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Quante volte mi hanno chiesto: “Marco mi dai qualche esercizio per dimagrire nei fianchi e nelle cosce?”

La risposta è: TROPPE!!!!!

E’ quindi arrivato il momento di scrivere un articolo che riveli una volta per tutte che il dimagrimento localizzato NON ESISTE!!

Bene per oggi è tutto……..

Ovviamente scherzo… :-)

Adesso ti spiego i “perchè” della mia affermazione.

Il dimagrimento localizzato è una delle principali “illusioni seducenti” sulle quali fanno leva numerosi operatori del fitness che vendono “rivoluzionari” macchinari o “innovativi” metodi d’allenamento per snellire precise parti del corpo.

Il grasso sottocutaneo viene accumulato come fonte energetica di “emergenza”. Il modo “odierno” di accumulare grasso è frutto di milioni di anni d’evoluzione che ci hanno portato a “trattenere” le calorie in eccesso sotto forma di grasso.

Infatti, il continuo alternarsi di periodi di “floridità” alimentare a periodi di vera e propria carestia, ci ha permesso di sopravvivere accumulando riserve energetiche sotto forma di grasso.

Questo occorre ricordarlo in quanto non si può pretendere che “qualcuno” o “qualcosa” cambi in brevissimo tempo ciò che la natura ha plasmato in una “vita”…….

Il problema al giorno d’oggi è che non esistono più periodi di carestia!!!!! :-D

Quindi il grasso che accumuliamo a causa di una scorretta igiene alimentare e motoria se ne rimane tranquillo al suo posto…. :-(

Non solo, la genetica è responsabile anche della distribuzione anatomica dell’accumulo del grasso. E’ ormai di partimonio comune il fatto che esistono due tipi principali di accumulare grasso:

1) Androide (o a Mela): tipico degli uomini che tendenzialmente accumulano grasso soprattutto sulla pancia e sulla schiena (FIG.A)

2) Ginoide (o a Pera): classico delle donne che accumulano grasso soprattutto sulle cosce e sui fianchi (FIG.B)

A                                                                 B

GRASSO CUTANEO

Esistono poi degli “ibridi” che hanno modi “personalizzati” di accumularlo. Infatti capita di vedere donne con gambe molto “asciutte” (da ciclista) con addomi prominenti (da camionista.. :-) ) e uomini con la pancia piatta ed il “culacchione”…. :-)

Tutte le tecnologie testate fino ad ora non sono in grado di ovviare alla nostra genetica… e ciò mi sembra non solo giusto, ma perfino ovvio…..

Logico che, a volte, è bello anche credere nelle Sirene, nei Draghi, nei Folletti ed in Babbo Natale…… e col senno del “non si sa mai che funzioni” proviamo sempre “l’ultimo intruglio” o “l’ultimo macchinario” che ci promette il dimagrimento localizzato. E’ importante però esserne consci…………………….

A questo punto qualche lettore potrebbe anche esclamare: “ma io ho provato alcuni trattamenti e mi hanno fatto perdere dei centimetri di circonferenza nei fianchi e nei glutei.., quindi funzionano….!!!”

Prendo ad esempio il “classico” massaggio “dimagrante”.

Se ad un soggetto  prendo la circonferenza delle cosce prima del massaggio, e durante il massaggio stimolo il ritorno venoso, il drenaggio dei liquidi ed i linfonodi , sicuramente se riprendo le stesse misure nei minuti successivi, riscontrerò una riduzione della circonferenza delle cosce…, ma non certamentee una riduzione del grasso sottocutaneo….

I massaggi di tipo estetico vanno benissimo per stimolare il drenaggio e per rilassarsi…….., ma scordati che ti facciano dimagrire!

In questi mesi sta andando di “moda” la cavitazione (particolare apparecchiatura utilizzata in ambito estetico che promette il dimagrimento localizzato grazie alla “distruzione” degli adipociti……..). La sto valutando grazie ad una mia amica che si sottoporrà all’analisi della composizione corporea presso il mio studio prima e dopo la cavitazione in modo da vedere cosa succede…… Vedremo……, anche se potrei già scommettere sul risultato… :-) Appena conclusi gli “studi” ti  farò sapere con un articolo apposito……

Allo stesso modo e per lo stesso motivo non esistono assolutamente allenamenti che possano indurre in qualsiasi modo un utilizzo a scopo energetico di alcune cellule di grasso sottocutaneo a descapito di altre in un modo “selettivo”.

Infatti in molti pensano che per “togliere la pancia” occorre fare migliaia di addominali in modo da “sciogliere” il grasso……… AAAARGHHHH! Tutte le volte che penso che c’è qualcuno che ci crede…, mi vengono i brividi……….!!!! :-)

Il grasso sottocutaneo viene utilizzato con la stessa “logica” con il quale viene accumulato……. Quindi se una persona è molto grassa ed ha un modo di accumulare “Ginoide”, una volta dimagrita sarà una persona meno grassa sempre però Ginoide……….

Non si può trasformare una Mela in una Pera……., ma ottenere solamente da una “Melona” una “Melina”…..

Questa è la DURA E PURA verità!!!!!

Se qualcuno è in possesso di studi che mi smentiscono…, sarò felice di leggerli e metterli in paratica con le mie clienti che saranno entusiaste di tale notizia…….

Ciao al prossimo articolo e buon allenamento! :-D

Se vuoi approfondire l’argomento, lasciami un commento, sarò felice di risponderti!!!! :-)

La pancia “piatta”, la famosa “tartaruga” è uno dei “must” dei frequentatori dei centri fitness; i siti internet sono ricchi di soluzioni miracolose e in vendita si trovano attrezzature “innovative” che promettono risultati eccezionali, senza fatica e in breve tempo (stranamente…. :-) ).

Esiste una regola in guerra che possiamo tranquillamente adattare al  ”problema” (la pancia). La regola recita più o meno così: “bisogna conoscere bene il nemico per pianificare al meglio la strategia che ti permetterà di vincere le battaglie”. Quindi andiamo ad analizzare i “motivi” che generano un addome prominente e lasso. Per semplificare l’esposizione prendo ad esempio la “classica” pancia del camionista…. :-) La “pancia” può essere causata dai seguenti tre fattori, che possono essere presenti insieme o singolarmente (nel caso del “camionista” sono presenti tutti):

1 – Ipotonia dei muscoli addominali retti, obliqui e trasversi:

devi sapere che i muscoli addominali hanno come funzione, tra le altre, quella di contenere le visceri all’interno dell’addome. Ciò significa che se hai degli addominali forti e tonici, le visceri staranno “al loro posto”, altrimenti no…., molto semplice….

2 –  Gonfiore gastro-intestinale:

una scorretta alimentazione ed un costante ed eccessivo riempimento gastrico porta ad una dilatazione cronica dello stomaco (abuso di alcolici e di bevande gassate) che tende, per forza di gravità, a “strabordare” verso l’esterno…. In aggiunta, un’alimentazione scorretta porta spesso ad un fenomeno definito meteorismo intestinale che ha come caratteristica un eccessivo gonfiore del basso ventre. Le cause che possono portare al meteorismo sono numerose, ecco le principali:

- aumento dell’aria ingerita, dovuta ad un’inadeguata igiene alimentare che comprende abitudini scorrette come consumare pasti frettolosi, parlare mentre si mangia, masticare in continuazione gomme ed eccedere con le bevande gassate.

- iperproduzione fisiologica di gas dovuta alla composizione degli alimenti ingeriti (legumi, dolcificanti artificiali, bibite gassate, ecc) provocata dalla fermentazione intestinale degli zuccheri e della cellulosa.

- somatizzazione dello stress psicologico.

3 – Grasso sottocutaneo e viscerale:

un eccesso di alimentazione (dieta ipercalorica) porta inevitabilmente ad accumulare grasso sottocutaneo su tutta la superficie corporea ed in alcuni soggetti (soprattutto negli uomini per questioni genetiche) l’accumulo si localizza soprattutto nell’addome in superficie e tra le visceri (così detto grasso “bruno”). Il grasso come ben sai crea volume e i cm del giro vita aumentano….

CONCLUSIONI

Per avere un addome piatto e scolpito devi necessariamente ottimizzare la tua alimentazione per  evitare gonfiori gastro-intestinali e  l’accumulo di grasso di deposito in eccesso, oltre a dedicare alcuni minuti alla settimana per la tonificazione dei muscoli addominali retti, obliqui e traversi. Non dimenticare di applicarti in attività motorie che ti permettano anche di rilassarti.

Anche la sola presenza di uno degli aspetti appena esposti, rovinerà inevitabilmente la linea del tuo addome. Quante volte ti è capitato di vedere ragazze con una pancia definita e piatta nella parte alta e gonfia e prominente nella parte bassa….? Molte volte vero….?! Sicuramente soffrono di colite intestinale………

Prossimamente pubblicherò un articolo su come ottimizzare gli esercizi di tonificazione per i muscoli addominali.

Ciao al prossimo articolo!

Lasciami un commento, sarò felice di risponderti!

P.s. Se vuoi un programma “micidiale” per ottenere un addome piatto.., clicca qui!

DIMAGRIRE

L’importanza di un allenamento con il cardiofrequenzimetro

Il cardiofrequenzimetro è uno strumento molto importante nel fitness. Come allenamento ideale per ridurre la massa grassa (reale dimagrimento) è universalmente risaputo che occorre praticare anche un’attività a bassa intensità di endurance (corsa, cammino, nuoto, bicicletta, canottaggio ecc) al 70-75% della massima frequenza cardiaca teorica (220-età in anni, Formula di Cooper) per un lungo periodo (superiore a 45′ circa).

Al fine di monitorare semplicemente la frequenza cardiaca è utile utilizzare un cardiofrequenzimetro, che dia la possibilità di inserire delle cosidette “target zone”.  Ovvero delle zone di lavoro all’interno delle quali bisogna rimanere per ottenere l’obiettivo desiderato (nel nostro caso il dimagrimento).

Esempificando maggiormente, se il soggetto che utilizza il cardiofrequenzimetro ha 30 anni, utilizzando la formula di Cooper sopra descritta (220-30=190X70%=133 e sostituendo 70% con 75% si otterra 142,5 che arrotondando diventerà 143 pulsazioni al minuto) la zona di lavoro sarà compresa tra i 133 e 143 battiti al minuto.

Una volta impostata la “target zone”, il Cardiofrequenzimetro indicherà, con segnalazioni acustiche e visive, il superamento in eccesso o in difetto di tale zona.

L’andatura, quindi, sarà condizionata dalle pulsazioni misurate in quel momento; significa che si deve rallentare l’andatura ogni volta che supera il valore prefissato e accelerare ogni volta che le pulsazioni scendono sotto il valore minimo.

L’ideale per calcolare le percentuali di lavoro senza l’utilizzo di un test (come il test Conconi o il vo2max) è utilizzare il Metodo di Karvonen, il quale tiene in considerazione in più la frequenza cardiaca a riposo.

La frequenza cardiaca a riposo è spesso un indice dello stato di forma fisica (almeno dell’aspetto cardio-respiratorio) ed è il primo parametro che cambia quando si inizia un’attività di endurance). Per questo motivo è molto utile monitorare spesso questo parametro con il triplice vantaggio di:

- calcolare sempre con precisione le percentuali di lavoro;
- porre l’attenzione sull’efficacia dell’allenamento svolto;
- accorgersi di eventuali stati di sovrallenamento (la frequenza cardiaca a riposo + alta del normale è uno dei sintomi che ci permette di capire che l’organismo non riesce a recuperare sufficientemente nell’arco della notte).

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