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Nuoto delfino

Uno dei consigli più frequenti forniti dai medici ai propri pazienti che soffrono di “mal di schiena” è quello di “nuotare”. Il nuoto è una disciplina che viene “prescritta” per ogni patologia a carico della colonna vertebrale.

Questa convinzione è entrata a far parte della “pubblica conoscenza” un po’ come la Tachipirina per abbassare la febbre….. 🙂

Ma sarà vero o occorre fare delle precisazioni….? Se leggi abitualmente i miei post…., intuirai che la risposta è: BISOGNA FARE DELLE PRECISAZIONI! 😀

Perchè i medici consigliano il nuoto in maniera “automatica”, senza nemmeno pensarci su un attimo..?

La risposta è molto semplice: un corpo immerso in un liquido non subisce le sollecitazioni della forza di gravità, quindi il movimento si realizza, tecnicamente, in scarico vertebrale.

Questo è un dato di fatto insindacabile!!! Occorre però fare alcuni “ragionamenti”…… Se  cammino in acqua, la colonna vertebrale è completamente in scarico…, se però nuoto a stile “rana” ogni volta che alzo la testa per respirare mando in “iperlordosi” il tratto lombare della colonna…, cosa che,  per chi soffre di lombalgia,  non è proprio un “toccasana” (o meglio dipende dalla patologia a carico della colonna…).

Quindi la prima osservazione da fare è che non è sufficiente “nuotare” o fare aquagym per essere certi di fare un’attività motoria congrua con le proprie problematiche alla colonna vertebrale…… Tutto dipende , in realtà, da ciò che si fa (per esempio il tipo di stile o di esercizi eseguiti).

Secondo e fondamentale punto di attenzione è  l’assenza di gravità………………………..!!

Ma come, ti starai chiedendo…………………….., hai appena scritto che l’attività in acqua è da consigliare perchè a “scarico gravitario” e adesso assumi l’esatto contrario……..?

Postura Flexband

Certamente!! Per un semplice motivo: gli esseri umani sono creature “terrestri” che devono “fare i conti” giornalmente con la forza di gravità. Quindi la muscolatura deve essere in grado di supportare la colonna vertebrale nel suo “ambiente” naturale!

Non solo, devo anche imparare ad utilizzare correttamente la colonna vertebrale (per esempio assumere una corretta postura, sollevare correttamente i carichi ecc), tonificare tutti i muscoli che la “fasciano” (addominali retti, obliqui, trasversi, muscoli paravertebrali ecc.) e al tempo stesso renderli flessibili….! Tutte cose che, in acqua, non posso perseguire……

CONCLUSIONI

Se soffri di “mal di schiena” puoi sicuramente trovare “sollievo” in un’attività mirata (ad ognuno la sua…e non “nuoto” in genere…) eseguita in acqua, ma non è assolutamente sufficiente per risolvere la problematica definitivamente. Occorre anche fare un lavoro “a secco” (in sala fitness, con attrezzi o a corpo libero e comunque “non immersi”), che preveda esercitazioni per migliorare la postura, per fornire la giusta forza alla muscolatura che sorregge la colonna vertebrale, oltre a donarle una congura flessibilità e moblità. Infine, occorre analizzare le proprie abitudini di vita, come la stazione lavorativa, la posizione di guida tenuta in macchina ecc..

A tal proposito ti consiglio di leggere questo mio articolo sulla lombalgia (il tratto lombare della colonna è quello che, statisticamente, subisce maggiori problemi).

http://www.allenamentofitness.com/cura-lombalgia/mal-di-schiena-la-lombalgia/

Se vuoi approfondire l’argomento non esitare a lasciarmi un commento, sarò felice di risponderti!

Ciao al prossimo articolo!!!!

“Mal di Schiena”: La Lombalgia

Scritto da Marco Caggiati in Cura Lombalgia

Il tratto lombare della colonna vertebrale rappresenta il nostro “tallone d’achille”, il punto “debole” della nostro apparato scheletrico. Questo per un “semplice” motivo…; è relativamente poco tempo che deambuliamo in stazione eretta, infatti per milioni di anni ci siamo spostati nello spazio a “quattro zampe”.

L’evoluzione nella postura eretta e la deambulazione bipede (avvenuta, relativamente all’evoluzione, di recente) hanno cambiato sostanzialmente la distribuzione dei pesi sulla colonna vertebrale. Il processo di adattamento non è ancora ultimato.

 Gli “studiosi” hanno analizzato che il 95% delle persone soffrono nell’arco della vita almeno una volta di “mal di schiena” spesso localizzato nella zona lombare della colonna vertebrale. Da qui il termine lombalgia che in senso stretto rappresenta un sintomo e non una patologia che può derivare da numerose condizioni patologiche sia vertebrali che extravertebrali.

 La  lombalgia comune è una patologia idiopatica (“malattia” senza una causa apparente) ricorrente che colpisce il tratto lombare della colonna vertebrale caratterizzata da dolore e limitazione funzionale.

Per quanto riguarda le cause dell’insorgere del dolore lombare, un recente  studio ha riscontrato 841 meccanismi diversi attraverso i quali esso si può determinare. Quindi i motivi per i quali si può soffrire di lombalgia sono multifattoriali.

Concentriamoci però su quelli che sono gli obiettivi sui quali bisogna “applicarsi” per “curare” la lombalgia.

Occorre distinguere, prima di tutto, la lombalgia acuta da quella cronica:

 COME TRATTARE LA SINTOMATOLOGIA ACUTA:

 Prima di trattare la sintomatologia acuta bisogna effettuare una corretta e precisa diagnosi medica ed eventuali esami clinici (Rx, risonanza magnetica, tac ecc). Una volta identificata la causa scatenante, la cura potrebbe consistere in: riposo, farmaci (Fans) o agopuntura e tecniche fisioterapiche.

OBIETTIVI NEL TRATTAMENTO DELLA LOMBALGIA CRONICA :

 1. Migliorare la funzionalità vertebrale e rieducare la postura.

2. Imparare a rispettare la biomeccanica della colonna vertebrale come principale prevenzione (spostare correttamente i carichi utilizzando le gambe).

3. Tonificare la muscolatura del tronco (addominali, paravertebrali) e degli arti inferiori.

4. Migliorare la flessibilità muscolare (muscoli più “elastici”) con tecniche di stretching, pnf ecc…

Concludendo, bisogna sottolineare che chi soffre di lombalgia deve “prendere coscienza” della sua condizione psicofisica e posturale e delle sue abitudini di vita, attuando dei cambiamenti utili a ottenere un cambiamento reale, in base ai consigli ricevuti dal medico, dal terapista e dal suo personal trainer.

Ciao al prossimo articolo!

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