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Oggi ti voglio parlare di un “esperimento” che sta portando avanti un mio collega americano che si chiama Drew Manning. Il progetto di Drew si chiama “Fit2Fat2Fit” . Drew è un personal trainer in ottima forma fisica con muscoli  addominali scolpiti . Per combattere l’obesità, sopratutto infantile, piaga sociale consolidata negli Stati Uniti e dilagante anche in Italia (anche se con un’incidenza minore), Drew ha lanciato una “sfida”: ingrassare di 30 kg in 6 mesi per poi ritornare in ottima forma fisica nei 6 mesi successivi (da qui il gioco di parole “Fit2Fat2Fit”, che letteralmente significa: essere in forma, ingrassare e ritornare in forma di nuovo), per dimostrare a tutti che con forza di volontà e le corrette tecniche d’allenamento ed alimentari, si può vincere l’obesità.

Drew è ormai al termine del suo “iter” d’ingrassamento che consiste nel mangiare quantità industriali di cibo spazzatura e la sospensione completa di ogni attività motoria e dal 5 novembre inizierà il processo di recupero della sua forma fisica.

Invertendo ciò che abitualmente accade……, ti faccio vedere le immagini di Drew all’inizio della sua “sfida” iniziata il 7 maggio 2011 e il suo ultimo aggiornamento datato 22 ottobre 2011 (la fase “all’ingrasso” terminerà il 4 di novembre).

Drew Manning inizio

Drew Manning Inizio

Drew Manning fine

Drew Manning Fine

Come puoi vedere con i tuoi occhi, il “fustacchione” di 6 mesi fa è solo un ricordo e il sorriso smagliante di Drew….. anche…… e la cosa è interessante.. Drew racconta nel suo blog che non aveva considerato alcuni aspetti del processo d’ingrassamento. All’inizio tutto è andato normalmente, ma nelle ultime settimane il suo organismo ha iniziato a fargli pagare “il conto” di questa sua insana idea…… La sua pressione arteriosa è salita alle stelle, unitamente all’inalzamento del colesterolo e della glicemia, oltre ad avere notevoli sbalzi d’umore, soffrire d’apatia ed emotività fuori controllo. La moglie si lamenta del suo cambiamento: era abituata ad un uomo estremamente attivo che la aiutava nella gestione della casa e dei figli e si è ritrovata un “poltrone” che mangia e beve tutto il giorno sdraito sul divano (come darle torto… :-) ). Per fortuna Drew è alla fine del periodo di ingrassamento….

Ciò che sta succedendo a Drew, per chi è del mestiere, è estremamente logico, però ha ugualmente stimolato la mia attenzione in quanto ha dimostrato “sul campo” diversi aspetti solo teorici.

Recentemente ho scritto in un post su quali sono gli effetti benefici dell’allenamento e di una corretta alimentazione dove spiegavo, in sintesi, quanto sia migliore la vita di una persona attiva che si alimenta correttamente rispetto a quella di un sedentario in sovrappeso. E’ stato per me interessante notare che gli effetti “indesiderati”  di uno scorretto stile di vita legati sia alla fisiologia che alla sfera emotiva/comportamentale, colpiscono velocemente anche una persona che è in buona salute “da sempre”… Il disagio che sta provando in questo momento Drew è una vera e propria sindrome da “disallenamento”…… Chi è abituato a “stare bene” ha una sensibilità più accentuata rispetto a chi “non sta bene” senza saperlo….

Per spiegarti meglio il concetto voglio usare una metafora…. Una persona sedentaria in sovrappeso vive abitualmente in un appartamento di 5 m quadrati e pensa che il posto nel quale vive sia la normalità , il massimo del comfort che si possa ottenere nella vita……. Chi invece è attivo, si allena e si alimenta bene, vive in una villa di 500 m quadrati con maggiordomo e cuoca….. Con questo voglio dire che solo chi ha “vissuto nell’oro” (una vita piena d’energia, di voglia di fare, con un corpo che ti asseconda e una mente lucida) può capire fino in fondo quanto disagio si prova a vivere in una stanza di 5 m quadrati……….. Quindi Drew in questo momento sta sicuramente vivendo un disagio maggiore rispetto a un “obeso normale”…….

A tutto ciò bisogna aggiungere il fatto che  “stare fermo” e “mangiare male” di “spontanea volontà” per “un’esperimento”, avrà portato sicuramente ripercussioni negative maggiori sulla sfera emotiva e psicologica di Drew…..

Leggendo il suo blog ed “impersonificandomi” in lui mi sono subito chiesto: “Io lo farei? Rinuncerei alla mia dose giornaliera di benessere alimentare e ai miei allenamenti settimanali? Sarei disposto a “devastarmi” fisicamente per dimostrare “al mondo” che se si vuole e con le dovute conoscenze si può ottenere un’incredibile risultato..?” La risposta che mi sono dato è “ASSOLUTAMENTE NO”, per i seguenti motivi:

  1. Rimettere “in forma” una persona che si allena da una vita non è assolutamente la stessa cosa che “mettere in forma” una persona che è in sovrappeso e non si muove da una vita….. Quindi il suo “esperimento” non ha valenza assoluta, ma solo relativa a lui e al suo vissuto motorio….., non è riproducibile pedissequamente a “tutti gli obesi d’America”……
  2. Far dimagrire un obeso è solo in piccola parte legato al “cosa fare come allenamento” e “cosa mangiare”.. Non è un problema di conoscenza…., ma di motivazione….. Non è sufficiente dire ad un obeso: “hei, guarda cosa ho fatto io.., se ce l’ho fatta io puoi farlo anche tu allendoti in questo modo e mangiando queste cose….” . Magari fosse così facile.!….  Con una piccolissima percentuale potrebbe funzionare, ma con la maggior parte delle persone sarebbe un fallimento… Lo dico per averlo provato sulla mia pelle professionalmente…..
  3. Ci sono tanti altri modi per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla piaga dell’obesità senza rovinarsi la vita per 6 mesi…. Ho troppo rispetto per il mio corpo per trattarlo “a pesci in faccia”…. :-) .

In conclusione voglio ricordarti che il giusto allenamento in associazione con una dieta bilanciata sono i cardini di una perfetta salute fisica e soprattutto………., mentale! Il sovrappeso marcato (non certo i 4/5 kg di troppo) altera drasticamente la fisiologia del tuo corpo, il tuo stato d’animo la qualità delle relazioni interpersonali e riduce le tue aspettative di vita……. Ricordatelo sempre…..: se sei una persona attiva che mangia in modo sano…, continua così, oggi hai avuto un’ulteriore conferma che ciò che fai è GIUSTO! Se invece sei una persona sedentaria che si alimenta senza senno……, sappi che ti stai perdendo una vita meravigliosa!!!! :-)

Ciao a presto al prossimo aggiornamento!!!

Lasciami un commento, sarò felice di risponderti!!!

P.s.: se sei un sedentario, non sai da dove cominciare e hai poco tempo per allenarti…, devi leggere assolutamente questa mia lettera!!! :-)

triathlon-bici-caggiati-marco

Caggiati Marco triathlon lerici

 

Domenica scorsa, 9 ottobre 2011, ho partecipato alla mia ultima gara di Triathlon della stagione 2011 con mio estremo dispiacere, in quanto mi aspetta un lungo inverno fatto di freddo ed umidità che non giovano alle mie articolazioni da “vecchietto”!! :-)  

Il Triathlon Sprint di Lerici è come di consueto, almeno per me, la gara che scelgo per chiudere “in bellezza” la stagione dedicata al Triathlon e anche quest’anno ho vissuto una bellissima esperienza! 

La giornata era fantastica, la temperatura mite anche se c’era un po’ di vento a dare un filo fastidio, soprattutto nella frazione ciclistica. A rendere ancora più lieta la giornata era la presenza di tutta la mia famiglia al completo, mia moglie Enrica e le mie figlie Asia e Giada. 

Giada, che mi accompagna sempre negli ultimi metri di gara, era in “fibrillazione” già dalla mattina e “non vedeva l’ora” di battere ancora una volta il suo papà sulla linea d’arrivo… :-) . Erano presenti anche molti amici/compagni di gara, i due Davide (Boni e Aldrigo) , Giorgio Galli, il mio Ex compaesano Massimiliano Spotti e Ferraguti Fabrizio un mio  cliente sedicenne “nuotatore” al debutto nel Triathlon!! 

La vigilia di gara era ricca di “argomenti” d’interesse e la settimana precedente è passata a suon di “lanci di sfide” tra noi, tipo: “io impiegherò tot tempo nella frazione ciclistica, quest’anno vinco io ecc…” :-)  

Personalmente mi sono presentato “al via” in condizioni non perfette, qualche problema muscolare ad un polpaccio mi ha impedito di allenarmi nell’ultimo mese e alla fine…, ho pagato il conto.. :-) . Soli 5 allenamenti nelle ultime 4 settimane non mi hanno permesso di mantenere “la forma” che avevo con fatica guadagnato a fine agosto……, peccato…. :-(  

Ma veniamo alla cronaca “in prima persona” della gara. 

La gara prende il via alle ore 10:40 con la prima batteria che racchiude le donne, gli atleti master e gli amatori (tra gli amatori partirà anche Fabrizio). Qualche secondo prima del via del giudice sento da dietro una persona che chiede permesso perchè è in ritardo, in realtà le persone sono due, un atleta non vedente e la sua guida. Subito scatta un’applauso spontaneo e quando li vedo allinearsi insieme agli altri e partire nella frazione natatoria mi scende spontanea una lacrimuccia per la commozione e mi rendo conto che niente in quella giornata potrà andare storto…. La gara aveva già un vincitore (anzi due, anche la guida è “un grande”!!!) prima ancora che partisse!!! 

Io parto in seconda batteria “forte” del mio ranking ottenuto nelle gare precedenti, con me in batteria c’è anche Davide Boni mio acerrimo amico/avversarsio ed è con lui che ho messo “in piedi” la sfida più accanita….!!! :-)  

Ci allineamo sulla linea di partenza e vedo all’orizzonte Fabrizio in testa al gruppo a fare l’andatura  della prima batteria (Fabrizio è uno dei primi 10 nuotatori in italia a livello giovanile… :-) ) e sono felice… 

Dopo cinque minuti suona “la tromba” anche per noi e ci tuffiamo nelle acque fresche, ma non troppo, del “Golfo dei Poeti” :-) . Mi accorgo subito di non avere una nuotata fluida e mi si induriscono subito spalle, braccia ed avambracci…, segno inequivocabile del mio scarso allenamento…. :-(

Come sempre devo sgomitare nei primi 100 metri per trovare un mio “spazio vitale” tra gli avversari e mi superano, come se fossi fermo, decine di concorrenti (partire nella prima batteria maschile significa anche partire con chi vincerà la gara e si vede….. :-) ). 

E’ tutto normale e quindi non mi demoralizzo, mi concentro soprattutto sulla navigazione che mi riesce bene e negli ultimi 100 metri aumento la frequenza delle bracciate anche se con una nuotata “pesante”. 

Esco dall’acqua affaticato, mi tolgo cuffia, occhialini e mi sfilo la parte superiore della muta, corro “come un pazzo” verso la zona cambio. Mentre mi sfilo la parte inferiore della muta provo un “accenno” di crampo al polpaccio dx (infortunatosi a settembre) che non è di buon auspicio. Le gambe sono “legnose” ma me ne disinteresso ed esco più velocemente possibile dalla zona cambio, monto in sella e sento la voce di mia moglie che mi urla “vai Marco, Davide è li davanti a pochi secondi”. Tra “me e me” dico “lo sapevo, ho nuotato malissimo….” e so che la gara sarà “in salita”, in tutti sensi, in “primis” perchè dopo 40 metri la strada sale ripida per circa 3 km poi perchè il percorso ciclistico è adatto alle qualità di Davide e difficilmente riuscirò a prenderlo… 

Qualche concorrente mi supera e io rimango tranquillo, respiro profondamente e non forzo più di tanto. Alla fine del primo tratto di salita mi trovo da solo, senza la possibilità di collaborare con nessuno e nel frattempo mi supera a doppia velocità Massimiliano che è partito nella seconda batteria, il tempo di salutarci e lui è già lontano dietro la successiva curva.. (bravo!! :-) ). 

Continuo a spingere sui pedali ed inizio a pensare a Fabrizio e al fatto che gli avevo detto che molto probabilmente l’avrei ripreso prima del termine del secondo giro in quanto lui e la bicicletta.., “non vanno d’accordo” :-)

Nel frattempo di Davide non c’è traccia e le mie speranze di prenderlo sono sempre più risicate…….. 

Il percorso prevede due giri da 10 km con un vento contrario a tratti fastidioso e gli ultimi km sono di “pianura” lungo il mare, unico tratto dove mi trovo a mio agio. Purtroppo durante la fine della discesa del secondo giro si avvera la mia “previsione” nei confronti di Fabrizio, anche se non nella “forma” con la quale l’avevo pensata…. 

Dietro ad una curva “secca” a sx vedo Fabrizio steso su un muretto a lato della strada con un giudice che lo accudisce, rallento mi giro e vedo che ha gli occhi aperti sta bene e c’è già chi sta pensando a lui, quindi proseguo anche se con la tristezza nel cuore per l’accaduto. Fino a quel momento stava andando benissimo…., peccato!! La curva è stata “truffaldina”, Fabrizio ha perso il controllo della bicicletta , si è grattuggiato un po’ di pelle e si è assicurato una “gita” al pronto soccorso di La Spezia. Alla fine ha riportato solo alcune escoriazioni e contusioni classiche delle botte in bici… Meno male…. 

Concludo la mia frazione ciclistica passata praticamente tutta “in solitario”, senza aver trovato nessuno sul percorso per “fare gruppo”, tutti troppo lenti o troppo veloci….. :-(

Faccio un cambio bici/corsa SUBLIME in 23″ (17° tempo assoluto, dato che non posso competere con i primi al traguardo mi diverto ad essere tra di loro almeno nei cambi… :-) ) e mi butto nella frazione podistica cercando di colmare il gap con Davide. La corsa è abbastanza rilassata e riesco ad imprimere un buon ritmo. La frazione prevede un percorso “andata e ritorno” sul lungomare tra Lerici e San Terenzo. 

Appena prima del giro di boa incrocio Davide, ci salutiamo e li mi rendo conto che non l’avrei più ripreso, il suo vantaggio si aggirava in circa 1 minuto e io ero già al massimo delle mie possibilità, non avrei potuto raggiungerlo a meno che non avesse rallentato lui…. 

Al giro di boa vedo anche Giorgio e Davide Aldrigo entrambi partiti nella batteria dopo la mia, ora il mio obiettivo è non farmi raggiungere da loro prima del traguardo. Forzo ulteriormente e quando, a circa 700 metri dall’arrivo, sento arrivare a lunghe falcate Davide, rallento un pelo, in quanto da li a poco avrei dovuto mollare ugualmente per percorrere, come di consueto, gli ultimi metri di gara con mia figlia Giada. 

Arrivo al “meeting” con la mia famiglia, Giada corre sempre veloce e per l’ennesima volta batte ancora, come dice lei, “il suo papà” tra gli applausi di un nutrito pubblico!! Al traguardo Davide Aldrigo si complimenta con me per la gara con la faccia soddisfatta di chi restituisce “un favore” memore ancora della gara fatta insieme a Sarnico... :-)  

Onore al merito!!! Alla fine arrivo stanco e felice come sempre, anche se vengo battuto da tutta “la compagnia” :-)  

Ecco la “nostra classifica”: 

Massimiliano Spotti 50° in 1h:11′:44″ 

Aldrigo Davide 93° in 1h:15′:38″ 

Boni Davide 109° in 1h:16′:50″ 

Galli Giorgio 117° in 1h:17:22″ 

Caggiati Marco 132° in 1h:18′:47″ 

Giornata da voto 10, ottimo clima, pubblico, organizzazione, ristori! Insomma Lerici rimane una gara DA FARE! 

A tal proposito, a fine stagione, voglio fare una speciale classifica delle gare alle quali ho partecipato che sono meritevoli di essere inserite o meno….nel mio calendario personale dell’anno prossimo. 

Da rifare assolutamente

Triathlon Olimpico di Bardolino 

Triathlon Olimpico di Sarnico 

Triathlon Sprint di Lerici 

Ci andrò ma non rientrano tra i miei preferiti

Triathlon Sprint di Nibbiano 

Triathlon Sprint di Parma 

Triathlon Sprint di Piacenza 

Non ci tornerò sicuramente

Triathlon Sprint di Villafranca 

Ieri ero nel giardino di casa di una mia cliente, la giornata era calda (circa 25°) e guardando il cielo ho visto uno stormo di rondini volare verso sud……, segno inequivocabile dell’arrivo dell’autunno e del freddo….. Per me è finita la stagione dedicata al Triathlon, mi aspetta un inverno ricco di impegni lavorativi e potrò allenarmi poco. Mi  concentrerò sulla corsa, la palestra ed il nuoto (sarà bene che inizi ad allenarmi seriamente nel nuoto…. :-) ). 

Mentre scrivo questo post ho già il naso che mi cola…., si prospetta un’inverno lunghissimo!! :-( Quanto vorrei volare via con le rondini……… ;-)  

Per oggi è tutto!!! Ciao a presto!! 

Lasciami un commento, sarò felice di risponderti!!!! :-)

massimo voltolina progetto adriatico

La settimana scorsa ti ho parlato dei “confini” della fatica, di quali fossero i motivi fisiologici che te la fanno percepire e come distinguere il dolore (nocivo) dalla fatica.

Oggi ti voglio parlare di un’impresa che ha parte della sua essenza nella sopportazione della fatica!!

Molto probabilmente non sai che il 5 di Settembre 2011 Massimo Voltolina, mio amico e collega (si occupa di preparazione atletica negli sport di endurance) ha attraversato il mare Adriatico a nuoto dall’Italia all’Albania indossando unicamente costume da bagno, cuffia ed occhialini….

Una cosa che solo a pensarla fa venire i brividi….In linea retta il punto più vicino che separa le due nazioni misura 76 km ma in realtà Massimo alla fine ne ha percorsi ben 85 di Km….. Prima di addentrarmi nell’impresa ti spiego un po’ chi è Massimo Voltolina e in cosa consiste “Progetto Adriatico”.

Massimo  è un laureato in Scienze Motorie che si occupa da anni di preparazione atletica negli sport di endurance ed è stato uno dei migliori triathleti italiani negli anni ’90 ed inizio 2000. Per farti capire la sua caratura ti fornisco un po’ di numeri (solo i più eclatanti in quanto ci vorrebbero alcune pagine per elencarli tutti… :-) )

-          Ha concluso 10 Triathlon su distanza Ironman (3,8 km a nuoto, 180 km in bicicletta e 42,195 km di corsa) dei quali 4 ai campionati del mondo alle Hawaii)

-          Il suo miglior tempo su distanza Ironman è stato di 9h e 8’ (fai due conti per capire cosa significa… :-) )

-          Nel 2002 è stato il miglior atleta italiano al campionato del mondo delle Hawaii

-          Nel 2006 ha attraversato a nuoto il Canale della Manica in 13h e 1’ stabilendo il record italiano tuttora imbattuto.

L’attraversata rappresenta solo un aspetto del “Progetto Adriatico” che nasce dall’idea di studiare come una persona normale, in buona salute, può affrontare un’impresa eccezionale. Nasce soprattutto come progetto di ricerca (ha coinvolto le Università di Parma, del Foro Italico di Roma e di Foggia) e prevede lo sviluppo di molteplici aspetti.

Progetto Adriatico Massimo Voltolina

Massimo è partito da Punta Palascìa (costa Pugliese) nel primo pomeriggio del 4 Settembre per arrivare dopo 23h e 44’ nei pressi delle scogliere di Valona (Albania) senza muta, pinne, salvagenti o altri aiuti, mai nessuno lo aveva fatto prima…… Tutta la preparazione atletica durata 12 mesi e l’attraversata è stata supervisionata attivando la procedura antidoping per garantire lo svolgimento del progetto nel pieno rispetto dei valori e della salute dell’atleta. Progetto Adriatico ha anche una finalità benefica grazie alla collaborazione con  LTBF (Learn To Be Free).

Il mio intento prima di scrivere questo articolo era quella di raccontarti una storia entusiasmante di un record, di una sfida con se stessi e con la natura, ma non sono in grado di farlo…. Certo, perché  Massimo per me è un “x-file” a volte incomprensibile….. :-) , è una persona molto calma posata, non l’ho mai sentito “alzare la voce” ed “infervorasi” mentre racconta la preparazione delle sue imprese o mentre mi racconta “come sono andate”. Io, che probabilmente sono all’estremo opposto…. :-) , sarei fonte di stress per tutti coloro che avessero la “malaugurata” idea di chiedermi “cosa stai facendo?” oppure “ho saputo che hai attraversato l’Adriatico a nuoto, com’è andata?”.

Sicuramente fornirei racconti dettagliati lunghi ore….. :-) . Massimo no, non lo fa MAI e io “patisco” un po’ questa cosa, infatti gli dico sempre: “Massimo, tu hai la capacità di far sembrare imprese fantastiche e fuori dal comune…, passeggiate di salute….”. Osservandolo penso anche di aver capito il perché… Lui ha la perfetta coscienza di ciò che fa e dentro di se prova una fortissima soddisfazione per le imprese che compie…, ma non è interessato ad esternalo eccessivamente e contribuire alla “celebrazione dell’uomo”. Lui stesso afferma in merito alle sue imprese: “…..la parte emozionale, la spinta motivazionale, quello che un uomo deve avere per compiere grandi imprese, in tutti campi, è qualcosa che rimanga nel tempo, che porti un messaggio, che aiuti a proseguire e che non sia un semplice risultato”.

Il suo “focus” mentale è orientato sulla ricerca, sullo studio, sul fornire le fondamenta sul quale costruire altre “imprese” che permettano ad altri di evolvere la conoscenza e di pensare di poter “andare oltre” ai limiti imposti in quel momento…

Questo approccio gli fa onore e mi fa capire perché “non apprezzi” parlare di sè, delle sue emozioni, di ciò che si prova a stare in mezzo al mare aperto per una giornata intera, nuotare di notte nelle acque buie senza vedere ad un metro dal naso, con una grossa probabilità di imbattersi in un banco di meduse o di incontrare qualche squalo….

Le sue imprese non sono MAI fini a se stesse!!!

Altra cosa che mi ha sempre impressionato di lui è la “freschezza” con la quale conclude le sue imprese…, riesce sempre ad arrivare al traguardo quasi come noi arriviamo al lavoro tutte le mattine……, come se fosse normale. :-)

Alla base di questi risultati c’è sicuramente un grandioso corredo genetico, un approccio mentale ragionato e una capacità di programmazione degli allenamenti sicuramente fuori dal comune!!!

Massimo è sicuramente un esempio da imitare per capacità sportive e professionali!!!

Quindi oggi non c’è da imparare nessun “trucco” per nuotare 24 ore consecutive, nessuna “tecnica mentale” per andare oltre i “confini” della fatica, ma “solo” un uomo da prendere ad esempio per le sue capacità professionali ed atletiche che ci mandano un preciso messaggio: chiunque in buona salute, con una preparazione atletica ed alimentare ponderata in ogni dettaglio e nel rispetto della fisiologia umana, può compere imprese eccezionali.. Mica male come messaggio…. :-)

P.s.: Caro Massimo, anche se non ti piace “esaltare” le tue imprese…, lascia che te lo dica….., hai fatto qualcosa di grandioso e spettacolare portando un messaggio di sport e solidarietà che meriterebbe ben altri riscontri e “luci”. A tal proposito non mi capacito perché i media a livello nazionale non abbiano dedicato spazio a quest’impresa quando, invece, ci tengono ben aggiornati su quanti bidè ha fatto il tal giorno il calciatore “di turno”……… :-( Che tristezza… :-(

Per saperne di più su Massimo Voltolina e sull’attraversata dell’Adriatico www.massimovoltolina.it

Ciao a presto e buon allenamento!!!

Caggiati Marco Bici 1 Triathlon bardolino 2011

Domenica scorsa è stata una di quei giorni da ricordare con piacere ed a lungo, in quanto ricca di impegni e di emozioni. Sveglia presto, alle 6:45 perchè alle 7:30 mi aspettano a Reggio Emilia i “miei” allievi del corso Vitality per l’ultima sessione d’allenamento (argomento: rilassamento e giannastica respiratoria).  La settimana scorsa è stata molto impegnativa in quanto ho dovuto aggiungere, al lavoro di routine, anche la formazione al Vitality! Soprattutto il Venerdì è sempre per me molto intenso in quanto ho 7 ore e 30 minuti di formazione praticamente consecutive dove devo anche correre e camminare per circa 20-25 km….., a fine giornata arrivo sempre soddisfatto per il lavoro svolto, ma abbastanza stanco.. :-)

Abitualmente dedico sempre la domenica di “fine corso Vitality” al meritato risposo….., ma non quest’anno….. L’attrazione verso la competizione è stata troppo forte e non ho resistito….., non bisogna mai stare senza gare per troppe settimane… :-) .

Alle 8:30 saluto tutti i partecipanti tra graditi baci e abbracci, passo da casa per caricare parte della famiglia (lasciamo a casa la piccola Asia) e ci dirigiamo verso Sarnico, ridente località sul lago d’Iseo.

Là mi aspetta un Triathlon su distanza “Olimpica” (1,5 km a nuoto, 40 km in bici e 10 a piedi) cosiddetta “NO DRAFT”, ovvero è vietato stare in scia agli avversari ed avvantaggiarsi durante la frazione ciclistica (come era di prassi “ai miei tempi” quando iniziai nel lontano 1994 :-) ).

Arrivo “al pelo”: ho giusto il tempo di scaricare la bici dalla macchina ed andare a posizionare il mio materiale in zona cambio. Subito dopo inizia il briefing pre gara e ho la possibilità di scambiare qualche battuta con i soliti compagni di “fatica”. A tal proposito manca Davide Boni, mio acerrimo amico/avversario in decine di gare, mi dispiace,  ma al mio fianco c’è un altro Davide (Aldrigo) con il quale ho sempre condiviso la passione per il Triathlon, ma non abbiamo mai corso insieme!

Ci scambiamo un po’ di previsioni sui tempi che vorremmo ottenere in gara e mi accorgo che siamo “sulla stessa lunghezza d’onda” e subito esclamo: caro Davide, credo che oggi io e te battaglieremo un po’…. Mai profezia fu più azzeccata…. :-)

Pronti…..? Via!!!!!

Triathlon sarnico 2011 caggaiti marco

La frazione natatoria prevede la partenza nel fiume Oglio per poi proseguire nelle acque del lago d’Iseo. Io e Davide partiamo nella stessa batteria (la 3^) e capisco subito che la gara non sarà facile. L’acqua è limpida e riesco a vedere il fondo ricoperto da cespugli di alghe che sono inequivocabilmente schiacciante dalla corrente contraria rispetto al nostro avanzamento!!! Quindi tanta fatica e poco avanzamento….. :-) Come sempre, all’inizio, dò e prendo qualche calcio e qualche manata…, sempre involontaria…. :-D , poi riesco a trovare il mio “spazio vitale” ed una nuotata lunga e rilassata… Il percorso è abbastanza tortuoso e prevede una navigazione non sempre semplice.

Il “meglio” del percorso lo trovo verso la fine dove passiamo in mezzo ad una sorta di bosco di ulivi piantati su dei pali in mezzo al lago………, subito penso di avere delle allucinazioni….., poi non me ne preocccupo… :-)

Esco dall’acqua con un tempo certamente non nella mia prassi (32 minuti, invece dei soliti 27/28) e corro come un pazzo verso la zona cambio urlando “permessooooo, permessooooo”, come se fossi al supermercato….. :-) . non so perchè lo faccio, ma mi sembra maleducato non farlo… :-)

Appena prima di uscire dalla zona cambio vedo Davide, lo passo e “zompo” in  bici alla “bersagliera” in puro stile fantozziano :-D

Il percorso ciclistico prevede circa una decina di km quasi spiani lungo le rive del lago per poi girare verso i monti ed affrontare una ripida salita (10-15%) lunga circa 7 km.

Se mi segui da tempo sai che il “mio pane” in bici è la pianura dove riesco a far valere il mio rapporto peso/potenza, infatti supero decine di concorrenti come se fossero fermi e mi spunta un ghigno degno di “Dick Dastardley”!!  :-D

dick dastardley

Ma haimè…, arriva anche il bivio ed inizia la salita e con lei finiscono i sorpassi…. Cerco di limitare i danni e mi metto tranquillo all’80% delle mie capacità; so che se spingessi al 100% per tenere il passo degli altri lo pagherei nella corsa anche perchè non ho sensazioni complentamente positive, le gambe sono un poco doloranti e non sono in “stato di grazia”. Inoltre, dopo aver passato alcuni giorni al Vitality a parlare di alimentazione durante l’allenamento…….. ( oltre al danno la beffa… :-) ), ho dimenticato a casa le maltodestrine…….. e quindi ho la bicicletta imbottita di barrette………, che non rappresentano un peso eccessivo da portarmi dietro, ma decisamente un carico gastrico importante per il mio stomaco e la mia milza!!! D’altronde.., non ho alternative, la gara è lunga e non posso farmela tutta senza mangiare, l’abbandono per “crisi ipoglicemica” sarebbe inevitabile….. :-(

A circa metà salita, mentre sto mangiando l’ennesima barretta,  mi riprende Davide, senza che me ne accorga, e mi rendo conto che la mia “profezia” si è avverata. In quel frangente ho due alternative: o giocarmi il 20% di buono e seguirlo….., oppure limitare i danni ed aspettare discesa e pianura per riguadagnare il terreno perso. Delle due opto per una via di mezzo… riprendo Davide gli dico che è maleducazione sorpassare senza salutare (ovviamente per farci due risate.. :-) ) e poi mi metto in coda e riprendo il mio ritmo. Lui, lentamente, diventa un puntino sempre più piccolo all’orizzonte fino a sparire nella tortuosità dei tornanti (prima morte), non importa però….

La strada finalmente inizia a scendere e affronto una discesa medio lenta piena di avvallamenti e buche…, mi lancio a capofitto mantenendo sempre però un margine di sicurezza (d’altronde ci sono mia moglie e mia figlia che mi aspettano al traguardo…, sarebbe scortese farle aspettare il mio arrivo in ambulanza, sanguinante…. :-) ).

Recupero 6 o 7 posizioni senza rischiare e mi diverto anche a disegnare delle belle linee per prendere il punto di “corda” delle curve e, ad un certo punto, trovo un concorrente che fa delle traiettorie strane e mi fa da tappo…. per qualche centinaio di metri…, allora opto per una staccata ritardata con passaggio pulitissimo all’interno in un tornante…, lui si spaventa e mi manda a “quel paese” io non ribatto e penso: “non si lascia un buco di 2 metri in staccata babalano….”    :-)    ) (il motociclista in pensione che c’è in me ogni tanto torna a galla…. :-) ).

Finisce la discesa e ci reimmettiamo nello stesso tracciato che abbiamo affrontato all’inizio che ci riporta verso Sarnico con un fastidioso vento contrario. Le velocità espresse all’inizio sono impensabili…, ma il risultato finale non cambia…, supero decine di concorrenti  e rispunta il ghigno…. :-) Già nei primi metri vedo all’orizzonte la sagoma “verde” di Davide che mi fa da ulteriore “obiettivo”, lo supero e lo sprono a dare il meglio urlandogli “dai Davideee”!!!  Nel mentre “azzanno” anche l’ultima barretta (quella fornita nel pacco gara) che mi risulta abbastanza indigesta…, il mio stomaco non ne vuole sapere di “accoglierla”….. Gli addominali ed il diaframma inizano ad indurirsi ed il pensiero di dover correre 10 km mi preoccupa un po’.., ma vado avanti ugualmente a spingere forte sui pedali senza mai girarmi indietro…

Faccio un cambio molto buono e veloce incitato da mia figlia Giada che mi urla “Bravo Papààààààààààààààà”, che su di me ha un effetto “Doping” immediato :-) che dura, purtroppo, poco e si dissolve man mano che la voce di mia figlia diventa sempre più lontana. Faccio fatica a stare in piedi dritto, ho un dolore lancinante al costato sinistro che si irradia fino alla schiena e correre ai miei ritmi soliti è impossibile…..!!

Corricchio ad un ritmo più lento di circa 1 minuto rispetto al solito e mi massaggio milza e diaframma cercando di ammorbidirli…., arrivo al primo ristoro dopo circa 2 km e mi fermo qualche secondo per raddrizzarmi ed alleviare il dolore che diventa insopportabile e “muoio” per la seconda volta… A circa metà del 1° giro (sono previsti due giri da 5 km l’uno) mi riprende Davide, ci facciamo un cenno, e se ne va… Io rimango tranquillo e continuo a correre lentamente, mi ascolto e cerco strategie per uscire da quel momento di crisi… Il dolore piano piano svanisce e mi permette di aumentare progressivamente la velocità di corsa!! Vedo Davide di nuovo all’orizzonte lo focalizzo e non lo mollo più, diventa il mio “faro”… Vado in progressione, mi avvicino velocemente…, mi accorgo che anche lui non è proprio messo bene quando si ferma a camminare lungo il ristoro…, lì, capisco che posso farcela, arrivo anch’io al ristoro e sono a 10 metri da lui, afferro al volo due spugne me le strizzo sulla nuca e accelero affiancando Davide. Lui si gira mi guarda ed esclama: “NON CI CREDO!!!”

Io rispondo ridendo con un: “PENSAVI FOSSI MORTO VERO!??!?!”  e lo supero facendo una battuta (che non posso dire… :-) ). Mancano ancora circa 3 km al traguardo (un’eternità quando stai dando il 110%…) e accelero marcatamente come a voler dire: ATTENZIONE PERCHE’ NON MI SUPERA PIU’ NESSUNO! Così è, e riesco a prendere altri concorrenti che mi avevano staccato durante la crisi…. :-) .

Ora la mia concentrazione è tutta dedicata a mia figlia che mi aspetta al traguardo per percorrere con me (come di rito) gli ultimi metri di gara. Inizio a “raschiare il barile” ed il diaframma si blocca di nuovo però a destra….., mi parte un crampo al muscolo “lungo supinatore” dell’avambraccio sinistro (quello che, insieme al bicipite , tiene in posizione di flessione il gomito durante la corsa) e mi rendo conto che “sono alla frutta”…, ma non c’è problema, il traguardo è vicino e devo solo soffrire per una decina di minuti……., quindi non mollo NEMMENO UN METRO! In quei frangenti penso anche ai miei allievi del Vitality, all’energia che mi avevano dato nei giorni precedenti  e mi accorgo che niente più può fermare la mia corsa.., nemmeno il dolore……

Arrivo agli ultimi metri e mia moglie Enrica mi passa dalle transenne mia figlia Giada che inzia a correre come un razzo!! :-) Guarda indietro per vedere se la supero mentre io gli urlo a pochi centimetri da lei: “CORRI PIU’ FORTE GIADA, PIU’ FORTEEEEE!!!” Lei taglia il traguardo (come sempre) per prima e con il cuore in gola, la abbraccio, gli faccio i miei complimenti e lei si vergona e guarda verso il basso… :-D :-D

La gioia negli occhi di Giada e nel mio animo è tanta, ma non mi devo dimenticare del mio compagno d’avventura…, lo aspetto al traguardo, arriva dopo 40 secondi e gli batto “un cinque” per la bella gara….

Alla fine sono distrutto…., ma ho vinto per l’ennesima volta!! Non la “gara” tra me e Davide (che ha dato solo più “pepe”  alla competizione), ma la sfida con me stesso, con i miei limiti, le mie paure, il dolore!!!

Mi capita spesso, nei momenti di difficoltà, di pensare “perchè lo fai?” e altrettanto spesso mi viene chiesto da chi mi “vede da fuori”…… Allora mi fermo un attimo a pensare… e rispondo:

LO FACCIO PERCHE’ LA VITA E’ UN DEBITO…… CHE VA RIPAGATO CON LA MASSIMA DETERMINAZIONE ED IMPEGNO IN OGNI ASPETTO DELLA PROPRIA ESISTENZA…, SPORT INCLUSO……

E adesso un po’ di voti alla gara:

GARA: voto 9

ASFALTO BICI: voto 4

RISTORI IN GARA: voto 5 (solo acqua calda)

RISTORI POST GARA: VOTO 7

LOCATION: VOTO 10 (Il panorama che abbiamo potuto godere dalla cima della montagna valeva la fatica per scalarla……. :-) )

PERCORSO PODISTICO: voto 10 per la difficoltà (prevedeva alcune ripide salite e ripide discese spaccagambe) Voto 4 per i pezzi in ghiaia e terra battuta (non mi piacciono… :-) )

P.S.: ringrazio mia moglie per avere la pazienza di seguirmi nelle gare e darmi la possibilità di condividere con Giada le emozioni che lo sport regala. Ringrazio anche Davide che è stato un ottimo compagno d’avventura e che spero di incontrare nuovamente in gara!!!

Ciao, a presto, al prossimo aggiornamento!!

Se vuoi lasciare un commento, sarò felice di risponderti!!!!

Ti ricordo che è scaricabile gratuitamente “Triathlon per Principianti” il mio Audiobook dedicato a chi vuole iniziare questa fantastica disciplina!!!

Per oggi è tutto!! :-D

Una magia chiamata Vitality

Scritto da Marco Caggiati in Life

Vitalitycoaching Marco Caggiati

vitality stretching marco caggiati

vitality stretching 1 Marco Caggiati

Sai quando ti capita di trovarti in posti dove senti una “certa energia”, qualcosa di speciale che ti circonda? Ecco il Vitality coaching è proprio uno di quei posti!!! Anche quest’anno ho partecipato come formatore ed il mio compito/obiettivo era quello di “accenderelampadine” nella testa dei corsisti ed avviarli verso la strada della “manutenzione” del corpo. Se mi segui da tempo sai che è una delle mie “bandiere” professionali. Prima di tutto, dell’estetica e della performance, l’attività motoria deve essere considerata come un gesto di cura nei confronti del proprio corpo, qualcosa di indispensabile per vivere a lungo ed in salute!!! Da qui il concetto di “manutenzione” :-) .

E’ sempre per me molto difficile spiegare cosa sia il Vitality…. Il corso è basato sulla ricerca della massima vitalità in ogni ambito della vita…, è una “tempesta emozionale”, ricca di contenuti e tecniche che ti forniscono tutti gli strumenti necessari per  diventare il regista della tua esistenza!!!

E’ un’esperienza che dovrebbe essere inserita OBBLIGATORIAMENTE nel cammino educativo di una persona in quanto ILLUMINANTE!

Per me è sempre un piacere lavorare con persone che hanno voglia di “evolvere”, di diventare persone migliori e, quando vedo che il processo di miglioramento è così tangibile e rapido (il corso dura 5 giorni),  è una vera libidine!! :-D

Oggi voglio rendere partecipe anche chi non era presente al corso di alcuni degli argomenti che ho trattato e dare un’ulteriore “spinta” ai corsisti per mettersi letteralmente “in moto” :-) .

Iniziamo dalle parole chiave per far sì che l’allenamento sia produttivo:

COSTANZA:

come dico sempre…, è il primo requisito per ottenere risultati e ricordo a tutti che “il minimo sindacale” per fare la corretta manutenzione sono 2 allenamenti da circa 1 ora alla settimana o 30 minuti 4 volte alla settimana.

ORGANIZZAZIONE:

per essere costanti bisogna essere organizzati, quindi prendi la tua agenda e segna con un pennarello rosso ed indelebile i tuoi allenamenti che devono diventare un appuntamento IMPROROGABILE della tua vita!! Non esiste nessun impegno lavorativo o famigliare che ti possa distogliere dal tuo SACROSANTO allenamento!!! E’ un debito che devi pagare al tuo corpo!!!

DIVERSIFICAZIONE:

scegli il tipo d’allenamento da fare in base agli apparati ai quali devi fare manutenzione! La “monodisciplina” non va bene!! Se sei solito/a correre e basta (ottima attività per la manutenzione principalmente di cuore, vene ed arterie), inserisci nella tua routine d’allenamento anche altre attività, come la tonificazione dei muscoli addominali, paravertebrali, della parte alta del corpo, dello stretching ed un’attività rilassante come lo yoga, il training autogeno o la ginnastica respiratoria. La specializzazione nell’allenamento lasciala agli atleti professionisti……

PERSONALIZZAZIONE:

ad ognuno il suo allenamento! Ricordati che non esiste la “disciplina assoluta”, quelle che ti vengono spesso offerte dal “magico mondo del Fitness” come l’allenamento completo ed ideale sono spesso “truffaldine”! Personalizza il tuo allenamento in base alle tue necessità, al periodo dell’anno, alla tua energia ecc e se non sei in grado, per ora, di farlo da solo/a affidati ad un professionista che ti guiderà verso il tuo equilibrio motorio e ti porti all’indipendenza!!! :-) Nella tua ricerca diffida di chi vuole creare dipendenza….., di chi non ti insegna “le cose”!!

ALIMENTAZIONE:

anche l’alllenamento migliore e fatto con costanza non è produttivo ed efficace in mancanza di una corretta alimentazione! Ricordati che l’alimentazione ti fornisce il “carburante” per i tuoi allenamenti ed i pezzi di ricambio per rendere la tua macchina sempre più forte, resistente, flessibile ecc… Prenditi cura della tua alimentazione in prima persona.., se non lo fai tu…, nessuno si preoccuperà di farlo per te!!

DIVERTIMENTO:

escogita strategie che ti permettano di associare qualcosa che, inizialmente, ti sembra noioso (parlo a coloro che mi hanno espresso pubblicamente il loro profondo ripudio nei confronti dell’attività motoria.. :-) :-D ) con qualcosa che ti piace come ascoltare la musica, condividere gli allenamenti con un amico/a ecc… Analizza attentamente come alimentare questo principio!!!

Per oggi è tutto!!! A breve ti parlerò, in un apposito post, dei “segreti” per una corretta manutenzione del tuo corpo!!  Colgo l’occasione per ringraziare tutto lo Staff Ekis per la collaborazione durante il corso e per rendere SEMPRE il lavoro uno SPASSO!!!! :-)

P.S.: grazie anche a tutti i corsisti, per le belle parole, gli abbracci forti e calorosi, le strette di mano, i baci e le manifestazioni di stima ed affetto che mi avete regalato! Ho fatto un pieno di energia che mi sarà sicuramente sufficiente per arrivare all’agosto prossimo dove troverò di nuovo belle persone che in 5 giorni diventeranno semplicemente STUPENDE!!! :-D

Ciao a presto! Se vuoi lasciare un commento, sarò felice di risponderti!!!! :-D

Marco e Giada Caggiati arrivo triathlon bardolino

Sabato scorso ho partecipato per la prima volta al Triathlon olimpico di Bardolino e oggi voglio darti il mio resoconto su com’è andata la gara. Partirò dal giudizio finale: è stata una gara FANTASTICA!!!!! :-) Era dal 1998 che non mi impegnavo in una gara su distanza Olimpica e la cosa, non dico che mi preoccupasse, ma ha generato qualche pensiero sulla mia tenuta fisica. L’anno scorso, a fine stagione, ho partecipato al Triathlon tristar 111 ( 1km a nuoto, 100km in bici e 10 km a piedi) di Montecarlo che ha messo a dura prova la mia scarsa preparazione, soprattutto nel podismo. Quindi mi accingevo ad affrontare più o meno la stessa distanza di gara, ma 3 mesi prima (io riesco ad allenarmi seriamente solo nei mesi estivi, quando qualche cliente va in vacanza……. e mi lascia del tempo libero)

Mi sono presentato al via dell’olimpico di Bardolino senza mai aver percorso, nemmeno in allenamento, 1500 metri a nuoto ed era dall’anno scorso a Montecarlo che non correvo 10 km consecutivi…, quindi, diciamo, non nelle migliori condizioni. Sono partito con l’intento di fare una gara/allenamento in quanto a settembre ho intenzione di partecipare al Triathlon 70.3 (1,9 km a nuoto, 90 km in bici e 21 km di corsa)  di Castiglione della Pescaia. Quindi nessuna “velleità” agonistica; il mio obiettivo era fare un buon allenamento.

La giornata era calda, con qualche nuvola che per fortuna non ha innalzato eccessivamente le temperature. Al seguito tutta la famiglia, a tal proposito devo ringraziare mia moglie Enrica per la pazienza dimostrata a gestire le due “belve” (le nostre figlie Giada ed Asia) durante la gara… :-) .

L’atmosfera era quella classica degli “eventi importanti”: tantissimi concorrenti (al via eravamo più di 1200 concorrenti!!), molti stands commerciali, musica ad alto volume ed organizzazione attenta ai particolari!

La partenza del nuoto era prevista in 7 batterie distanziate l’una dall’altra ogni 3 minuti…. La scelta non si è rivelata a mio parere azzeccata in quanto, se l’obiettivo era evitare l’effetto “tonnara”…, non ci sono riusciti. Tre minuti di distanza non sono sufficienti perchè le batterie non si “mischino” prima della fine dei 1500 metri del nuoto.

Io ero, in mancanza di un Ranking su distanza olimpica, relegato in 7^ ed ultima batteria… Quindi ho potuto godermi la gara “da fuori” per circa 20 minuti osservado le tensioni, i riti scaramantici e preparatori degli altri concorrenti… Ho visto persone veramente tese, quasi come si apprestassero ad una gara di coppa del mondo nella quale partono favoriti per la vittoria…… Io, per mia grande fortuna, non riesco assolutamente a preoccuparmi per una gara e vivere in uno stato “ansiogeno” i giorni, ore, minuti e secondi prima del via… E’ per me inconcepibile…., d’altronde si tratta di gare che durano delle ore e che hanno in sè veramente poche incognite……, nel Triathlon non si inventa nulla……, l’estro e l’inventiva non aiutano ad arrivare meglio al traguardo.

Il Triathlon è un “gioco” fatto di allenamento .., la cosa veramente difficile è trovare il tempo per allenarsi e farlo con costanza senza che i mille impegni del lavoro, della famiglia e “varie ed eventuali” ti impediscano di farlo….., quindi una volta arrivati al nastro di partenza si conosce già il proprio destino…. :-) Quando mi presento al via di una gara riesco, con un margine d’approssimazione molto basso, a prevedere come andrà a finire…… (le uniche incognite sono rapprestentate da una buona navigazione o meno in acqua e dalla collaborazione che si può trovare nella fase ciclistica).  Insomma mi sono divertito a vedere i rituali preparatori… :-)

Alla fine è arrivato anche il mio turno e al suono della tromba è iniziata l’ennesima sfida con me stesso!!! Veniamo quindi alla “cronaca della mia gara”!! I primi 200 metri si rivelano veramente duri, nuoto praticamente sempre con la testa fuori ed i gomiti alti, in stile “pallanuoto”, per trovare un varco dove passare. Tutti cercano di stare vicino alle boe di segnalazione in quanto c’è una corda subacquea che delinea la traiettoria più breve per concludere i 1500 metri previsti.

A me non interessa e quindi  mi defilo, sulla destra rispetto al tracciato, alla ricerca del mio “spazio vitale”. Non è mia intenzione forzare in alcun modo l’andatura in quanto non sono atleticamente pronto per “tirare” tutta la gara.

Con mia sorpresa mi rendo conto che “tiro a destra” e che è opportuno “tirare su la testa” ogni tanto per correggere la traiettoria….. (mi era già capitato al Triathlon di Nibbiano, evidentemente devo correggere qualcosa nel mio stile di nuoto… :-) ). La navigazione non mi risulta facile in quanto le boe sul percorso da traguardare sono di colore arancione…, lo stesso delle cuffie della batteria che mi precedeva… (solita botta di fortuna….. :-) ), quindi ogni volta che tiro su la testa per vedere dov’è la boa…., la scambio spesso per la testa di qualche concorrente in lontananza…….

Più o meno verso i 1000 metri di gara inizio a superare alcuni di quei concorrenti partiti nella 6^ batteria con la cuffia arancione ed inizio a capire il perché qualcuno viveva con “apprensione” l’avvio alla gara. Vedo parecchi concorrenti in difficoltà che nuotano a rana, dorso, alcuni si fermano in mezzo per prendere fiato, altri (scoprirò a fine gara) si ritirano……

Io nuoto veramente tranquillo e mi rendo conto che potrei stare in acqua un’altra mezz’oretta……  (molto bene penso tra me e me…. :-) ), unica cosa che mi da noia sono i gas di scarico dei mezzi di soccorso che mi intossicano la gola facendomi venire alla mente quando facevo da ragazzo gli allenamenti “dietro motore” mentre mi preparavo per le gare a cronometro dietro il Motom degli anni ‘50 del mio allenatore Gianni!!! :-) Che bel ricordo! Andavo più forte io in bici di lui con il motorino e gli urlavo sempre: “accelera, acceleraaa!!!” Gianni scuoteva le spalle per farmi capire che era a “manetta” e io sghignazzavo soddisfatto… :-D

Ma torniamo alla gara… Esco dall’acqua in poco meno di 30 minuti e mi lancio in zona cambio, via la muta “al volo”, mi infilo calze, casco, numero e occhiali da sole e parto per la frazione ciclistica. Il percorso prevede un continuo “sali e scendi” e mi rendo conto che con relativa facilità raggiungo e supero un nutrito numero di concorrenti. Le salite non sono troppo lunghe ed impegnative da farmi perdere terreno e le discese pedalabili ed i falsipiani sono “il mio pane”. Mi metto in posizione “crono” sulle mie prolunghe e guadagno posizione su posizione e proseguo sempre in solitaria.

Più o meno al 20° km raggiungo l’ennesimo gruppetto, mi accodo per un attimo, ma mi accorgo che vanno troppo piano, allora passo tutti e mi metto a tirare davanti. Dopo qualche minuti chiedo il cambio a chi mi segue e mi viene risposta una cosa potenzialmente demotivante: “aspetta almeno due minuti perché io non riesco a fare la tua velocità devo recuperare, altrimenti stàccati….”. Capisco subito che quel gruppo può avere solo benefici dal mio tirare e io non posso trarne da loro…..

Allora scalo un rapporto, mi alzo in piedi, e stacco i compagni d’avventura…., con un pizzico di soddisfazione. Mi rendo conto che sono “in stato di grazia” e che pedalo forte senza fatica……. Senza spingere al massimo recupero centinaia di posizioni……… :-)   Vera libidine…D’altronde solitamente nelle gare arrivo sempre nella prima metà della classifica ed essendo partito in fondo al gruppo nell’ultima batteria…, da qualche parte dovevo pur superarli……

Non mi spremo al 100% in quanto temo la frazione podistica, quindi mi tengo un po’ di energie.

Alla fine faccio praticamente l’80% della frazione ciclistica in solitaria e ciò mi fa venire in mente i bei vecchi tempi (quando avevo 20 anni) di quando tutte le gare di Triathlon erano “no drafting” ovvero senza scia…….. Avevano un fascino decisamente maggiore…. :-)

Faccio un buon cambio ed inizio a correre e stranamente mi sento bene anche se non dovrei…… Forse è il calore del pubblico che è assiepato lungo il percorso…, onestamente non mi capacito, ma “godo come un riccio”… :-)

Corro ad un passo di 4’:35” al km senza nessuna fatica, passo il tempo a “battere il cinque” ai bambini che applaudono il nostro passaggio e a salutare gli avventori dei bar nel centro di Bardolino che si godono lo spettacolo. Ad un gruppo nutrito che applaude gli urlo: “Yessssssss!” con il pollice verso l’alto e un sorriso degno del miglior Gigi Proietti quando interpreta Mandrake nel film “febbre da cavallo” :-) .  L’applauso del pupplico acquista allora molto vigore con l’aggiunta di qualche “bravo” d’incitamento!!! :-)

Km dopo Km mi rendo conto che ho ancora “tanta birra da spendere” ed accelero in progressione (correrò l’ultimo km in 4’:15”, per me impensabile, nemmeno in allenamento, sui 10km….), prossimo al traguardo cerco con lo sguardo dov’è la mia famiglia per correre gli ultimi metri, come di rito, con mia figlia Giada.

Purtroppo non li vedo e la prima cosa che penso è che mia moglie (giustamente) si sia andata a mettere sotto una pianta ad aspettare che io finissi la mai gara… :-)

Invece no!!!! Sento mia figlia e mia moglie che mi chiamano da dietro le transenne del rettilineo d’arrivo…, allora mi fermo, torno in dietro, prendo in spalla Giada, la metto a terra e lei inizia a correre come Mennea durante il record del mondo sui 200 metri!!!! Io gli urlo: “vai corri più veloce!!!” e lei, come sempre, arriva prima!!!! Appena dopo il traguardo le faccio i miei complimenti e lei tutta “vergognosa” guarda da un’altra parte…. :-) Bella scena!! :-)

Adesso un po’ di sterili numeri…..

Alla fine concludo in 2 ore 32 minuti e 52 secondi in 500esima posizione (mi piace…, numero “tondo”) su 1200 partenti….., il che per me è un grande risultato!!! La cosa bella è che ho preso la bellezza di 40 minuti di distacco dal primo, ma mi si sono sentito ugualmente il “campione del mondo”, in quanto sono arrivato al traguardo stanco ma non distrutto e se la gara fosse durata qualche km in più io sarei riuscito a percorrerli….. Molto buono in previsione di settembre!!!

Da segnalare l’arrivo in ultima posizione del mio amico e lettore del blog Michele Bonati al suo primo Triathlon olimpico che, fregandosene di alcuni problemi gastrici avuti durante la gara, si è fatto praticamente tutta la frazione podistica camminando e arrivando quando stavano già smontando transenne e traguardo… Onore al merito!!! Così si fa!! Questo è lo spirito giusto del Triathlon!!! Ci vuole spirito e coraggio per arrivare ultimi…, sarebbe stato molto più facile ritirarsi!! Bravo Michele continua così!!!

P.s. per Michele…..: io avrei provato a buttarci dentro un po’ di corsetta in quella lunga camminata….. ;-)

E per finire gli abituali voti.

Organizzazione: voto 10

Ristori in gara: voto 10 per il loro numero, 6 per la qualità del ristoro (solo acqua anche nella frazione ciclistica)

Segnalazione percorsi: voto 10 (impossibile sbagliare)

Ristoro post gara: Voto 8

Pacco gara: Voto 6,5 (un cappellino tecnico da corsa e una bevanda Enervit)

Servizi post gara: Voto 8 (prevista zona docce limitrofa alla zona cambio e massaggi gratuiti!!)

Fotografo della gara: Voto 5 (ad oggi le deve ancora pubblicare…. :-( )

Ottima gara che diventerà un appuntamento fisso nel mio calendario gare!!! :-)

Per oggi è tutto, ciao e buon allenamento!!!

Lascia un commento, sarò felice di rispondere

P.s.: Se non l’hai ancora fatto, scarica il mio “Audio Book” GRATUITO “ Triathlon per principianti

Sabato scorso ho participato al Triathlon sprint di Nibbiano (Val Tidone Piacenza) e oggi ti voglio raccontare com’è andata. Ho partecipato a questa gara anche l’anno scorso alla sua prima edizione e quindi sapevo già in parte ciò che mi avrebbe aspettato.

La gara di Nibbiano ha la sua caratteristica nel percorso natatorio in quanto si disputa in un bacino artificiale creato dalla diga del Molato. La giornata si presentava instable sotto l’aspetto metereologico, infatti all’arrivo al lago ci aspettava una leggera pioggerellina…. :-( . Per fortuna era solo di passaggio ed il sole non ha tardato ad arrivare… :-) .

Al via eravamo all’incirca 250 concorrenti e la partenza era prevista in due batterie distinte. Io partivo nella prima. Ma veniamo alla cronaca “diretta” della gara.

La partenza è abbastanza caotica tutti, come sempre, cercano un po’ di spazio vitale e calci e spintoni sono all’ordine del giorno. Subisco i primi 200m durante i quali bevo qualche “sana” sorsata di acqua di lago….. Stanco di dover spingere via persone ad ogni bracciata mi defilo ed inizio a prendere un buon ritmo anche se le braccia sono dure e doloranti. L’acqua è abbastanza torbida e capisco che ho qualcuno davanti solo perchè lo sento con le mani….

I 750 metri previsti mi sembrano decisamente di più…., anche se poi alla fine quando arrivo sulla terra ferma il mio cronometro segna 13 minuti e 58 secondi.., quindi la distanza è giusta…. Stranamente, in assenza di corrente (almeno non mi sembra ce ne sia..), mi accorgo che nuoto “storto” penso di andare dritto ed in realtà mi sposto verso dx….., non capisco, di solito non mi succede…, me ne faccio una ragione ed ogni quattro bracciate alzo un poco la testa per navigare correttamente.

Esco dall’acqua con le braccia dolenti e la muta piena d’acqua…, le cuciture stanno per cedere definitivamente e forse è ora di cambiarla dopo 15 anni di onorato servizio… :-) .

Il percorso ciclistico è cambiato rispetto alla prima edizione e dopo 30 metri dall’uscita della zona cambio il percorso svolta a dx imboccando una ripida salita di circa 3 km (il mio garmin segnala punte del 12 e 15%), che selezionano subito il gruppo in singole unità.

Come sai la salita non è il mio forte dati i miei 80 kg di peso…, infatti mi superano agevolmente tanti “scriccioletti” che peseranno 50 kg…., quando sono bagnati… :-) . In ogni caso riesco a salire con un passo degno di rispetto, la salita in alcuni tratti è talmente ripida che, pedalando in piedi,  la ruota posteriore “slitta” obbligandomi a sedermi…..

Il percorso prevede due giri di uno stesso circuito e quindi so già che quella salita mi aspetterà di nuovo il secondo giro…. :-( . Si sa dopo una salita c’è sempre una discesa solo che è letteralmente piena di buche ed avvallamenti che rendono impossibile scendere in velocità e sicurezza. L’organizzazione ha marcato  ogni buca profonda con lo spray rosso per segnalare il pericololo e la strada è più rossa che grigia…. :-)

Alla fine dei due giri concludo i 20km previsti con una media di 23,6 km orari che fa capire quanto fosse duro ed impegnativo il percorso…..

La discesa finale del percorso ciclistico mi permette di rispristinare una respirazione lenta e profonda, ottima cosa per la frazione podistica.

Mi cambio “al volo” e mi lancio nel percorso podistico che prevede anch’esso due giri di un percorso cosidetto a “bastone” della lunghezza di 5 km (andata e ritrono per due volte).

La “gamba” è abbastanza pesante e inizio a correre con relativa tranquillità ad un passo di 4′:30” al Km per poi accellerare a 4′:15″ negli ultimi due km. Sorpasso qualche concorrente e vengo sorpassato da altri…… Alla fine termino i 5 km previsti in 21′ e 13″ (il mio garmin dice però che i km sono 4,63 e non 5……). Il tempo totale è di 1 ora 30 minuti e 49 secondi e arrivo stanco  al 113° posto.

Nota di estrema importanza: 50 metri prima del traguardo mi aspetta la mia famiglia, mia moglie Enrica, mia figlia di un anno Asia e Giada di 3 anni e mezzo che, come di consueto, mi aspetta per fare gli ultimi metri “con il mio papà” (come dice lei.. :-) ). Io mi immagino già quando taglierà il  traguardo con la lingua di fuori nella sua prima gara!!!! :-D Belle cose….. :-)

Adesso un po’ di voti

Organizzazione in generale: voto 7

Asfalto del percorso ciclistico: voto 2

Ristoro fine gara: voto 6

Pacco gara: voto 4 (ci hanno messo una saponetta ed un prodotto per la pulizia della cucina con l’etichetta scritta in russo….. :-) )

Speaker della gara: voto 2 (ha sparato puttanate dall’inzio alla fine facendo battute alla quale rideva solo lui…… :-) )

Partecipante inglese dal nome Bailey Leslie di anni 70 e passa arrivato con un tempo di 1 ora 49 minuti e 5 secondi: voto 10!!!!! Che sia d’esempio a tutti i pensionati che non fanno nemmeno una passeggiata a prendere il giornale.. :-) .

Per oggi è tutto! Lascia un commento, sarò felice di risponderti!!!!

P.s.: Se non l’hai ancora fatto, scarica il mio “Audio Book” GRATUITO “ Triathlon per principianti

Ciao e buon allenamento!!

Domenica scorsa, forte dell’ottima prestazione ottenuta al Triathlon Città di Piacenza il 22 di maggio, ho partecipato al Triathlon Sprint di Villafranca.

Partenza da casa alle ore 9:30 in compagnia del mio amico, cliente e compagno di squadra Ettore, la giornata si presenta stupenda con un ottimo clima.

I concorrenti sono numerosi (più di 500) e purtroppo, non avendo ancora una posizione nel Ranking nazionale, sono rilegato in 7^ batteria (su 9) il che significa aspettare circa 1 ora e 30 minuti prima di partire rispetto alla 1^ batteria.

In ogni  caso rimango tranquillo e soprattutto all’ombra per evitare di cuocermi prima del dovuto…. :-)

Il giudice chiama gli atleti della 7^ batteria e mi inseriscono nell’ottava consia insieme ad altri 7 concorreti. Subito ci scambiamo i tempi previsti di percorrenza per evitare di pestarci inutilmente. Io con il mio rispettoso 14 minuti per percorrere i 750 metri di gara sono il 2° a partire. Al via dell’arbitro mi metto subito in scia del “1°” della mia corsia e per la prima volta nella mia vita riesco a fare una gara in solitaria in piscina senza “fare a botte” con nessuno… :-) . Solo sul finale ho dovuto superare 2 avversari ma senza problemi.

Mi sono “ascoltato” bene e no strappato un ottimo 13′:50″, unica nota dolente il “rimbambito” addetto alla “conta delle vasche” che si “dimentica” di “farmi uscire”. Onestamente non so cosa preveda il regolamento in tal senso ma in tutte le gare che ho svolto precedentemente in piscina, “l’addetto alla conta” ha sempre informato i concorrenti che mancano due vasche all’uscita, in quanto presi dalla foga agonistica ed appannati dalla fatica si può facilmente perdere il conto….

Per mia fortuna a Villafranca ho contato le vasche (cosa che raramente ho la tranquillità di fare in quanto mi occupo di sopravvivere in mezzo al marasma di braccia e gambe…. :-) ) e all’ultima mi aspettavo un “verde esci!! (avevo la cuffia verde), invece il selenzio più assoluto……, allora mi fermo, mi metto in piedi e chiedo: “scusa mo non dovrei uscire adesso!??!?!!?!!?”, lui mi risponde bello pacifico: “si, si…, ma mica te lo devo dire io………”. Io allora per non avere poi rimpianti…, lo mando a quel paese e gli chiedo in tono sarcastico: “ma allore che c…o ci stai a fare…….? A saperlo prima sarei stato in acqua una bella oretta bloccando tutta la gara…… :-) Bah……

Vado oltre e “scancherando” per tutta la zona cambio afferro la mia bici e mi lancio nella frazione ciclistica. Esco come sempre bene e distanzio quelli che sono usciti con me dalla vasca. Il tempo di lanciarmi ed infilare i piedi nelle scarpe e mi guardo subito intorno per controllare la posizione degli altri concorrrenti.

Vendo un gruppetto davanti a me, a circa 200 metri ed un altro dietro più o meno alla stessa distanza…. Subito mi sorge il dilemma se andare a prendere chi mi precede o aspettare il gruppetto che mi segue dato che stare da soli al vento non è proprio intelligente……. :-) .

“Ovviamente” non ci penso su troppo ed inizio a “menare” per andare a prendere chi mi precede………. :-) . Il distacco si riduce però molto lentamente allora rallento un po’ , bevo e succhio un pack di gel di maltodestrine perchè so che a breve arriverà una salita ed è meglio  evitare di rimanere a secco di carboidrati.

Mi accorgo però che guadagno terreno ugualmente……, molto bene…. , inizia la salita e riesco, bene o male, al contenere i danni (io sono uno specialista della pianura anche perchè peso 80kg ed in salita si sentono…). Appena la strada ricomincia a scendere accellero il ritmo e mi ritrovo a battagliare con un altro concorrente che va come me… Da li a poco ci raggiunge un’altro ragazzo ed iniziamo, senza accordarci a collaborare alzando la velocità. Iniziamo a raggiungere concorrenti e a risucchiarli all’interno del gruppo come un’aspirapolvere.. :-) Alcuni non riescono a  stare al nostro passo e si staccano…

Gli ultimi 5 km prevedono un falsopiano in discesa che per le mie qualità è una vera pacchia…… :-) . Alla fine cocnluderò la fase ciclistica ad una media superiore ai 41 km/h che con della montagna di mezzo…, non è niente male…. :-) .

Sono in testa al gruppo quando ci accingiamo ad arrivare in zona cambio dove (10 metri prima della linea che delimita la zona cambio) c’è un simpatico pensionato messo li dall’organizzatore che con una bandiera gialla urla: “piano, piano, rallentate!!!”. Io logicamente mi metto a ridere, gli passo davanti a manetta e tiro una staccata degna di Valentino Rossi, scendo alla bersagliera e mi infilo a razzo in zona cambio….. :-) :-D . Bella però la battuta di rallentare…….. :-)

Mi cambio velocemente e mi ritrovo uscire dalla zona cambio primo del mio gruppetto ma dietro ad un altro concorrente che ci precedeva in bici……. E qui accade il “disastro” quello che in anni di “carriera” non mi era mai successo……. Appena abbandonata la zona cambio il percorso prevede un piccolo “toboga” che ad un certo punto arriva ad un bivio… Il concorrente davanti a me si ferma e mi chiede: “dove andiamo adesso”?!?!?!?. Io “a naso” gli dico vai a sx perchè mi ricordavo, avendo visto il tracciato su inernet il giorno precedente, che il percorso girava in senso antiorario…. Tutto il resto del “mio gruppo ciclistico” ci segue….

Ci ritroviamo a correre su uno stradello sterrato, poi in un campo schivando poccie d’acqua e chiazze di letame…….. e subito mi chiedo: “qualche vacca per fare un po’ di slalom no….??!?!?!?!??” e mi chiedo a cosa stesse pensando l’organizzatore quando ha tracciato il percorso podistico…..

Dopo il “cross country” passiamo un cancello e ci ritroviamo sul “rettilineo finale” della strada che avevamo percorso in biciletta……. e qui inizia a venirmi un dubbio atroce….. Il mio Garmin (gps da polso) mi indica che abbiamo percorso solo 2 km e i km che ci separano dal traguardo sono sicuramente meno dei 3,5 che mancano per percorrere i 5,5 previsti.. Subito dopo vedo il cartello “ultimo km” ed il presentimento diventa quasi una certezza……. Arrivo al traguardo e stoppo il mio Garmin che mi segna 3km e 93m…… Il Garmin non sbaglia……, io evidentemente si…… Subito mi guardo intorno e chiedo agli altri che avevano corso al mio fianco: “ma voi quanti km avete fatto?!?!!?? abbiamo tagliato il percorso da qualche parte…..?!?!?!? ma dove..? Non è possibile che io abbia corso 5,5 km in 13′ e 48″!!!! Anche perchè mi starei allenando con Paul Tergat in questo momento….. :-) :-) .

La maggior parte non ha al polso ne garmin ne cronometro…, quindi mi guardano straniti…… Io ho la certezza di avere “barato” per la prima volta in vita mia…., e questo mi fa girare infinitamente le scatole……. ormai “il danno” è fatto e quindi è inutile amareggiarsi più di tanto, vado a ritirare la mia bici in zona cambio  e mi metto “in cammino” verso casa….., “chiedendomi” di continuo dove potessi aver sbagliato…

Oggi scorrendo la classifica mi accorco che sono stato squalificato (giustamente) per taglio del percorso……., iniseme al mio gruppetto….., allora sono andato a guardare su google maps il percorso è ho capito che “il fatidico bivio” mi è costata la gara…..

In conclusione posso solo dire una cosa……….,  la squalifica per “taglio” è giusta però l’organizzatore sarebbe bene che organizzasse la “sagra della birra” più che gare di triathlon…. Sarebbe stato sufficiente bloccare con del “fettucciato” il bivio………… A volte le difficoltà si celano nel fare le cose semplici…………

Voto all’organizzazione e alla gara (senza considerare il “Piccolo probelma del percorso”) 7

Voto al contavasche 4

Voto a chi ha tracciato il percorso podistico 2

Voto ai giudici in zona cambio 2

Voto a chi ha permesso a tutti, me compreso (me ne sono reso conto solo una volta dentro) di transitare in zona cambio mentre altri concorrenti delle batterie succssive erano ancora in gara 1.

Alla fine dei conti………., rimane un pò di amaro in bocca ma mi sono divertito ugualmente….. :-)

Ciao e buon allenamento!

Lascia un commento, sarò felice di risponderti! :-)

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Piacenza sprint 2010

Con l’arrivo della primavera è arrivata, come di consueto, anche la “stagione del Triathlon“, sport che pratico abitualmente per mantenermi in buona forma fisica. Ieri ho partecipato, come mia prima gara stagionale, al 12° Triathlon Città di Piacenza. La gara si è disputata su distanza Sprint (750 metri a nuoto, 20 km in bicicletta e 5 km di corsa).

Mi sono presentato al via non proprio in buone condizioni atletiche in quanto il poco tempo a disposizione per allenarmi, dovuto al troppo lavoro, non mi hanno prermesso di allenarmi al meglio. Da gennaio a ieri sono riuscito a fare allenamenti di corsa per un totale di 136 km, 420 km in bicicletta e 8 allenamenti in vasca…….. (si capisce qual’è lo sport che mi piace di meno dei tre…….. :-) ).

Forte di un’esperienza decennale mi sono iscritto ugualmente sapendo che, bene o male, sarei arrivato al traguardo. La giornata è stata calda fin dalle prime ore del mattino, al momento del “via” il termometro segnava 31° ai quali nessuno era abituato…  In compenso la temperatura dell’acqua ne ha beneficiato scongiurando l’utilizzo della muta.

Come ogni anno ho anche rinnovato la sfida con il mio amico, collega e acerrimo avversario Davide Boni che si sta allenando come un pazzo per partecipare alla gara di Pescara su distanza 70.3 prevista per il prossimo 12 giugno 2011. Onore al merito in quanto arrivare in condizione atletica adeguata per correre un mezzo iron man ai primi di Giugno per me sarebbe proibitivo…….. Significa farsi centinaia di Km sui rulli o sulla bici da Spinning per prepararsi ai 90km di gara previsti oltre a macinare centinaia di km a piedi per riuscire a correre tutti i 21 km della frazione podistica.

Con la marcata sensazione di partire già sconfitto mi appresto alla partenza con lo spirito di dare ugualmente il meglio di me (purtroppo non riesco proprio a trattenermi… :-) ).

Purtroppo per pochi numeri di differenza io e Davide veniamo divisi in due batterie differenti, lui nella 4^ e io nella 5^ ed ultima….., il che significa non potersi guardare in “cagnesco”  durante la gara….. :-) . Inoltre partire nell’ultima batteria comporta aspettare più di un’ora per partire rispetto alla prima…..

Non tutto il “male” vien per nuocere in quanto assistendo alla gara degli altri ho potuto scambiare quatto chiacchere con l’amico e lettore assiduo del blog Michele Bonati che ho conosciuto “di persona” qualche ora prima in zona cambio. Michele è alla sua prima stagione nel Triathlon ed è pieno di sano entusiasmo! Bravo continua così! :-)

Inoltre durante l’attesa ho potuto anche vedere una di quelle “scene” che mi emozionano sempre tanto e mi danno una “carica motivazionale” che mi dura per qualche anno!! Osservando alcuni atleti che uscivano dal bordo vasca alla fine della loro frazione natatoria ho visto un ragazzo al quale mancava, purtroppo, una mano che con ovvia difficoltà provava ad uscire dalla piscina. Subito è  partito da parte mia e da tutti gli altri spettatori un’applauso spontaneo condito da urla d’incitamento.

Ho pensato a quanto deve essere difficile nuotare solo con una mano, dover stabilizzare il corpo in maniera differente ad ogni bracciata… e poi ho pensato alla bici, alla difficoltà nel pedalare in piedi, cambiare rapporto, bere mentre vai a 40 km/h ecc… Mi si sono inumiditi gli occhi per la felicità nel vedere che ci sono ancora persone che vanno oltre alle difficoltà, che riescono a “fare”, a “mettersi in gioco”, a prescindere da ciò che la vita gli ha dato….. Allo stesso tempo mi è venuta  tanta rabbia nel pensare a coloro che, invece, passano la vita a lamentarsi, a recitare tanti “se e ma”, alla ricerca di infinite scuse per “non fare”, come se la loro vita fosse un film da guardare come spettatori e non da recitatare come attori protagonisti!!!

Con questo non voglio dire che chiunque dovrebbe buttarsi nella pratica del Triathlon o di altri sport…., ritengo però che tutti abbiamo il dovere morale nei confronti della vita di ripagare il dono dell’esistenza, impegnandoci, profondendo energie ed entusiasmo in qualcosa…, qualsiasi essa sia, lavoro, sport, religione, politica ecc, con coerenza, etica e passione, quella genuina e sincera.

Purtroppo non conosco la sua identità ma spero di incontrarlo di nuovo a qualche gara e fargli i miei più sinceri complimenti!!!

Dopo aver provato tali emozioni avevo la certezza che l’imminente gara sarebbe stata in ogni caso una passeggiata……… :-)

Quindi allo “sparo” del giudice di gara parto come un razzo con l’intento di dare il meglio. Mi metto in seconda posizione per sfruttare la scia di un ragazzo che aveva dichiarato alla partenza un tempo minore del mio, quindi sapevo che avrei potuto sfruttare la sua scia. Così ho fatto e gli sono stato dietro per circa 150m, poi si è gradualmente allontanato (la mancanza di allenamento nel nuoto si è fatta sentire… :-) ) al tempo stesso sento che uno da dietro mi “ravana” nei piedi per farmi capire la sua presenza, allora rallento un attimo e mi accodo dietro a lui.  Purtroppo appena mi ha sorpassato (non usufruendo più della mia scia) ha perso velocemente “entusiasmo” e ha iniziato a farmi da “tappo”, dopo due vasche mi accorgo che il ritmo da lui imposto è più lento rispetto alle mie potenzialità e quindi accellero bruscamente, lo supero e me lo lascio dietro. Purtroppo questo mi costerà qualche prezioso secondo.

Alla fine esco dall’acqua in 14 minuti e 13 secondi (avevo preventivato un 13 e 50….). Va bene ugualmente.., mi aggrappo al bordo vasca come una piovra e mi riverso al suolo come una nutria…… :-) , mi alzo in piedi e trotterello verso la zona cambio. Prendo la bici al volo e supero due concorrenti in zona cambio, salgo “alla bersagliera” e mi immetto nel percorso ciclistico che prevede due giri da poco meno di 20 km su un tratto chiuso al traffico della tangenziale di Piacenza.

Il percorso è quindi pianeggiante e consono alle mie “doti” di passista, so perfettamente che la mia gara si giocherà soprattutto in questa frazione, quindi tengo subito gli occhi aperti. Vedo un concorrente davanti a me di una ventina di metri e mi lancio subito al suo inseguimento con il “cuore in gola” e le “gambe di legno”. Appena raggiunto lo incito a collaborare per andare a prendere un’altro gruppetto che ci precede. Nel giro di 5 km da due passiamo a circa 8 concorrenti e riusciamo a proseguire con una discreta collaborazione ed ad organizzarci in una produttiva “doppia fila” che si traduce in una chiusura della frazione ciclistica ad una media superiore ai 40 km/h (molto bene!!).

Arriviamo in gruppo in zona cambio per l’ultima frazione di corsa davanti a tutto il “mio gruppo”…. L’entusiasmo si dissipa velocemente perchè dopo 500 metri di corsa sento  il diaframma che si indurisce e diventa dolorante impedendo uan corretta escursione della gabbia toracica…. Purtroppo so già di cosa si tratta ed è frutto della frazione ciclistica “tirata” che mi obbliga ad una ventilazione frequente in una posizione del torace costretta, alla quale, ad inizio stagione, non sono assolutamente abituato……  Provo a resistere ma so che “non c’è niente da fare”…, l’unico modo per far passare il dolore è rallentare e far sì che il diaframma si rilassi.. Rallento fino a camminare.., poi mi fermo, faccio un po’ di stretching specifico per il diaframma.., tiro qualche accidente…. :-) e poi riparto al “passo del pidocchio”…… :-) . Nel frattempo tutto il “gruppetto” mi passa e se ne va (al traguardo accumulerò 1′:30″ di distacco…). Ricomincio a correre e vado in progressione accellerando metro dopo metro con ottime sensazioni alle gambe…, senza il problema al diaframma sarei riuscito tranquillamente a chiudere la gara ad una media di 4′:15″ al km (per me ottimo tempo).

Dell’incoveniente al diaframma mi importa veramente poco in quanto a 100m dal traguardo mi aspetta tutta la mia famiglia, mia moglie Enrica e le mie figlie Asia di 1 anno e Giada di 3 anni e mezzo che è pronta a correre con me fino al traguardo (era “in smania” da due giorni……). La faccio entrare nel percorso e lei corre come un fulmine appena qualche decina di centimentri davanti a me e mi guarda con la coda dell’occhio per vedere se riesco a superarla mentre io la incito a correre più forte urlandogli “corri veloce patata corriiiii!!”. Lei non si lascia distrarre e taglia il traguardo per prima felice come “una pasqua” perchè “ha battuto il suo papà”!!! :-D :-D Come direbbe Valentino Rossi ho provato un grande “Gusto” in quegli ultimi 100 metri!!! La ragazza ha l’agonismo nel sangue………, il che non mi disturba…… :-D :-D . Bene…., penso che diventerà un “must” al quale non potrò più rinunciare…..

Alla fine taglio il traguardo in 1 ora, 7 minuti,  50 secondi e molto felice!!! :-)

Ciao a tutti e buon Triathlon!!!

Se vuoi lasciare un commento…., non esitare, ti risponderò volentieri!!!! :-)

P.S.: alla fine ho anche battuto Davide………. ;-)

P.p.S.: Se non l’hai ancora fatto, scarica il mio “Audio Book” GRATUITO “ Triathlon per principianti

Dov’è la cultura del movimento?

Scritto da Marco Caggiati in Life

Bambini che giocano liberi

Domenica 13 marzo ho seguito con molto interesse, come faccio sempre, la trasmissione “Presa Diretta” su Rai 3.  Se non la conosci, per intenderci, è una trasmissione simile a “Report” dove vengono messi alla luce, tramite inchieste e reportage, argomenti che solitamente vengono ignorati dai media.

La puntata in questione era intitolata “Solo per ricchi”, dedicata alla nuova Riforma sull’Istruzione che è al vaglio del Parlamento in questi giorni (la Riforma Gelmini). Hanno parlato di Istruzione Universitaria evidenziando un quadro alquanto critico e poco roseo e soprattutto decisamente disparitario, confrontando l’Istruzione Pubblica con quella Privata.

Oltre al futuro dell’Università hanno parlato anche della situazione dell’Educazione Motoria nella scuola e dei suoi risvolti sul mondo dello sport, cosa che ovviamente mi colpisce da vicino, non come diretto interessato (non insegno a scuola e mai lo farò..)  ma come Professionista dell’Educazione Motoria e genitore.

Non è mia intenzione né compito commentare le proposte inserite nella nuova Riforma Scolastica ma devo dire che, ad un certo punto della trasmissione, sono “saltato in piedi dritto come un palo”!!!!

Finalmente qualcuno che in televisione denuncia una situazione che mi sta a cuore da quando facevo l’Università!!!

Durante la visione ho provato sensazioni oscillanti tra la rabbia e la gioia nel sentire qualcuno che portava avanti la “mia bandiera”!!!

Sembrava che qualcuno avesse scritto un copione usando le mie stesse parole…….., sono rimasto positivamente colpito nel sentire qualcuno che denunciasse lo stato di degrado dell’Educazione Fisica in Italia.

In sintesi, ti riassumo le assurdità del sistema “Scuola” in Italia (logicamente per quanto concerne l’Educazione Motoria):

1 – Nell’ordinamento scolastico sono previste solo 2 ore settimanali di Attività Motoria quando ne occorrerebbero almeno 6…….

2 – E’ prevista una figura professionale apposita (l’insegnante d’Educazione Fisica) solamente a partire dalla scuola media, quando è risaputo da più di 50 anni che gli “schemi motori di base” (che sono camminare, correre, rotolare, strisciare, arrampicare, saltare ecc) si radicano nella corteccia motoria in maniera fertile ed indelebile tra i 6 e i 12 anni!!!!!!!!!! I bambini in quella fascia d’età vivono un vero e proprio stato di grazia in cui imparano tanto con poca fatica, in cui posano le basi per avere un corpo da adulto sano ed abile…… Già solo questo sarebbe sufficiente per mettere nel frullatore i testicoli o le ovaie del Ministro dell’Istruzione che ha pensato questa “genialata”…. Ti ricordo che l’Educazione Motoria nella Scuola Elementare è affidata alla libera iniziativa del/lla maestro/a che spesso con coscienza si informano e addestrano, ma altrettante volte (a ragione…) fanno quello che possono….., oppure a Società sportive esterne che spesso si fanno pagare (e i genitori pagano ….).

3 -  La situazione delle palestre di alcune scuole è da terzo mondo e a volte non garantiscono gli standard minimi di sicurezza.

Questi sono solo i punti principali, ma potrei andare avanti per ore……

Il problema di fondo è che l’Attività Motoria viene considerata come qualcosa di facoltativo.., di poco importante….., se si fa, bene, altrimenti “non succede niente”. I bambini delle Scuole Elementari vengono istruiti alle lingue straniere, alla musica….., materie sicuramente importanti nello sviluppo del bambino verso l’età adulta…, ma infinitamente meno, rispetto all’insegnamento della “cultura del movimento”.

Se cinquant’anni fa la carenza di attività motoria nelle scuole veniva compensata dal cosiddetto gioco libero (si giocava con i proprio coentanei per le strade e nei campi….) ora molti bambini crescono tra le mura domestiche e vengono cresciuti da genitori pigri e ipocinetici (logicamente non tutti…., ma quante volte ho sentito genitori urlare al parco frasi tipo: “Marco fermati che sudi…..”, oppure: “Marco fermati che ti sporchi……!!!!!!!”  Mannaggiaaa!!!!! :-( , sarebbero da bastonare……..!!! Il risultato è che vedo sempre più giovani adulti in uno stato di “handicap motorio” e l’obesità sta dilagando come una vera e propria epidemia, con tutte le problematiche socio economiche che comporta…..Il lavoro dei bambini dovrebbe essere giocare tutto il giorno, sudare, sporcarsi, rotolarsi, correre, urlare, arrampicarsi sulle piante!!! Non studiare l’inglese…., per quello c’è tempo…., o ancora meglio….. si potrebbe insegnarlo tramite il movimento..

A tal proposito, la puntata di Presa Diretta racconta l’esperienza di un progetto Svizzero che io sognavo da tempo… Si tratta di una scuola elementare che utilizza una metodica d’insegnamento basata sul movimento, dove anche i banchi di scuola hanno le rotelle……. Si sono resi conto che i bambini imparano più velocemente e divertendosi rispetto alla  scuola “normale” che violenta gli alunni e li costringe a stare seduti per ore ad ascoltare cose che hanno lo stesso “appeal” di una lezione di nuoto per un Tuareg che vive nel deserto………. :-) .

Nella puntata parlano anche di quello che io ho sempre definito il “Miracolo Olimpico Italiano” che si ripete ogni quatto anni!! Infatti mi stupisco sempre di quante medaglie riusciamo a vincere ad ogni Olimpiade, considerando la quantità di praticanti e i salti mortali che devono fare per riuscire ad allenarsi, nati e vissuti in una società che fa di tutto per evitare che diventino dei campioni…….

Ti consiglio vivamente di prenderti una mezz’oretta per vedere la parte del video di Presa Diretta dove si parla dell’attività motoria nelle scuole italiane,  guarda il video a partire da 1 ora e 7 minuti fino ad 1 ora e 39 minuti e 10 secondi. E’ una mezz’oretta di video che vale la pena vedere….., soprattutto se hai dei figli o hai intenzione di farne…..

Mi piacerebbe tanto condividere i tuoi pensieri al riguardo; se vuoi lascia un commento, sarò felice di risponderti!!!! :-)

Ciao a presto!!! :-)

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