squadra” non è cosa facile…, almeno per me 😉 .

Ma ora “bando alle ciance” e veniamo alla cronaca diretta della gara.

 

12h cycling marathon monza 2016 Marco Caggiati

 

Ore 20:20 si parte con il giro di riscaldamento dierto alla safety car, io sono in coda al gruppo e piano piano risalgo fino a quando non trovo più “varchi” per passare. Transitiamo sul traguardo, la macchina accelera e la gara ha inizio. Il gruppo si spezza in due quasi subito, qualcuno prova a ricucire il buco, io mi accodo, ma non c’è niente da fare, mi limito a seguire chi ci vuole provare così per tutto il primo giro, poi una caduta nel gruppo davanti spezza ulteriormente il ritmo e dico addio alla strategia pensata prima di partire.

 

marco caggiati 12 ore monza 2016

 

Mi metto calmo, nelle prime posizioni del 3° gruppo d’inseguitori, va bene così, la partenza è andata e anche i suoi pericoli. Passo la prima ora a scrutare il cielo, le nuvole nere cariche di pioggia, lampi e fulmini che si addensano sul circuito in stile “la guerra dei mondi”…. Sono partito senza k-way (è ai box) per lasciare spazio al cibo, la notte sta scendendo con le sue insidie… Confido nella fortuna e in una protezione “divina”, che però mi tradisce dopo circa 1 ora e 30 minuti di gara.

Inizia a piovere, prima piano, poi lampi e fulmini squarciano il buio della notte, l’asfalto diventa pericolosamente scivoloso, il gruppo rallenta, qualcuno mette le ruote in curva sulle strisce bianche e vola via come un pilota della moto gp…., scivola e va a fermare la sua corsa all’esterno di una variante dopo aver passato la schiena in stile grattugia su un cordolo fatto a lisca di pesce…. 🙁 🙁 . Soffro per lui, con la coda dell’occhio incrocio i suoi occhi “sbarrati” increduli…, capisco che sta bene anche se spaventato. Vado avanti…

Altre cadute si susseguono e le luci dell’ambulanza sono continuamente accese. Ho tutti i sensi superattivati, sono pronto a reagire, perchè prima di tutto bisogna tornare a casa integri, alla fine sono qui per divertirmi… 🙂 .

 

Marco Caggiati Pioggia 12 ora monza 2016

 

Piove a dirotto, la visibilità è ridotta, faccio fatica a vedere, gli occhiali si appannano, arriva acqua da tutte le direzioni, dal cielo e dalle ruote degli altri concorrenti, la situazione è critica, sono completamente inzuppato di acqua, ho freddo e i piedi sono congelati, arriva il primo momento di difficoltà e il primo “dialogo interno” tra il Marco professionista del fitness, marito e padre e il Marco agonista, alla ricerca costante dei propri limiti:

“Fermati, piove troppo, rischi di prendere freddo, di ammalarti e poi pagarla per il resto della gara. In tanti si fermeranno, non succede niente, ti fa già male il collo, non esagerare”

Dopo qualche secondo però arriva l’agonista:

“Vai avanti, in molti stanno patendo come te e si fermeranno e questo è un ottimo momento per avvantaggiarti su di loro.. 🙂 . Vai avanti, è solo un momento e prima o poi finirà!”

Vince senza nemmeno tanto faticare il Marco Agonista e vado avanti sotto il diluvio che dura circa 1 ora e 30′ poi spiove, si inizia a intravedere la luna anche se si fa fatica a capire, le mie ruote e quelle di chi mi precede continuano a bagnarmi, è notte e la pista non ha intenzione di asciugarsi velocemente….

Mangio e bevo con costanza e dopo 6 ore e 15 minuti, 220 km,  1,7 litri d’acqua, 3 panini e 6 barrette mi devo fermare ai box per fare rifornimento di cibo e liquidi.

Una parte di me è allettata dalla sosta, ma l’altra sa che ripartire poi sarà difficile e così sarà… Mi fermo e mi aspettano i miei angeli custodi Marco e Enrico, sono fantastici, mi accudiscono come un bambino, mi spoglio, mi metto indumenti asciutti e mentre Enrico mi massaggia il collo in fiamme, Marco mi ricorda che c’è sempre “il motivatore pronto” nel caso volessi abbandonare…. 😀 😀 .

 

Enrico Braglia e Marco Caggiati 12 ore monza 2016Marco Finardi brandisce "il motivatore"

marco finardi e il motivatore di monza 2016

 

Sono circa le 3 del mattino, tremo come una foglia anche se non sento freddo, le gambe bruciano, scottano dal dolore, i muscoli trapezi come graffiati da una tigre…. In sintesi stavo meglio a pedalare… I miei limiti d’allenamento e articolari (alcune ernie discali cervicali chiedono “giustizia…. 🙂 ) si manifestano in modo arrogante, senza pietà. D’altronde cosa pretendo?!? Prima della gara avevo percorso 180 km ( 5 ore e 18 min di bici) la settimana precedente all’Ironman di Venezia e 120 km la settimana prima…, queste erano le mie massime distanze pedalate…

Sono messo malissimo, mi viene da piangere e prometto ai mie angeli custodi che non avrei mai più fatto una cosa simile… Marco mi guarda, scuote la testa come a dire: “si dice sempre così, poi domani penserai a come fare meglio l’anno prossimo… :-)…, forse è vero…, anzi così è… 🙂 ).

Mi copro con coperte e felpe, mangio qualcosa e mi riprendo, mi rimetto in sella e la sosta mi costa quasi un’ora…, è tanto, ma non posso fare di meglio.

La pista nel frattempo si è asciugata e “regala” un freddo umido niente male…., parto tranquillo in attesa che qualcuno mi riprenda e io possa attaccarmi alla ruota. Le gambe girano bene, sento un po’ freddo, aumento e inizio a scaldarmi, la crisi è passata, ora pedalo verso l’alba, il mio prossimo obiettivo.

 

marco caggiati 12h cyclyng marathon monza 2016

 

Intravedo la luna che si fa strada tra le nuvole rimaste lì ad osservare, ora scariche, anche loro hanno dato il loro contributo per rendere più dura questa avventura… 🙂

L’aria è umida e carica di profumi rilasciati dalle piante a bordo pista, gli uccelli iniziano a farsi sentire, sono in subbuglio per l’imminente nuovo giorno che sta per arrivare.

Il buio lascia spazio ad una timida alba che si fa strada tra le nuvole, giro dopo giro i colori e i dettagli della pista sono sempre più nitidi, qualche leggera e lunga ombra delinea la mia sagoma sull’asfalto..

Il peggio è passato, la mia centrale biochimica ricomincia a lavorare a “testa bassa”…, è ritornato il sole, la luce, SVEGLIA, SVEGLIAAA!

Mi scappa il pensiero di andare avanti fino alla fine, ma sono troppo stanco, mi fermo verso le 6:15, ancora dolori ancora difficoltà, ma faccio finta di niente, mi cambio di nuovo, tutto asciutto, riparto per l’ultima ora e 45′ di gara…

Rientro in pista e i giri passano tra momenti di solitudine e di sollievo all’interno di un gruppo, siamo tutti sulla stessa barca, trovo la mia posizione fisiologica” in un gruppetto di “solitari” come me, che hanno perso la notte come me, che hanno o meglio, non hanno, le mie stesse energie…

 

caggiati marco 1h cycling marathon monza 2016marco caggiati

 

Nessuno ha voglia di stare davanti, io faccio quello che posso… Manca poco più un’ora alla fine e faccio fatica a stare sveglio, gli occhi mi si chiudono, la testa mi casca in avanti, per un attimo perdo il controllo della bici, il mio corpo mi urla FERMATI e DORMI!

Non se ne parla, so che è la fase “down” del ciclo sonno veglia…, so che passerà, devo solo rimanere sveglio, mi bagno il viso con l’acqua fresca della borraccia, scuoto la testa, mi alzo a pedalare in piedi… Passo 2 giri a lottare con Morfeo che mi tira prepotentemente tra le sue braccia…

Resisto e poi passa…., il countdown non segna più “ore al termine”, ma solo minuti….. Ormai è quasi fatta 🙂 . Do fondo alle energie rimaste e mi attacco alla ruota di chiunque mi passi davanti…, arriva l’ultimo giro, l’ultima curva e poi la musica, la voce dello speaker, i miei amici, la bandiera a scacchi che mi aspettano…, alzo le braccia al cielo, poi chiudo un pugno per ancorare quel momento speciale.

 

Marco Caggiati Arrivo 12h cycling marathon monza 2016

 

E’ fatta, ho percorso durante la notte 365 Km, fatto oltre 53.000 pedalate, consumato oltre 5200 k/cal,  ho guardato negli occhi la fatica, il dolore, la crisi, i demoni dell’abbandono….e ho vinto la mia gara, ho fatto del mio meglio e quando dai il meglio non esistono “SE e MA”….

CONCLUSIONI

Come ho accennato all’inizio di questo chilometrico articolo 🙂 , quando vivi esperienze così al limite ti ritrovi a fare considerazioni atrimenti impossibili. Sono convinto che ogni esperienza nella vita, bella o brutta che sia, lasci un insegnamento e questa volta non ho imparato niente di nuovo, ma consolidato vecchie insegnamenti, ecco i principali:

1 – Si sente dire spesso che “lo Sport è una metafora della vita”, quando in realtà io penso che sia, o meglio dovrebbe dirsi, esattamente il contrario… “La vita è una metafora dello sport”. La vita spesso ti mette di fronte a sfide, emotive, professionali, relazionali senza che tu “te le vada a cercare” come si fa con lo sport (nessuno mi ha obbligato a soffrire per 12 ore in sella a una bici… 🙂 ) e ti trovi SEMPRE di fronte a un bivio, la resa, l’abbandono, la depressione, la fuga oppure alzare la testa, affrontare le difficoltà e trovare la soluzione.. Fare sport, porsi obiettivi sfidanti e andare oltre i propri limiti, allargare la mia area di confort è l’unico modo che conosco per vivere la vita. Fare altrimenti sarebbe sopravvivere alla vita…. 😉 .

2 – Quando ti trovi di fronte a una situazione difficile, che sembra insormontabile e insopportabile, bisogna sempre ricordarsi che non si tratta della “vita”, ma di un momento e che prima o poi finirà… Un momento “spiacevole” che spesso è preludio di qualcosa di grande e divertente…. La vita è una “ruota che gira”, la vita è come una “montagna russa”, a volte ti mette paura, altre ti mette “sottosopra”, il più delle volte ti fa sentire con “prepotenza” la sua stupenda straordinarietà! 😉

3 – Ci sono persone che fanno parte costantemente della tua vita che non ti arricchiscono, che ti scivolano addosso come l’acqua…, ti bagnano tutti i giorni, ma poi, una volta asciugato, non ne rimane traccia, altre invece che ti capita di frequentare poco per una serie di motivi, ma che imprimono ricordi densi e una traccia consistente del loro tempo passato con te. Due di queste sono i miei due amici Marco Finardi (per gli amici Giga 🙂 ) e Enrico Braglia, senza di loro avrei percorso certamente meno km e sarebbe stato tutto più difficile. Grazie per tutto il supporto che mi avete dato, grazie per tutte le volte che avete urlato dal bordo pista “Vai Cagiooooooo!!” :-), grazie per avermi massaggiato, scaldato, rifocillato tutta la notte, come si può fare con un figlio.. Grazie di cuore per aver condiviso con me quest’avventura. 🙂

 

Marco Caggiati, Enrico Braglia e Marco Finardi Monza cycling marathon 2016Marco Caggiati arrivo monza cycling marathon 2016

 

In fine, ma non per importanza, ringrazio mia moglie Enrica per la pazienza avuta, per il tempo che ho sottratto alla famiglia per i miei allenamenti e per essersi tenuta le parole in bocca ogni volta che ha pensato “ma chi te lo fa fare…!?!??” 😀 😀 😀

Per oggi è tutto…, buona vita e mi raccomando.., ogni tanto…, guarda in alto, punta il dito e lanciati in una nuova sfida…. 😉

P.s.: se ti è venuta voglia di partecipare ad una gara come questa…, sei fortunato perchè a Settembre ti aspetta la 12h Cyclyng Marathon nel circuito di Misano Adriatico! 😉

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12 ore cylcing marathon Monza 2015 marco caggiati

 

Questo è uno di quei post con talmente tanti contenuti interessanti che faccio fatica a trovare un “inizio adatto”… :-)…. 🙂 . La notte tra il 27 e il 28 Giugno ho partecipato, insieme al mio amico Andrea Devicenzi, alla prima edizione della 12 ore non stop di ciclismo di Monza. Oggi voglio scriverti “com’è andata” e farti vivere “da dentro” una manifestazione così originale, sfidante ed eccitante.

Se non hai letto gli articoli precedenti ti ricapitolo velocemente il “format” della gara:

Durata: dalle 21 alle 9

Dove: Autodromo di Monza

Chi vince?: chi fa più giri in 12 ore

Categorie: si può partecipare da soli, in coppia (come io ed Andrea) e in team da 4 o 8 concorrenti

Sono arrivato in circuito verso le 11 di Sabato con tutta la famiglia al seguito, dato che gli organizzatori hanno pensato all’intrattenimento dei bambini che hanno gradito l’iniziativa. La possibilità di gareggiare su kart a pedali, girare in bicicletta in un apposito circuito e disegnare grazie alle animatrici ha reso anche per i più piccoli la giornata piacevole.

Dopo aver espletato le verifiche di rito ho ritirato il pacco gara e la vista della nostra maglietta “ufficiale” per la gara mi ha fatto visualizzare immediatamente cosa mi avrebbe aspettato da li a qualche ora dopo.. 🙂 .

 

Il tempo vola e senza “rendermene conto” mi trovo sdraiato “nei box della Formula 1” a guardare il soffitto di fianco ad Andrea, scambiamo qualche parere, qualche strategia per la gara e la voce dello speaker mi “richiama all’ordine”, 20 min alla partenza…, è ora di andare..

Raduno le mie cose, controllo che sia tutto al suo posto, mi infilo le scarpette, il casco, saluto Andrea ci diamo “l’arrivederci all’indomani mattina”… 🙂 ed entro in pista. Mi metto in coda al gruppo che si è già formato sulla linea di partenza, guardo a dx e vedo arrivare il mitico “Diablo” Claudio Chiappucci, sorrido, l’istinto mi dice di urlargli “grande Diablo”…, ma perdo “l’attimo fuggente”…..

Mi guardo intorno, vedo facce rilassate, altre tese e preoccupate.., io mi sento bene.., sono pronto a gareggiare, a battagliare…, sono pronto a tutto… 🙂 .

Lo speaker fa il conto alla rovescia meno 5, 4, 3, 2, 1…..e VIA! Partiti! 🙂 In linea teorica il primo giro dovrebbe essere di “riscaldamento” dietro la Safety Car Elettrica, una Tesla da 470 cv che il pilota….evidentemente.., non riesce a tenere “a bada”…. 🙁 🙁 . Parte a 59 km/h che per una macchina è “niente”, ma per le gambe “fredde” di un ciclista sono tantissimi…

Non ho nemmeno il tempo di godermi “il momento” che mi ritrovo a “testa bassa” a risalire il gruppo per andare nelle posizioni di testa. Di “riscaldamento” non se ne parla proprio.., si parte subito con il “cuore in gola”…

Trovo quasi alla fine del primo giro “il mio posto nel gruppo”, quello che ho deciso essere “giusto”. So che in testa ci sono i concorrenti più veloci, quelli che corrono in team da 8, che percorreranno pochi giri al massimo per poi darsi il cambio.., meglio non andare a “rompere le scatole” là davanti, anche se la posizione ideale dove stare sarebbe in 5^, 6^ posizione…, dove riesci ad usufruire della scia di chi ti sta davanti e limiti al minimo il rischio di caduta… A proposito di rischi però…, c’è anche quello che ti chiedano “il cambio”, e quindi ti ritrovi a “menare” a 45/50 km/h con il vento in faccia…, non proprio l’ideale quando ti aspettano 6 ore di pedalata…… 🙂 :-D.

Quindi mi metto nella pancia del gruppo, sto laterale per evitare “i guai”…, mi guardo intorno, il gruppo è disomogeneo, vedo gambe “tirate”, persone “attempate” e alcune decisamente in sovrappeso… Cerco le ruote migliori soprattutto perchè un ciclista “in affanno” non è propriamente lucido e potrebbe essere un pericolo….

Anche se fai di tutto per “stare fuori dai guai” a volte sono “i guai” a venirti a cercare…, al terzo giro, in pieno rettilineo di arrivo vedo distintamente la sagoma bianca di un concorrente cascare davanti a me a pochi metri, il gruppo si apre e per fortuna la pista è larga…, ci stiamo tutti e ce la caviamo solo con uno spavento…

La gara continua e il gruppo procede “nervoso”, ci sono molti scatti, qualcuno prova ad andare in fuga e così ci allunghiamo per poi ricompattarci di nuovo… Nelle curve alcuni frenano creando lo scompiglio, volano urla e parolacce….., da me condivise….. Non si può frenare in una variante che le F1 percorrono a più di 120 km/h……. 😀 . Che sia “giusto” o meno.., così è e non posso togliere l’attenzione un secondo da ciò che accade davanti a me…

Al 4° giro iniziamo a riprendere i primi doppiati, i concorrenti che partecipano “in solitaria”, che non hanno interessi di classifica. Uno di loro procede a bassa velocità in mezzo alla pista e il gruppo si apre in stile “spartitraffico”… anche qui volano parolacce e improperi….. :-D. Si continua a “testa bassa” senza perdere mai di vista la testa del gruppo…, troppo pericoloso….

Il tempo vola ed è passata già un’ora dalla partenza, mi fermo ai box per lasciare il “testimone” ad Andrea che può iniziare la sua gara….. Ho una cinquantina di minuti di tempo per rifocillarmi e poi ripartire. Saluto “le mie donne” (moglie e figlie) che vanno a dormire in albergo, ci rivedremo alla mattina.. 🙂 .

I minuti scorrono veloci ed è di nuovo il mio turno, rientro in pista e mi giro subito in cerca di coloro che “risalgono” dal rettilineo, del “gruppo” non c’è traccia e quindi mi metto a spingere sui pedali senza esagerare: in una gara così lunga non posso forzare, un gruppetto con un bu0n ritmo mi supera e io mi “attacco” prontamente. “Ascolto” le gambe, come rispondono agli scatti e provo in ogni modo a farle girare “agili” con il minimo impegno muscolare, spesso riesco, altre volte devo spingere a tutta per rimanere nel gruppo.

Rifletto sul fatto che non ho ancora avuto un momento per “pensare”, per guardarmi intorno e godermi la location, la notte, la luna, la natura.. Arriva solo qualche “flash”, l’odore delle piante, l’aria fresca sulla pelle madida di sudore…,  tutto mixato con i rumori delle ruote in carbonio rilanciate fuori dalle curve e della catena mentre si “snocciolano” rapporti….

Tutto “fila liscio” fino al mio 4° turno, do il cambio ad Andrea che mi urla “Vai Marco, c’è il gruppo là davanti!!!”… Non ci penso un attimo, mi aggrappo al manubrio e mi lancio all’inseguimento.., il gruppo è a circa 400 metri che “mena” a 45 km/h…., non sono tanti, posso provarci… A testa bassa spingo al massimo, scalo rapporti su rapporti e faccio girare le gambe veloci…, ho il cuore in gola, l’affanno, il respiro fuori controllo…, l’ammiraglia che chiude il gruppo è sempre più vicina, sono le 4 del mattino…, è dalle 7 di Sabato che sono “in piedi”…, sto chiedendo uno sforzo massimale al mio corpo insonne che abitualmente a quest’ora è a letto….

Non mi interessa…, so che prendere il gruppo mi permetterà di percorrere nella successiva ora almeno un giro in più che potrebbe pesare tantissimo in classifica…, siamo terzi in classifica nella nostra categoria (coppie)…., spingo forte, le gambe si induriscono, ho qualche accenno di crampo, ma non mollo.., penso: “arrivo sotto all’ammiraglia, recupero qualche secondo e poi faccio l’ultimo strappo per rientrare nel gruppo”….  A 10 metri dall’ammiraglia mi vedono arrivare dallo specchietto e rallentamo…, si defila per non darmi vantaggio…(ahimè hanno ragione… 🙁 )

Ho il sangue in gola…, sto spingendo al 110%………, la supero e gli faccio a tratti cenno di risuperarmi in ricerca disperata di aiuto…, penso “cazzo sono le 4 del mattino, là davanti ci sono prevalentemente persone che se la stanno facendo in 8….., datemi una mano a riprenderli!!!“.

Continuo così per quasi un giro e poi….., cedo di colpo…, l’ammiraglia mi supera…, le lucine rosse del gruppo si allontanano……. urlo un “vaffa……” che rimbomba nel silenzio della notte…, sono solo, mi giro e non vedo nessuna luce che si avvicina…. Urlo parolacce di ogni sorta, prendo fiato e urlo di nuovo…., gli occhi si riempiono per un attimo di lacrime come ad esplodere….. ma non c’è spazio per la disperazione….

Arriva la crisi…, non ho più forze…

Mi metto tranquillo.., è l’unica cosa che posso fare…, procedo a rilento e aspetto che qualcuno mi riprenda.., prima qualche atleta isolato poi passa un gruppetto veloce, provo ad accodarmi, ma niente, ho le gambe dure, vuote, doloranti…, non riesco c….o!!!! Non ce la faccio!! Le gambe non girano…, mi attacco ad un gruppo di una 15ina di atleti , sono tutti concorrenti singoli non interessati alla classifica, procedono relativamente lenti… Prendo fiato e poi, non resisto, non riesco ad andare piano e vado in testa al gruppo a tirare, ma quando chiedo il cambio nessuno vuole stare “all’aria….”, li capisco… Ok…, non posso fare altrimenti.., mi do una calmata e proseguo così fino alla fine del mio turno..

Arrivo ai box e a fatica sto in piedi.., le gambe tremano come le zampe di un puledro appena nato…… 🙁 🙁 🙁 …… L’idea di dover ancora pedalare per due ore mi spaventa, mi alimento come ad ogni pausa, bevo, integro sali e mi sdraio a terra nel box…, provo a dormire…, non riesco troppo rumore, troppa “frenesia” nei pensieri e nelle gambe….

Arriva il momento di ripartire e arriva anche l’alba; sono le 5 e 15 minuti e con il sole ritornano anche le forze… Mi era già capitato…., nel momento in cui ti senti “morto” e ti sembra di non avere più energie succede “qualcosa”, scatta un “click” nel corpo che ti da accesso a nuove risorse, a nuova linfa vitale… Arriva Andrea, gli do il cambio, mi attacco subito ad un concorrente che esce dai box con me e dopo qualche curva arriva il “gruppone”…., non ci penso un centesimo di secondo e mi “miscelo” nel gruppo…e non lo mollo più, faccio 6 giri a bomba con loro con ritrovato entusiasmo ed energie! 🙂 Risorto dalle mie stesse ceneri…..

E via ancora ai box ……, è il turno di Andrea…., bevo, mi alimento e controllo la classifica, siamo ancora terzi.., molto bene… Mi aspetta l’ultima ora di gara.., ormai il più è fatto. Dopo 50 minuti, come previsto, arriva Andrea ed esco per l’ultima volta dai box… Mi accodo ad altri concorrenti in attesa del gruppone, arriva e mi attacco, tutto procede relativamente facile, arriva qualche accenno di crampo ogni volta che mi alzo sui pedali per “rilanciare il rapporto”….., ormai sono , giustamente, alla frutta…, mi sono presentato al via di questa gara con 2175 km di allenamento nelle gambe…, non posso pretendere di più…

Passo davanti al traguardo e Angelo (il ns team manager) mi dice di rientrare, inizia per me l’ultimo giro….. Il gruppo si “risveglia” di colpo e iniziano a scattare ripetutamente, manca circa un’ora alla fine della gara e chi si sta giocando la gara inizia a “spingere”…., siamo sul rettilineo parallelo a quello d’arrivo, sento delle urla e con la coda dell’occhio vedo alla mia destra una maglia rossa che si cappotta in avanti e il rumore sordo di un corpo umano che sbatte violentemente a terra, violente frenate, altre urla…, socchiudo gli occhi e i timpani come a “non voler sentire” e prego perchè nessuno si sia fatto troppo male…. Mi è andata bene anche questa volta.. Il gruppo si spezza in due e recuperare richiede l’ultimo sforzo…. Arrivo all’entrata della corsia box, “metto la freccia” e saluto i compagni d’avventura per l’ultima volta….per me è “GAME OVER”, ora tocca ad Andrea….

Andrea fa del suo meglio, anche lui è stanco, di stare in gruppo non se ne parla….. Lo aspetto sul “muretto dei box” come si fa all’arrivo di un gp di F1…. 🙂 . Lo incito insieme ad Angelo ad ogni passaggio. Angelo cronometra ogni giro e si rende conto che Andrea inizia a subire la stanchezza… Penso che il nostro 3° posto possa essere in bilico…, così è…, arriviamo in quarta posizione a 51″ dai terzi… 🙁 .

Peccato…, certo…, ma alla fine abbiamo dato entrambi tutto.., il 100%…e quando dai il 100%…, non ci sono “Se e Ma”…., hai dato tutto e basta…. 🙂 😀 .

Il sole è già alto nel cielo…, sono le 9 del mattino e io ed Andrea “svaligiamo” di focaccia e brioches alla marmellata l’area ristoro…… 🙂 .

Siamo distrutti e felici, consapevoli di aver scritto un’altra bella pagina della nostra vita sportiva… 🙂 .

Ho percorso 246 km in 6 ore, consumato 5127 Kcal (3 volte ciò che consuma un uomo adulto in 3 giorni….) e ci siamo messi dietro 8 equipaggi della nostra categoria….e.., che dire di Andrea…il pensiero che lui abbia fatto tutto con una gamba.. è semplicemente straordinario e spettacolare! Felice, fiero e grato di aver condiviso con lui questa splendida esperienza di vita!

Complimenti agli organizzatori, hanno fatto un ottimo lavoro e sono certo che la 12h Cycling Marathon di Monza diventerà una gara “classica” del panorama internazionale dell’endurance! Sono riusciti ad unire agonismo, aggregazione e attività per la famiglia in un unico contesto. Sono certo che non sarò smentito…, questa gara avrà un florido futuro! 🙂

P.s.: ops.., quasti dimenticavo…, ho vinto la mia “scommessa”… 😉 . Volevamo arrivare nella prima metà della classifica…, abbiamo fatto meglio…., succede a chi “ci crede”… 😉 .

Per oggi è tutto, ciao al prossimo post! 😉

 

Ormai “ci siamo” mancano quasi 24 ore alla partenza della 12 ore di ciclismo di Monza. Come ti ho già raccontato nel mio precedente post parteciperò alla gara in coppia con il mio amico Andrea Devicenzi. La gara inizierà alle ore 21:00 di domani e finirà alle ore 9:00 di Domenica 28 Giugno.

Pedaleremo letteralmente “dal tramonto all’alba”! 🙂 Le “tematiche” che dovremo affrontare saranno tante e tutte affascinanti sia come “atleta” che come “professionista del movimento”.

Prima tra tutte sarà, per me, la prima volta che partecipo ad una gara che si svolge durante la notte e non ho mai “chiesto” al mio corpo di stare “acceso” mentre abitualmente è tranquillo a riposare in un letto. Faremo turni da 1 ora e 30 minuti a testa, inizierò io il primo alle ore 21:00… Questo significa che dovrò affrontare il mio 2° turno alle 24:00 e il terzo alle 3 del mattino e il 4° e ultimo alle 6…… 😀 🙁 😀 :-). Come dimostrano “le faccine” il mio stato emotivo,  è di felicità ed entusiasmo nell’affrontare un’esperienza mai vissuta prima 🙂 e un poco “timorosa” al solo pensiero di pedalare al massimo delle mie capacità mentre il mio corpo mi chiede di dormire…..

Fortuna che l’entusiasmo e la voglia di scoprire supera di gran lunga il timore… 🙂 😀 😀 😀 😉

Negli ultimi 2 mesi mi sono dedicato unicamente all’allenamento in bicicletta accumulando 2175 km, pochi in assoluto, ma tutti di “qualità”! Ogni uscita in bicicletta è stato un “ALLENAMENTO”, non ho mai pedalato 1 km “tanto per pedalare” 🙂 ! Non parto per questa avventura “a secco” ma nemmeno con una preparazione che mi permetterà di arrivare “fresco”. In questi mesi non ho mai pedalato per più di 3 ore e 30 minuti ( di giorno… 🙂 ), affrontarne 6 (di notte…), anche se spezzate in 4 tranche, rappresenta un’incognita.

Altro aspetto interessante sarà alimentarsi durante e tra i turni di pedalata. Lo stomaco non è abituato a ingerire grandi quantià di cibo durante…, auindi “vedremo” come mi sentirò.. 🙂 . Considera che consumerò circa 800 k/cal ogni ora di gara… 🙂 . Avrò un fabbisogno calorico durante le 6 ore di gara pari a quelle di un uomo  per vivere due giornate intere…. 🙂 😀 .

Se si aggiunge il fatto che la pista non sarà illuminata, che pedaleremo in gruppi composti da ciclisti che parteciperanno da soli, in coppia (come me e Andrea e in team da 4 e da 8 (questo significa che i team da 8 potranno andare sempre al massimo, noi….no…..) la gara presenta veramente tante incognite..

Tante incognite MA una sola certezza.., io ed Andrea non adremo a Monza per partecipare…, andremo a Monza per fare del nostro meglio, per spendere fino all’ulmtima goccia di energia che avremo in corpo! 🙂 Pedaleremo per dare battaglia e rendere difficile “la vita” degli altri team che competeranno nella nostra categoria…. 🙂

Ora, per aggiungere ancora più pepe alla competizione, voglio fare una “scommessa”….. 🙂 . Scommetto che con “tre gambe” io e Andrea ci metteremo dietro almeno il 50% degli altri concorrenti….

Ti sembra una scommessa abbastanza “sfidante”…… 🙂 ?

Per oggi è tutto! 🙂 Il prossimo post sarà dedicato al resoconto di “com’è andata a finire”…..! 😉

P.s.: mi farebbe piacere incontrarti tra il pubblico, tra l’altro ci saranno tantissime attività collaterali organizzate appositamente per tutti gli appassionati di ciclismo! Dai un’occhiata al programma! 😉

 

 

Nell’arco della mia vita ci sono momenti in cui mi “assale” la voglia di fare qualcosa di “diverso”, di abbandonare la routine e pormi obbiettivi “fuori dalla norma” per il semplice gusto di sfidarmi e “spostare in alto la mia asticella”….

Qualche mese fa, parlando ad un corso, un amico mi informa che il 27/28 Giugno 2015 avrà luogo la prima edizione di una gara ciclistica di endurance all’autodromo di Monza (quello dove corre la F1 per intenderci.. 🙂 ).

E’ qualche anno che “mi gira in testa” l’idea di partecipare a una gara di questo tipo e ho impiegato mezzo secondo a decidere che avrei gareggiato! 🙂

Il format della gara è molto semplice:

Location: circuito automobilistico di Monza

Durata gara: 12 ore “non stop”

Quando: durante la notte tra il 27 e il 28 giungo 2015 “dal tramonto all’alba” si parte alle 21 e la gara finisce alle 9 del mattino del giorno dopo

Chi vince: chi fa più chilometri…, semplice… 🙂

Chi può gareggiare: chiunque abbia passione per la bicicletta, infatti si può partecipare nella categoria “SOLO” oppure in team da 2, 4 o 8 persone. Logicamente sono previste classifiche differenti per ogni categoria.

La voglia di partecipare da solo era tanta, ma ho imparato vivendo una vita “esagerata” che a volte è meglio fermarsi un attimo a ragionare ed evitare di “mettersi nei guai”.

L’attività professionale e una famiglia numerosa non mi permettono di allenarmi a sufficienza per affrontare 12 ore di ciclismo consecutive da solo…, il rischio di procurarmi un infortunio sarebbe troppo alto.. Per questo motivo ho colto l’occasione per dividere questa avventura con il mio amico Andrea Devicenzi. Andrea è una persona speciale e una cosa che contraddistingue spesso le persone speciali è la semplicità con la quale affrontano le sfide che la vita in modo imprevedibile e inaspettato ci pone quotidianamente!

Quando sono venuto a conoscenza della gara eravamo nella stessa stanza e mi ricordo ancora la luce nei suoi occhi quando gli ho semplicemente chiesto: “Andrea.., vieni con me a fare la 12 ore di ciclismo di Monza..?” Sono bastati pochi secondi e uno sguardo d’intesa per incassare un “SI” che non lasciava spazio a “se e ma”… 😀

Quando incontro persone “spavalde” che si buttano nelle sfide senza patemi senza paturnie infinite sono felice…, vedo in loro e in me la voglia di fare, la voglia di vivere un’esperienza che, comunque vada, genererà emozioni da vivere e da “mettere nel cassetto dei ricordi”…!!!! 🙂

Sarà sicuramente speciale vivere questa avventura, già di per se ricca di fascino e di argomenti di interesse, con Andrea perchè sarà l’unico atleta in gara che farà il dopppio della fatica di tutti gli altri in quanto pedalerà con una sola gamba!!! 🙂

Andrea ha subìto l’amputazione di una gamba a seguito di un incidente motociclistico quando aveva 17 anni e, come egli stesso afferma, l’incidente gli ha portato via una gamba, non certo la voglia di vivere…. 🙂 🙂 .

 

 

Fare la 12 ore di Monza con Andrea è per me motivo di orgoglio e un’ottimo motivo per allenarmi al meglio e spremere ogni cl di energia durante la gara. Sarà certamente una sfida impegnativa, ad oggi, ad un mese dalla gara ho nelle gambe solo 1200 km…..e ti assicuro che sono “un po’ pochini” rispetto agli altri concorrenti…, ma poco importa! 😀

La sfida sarà fisica, ma soprattutto mentale…, pedalare di notte…., mentre il corpo abitualmente è fermo a ristorarsi in un letto non sarà facile e immagino metterà in difficoltà molti concorrenti… Metterà in difficoltà anche me… 🙂 🙂 e dato che solo grazie alle difficlotà  si evolve e si impara qualcosa su noi stessi…, sarà un’ottima occasione di crescita! Più sarà difficile, più imprevisti dovrò affrontare e più dirò  grazie alla vita…. 😉

La 12 ore di Monza non sarà solo una gara, ospiterà anche una serie di eventi dedicati al mondo del ciclismo, ai bambini e alle famiglie. Non mancherà certamente anche tanta buona musica ed intrattenimento marchiata Radio Deejay… 😉 . Per saperne di più puoi guardare questo video di presentazione 🙂 .

 

 

Sarebbe bello condividere con te la notatta pedalando o ricevere un incitamento tra il pubblico…. Se sei un amante del ciclismo è un evento al quale devi essere assolutamente presente.. 😉 .

Per oggi è tutto…, ora vado ad allenarmi… 😉 😀 😀 😀

Ciao al prossimo articolo! Lascia un commento, sarò felice di risponderti! 😉

Oggi ti voglio parlare di come sto passando le mie vacanze estive e di un incontro piacevolmente sbalorditivo!

A settembre mi aspettano alcune gare di triathlon e ho deciso di dedicare una parte consistente delle mie vacanze al ciclismo. Fino ad ora mi sono allenato tutti i giorni percorrendo una media di 55/60 km al giorno nei dintorni di Bosco Chiesanuova (simpatica località montana in provincia di Verona, tra l’altro città Natale di Paola Pezzo, pluricampionessa olimpica di MTB e dei fratelli Valbusa, campioni olimpici di sci di fondo), con discreti dislivelli altimetrici.

Stamattina mi sono “detto”: “oggi faccio il passo delle Fittanze (quota 1480 mslm), mi butto giù in discesa, passo in Trentino, vado fino ad Ala (in provincia di Trento), scendo lungo la vallata per una decina di km e poi risalgo fino a Bosco Chiesanuova (1106m sul livello del mare), in totale 72 km con parecchi metri di dislivello.

Sapevo ciò che mi aspettava fino al passo delle Fittanze, perché l’avevo già percorso ieri…..

Dopo lo scollinamento la strada scende veloce per 2 km, come ci si aspetta da un passo alpino, fino ad arrivare a Sega di Ala……, da lì (cartina alla mano) so che mi aspettano circa 10 km di discesa a capofitto fino ad Ala (che è, per intenderci, ad altezza dell’autostrada del Brennero..).

A questo punto mi trovo di fronte alla discesa (per fortuna…… 🙂 ) più ripida che io abbia mai affrontato (tieni presente che ho percorso più volte il passo dello Stelvio e le principali granfondo ciclistiche d’italia, tra le quali la 9 colli Cesenati e la maratona delle Dolomiti…, quando il percorso lungo misurava 193 km con un dislivello altimetrico di 4800 metri..)!

I cartelli stradali segnavano “Attenzione discesa pericolosa del 20%!!!” Mi sono “detto”: “ci sarà un piccolo tratto e poi “spianerà” sicuramente…”. Invece no….. per tutti i 10 km di discesa la strada è scesa costantemente ad un’inclinazione prossima al 20%!!!! Mai vista una cosa simile, la bicicletta tendeva ad impennarsi sulla ruota anteriore….

Ad un certo punto ho incontrato 3 “virtuosi del pedale” che procedevano in senso opposto “zizagando” per diminuire la pendenza effettiva. Il mio primo pensiero è stato: “poveretti…..”. Il secondo: “certo che sto scendendo molto e prima o poi dovrò anche risalire…., e ho dei rapporti non proprio adatti a questo tipo di salite (massima moltiplica 39 di corona e 21 di pignone) speriamo bene……”.

Arrivo alla fine della discesa che mi fanno male le mani a forza di frenare….

Pedalo per circa 12 km su un percorso “saliscendi” che mi porta a “Peri”, località dove abbandono la statale che porta a Trento ed inizio la risalita verso Bosco Chiesanuova, che dista a circa 30 Km.

Il primo pezzo di strada è tosto, devo affrontare 9 km con un dislivello di circa 800m e pendenze oltre il 15%…. Impiego 1 ora 2 minuti…., lascio a te il semplice calcolo della media oraria…. Sono stato sotto la velocità che io definisco “antimosca”; infatti sotto i 10 km/h vai più lento delle mosche, che si attaccano volentieri manco fossi un autobus…. 🙂 . Anch’io, come previsto, faccio ampio ricorso allo zig-zag……….. 🙂

I rimanenti 20 km sono, a confronto, una “passeggiata di salute”……..

A fine giornata mi rimane impressa la discesa ad Ala che penso rappresenti una delle salite più proibitive d’italia!!

Consiglio a tutti i ciclisti della zona amanti delle salite “impossibili” di andarsi a misurare sulla salita che porta da Ala al passo delle Fittanze e…., in bocca al lupo!!!

Ciao al prossimo articolo e buon allenamento!

P.S. Sto, lentamente, ritrovando la forma migliore e provando quella sensazione di “potere” (inteso come potenzialità, come possibilità di fare cose “fuori dalla norma”) che era da anni che non provavo. 🙂 Questo è bene!!  🙂

Norberto De Angelis è partito dall’italia il 25 di aprile, dopo mesi di duro allenamento e di alimentazione “sotto controllo” mio e del mio staff di esperti.

Oggi voglio aggiornarti sull’andamento della sua avventura. 

Tutto sta andando per il verso giusto, anche se il viaggio da Chicago a Los Angeles si sta rivelando ricco di insidie e difficoltà! Attualmente si trova in Arizona e nei prossimi giorni dovrà affrontare il deserto del Mojave, conosciuto per il suo caldo torrido.

Norberto sta avanzando a ritmo di circa 60 km al giorno per tre giorni consecutivi, al termine dei quali è solito riposarsi un giorno intero, in modo da riuscire a recuperare completamente gli sforzi fatti.

Spero vivamente che i mesi passati con noi a preparare l’alimentazione per l’evento stiano dando una mano a Norberto per vincere tutte le avversità che gli si presentano!

Non vedo l’ora che rientri in Italia e mi racconti tutti i particolari della sua fantastica esperienza!

Se vuoi monitorare con costanza il viaggio di Norberto, vai sul suo forum, troverai tanti dettagli e potrai comunicare con lui!

http://www.norbertodeangelis.com/forum/default.asp

Clicca sui link qui sotto, potrai vedere qualche video di Norberto in azione!

http://www.youtube.com/watch?v=eJ9HjfP_T7c&feature=player_embedded

http://www.youtube.com/watch?v=zCpTDEWPxic&feature=player_embedded

Ciao al prossimo articolo e buon allenamento!!!

 

 

Il Natale è passato e oggi è arrivato il momento di aggiornarti sui miglioramenti di Norberto De Angelis! Ormai mancano solo 3 mesi all’avventura statunitense di Norberto! (“Progetto Route 66”).

Se non hai letto gli articoli precedenti, devi sapere che io e la mia equipe stiamo seguendo Norberto per quanto riguarda l’alimentazione e giovedì 15/01 lo abbiamo monitorato a distanza di circa 1 mese dall’ultimo controllo. Purtroppo, questa volta non posso fare i complimenti a Norberto, perché  le “licenze” alimentari prese nel periodo natalizio e il cattivo tempo meteorologico non gli hanno consentito di ottenere il miglioramento che ci aspettavamo!!!

La bilancia ha segnato un peso di 105,1 Kg, quindi un + 1 kg circa rispetto al mese precedente….., praticamente tutto in massa grassa….

La mancanza di allenamento (consumo calorico) in associazione ad un aumentato introito (non rispettare il suo protocollo alimentare) ha portato inevitabilmente ad un aumento della massa grassa invece di una perdita!!!! Questo non è sicuramente un bene.., anche perché mancano solo tre mesi alla partenza per l’impresa ciclistica.

L’aspetto positivo è che Norberto ha capito l’errore commesso ed ha ritrovato nuova linfa per seguire, con la determinazione del quale è capace, il suo iter alimentare, sperando che il clima gli sia amico e possa in questo modo uscire ed allenarsi con la sua hand bike. Dato che non ci possiamo più permettere “passi falsi” abbiamo provveduto ad elaborare un ulteriore protocollo alimentare che Norberto dovrà seguire nel caso in cui non riuscisse ad allenarsi.

Forza Norberto, so che puoi riuscire.., è solo una questione di volontà……., virtù della quale sei dotato!!!!!

Ti ricordo che Norberto sta cercando sponsor per finanziare la sua impresa sportiva, quindi se tu fossi interessato/a a fornirgli aiuto o conosci qualcuno che gradirebbe farlo, non esitare a visitare il suo sito dove potrai trovare tutti i dettagli!!

 http://www.norbertodeangelis.com/ItachiSono/default.aspx

 Ciao al prossimo articolo!!! Buon Allenamento!!

Oggi voglio parlarti di una persona speciale e della sua iniziativa sportiva: Norberto De Angelis e la Route 66. Ieri ho conosciuto di persona Norberto, prima ci eravamo solo sentiti via mail o via telefono per organizzare il nostro incontro. Ho saputo di lui e della sua impresa da un amico comune e grande professionista (l’osteopata Massimo Marenzoni), che mi ha presentato il progetto “66”.

Da appassionato di imprese estreme, la vicenda di Norberto mi ha subito incuriosito ed entusiasmato, quindi ho deciso di contattarlo per offrirgli la nostra competenza in ambito di alimentazione e allenamento. Norberto è un uomo spontaneo e concreto, con pochi “fronzoli”.

Per me è stato  un piacere conoscerlo e sarà un piacere aiutarlo a presentarsi al meglio all’alba della sua impresa. Infatti di impresa si tratta; Norberto è un disabile in carrozzina (paraplegia post-traumatica a causa di un incidente automobilistico avvenuto nel 1992 in Africa durante un’esperienza di volontariato) ha 44 anni ed ha alle spalle un importante passato sportivo nel Football Americano (Campione Europeo con la nazionale italiana nel 1987).

Sta cercando di organizzare la traversata dell’America da Chicago a Los Angeles, percorrendo la famosa “US Route 66” con una speciale bicicletta per disabili chiamata “handbike”. Il progetto, previsto per l’estate del 2009, prevede l’attraversamento di 8 stati e 3 fusi orari, per una distanza complessiva di circa 3800 Km da percorrere in 90 giorni!!!

Ti assicuro che non sarà assolutamente facile riuscire nell’intento, perché Norberto non dovrà “solamente” pedalare con le braccia e spostare i suoi 106,6 Kg (almeno per ora……, il mio obiettivo è di farlo partire con una decina di kg in meno…., scusami Norberto se ho rivelato il tuo peso….. 🙂 ) ma dovrà anche sopportare sbalzi climatici importanti e “destreggiarsi” con tutti i problemi “collaterali” che la  paraplegia comporta.

Norberto avrà bisogno di nove persone al seguito, di noleggiare un motor-home ed una autovettura, di acquistare una handbike adeguata, di biglietti aerei e di tanto altro ancora.

Tutte cose che costano……….!! A Norberto serve aiuto, sta raccogliendo contributi e sponsorizzazioni nella speranza di ricevere fondi capaci di coprire il budget necessario al fine di realizzare il suo ambizioso progetto!!!!

Ogni aiuto, anche “piccolo” è utile, quindi ti chiedo cortesemente di parlarne il più possibile con chiunque possa essere interessato a “dare una mano”.

Clicca sul link sotto per saperne di più e per avere gli estremi del conto corrente per un’eventuale versamento.

 http://www.norbertodeangelis.com/ItachiSono/default.aspx

 Ciao al prossimo articolo!!! Buon Allenamento!!

DIMAGRIRE

L’importanza di un allenamento con il cardiofrequenzimetro

Il cardiofrequenzimetro è uno strumento molto importante nel fitness. Come allenamento ideale per ridurre la massa grassa (reale dimagrimento) è universalmente risaputo che occorre praticare anche un’attività a bassa intensità di endurance (corsa, cammino, nuoto, bicicletta, canottaggio ecc) al 70-75% della massima frequenza cardiaca teorica (220-età in anni, Formula di Cooper) per un lungo periodo (superiore a 45′ circa).

Al fine di monitorare semplicemente la frequenza cardiaca è utile utilizzare un cardiofrequenzimetro, che dia la possibilità di inserire delle cosidette “target zone”.  Ovvero delle zone di lavoro all’interno delle quali bisogna rimanere per ottenere l’obiettivo desiderato (nel nostro caso il dimagrimento).

Esempificando maggiormente, se il soggetto che utilizza il cardiofrequenzimetro ha 30 anni, utilizzando la formula di Cooper sopra descritta (220-30=190X70%=133 e sostituendo 70% con 75% si otterra 142,5 che arrotondando diventerà 143 pulsazioni al minuto) la zona di lavoro sarà compresa tra i 133 e 143 battiti al minuto.

Una volta impostata la “target zone”, il Cardiofrequenzimetro indicherà, con segnalazioni acustiche e visive, il superamento in eccesso o in difetto di tale zona.

L’andatura, quindi, sarà condizionata dalle pulsazioni misurate in quel momento; significa che si deve rallentare l’andatura ogni volta che supera il valore prefissato e accelerare ogni volta che le pulsazioni scendono sotto il valore minimo.

L’ideale per calcolare le percentuali di lavoro senza l’utilizzo di un test (come il test Conconi o il vo2max) è utilizzare il Metodo di Karvonen, il quale tiene in considerazione in più la frequenza cardiaca a riposo.

Così la formula diventa: ( 220 (226 per il sesso femminile) – età in anni – frequenza cardiaca a riposo al minuto) x la percentuale desiderata + di nuovo la FC a risposo. Sempre utilizzando l’esempio precedente: 220-30-50= 140 x 75%= 105 + 50 (FC a riposo)= 155 (la FC corrispondente al 75% della riserva di massima frequenza cardiaca teorica (Formula di Karvonen).

La frequenza cardiaca a riposo è spesso un indice dello stato di forma fisica (almeno dell’aspetto cardio-respiratorio) ed è il primo parametro che cambia quando si inizia un’attività di endurance). Per questo motivo è molto utile monitorare spesso questo parametro con il triplice vantaggio di:

– calcolare sempre con precisione le percentuali di lavoro;
– porre l’attenzione sull’efficacia dell’allenamento svolto;
– accorgersi di eventuali stati di sovrallenamento (la frequenza cardiaca a riposo + alta del normale è uno dei sintomi che ci permette di capire che l’organismo non riesce a recuperare sufficientemente nell’arco della notte).

Prova ad allenarti con cardiofrequenzimetro anche con poco tempo a disposizione: Fitness in 7  minuti.

Al prossimo articolo!

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