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E’ di pochi giorni fa la notizia che le future Olimpiadi estive del 2016 si svolgeranno a Rio de Janeiro in Brasile.

Colgo quindi l’occasione per fare una considerazione personale sullo spirito olimpico e sul celeberrimo motto di De Coubertin, barone diventato famoso per aver dato vita ai giochi olimpici moderni nel 1896.

Tutti coloro che si sono cimentati nella loro vita in una qualsiasi competizione sportiva, soprattutto da bambini, e non hanno vinto…, si sono sentiti sicuramente dire: “non essere triste, l’importante non è vincere, ma partecipare!!”.

Questa frase ha la sua logica….., ma penso che sia diseducativa e decisamente superficiale. Ho partecipato a decine di gare in discipline diverse come atletica leggera, podismo, ciclismo, triathlon, motocross, regolarità auto storiche, baseball ecc e non ho mai visto nessuno esultare perché non aveva vinto, semplicemente perché aveva partecipato ad un evento… :-)

Nella miriadi di gare alle quali ho partecipato ho collezionato un numero di vittorie che si possono contare con le dita di due mani………., una percentuale piccolissima…..

L’esperienza mi ha portato a credere fortemente che in una gara non ha nessuna importanza solamente partecipare, inteso come “fare presenza”….

Quando torno a casa da una competizione mi capita sempre di rivivere, una volta spenta la luce ed appoggiata la testa sul cuscino prima di addormentarmi, gli attimi salienti della mia prestazione.

Mi rivedo nei momenti cruciali e “mi chiedo”:  potevo fare di meglio….? La risposta, per mia fortuna, è sempre la stessa: “NO, ho dato il massimo, non ho remore, posso dormire tranquillo”.

Questa penso sia la cosa veramente importante e da insegnare ai bambini che si approcciano al mondo dello sport.

Per concludere, voglio raccontarti un aneddoto riguardante la mia prima gara di ciclismo su strada che ormai risale a più di 15 anni fa:

La gara in questione era il “giro della provincia di Parma”, gara composta da 3 tappe “in linea” e 1 a cronometro. Senza saperlo mi ero iscritto alla gara amatoriale più difficile ed impegnativa di tutta la provincia… :-) .

La prima tappa prevedeva 60 km di pianura composta da 3 giri di un circuito che aveva come punto di partenza il paese di Sorbolo (PR), quindi in piena bassa parmense.

Fin dalle prime battute mi sono accorto che il mio livello d’allenamento era basso rispetto al resto del gruppo.

I primi due giri, a fatica, sono riuscito a rimanere nel gruppo, ma durante l’ultimo giro, a causa soprattutto della mia inesperienza, dopo l’ennesima brusca accelerazione successiva ad una curva lenta, mi sono staccato e ho preso alcune decine di metri di distacco.

Ho continuato ugualmente a spingere al massimo sui pedali, per contenere il distacco, convinto che nelle tappe successive avrei recuperato….. (l’ottimismo non mi è mai mancato…. :-) ).

Nelle tappe dei giorni seguenti il “film”, purtroppo, ha previsto per me lo stesso copione… :-(

Alla fine delle 4 tappe previste ho chiuso il mio primo “giro della provincia” in penultima posizione con circa 30 minuti di distacco totale dal primo. Analizzando bene la classifica mi accorsi poi che alcune decine di atleti, in difficoltà come me, avevano pensato bene di “tirare i remi in barca” e ritirarsi dalla gara. Quindi sono arrivato primo dei non ritirati!! :-)

Battute a parte, che tu ci creda o meno, ero in quei giorni molto contento perché ho dato sempre il 100% in ogni momento della gara, anche quando il gruppo puntualmente mi staccava……

“MORALE DELLA FAVOLA”

L’importante non è partecipare…, ma profondere il massimo impegno possibile e dare il meglio di sé!  Poi, se capita di vincere, è ancora meglio!!! :-) Anche perché la vittoria da sola non ha nessun valore… Un vero sportivo non trova “godimento” in un successo che non l’ha costretto a dare il meglio di sé, le vittorie facili non sono affatto divertenti…

E tu.., cosa ne pensi..?

Lasciami un commento, sarò felice di risponderti!!! :-)

Ciao al prossimo articolo!

  1. Giovanna Said,

    ciao Marco, bello il tuo articolo!
    Condivido appieno ciò che hai scritto! sebbene mi sto da poco approcciando allo sport, o meglio all’attività fisica, comincio a capire la motivazione che spinge un atleta ad allenarsi per dare il meglio di se stesso, cercando ogni volta di superare il proprio limite. Lo sto provando su me stessa…nel mio piccolo. Provo una grande gratificazione personale per i passi che ho fatto nella ricerca del miglioramento fisico. Mi sono iscritta in palestra e remore dalle indicazioni che ci hai dato al Vitality, prendo questa, che per me é una novità, come un’ulerioriore occasione di crescita! E’ vero, sicuramente il fatto di dare il nostro meglio, dipende, oltre all’ allenamento, al giusto approccio mentale. In merito al vitality e hai tuoi interventi, nonostante sia passato oltre un mese, le indicazioni che ci hai dato, mi stanno tornando utili e sono oggetto ulteriore nella mia motivazione.
    Grazie ancora per la passione che metti e che ci hai trasmesso!
    Un grosso saluto. Gio

  2. mariacristina manfredi Said,

    Ciao Marco, stassera ti lascio un mio commento su questo tuo articolo che, come tutti gli altri, trovo molto interessante e fonte di tantissime altre riflessioni. Sono d’accordo con te: la frase “L’importante non e’ vincere, ma partecipare” puo’ sembrare oggi , come hai detto tu, diseducativa e, forse, un po’ fuori moda, ma al tempo di De Coubertin le Olimpiadi e lo sport avevano sicuramente un significato un po’ diverso da oggi: il risultato finale della gara era messo certamente in secondo piano.
    Oggi rifletto spesso sulla mia carriera di “sportiva”, anche perche’ lo sport ha avuto sempre un ruolo molto importante nella mia vita, a livello fisico, educativo e mentale.
    Ho giocato per diversi anni a softball, dalle squadre giovanili alla serie A; sono stati anni bellissimi, dove ho imparato a condividere con gli altri tante emozioni, fatiche, ambizioni, volonta’, energie, delusioni……(lo sport di squadra a volte non ti porta a voler primeggiare…); a volte, sento ancora sulla pelle l’emozione di certe vittorie (penso che non le dimentichero’ mai!!!!), di certe partite sofferte e combattute fino alla fine….a volte mi rammarico perche’ sento di non aver dato sempre il meglio di me stessa; di essermi un po’ tirata indietro, di non aver lottato fino in fondo per vincere…
    Questo un po’ mi rattrista, avrei potuto avere molte piu’ soddisfazioni!!!! ma sono sicura di una cosa: ho sempre giocato con generosita’, lealta’ e rispetto degli altri…..

    ….e’ questo il mio motto nella vita di tutti i giorni!!! ciao criiiii

  3. Marco Caggiati Said,

    Ciao Criiiii! Sono felicissimo di leggere un tuo commento!!! Quello che tu dici è una verità assoluta e la tua generosità, lealta e rispetto per gli altri sono valori estremamente importanti nello sport come nella vita. Concordi con me che quando non combatti fino alla fine, il rammarico prima o poi viene a galla..
    Quindi, per me, la cosa importante è “alla fine dei conti” avere dato il meglio.
    Quando mia figlia farà le prime gare (e le farà perche altrimenti la diseredo… :-) ) e molto probabilmente non vincerà arrivando al traguardo con il “mescolino” :-( , io gli chiederò: Giada ti sei impegnata al massimo? Se la risposta sarà “SI” allora le dirò: “bravissima devi essere molto contenta della tua gara!!!” la prenderò per mano e ci andremo a mangiare un bel gelato con la panna montata!!!! :-) .
    Ciao a presto!

  4. Marco Caggiati Said,

    Ciao Gio! Come sempre non posso che essere felice e soddifatto di motivarti, anche a distanza di mesi, a prenderti cura del tuo corpo! Continua così, fai si che l’allenamento diventi un’abitudine…, come lavarsi i denti.. :-) :-D
    Ciao a presto!

  5. Carmen Said,

    Ciao Marco! Come sempre complimenti per l’articolo!
    Io sono pienamente d’accordo con te e credo che il principio del dare sempre il massimo debba essere applicato ad ogni cosa che facciamo nella vita. E personalmente ho notato che tutte le volte che ho dato il massimo ho potuto godermi molto di più il risultato qualunque esso sia stato!
    Carmen

  6. Marco Caggiati Said,

    Ciao Carmen, posso rispondere al tuo commento semplicemente con un “AMEN”! Lo sport è metafora di vita e viceversa.. A dare il massimo non si sbaglia mai!! :-) Grazie per il commento, ciao e buon allenamento!! :-D

  7. giorgio Said,

    Buongiorno carissimo, e un saluto anche a tutti i partecipanti con commenti ai tuoi articoli.
    Io vorrei sottoporti (e anche agli altri) una semplice considerazione, che, con un minimo di riflessione, ti fa capire cosa penso in merito al fatto di partecipare ad una competizione … perche’ sono FERMAMENTE convinto che l’importante e’ davvero partecipare! La considerazione e’ la seguente “In una maratona di corsa, oppure di ciclismo, oppure di canottaggio … dopo i primi 10 forse, 20 o 30, ma diciamo pure 50 atleti, che aspirano ad una vittoria, tutti gli altri sanno di partecipare e sanno ancor meglio che non vinceranno mai ! Eppure senza di loro tutte queste competizioni, soprattutto tutti gli atleti di alto livello, non potrebbero esistere”. Non tutti hanno tempo, risorse, allenatori, per potersi preparare al meglio, pero’ sono attratti dalla competizione. Se non sei preparato e’ molto difficile dare il meglio di te stesso, pero’ forse il semplice partecipare, il semplice esserci, puo’ essere motivo di orgoglio. Mi ricordo quando si partecipava alle prime gare di MTB, e soprattutto di come le stesse fossero definite “AMATORIALI”. Voglio vederti adesso a trovare una gara amatoriale !!!! Si, fai il triathlon dove corrono anche gli amatori, ma si puo’ veramente parlare di amatori? E ti confesso infine che anche l’eta’ cambia le cose: ci sono super atleti che quando non sono piu’ competitivi si ritirano, o si danno alle competizioni di piu’ basso livello, ma ci sono anche quelli (in gran numero per fortuna) che accettano di non poter piu’ primeggiare e si accontentano di partecipare (ho visto diversi podisti famosissimi fare questo, magari accompagnando atleti che oserei definire ancora come “handicappati”, se si puo’ ancora usare questo termine!).
    Ci sarebbero poi ben altre considerazioni, perche’ parlando di Olimpiadi, forse uno dovrebbere intendere sana competizione sportiva, in tutti i sensi, mentre possiamo parlare di Business, di affari, di denaro, di diritti televisivi … di doping.
    p.s. Se costringerai Giada a fare gare che lei non vuole, dovrai vedertela con me !!! Scherzo, ma c’e’ sempre un fondo di verita’ in ogni scherzo. Ciao ! Gio

  8. Marco Caggiati Said,

    Ciao Giorgio, i tuoi commenti sono sempre molto graditi!!! Inizio a risponderti dalla fine…, non ti preoccupare non obbligherò mai Giada a fare niente! Qualche gara e qualche sconfitta sono sicuro, però, che le farebbe bene!! :-)
    Per il resto quello che tu dici è sacrosanto! La mia “visione” dello spirito olimpico era rivolta a coloro che si tirano in dietro, a coloro che si accontentano SEMPRE e che non danno mai il 100% per paura di essere giudicati…..
    Non è importante dove arrivi in classifica e a volte, soprattutto per spirito d’aggregazione, è bello anche “solo” partecipare. Il mio spirito agonistico mi porta a dare sempre il massimo e forse l’età ancora mi aiuta a trovare queste motivazioni……., a differenza tua che ormai corri con il bastone.., lo stesso con il quale mi “bastoni” sempre a tutte le gare… :-D !!!!!
    Ciao , ti voglio bene!! :-)

  9. mariacristina manfredi Said,

    E’ proprio vero: quanti genitori hanno dovuto “arrendersi” alle scelte dei propri figli….Ma penso anche: Giada e’ u

    na bambina fortunata; pensa a quanti stimoli potra’ avere dal suo papa’!!!! E non e’ poco.. ciao

    mariacristina m

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