Allenamento Fitness

Tutto ciò che riguarda il Fitness lo sport l’allenamento e l’alimentazione

Archivio per ‘Life’ Categoria

Con la neve arriva anche lo “Slow Foot”

Scritto da Marco Caggiati in Life

Non ti preoccupare non si tratta dell’ultima “invenzione” del magico mondo del fitness, non è una nuova moda al pari della pedana vibrante…., è solo un gioco di parole, dato che abito nella Food Valley, patria dello Slow Food, mi è venuto spontaneo chiamare “Slow Foot” la situazione che si è venuta a creare a causa (o per merito…) della neve copiosa che ha coperto le strade della maggior parte del nord Italia.

Come accade puntualmente tutti gli anni, arriva la neve che crea “disagi” alla circolazione obbligando le persone a rinunciare o ritardare, impegni lavorativi e divertimenti.

Oggi ho letto sul giornale principale della mia città (Gazzetta di Parma), i commenti dei “parmigiani” che si lamentavano, chi più chi meno, dei disagi causati dalla neve e mi è venuto spontaneo sorridere.. :-) . In molti si lamentavano del troppo tempo impiegato a percorrere poche centinaia di metri a causa del traffico congestionato, altri del fatto che avessero dovuto spalare per ore la neve da cortili e marciapiedi.

Spesso copiose nevicate sono la causa di chiusura di scuole, aziende, uffici pubblici e di appuntamenti lavorativi che “saltano”. Tutti questi “disguidi” sembrano in prima analisi problematici ma in realtà, a posteriori, ci si rende conto che il “mondo” è andato avanti ugualmente…, solo più lentamente.

Io amo la neve in città, anche se per alcuni aspetti, come dice sempre un mio amico, è un po’ come la sabbia nelle mutande, dà fastidio…. :-)

Non amo la neve solo perché crea “clima Natalizio” o perché mi ricorda le ore passate a giocare da bambino o le scampagnate con le ciaspole o le uscite di freeriding con lo snowboard.

Mi piace la neve in città perché ha una caratteristica unica e “magica”: obbliga tutti a rallentare “il ritmo”, volenti o nolenti, a “tirare il freno a mano” e fermarsi, uscendo dalla “routine” che ci porta spesso a logorarci senza nemmeno rendercene conto. Inoltre ha una fantastica dote: attutisce tutti i rumori creando un ambiente “ovattato” al quale non siamo più abituati….

La neve porta indietro nel tempo e ci invita a “spolverare” i nostri scarponcini da trekking per percorrere in tutta sicurezza le strade innevate e ghiacciate.

Da qui nasce “l’idea” di chiamare questo periodo “Slow Foot” (piede lento). Finalmente qualcosa che obblighi le persone a fare un po’ di manutenzione al proprio corpo! Fosse per me…, riempirei le strade delle città con neve artificiale per tutto l’inverno… :-) .In questo modo tutti farebbero più attività motoria, magari utilizzando anche gli sci da fondo e, così facendo, ridurrebbero il sovrappeso, i livelli di colesterolo e dei trigliceridi, la glicemia e la pressione arteriosa!!!!

Mi fanno sorridere coloro che “odiano” la neve…, dicono che crea solo disagi… In qualche raro caso è vero come, per esempio, la difficoltà di raggiungimento degli ospedali dei mezzi di soccorso. Ma del resto è veramente FANTASTICA!

Colgo quindi l’occasione per consigliare a tutti quelli che si lamentano della neve, di farsi una bella passeggiata di almeno 40 minuti in un parco e respirare a pieni polmoni ed evitare di “inalberarsi” per una cosa alla quale non c’è soluzione (per fortuna). Quando nevica bisogna rallentare, con la macchina come nella vita… e questo, a mio parere, è un bene! Godetevi questi momenti e utilizzate l’eventuale inaspettato tempo libero per prendervi cura del vostro corpo o per stare più con le persone alle quali tenete!

Ricordo a tutti che per mantenere in buona efficienza l’apparato cardio-vascolare occorre fare attività cosiddetta di tipo “aerobico” (cammino, corsa, ciclismo, pattinaggio ecc) almeno per un minimo di 2/3 ore a settimana, idealmente 30 minuti al giorno, ad un ritmo corrispondente al 70% della riserva di massima frequenza cardiaca (metodo Carvonen).

Ciao e buon Slow Foot a tutti!! :-)

Lascia un commento, sarò felice di risponderti!!

Olimpiadi e spirito olimpico

Scritto da Marco Caggiati in Life

 

E’ di pochi giorni fa la notizia che le future Olimpiadi estive del 2016 si svolgeranno a Rio de Janeiro in Brasile.

Colgo quindi l’occasione per fare una considerazione personale sullo spirito olimpico e sul celeberrimo motto di De Coubertin, barone diventato famoso per aver dato vita ai giochi olimpici moderni nel 1896.

Tutti coloro che si sono cimentati nella loro vita in una qualsiasi competizione sportiva, soprattutto da bambini, e non hanno vinto…, si sono sentiti sicuramente dire: “non essere triste, l’importante non è vincere, ma partecipare!!”.

Questa frase ha la sua logica….., ma penso che sia diseducativa e decisamente superficiale. Ho partecipato a decine di gare in discipline diverse come atletica leggera, podismo, ciclismo, triathlon, motocross, regolarità auto storiche, baseball ecc e non ho mai visto nessuno esultare perché non aveva vinto, semplicemente perché aveva partecipato ad un evento… :-)

Nella miriadi di gare alle quali ho partecipato ho collezionato un numero di vittorie che si possono contare con le dita di due mani………., una percentuale piccolissima…..

L’esperienza mi ha portato a credere fortemente che in una gara non ha nessuna importanza solamente partecipare, inteso come “fare presenza”….

Quando torno a casa da una competizione mi capita sempre di rivivere, una volta spenta la luce ed appoggiata la testa sul cuscino prima di addormentarmi, gli attimi salienti della mia prestazione.

Mi rivedo nei momenti cruciali e “mi chiedo”:  potevo fare di meglio….? La risposta, per mia fortuna, è sempre la stessa: “NO, ho dato il massimo, non ho remore, posso dormire tranquillo”.

Questa penso sia la cosa veramente importante e da insegnare ai bambini che si approcciano al mondo dello sport.

Per concludere, voglio raccontarti un aneddoto riguardante la mia prima gara di ciclismo su strada che ormai risale a più di 15 anni fa:

La gara in questione era il “giro della provincia di Parma”, gara composta da 3 tappe “in linea” e 1 a cronometro. Senza saperlo mi ero iscritto alla gara amatoriale più difficile ed impegnativa di tutta la provincia… :-) .

La prima tappa prevedeva 60 km di pianura composta da 3 giri di un circuito che aveva come punto di partenza il paese di Sorbolo (PR), quindi in piena bassa parmense.

Fin dalle prime battute mi sono accorto che il mio livello d’allenamento era basso rispetto al resto del gruppo.

I primi due giri, a fatica, sono riuscito a rimanere nel gruppo, ma durante l’ultimo giro, a causa soprattutto della mia inesperienza, dopo l’ennesima brusca accelerazione successiva ad una curva lenta, mi sono staccato e ho preso alcune decine di metri di distacco.

Ho continuato ugualmente a spingere al massimo sui pedali, per contenere il distacco, convinto che nelle tappe successive avrei recuperato….. (l’ottimismo non mi è mai mancato…. :-) ).

Nelle tappe dei giorni seguenti il “film”, purtroppo, ha previsto per me lo stesso copione… :-(

Alla fine delle 4 tappe previste ho chiuso il mio primo “giro della provincia” in penultima posizione con circa 30 minuti di distacco totale dal primo. Analizzando bene la classifica mi accorsi poi che alcune decine di atleti, in difficoltà come me, avevano pensato bene di “tirare i remi in barca” e ritirarsi dalla gara. Quindi sono arrivato primo dei non ritirati!! :-)

Battute a parte, che tu ci creda o meno, ero in quei giorni molto contento perché ho dato sempre il 100% in ogni momento della gara, anche quando il gruppo puntualmente mi staccava……

“MORALE DELLA FAVOLA”

L’importante non è partecipare…, ma profondere il massimo impegno possibile e dare il meglio di sé!  Poi, se capita di vincere, è ancora meglio!!! :-) Anche perché la vittoria da sola non ha nessun valore… Un vero sportivo non trova “godimento” in un successo che non l’ha costretto a dare il meglio di sé, le vittorie facili non sono affatto divertenti…

E tu.., cosa ne pensi..?

Lasciami un commento, sarò felice di risponderti!!! :-)

Ciao al prossimo articolo!

Giornata mondiale per il cuore

Scritto da Marco Caggiati in Life

Ogni anno in Italia le malattie cardiovascolari “mietono” numerose vittime, senza considerare i “sopravvissuti” ad un attacco cardiaco, che rappresentano un buon numero di malati cronici. Nel nostro paese la Fondazione Italiana per il Cuore, come in altri 100 paesi nel resto del mondo, organizza una giornata, il 27 settembre prossimo, dedicata all’attenzione su questo argomento.

Quest’anno, in particolare, viene sottolineata l’importanza di prendersi cura responsabilmente della salute del proprio cuore in ogni ambiente e in ogni momento della propria vita.

Al fine di mettere in atto un’idonea prevenzione delle malattie cardiovascolari, devono essere ben chiari quali sono i fattori di rischio:

Fattori di rischio TRATTABILI

-         ipercolesterolemia (aumento del livello di colesterolo nel sangue)

-         ipertensione arteriosa (la “famosa”  “pressione alta”)

-         obesità/sovrappeso (soprattutto del grasso addominale)

-         sedentarietà (assenza di esercizio fisico, sia durante il lavoro che extra)

-         stress

-         diabete

-         inquinamento atmosferico

-         fumo

Fattori di rischio NON TRATTABILI

-         ereditarietà (la presenza o meno di genitori e/o parenti stretti che hanno subito malattie dell’apparato cardiovascolare)

-         età (con il passare degli anni l’apparato cardiovascolare è soggetto, come tutti gli altri organi, ad invecchiamento e perdita progressiva di funzionalità)

-         sesso (le donne, fino all’arrivo della menopausa, hanno meno probabilità di subire problematiche all’apparato cardiovascolare rispetto agli uomini)

Una volta individuati i fattori è di fondamentale importanza assumere un comportamento atto a eliminare tutti i fattori di rischio TRATTABILI, al fine di ridurre al minimo la probabilità di ammalarsi:

-         se fumi, smetti subito;

-         svolgi una regolare attività fisica per facilitare il controllo del peso, mantenere in efficienza l’apparato cardiovascolare, ridurre il colesterolo, aumentare il colesterolo hdl (quello “buono”), ridurre la pressione arteriosa e per scaricare lo stress della giornata;

-         scegli una sana ed equilibrata alimentazione: riduci le quantità di grassi alimentari, consuma pesce almeno due volte la settimana (cibo ricco di acidi grassi omega 3), frutta, verdura e cibi preferibilmente integrali. Una corretta alimentazione ti permetterà di controllare il peso,  combattere l’insorgenza del diabete, ridurre i livelli di colesterolo e abbassare la pressione arteriosa;

-         adotta uno stile di vita che ti permetta di controllare i livelli di stress e ricordati che lo stress non è una condizione fisiologica per il nostro organismo. Se vivi una situazione sentimentale o lavorativa che “ti stressa” o cambi l’atteggiamento nei confronti degli “stressors” oppure cambi lavoro o partner!! Sembra un discorso semplicistico, ma è la dura e pura realtà!!!

E’ importante quindi sottolineare che domenica 27 settembre saremo tutti chiamati a riflettere su questo importante argomento e soprattutto a riconoscere la nostra responsabilità individuale per la nostra salute e, come sempre, saremo poi liberi di fregarcene o di fare i primi passi importanti per il nostro benessere.

Prenditi cura di te, sempre, in ogni luogo e in ogni momento!

Buona manutenzione del tuo cuore!! :-)

Ciao al prossimo articolo!

Oggi voglio darti il resoconto della gara disputata dal “Fitnestudio triathlon team”. Niente paura è solo un gruppo di amici e clienti che condividono con me la mia passione per la triplice disciplina… :-) !!

Ieri a Cremona presso il centro sportivo “Stradivari” si è svolta una gara su distanza sprint dove ho partecipato insieme al mio amico e collega Davide Boni ed agli amici e clienti Mutti Francesco e Del Picchia Ettore (tra l’altro debuttanti).

La giornata è iniziata presto, sveglia alle 7.30, per poi avviare effettivamente la competizione alle 14.30 circa. Essendoci iscritti alla gara come amatori (quali siamo.. :-) ) ed essendo iscritte più di 450 persone, a noi è capitata l’8^ ed ultima batteria (per i neofiti del triathlon, quando la frazione natatoria si svolge in piscina, si parte a batteria per evitare di prendersi a calci e pugni in faccia… :-) .

Abbiamo passato la mattinata sotto il “solleone” e al momento della partenza eravamo già letteralmente cotti…. :-) .

Al via del giudicie di gara ci lanciamo nella prima frazione di nuoto, io parto come una palla di fucile e alla fine della prima vasca da 50 m, mi giro a destra, mi giro a sinistra… e non vedo nessuno….(penso: “grande partenza..”).

Poi inizio a rallentare perchè so che non potrei resistere per 750 m con quel ritmo, mi superano 2 “compagni” di corsia (penso: “lo sapevo…  :-) ” ) che tengo poi come punto di riferimento, e alla fine esco dall’acqua con il 15° tempo di categoria (nella categoria amatori eravamo in 42).

Nel cambio non sono stato “un fulmine di guerra” e perdo qualche secondo prezioso a causa del top che non si voleva infilare…., prendo la bici e corro fuori dalla zona cambio;

Mi aspettano 20 km di bici con vento, il tempo di infilare i piedi nelle scarpe e di alzare la testa per valutare la tattica di gara e mi rendo conto che davanti, a circa 200 metri, c’è un gruppetto.

Mi butto a testa bassa per raggiungerli e cercare poi collaborazione per mantenere un ritmo alto; nel giro di poco, li prendo, mi accodo, cerco collaborazione, ma mi accorgo che mi sono infilato in un gruppo di “tapascioni”.. :-) (chiamo “tapascioni” quelli che stanno volentieri in scia, ma piuttosto di andare davanti a tirare sono disposti a procedere a 10 km/h…. :-) ), quindi mi alzo in piedi sui pedali e vado “in fuga”.

Riesco a prendere un altro gruppetto.., ma “la storia si ripete” e quindi riparto…; alla fine otterrò il 5° tempo praticamente in solitario. Una gara con scia consentita si è trasformata per me in una cronometro di 20 km.

Mi ritrovo in zona cambio con il mio amico Davide, ci diamo la mano e ci lanciamo nella frazione podistica. Davide prende subito una decina di metri che progressivamente si trasformeranno al traguardo in 31″ di vantaggio.

Io soffro, come al solito, di un fastidioso indurimento del diaframma che mi impedisce di andare al 100%, ma riesco ugualmente a recuperare qualche posizione, anche se negli ultimi km ne perderò 3 da atleti che risalivano da dietro.

Arrivo sul traguardo 8° con un tempo totale di 1 ora 12 minuti e 4 secondi.

Faccio i complimenti a Davide che in un anno di allenamenti è riuscito a colmare completamente il gap che ci separava solo 12 mesi fa….. Grazie anche per darmi un ottimo motivo per allenarmi più seriamente…….; arrivare dietro non mi piace.. :-)

Da segnalare sono le ottime prestazioni dei miei clienti Francesco ed Ettore che alla loro prima esperienza, sono riusciti ad arrivare al traguardo stanchi, ma soddisfatti! :-)

Spero che, anche in loro, stia germogliando la passione per il triathlon!

In televisione e sui giornali si parla di “sindrome da rientro vacanze”, in inglese chiamata anche “post vacation blues” (tristezza del dopo vacanza).

I sintomi sono vari e molto soggettivi, ma spaziano da una sensazione generale di stanchezza, malessere generale, irritabilità, alterazioni del sonno, ansia, depressione a dolori muscolari, raffreddori, mal di gola, disturbi digestivi.

Da recenti studi questi sintomi sembra vengano avvertiti da almeno una persona su due al termine delle ferie e conseguentemente al rientro nella routine lavorativa normale (il fenomeno si “aggrava” se l’attività lavorativa è poco gratificante e piacevole), accentuata, molte volte, dal cambio di temperatura (per es. dalla fresca montagna alla calda città), dalle code nel traffico e magari da un consuntivo poco soddisfacente delle vacanze trascorse (“doveva andare meglio!!..”).

In una situazione di base di questo genere, riprendere ad allenarsi (per chi non è molto avvezzo…. :-) ) potrebbe rappresentare uno stress ulteriore che si va a sommare a quelli precedentemente elencati!

Solitamente in vacanza si mettono in atto due tipi di comportamento diametralmente opposti:

- coloro che si impegnano in una miriade di attività sportive e non, allenandosi tutti i giorni per cercare di recuperare ciò che non hanno fatto durante l’anno;

- coloro che abitualmente si allenano (anche se lo percepiscono come una costrizione dettata dalla consapevolezza che l’attività motoria è indispensabile per una corretta igiene di vita) ma che in ferie dato che “la vacanza deve essere vacanza.. :-) ” poltriscono beatamente facendo la vita caratteristica del “nano da giardino”… :-) )

Nel caso della prima “categoria” il rischio più grosso è quello di incappare in infortuni più o meno gravi (i pronto soccorso delle località marittime sono pieni di “atleti rampanti” in pessime condizioni atletiche che si sono infortunati sui campi da beach volley, da calcetto, da tennis o vittime di un colpo di calore, “raccolti” da terra alle due del pomeriggio, sul lungo mare, con indosso un k-way per sudare…. :-) )

Per la seconda “categoria” (i pigroni..) il rischio è, se le ferie si prolungano per più di una settimana, di entrare in un circolo vizioso alimentato dalla pigrizia che potrebbe portarli a procrastinare all’infinito la ripresa degli allenamenti.

Come già espresso numerose volte in altri articoli è di fondamentale importanza che l’attività motoria sia presente sempre nella quotidianità di ogni individuo. Chi è abituato ad allenarsi costantemente ha anche una soglia di sopportazione della fatica e dello stress psichico nettamente più alta rispetto ad un sedentario, la quale gli permette di affrontare il rientro dalle ferie in modo decisamente più facile.

Si apprende facilmente quindi che è opportuno continuare ad allenarsi anche in ferie!

Per chi, invece, ha “appeso le scarpette al chiodo” per sdraiarsi su prati e spiagge, abbandonando ogni tipo di attività motoria, ho qualche suggerimento per superare facilmente la “post vacation blues” e rilanciarsi in proficui allenamenti:

-         accetta la situazione, “quel che è fatto è fatto”, l’unica cosa da fare e reagire e pensare ad una strategia per rialzare il tuo livello di vitalità;

-         prenditi il tempo necessario, non farti prendere dalla fretta e dall’ansia, fissati dei micro obiettivi  da raggiungere ed inizia con pochi allenamenti (max tre alla settimana).

-         concediti un adeguato recupero col sonno notturno e pause (allenati a giorni alterni) tra le sedute di training;

-         condividi con un/a amico/a i tuoi obiettivi e fatevi forza l’uno/a con l’altro/a per mantenere alto il livello motivazionale

-         fai si che la pigrizia non prenda il sopravvento!

-         rincomincia con attività blande come camminate all’aria aperta o qualche seduta di stretching

Ciao al prossimo articolo e buon allenamento!

Lasciami un commento, sarò felice di risponderti!!! :-)

Corso Vitality visto “da fuori”….

Scritto da Marco Caggiati in Life

Ciao, oggi voglio parlarti di un’esperienza professionale che è stata molto piacevole ed emozionante.

Ho avuto la fortuna di partecipare come formatore ad un corso, chiamato Vitality, organizzato dagli amici e grandi professionisti di Ekis (www.ekis.it) .

Il corso è incentrato sulle strategie da utilizzare per ottenere il massimo livello di vitalità e di benessere e fornisce tutti gli strumenti per raggiungere un reale equilibrio tra corpo e mente.

Io mio sono occupato dell’area del corso dedicata all’attività motoria e il mio compito era quello di trasferire i principi di base per, come amo definirla, la corretta “manutenzione” della “macchina uomo”.

Di recente ho scritto un articolo intitolato “I 5 target per il raggiungimento del perfetto stato di fitness” che in parte racchiude la mia “visione” per il raggiungimento di un vero equilibrio psico-fisico.

Solitamente i corsi di formazione ti riempiono la testa di tante informazioni utili ma che difficilmente si riescono a trasportare nel “quotidiano”.  Dico solitamente perchè i corsi organizzati da Ekis, al contrario,  sono ricchi di esercizi e contenuti pratici che rendono “la teoria” effettivamente utilizzabile.

Insomma, tanto arrosto e poco fumo… :-D

Il mio obiettivo al Vitality è stato quello di dare nozioni utili a capire come gestire l’allenamento di base per avere un buono stato di salute e, soprattutto, fare provare direttamente ai corsisti l’attività motoria sul campo! La metà esatta di loro non aveva mai fatto alcun moto e per me trasferire molti concetti in poco tempo (che abitualmente spiego utilizzando alcune sedute di personal training..) è stata una bella sfida professionale!!!

La cosa più importante che mi ero prefissato era quella di farli appassionare al movimento e di ingenerare in loro una sorta di spirito di “emulazione”. O meglio…., volevo trasferire loro la proiezione di ciò che, con qualche accettabile sacrificio, avrebbero potuto ottenere allenandosi costantemente e che, fino a quel momento, non sapevano nemmeno di poter ottenere.

E’ stato veramente bello lavorare con un gruppo di persone disposte ad impegnarsi per sperimentare sensazioni fische nuove ed inaspettate.

Altri impegni professionali e famigliari mi hanno impedito di seguire il corso “in toto” ma, in quelle poche ore durante le quali ho potuto guardare “da fuori” (come spettatore) il corso, ho potuto vedere e sentire una fantastica energia e un gruppo di persone impegnate ad evolvere e a migliorare la propria vita.

La maggior parte delle persone “interpreta” la vita come se fosse una comparsa, come se tutto fosse già scritto in un copione (scritto da altri..) e passa le giornate a lamentarsi di tutto e di tutti…., quindi ogni volta che vedo persone piene di energia e di “voglia di fare”, di distinguersi, di lasciare un segno, di diventare la “star” della propria vita…, mi pervade una sensazione di vero “godimento” e sono felice!!! :-)

Con questo articolo voglio ringraziare tutti, in primis Livio Sgarbi che mi ha dato l’opportunità di fare una bellissima esperienza professionale, e poi tutto lo staff Ekis e i corsisti che mi hanno regalato un pò della loro energia (anche se ne ho da parte delle scorte “secolari”, sono avido di “vitalità” quindi l’ho presa volentieri… :-) ).

Spero di essere stato d’esempio e da sprono a coloro che per la prima volta hanno fatto attività motoria e di aver insegnato qualcosa di nuovo anche agli “habitué” dell’allenamento.

A tutti ricordo che la costanza è la prima cosa alla quale puntare per ottenere qualsiasi tipo di risultato! Quindi forza e coraggio, mettetevi le vostre scarpette da allenamento, uscite di casa e MUOVETEVI!!!!!

P.S. dedicato ai corsisti: Se dovessi (e lo spero vivamente) incontrarti di nuovo e alla fatidica domanda “ti stai allenando” dovessi rispondermi “no”………., sappi che mi “incazzo come un ape”….. :-) :-D

Ciao a tutti e buon allenamento!!!

Se vuoi lasciare un commento, sarò felice di risponderti!!! :-)

Ciao ho finito da poco le mie ferie estive dove per 15 giorni ho potuto comportarmi “da atleta” ed allenarmi tutti i giorni!!! Era dai tempi dell’ISEF che non mi allenavo così bene e sono molto soddisfatto dei risultati ottenuti!!! :-)

La “cigliegina sulla torta” delle mie vacanze è stata la partecipazione al triathlon di Bellagio su distanza 70.3 (1,9 km a nuoto, 90 km in bici e 21 km di corsa); o meglio…., ho partecipato alla gara “a staffetta” facendomi carico dei 90 km della frazione ciclistica. La frazione a nuoto è stata percorsa dal mio amico Giorgio Galli e quella podistica dall’amico Felice Doni.

Il risultato finale è stato un ottimo 3° posto, soprattutto grazie alla superba prestazione di Felice.

Oggi voglio raccontarti la mia esperienza con la speranza di trasmetterti un pò del “germe” del triathleta e che possa esserti da sprono per iniziare a praticare questa spendida disciplina!!!

Tutto è iniziato con una telefonata di Giorgio che abita sulle rive del lago di Como.  Semplicemente mi chiede: “Marco, a Bellagio c’è una bellissima gara di Triathlon su distanza 70.3 ed è prevista anche una categoria “a staffetta”, vieni a fare la frazione in bici..?” Io “forte” dei miei 15 giorni di allenamento “serio” ho risposto semplicemente: “certo” (con una luce diabolica negli occhi… :-) ).

Mi aspettano 90 km a cronometro (la scia nelle distanze lunghe non è permessa) con un percorso fatto di “saliscendi” e con una salita finale al famoso “Ghisallo”, nota salita frequentata spesso dal “Giro d’Italia”.

Il mio obiettivo è percorrere i 90 km in 3 ore nette ad una media di 30 km/h che, per il mio allenamento, non è per niente male…

La giornata è splendida, soleggiata e calda…; la gara parte puntuale alle ore 9, il mio amico Giorgio si tuffa per percorrere i “suoi” 1,9 km/h a nuoto. Io nel frattempo faccio un pò di riscaldamento di corsa per partire poi subito forte. La bicicletta è già posizionata sapientemente in “zona cambio” e tutto è pronto.

Giorgio percorre la sua frazione ottimamente ed esce 25° dall’acqua, mi da il cambio e  siamo in 2° posizione come “staffetta” con il terzo dietro “a ruota”.

Io parto a razzo di corsa fuori dalla zona cambio, monto in bici e mi lancio nei miei 90 km. Il primo in classifica aveva qualche minuto di vantaggio e sapevo che sarebbe stata dura riprenderlo… (infatti così è stato… :-) , non l’ho ripreso… :-D ). Dovevo però difendere la seconda posizione e quindi giù “a testa bassa”!!

I primi 30 km li passo “con il cuore in gola” pedalando molto forte, perchè il terzo è dietro di me a poche decine di metri. Intavolo un bel duello con il 3° in classifica ( o meglio…, ci siamo scambiati la 2° e la 3° posizione almeno dieci volte…. :-) ). Mentre “battagliamo”, il 4° in classifica, fino a quel momento, ci supera a “velocità doppia” senza nemmeno darci la possibilità di “reagire” (tanto ero già “al gancio”, nulla avrei potuto fare… :-) )

Reggo il confronto fino a Como dove una salita breve ma impegnativa mi obbliga a rallentare il passo.., il mio “compagno” d’avventura diventa un punto lontano nell’orizzonte.. (lo reincontrerò a fine gara dove mi porgerà la mano…., buon segno vuol dire che gli ho dato filo da torcere…. :-) )

Continuo a tirare perchè il mio obiettivo principale è percorrere i 90 km in 3 ore! Non mollo un attimo e, ogni volta che la strada “spiana” leggermente, mi metto sulle prolunghe per far valere le mie doti da “cronomen”. Recupero secondi preziosi…., che perdo puntualmente ogni volta che la strada torna a salire. Intavolo un altro bel “duello” con un concorrente che partecipava alla gara da solo ( questo non mi ha impietosito… :-) e ho provato a staccarlo ugualmente… :-) ).

Anche con lui ci superiamo più volte e ogni volta ci scambiamo battute del tipo: “ancora qui..?” oppure “questa è l’ultima volta eh..”  oppure “basta non ti dico più niente…. :-) . Queste “cose” sottolineano che, nel Triathlon, non si hanno mai dei veri avversari ma semplicemente dei compagni d’avventura!

Il “duello” finirà puntalmente ( :-( ) sui 5 km di salita finali verso il “Ghisallo” dove procedendo a “zig zag” perdo il contatto.

La  salita è troppo ripida per le mie forze in quel momento e per i rapporti che monto (ho ancora un 39 di corona e un 21 di massimo pignone.., “lascito” di quando mi allenavo seriamente, ormai più di 10 anni fa……) e una decina di alteti che corrono “soli” mi superano.

Scollino, mi butto a capofitto sui 4 km finali di discesa che mi riportano a Bellagio con un motociclista dell’organizzazione che mi “apre la strada” e che, prossimo al traguardo, mi dirà stupito: “oh quanto sei andato forte in discesa…!?!”; io sorridendo gli ho risposto: “almeno in discesa vado forte…….  :-) “.

Arrivo in zona cambio dopo 3 ore e 7 minuti ad una media di poco inferiore ai 29 km/h che mi permette di chiudere la gara con il 33° tempo assoluto su oltre 60 partecipanti. Ho schivato il mio obiettivo di poco…., ma, come sempre, non ho rimpianti, di meglio non potevo fare.

Do il cambio a Felice che, con una prova magistrale, recupera posizione su posizione fino ad agguantare la 3° posizione ( o meglio è arrivato ad una manciata di secondi dal 3° che verrà poi squalificato “regalandoci” la terza piazza del podio). In ogni caso la prova di Felice è veramente degna di lode, infatti farà segnare il 2° tempo assoluto di corsa!!!!

Alla fine eravamo tutti stanchi ma soddisfatti!!!! :-)

Adesso mi aspetta una gara di Triathlon sprint a Cremona il 6 di settembre, una, sempre di sprint, il 27/09 a Lerici e, se tutto procede bene, una su distanza olimpica (1,5 km nuoto/ 40 km in bici e 20 km a nuoto) l’11 di ottobre a Recco (GE).

Colgo l’occasione per fare di nuovo i complimenti ai miei compagni di staffetta e per ringraziare Giorgio per l’ospitalià.

A tutti buon Triathlon!!!

Ciao a presto e al prossimo articolo!

Se vuoi lasciare un commento, sarò felice di risponderti!!!

Subscribe to Allenamento Fitness

Video & Audio Comments are proudly powered by Riffly