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L’allenamento quotidiano fa male?

6 Giugno 2011 Scritto da Marco Caggiati in "Luoghi Comuni", Allenamento

allenamento fitness

Dedico questo articolo a Marina (il nome è di fantasia in quanto non voglio scrivere quello vero per questione di Privacy), una lettrice del blog, che la settimana scorsa mi ha chiesto se l’allenamento quotidiano può, alla lunga, fare male.

Marina è preoccupata perché non sta ottenendo gli sperati risultati in merito ai suoi obiettivi e mi ha confidato che si allena tutti i giorni alternando un allenamento di tipo aerobico (corsa o nuoto) con una seduta di tonificazione con i pesi. In aggiunta nei fine settimana percorre circa 40 km con 700/800 metri di dislivello. Insomma Marina non si risparmia…  :-)

Marina lamenta alcuni “problemini” (come lei stessa li definisce) come alterazioni del ciclo, gonfiori addominali, ritenzione di liquidi sul ventre e difficoltà nel perdere anche solamente 1-2 kg
(aggiunge, malgrado la dieta…).

Marina non si capacita……., si allena molto, si controlla con il cibo e invece di migliorare si sente a disagio!!!!! Non gli “tornano i conti” insomma…….

Capisco perfettamente lo stato d’animo che può avere Marina in questo momento…. in quanto mi è capitato molto spesso di seguire clienti con lo stesso problema…….

Per risolvere il problema di Marina occorre lavorare “di fino” su quella che io definisco “la triade dell’obiettivo”, ovvero allenamento, recupero ed alimentazione. Solo ponderando questi tre fattori congiuntamente e monitorando costantemente cosa accade si può programmare e raggiungere un ottimo risultato.

Vediamo ora di rispondere al quesito iniziale: allenarsi quotidianamente può essere controproducente..? La risposta è decisamente si…, o meglio DIPENDE….

Infatti non è sufficiente sapere che Marina si allena tutti i giorni e che alterna lavoro cardiovascolare ad allenamenti dedicati alla tonificazione e non mi è nemmeno sufficiente sapere che Marina sta seguendo “una dieta” (di che tipo, di quante calorie, i macronutrienti come sono distribuiti ecc..?).

Ciò che sta succedendo a Marina assomiglia molto a una “sindrome da sovrallenamento” con l’aggiunta di qualche problema intestinale dovuto probabilmente alla dieta che sta seguendo.

Ma andiamo oltre e cerchiamo di capire dove la strategia di Marina potrebbe  essere sbagliata (il condizionale è d’obbligo in quanto non conosco tutti i dettagli che mi permetterebbero di avere una visione d’insieme approfondita).

Bisogna ricordarsi che la distribuzione dei carichi allenanti e il giusto rapporto carico/recupero sta alla base della programmazione degli allenamenti per il raggiungimento di qualsiasi obiettivo. La capacità di gestire questi due fattori infatti caratterizza un bravo Personal Trainer da un preparatore “improvvisato”.

L’allenamento rappresenta per l’organismo uno stimolo e, per far sì che sia produttivo, deve essere sufficientemente “stressante” per indurre l’organismo a “reagire” e adattarsi (tecnicamente si chiama supercompensazione). Per spiegare la magia chiamata supercompensazione io uso sempre l’esempio dei calli sulle mani…….. Facciamo finta che l’obiettivo dei tuoi allenamenti sia ricoprire il tuo palmo della mano di calli… La strategia più opportuna sarebbe sfregare il palmo della mano con qualcosa di sufficientemente irritante e per un tempo tale da “infastidire” la pelle senza però lacerarla.

L’irritazione innescherebbe nelle ore e nei giorni a seguire (leggi recupero) una serie di reazioni compensative da parte dell’organismo che manderebbe input alla pelle di diventare più spessa e dura (il callo) per contrastare un’eventuale nuovo “insulto” dello stesso tipo. Viceversa se lo sfregamento durasse eccessivamente si arriverebbe non solo all’arrossamento, ma alla lacerazione (sovrallenamento) e alla successiva formazione di una cicatrice (invece di un callo….).

Quindi l’allenamento quotidiano può essere a volte controproducente. Le varianti da tenere in considerazione sono veramente tante e vanno monitorate costantemente. Purtroppo l’attività di monitoraggio dei risultati tramite accurate analisi della composizione corporea ed altri test di valutazione (esami del sangue ecc..) vengono spesso ignorati dalla maggior parte degli sportivi “fai da te” e, purtroppo, anche da parecchi “professionisti” del movimento.

L’attività di monitoraggio è fondamentale perché non esiste una “ricetta” giusta e una sbagliata per ottenere risultati in ambito d’allenamento, ma ne esistono centinaia che possono essere tutte efficaci e tutte inefficaci a seconda della persona alle quali si applicano.. Questa è una verità insindacabile…. La fisiologia del corpo umano non è “matematica”…,  è una scienza incerta…

Quindi cara Marina, dati i risultati che stai ottenendo (o meglio non stai ottenendo…) devi rivedere necessariamente la tua “ricetta” e soprattutto iniziare a farti monitorare….., altrimenti rischi di andare avanti alla “cieca”… ed entrare in un circolo vizioso.

Conclusioni

Eseguire allenamenti quotidiani potrebbe essere un’ottima strategia per migliorarsi, dipende però dall’intensità con la quale ci si allena, dall’alimentazione che si segue e anche dalla qualità del recupero (se per esempio mi alleno tutti i giorni intensamente e di notte non riesco a dorminre prchè mia figlia piange come se la stessero rapendo degli alieni… :-) , con buona probabilità andrei incontro ad una sidrome da sovrallenamento per colpa dell’assenza di recupero….) .

A volte è meglio allenarsi un giorno di meno…, si ottengono più risultati!! A volte no….. :-) .  La parola d’ordine è  quindi DIPENDE!! ;-)

Buon allenamento, alimentazione, recupero e monitoraggio!!!

Se vuoi, lascia un commento, sarò felice di risponderti!

Triathlon Sprint Villafranca 2011: resoconto

1 Giugno 2011 Scritto da Marco Caggiati in Allenamento-Triathlon, Life

Domenica scorsa, forte dell’ottima prestazione ottenuta al Triathlon Città di Piacenza il 22 di maggio, ho partecipato al Triathlon Sprint di Villafranca.

Partenza da casa alle ore 9:30 in compagnia del mio amico, cliente e compagno di squadra Ettore, la giornata si presenta stupenda con un ottimo clima.

I concorrenti sono numerosi (più di 500) e purtroppo, non avendo ancora una posizione nel Ranking nazionale, sono rilegato in 7^ batteria (su 9) il che significa aspettare circa 1 ora e 30 minuti prima di partire rispetto alla 1^ batteria.

In ogni  caso rimango tranquillo e soprattutto all’ombra per evitare di cuocermi prima del dovuto…. :-)

Il giudice chiama gli atleti della 7^ batteria e mi inseriscono nell’ottava consia insieme ad altri 7 concorreti. Subito ci scambiamo i tempi previsti di percorrenza per evitare di pestarci inutilmente. Io con il mio rispettoso 14 minuti per percorrere i 750 metri di gara sono il 2° a partire. Al via dell’arbitro mi metto subito in scia del “1°” della mia corsia e per la prima volta nella mia vita riesco a fare una gara in solitaria in piscina senza “fare a botte” con nessuno… :-) . Solo sul finale ho dovuto superare 2 avversari ma senza problemi.

Mi sono “ascoltato” bene e no strappato un ottimo 13′:50″, unica nota dolente il “rimbambito” addetto alla “conta delle vasche” che si “dimentica” di “farmi uscire”. Onestamente non so cosa preveda il regolamento in tal senso ma in tutte le gare che ho svolto precedentemente in piscina, “l’addetto alla conta” ha sempre informato i concorrenti che mancano due vasche all’uscita, in quanto presi dalla foga agonistica ed appannati dalla fatica si può facilmente perdere il conto….

Per mia fortuna a Villafranca ho contato le vasche (cosa che raramente ho la tranquillità di fare in quanto mi occupo di sopravvivere in mezzo al marasma di braccia e gambe…. :-) ) e all’ultima mi aspettavo un “verde esci!! (avevo la cuffia verde), invece il selenzio più assoluto……, allora mi fermo, mi metto in piedi e chiedo: “scusa mo non dovrei uscire adesso!??!?!!?!!?”, lui mi risponde bello pacifico: “si, si…, ma mica te lo devo dire io………”. Io allora per non avere poi rimpianti…, lo mando a quel paese e gli chiedo in tono sarcastico: “ma allore che c…o ci stai a fare…….? A saperlo prima sarei stato in acqua una bella oretta bloccando tutta la gara…… :-) Bah……

Vado oltre e “scancherando” per tutta la zona cambio afferro la mia bici e mi lancio nella frazione ciclistica. Esco come sempre bene e distanzio quelli che sono usciti con me dalla vasca. Il tempo di lanciarmi ed infilare i piedi nelle scarpe e mi guardo subito intorno per controllare la posizione degli altri concorrrenti.

Vendo un gruppetto davanti a me, a circa 200 metri ed un altro dietro più o meno alla stessa distanza…. Subito mi sorge il dilemma se andare a prendere chi mi precede o aspettare il gruppetto che mi segue dato che stare da soli al vento non è proprio intelligente……. :-) .

“Ovviamente” non ci penso su troppo ed inizio a “menare” per andare a prendere chi mi precede………. :-) . Il distacco si riduce però molto lentamente allora rallento un po’ , bevo e succhio un pack di gel di maltodestrine perchè so che a breve arriverà una salita ed è meglio  evitare di rimanere a secco di carboidrati.

Mi accorgo però che guadagno terreno ugualmente……, molto bene…. , inizia la salita e riesco, bene o male, al contenere i danni (io sono uno specialista della pianura anche perchè peso 80kg ed in salita si sentono…). Appena la strada ricomincia a scendere accellero il ritmo e mi ritrovo a battagliare con un altro concorrente che va come me… Da li a poco ci raggiunge un’altro ragazzo ed iniziamo, senza accordarci a collaborare alzando la velocità. Iniziamo a raggiungere concorrenti e a risucchiarli all’interno del gruppo come un’aspirapolvere.. :-) Alcuni non riescono a  stare al nostro passo e si staccano…

Gli ultimi 5 km prevedono un falsopiano in discesa che per le mie qualità è una vera pacchia…… :-) . Alla fine cocnluderò la fase ciclistica ad una media superiore ai 41 km/h che con della montagna di mezzo…, non è niente male…. :-) .

Sono in testa al gruppo quando ci accingiamo ad arrivare in zona cambio dove (10 metri prima della linea che delimita la zona cambio) c’è un simpatico pensionato messo li dall’organizzatore che con una bandiera gialla urla: “piano, piano, rallentate!!!”. Io logicamente mi metto a ridere, gli passo davanti a manetta e tiro una staccata degna di Valentino Rossi, scendo alla bersagliera e mi infilo a razzo in zona cambio….. :-) :-D . Bella però la battuta di rallentare…….. :-)

Mi cambio velocemente e mi ritrovo uscire dalla zona cambio primo del mio gruppetto ma dietro ad un altro concorrente che ci precedeva in bici……. E qui accade il “disastro” quello che in anni di “carriera” non mi era mai successo……. Appena abbandonata la zona cambio il percorso prevede un piccolo “toboga” che ad un certo punto arriva ad un bivio… Il concorrente davanti a me si ferma e mi chiede: “dove andiamo adesso”?!?!?!?. Io “a naso” gli dico vai a sx perchè mi ricordavo, avendo visto il tracciato su inernet il giorno precedente, che il percorso girava in senso antiorario…. Tutto il resto del “mio gruppo ciclistico” ci segue….

Ci ritroviamo a correre su uno stradello sterrato, poi in un campo schivando poccie d’acqua e chiazze di letame…….. e subito mi chiedo: “qualche vacca per fare un po’ di slalom no….??!?!?!?!??” e mi chiedo a cosa stesse pensando l’organizzatore quando ha tracciato il percorso podistico…..

Dopo il “cross country” passiamo un cancello e ci ritroviamo sul “rettilineo finale” della strada che avevamo percorso in biciletta……. e qui inizia a venirmi un dubbio atroce….. Il mio Garmin (gps da polso) mi indica che abbiamo percorso solo 2 km e i km che ci separano dal traguardo sono sicuramente meno dei 3,5 che mancano per percorrere i 5,5 previsti.. Subito dopo vedo il cartello “ultimo km” ed il presentimento diventa quasi una certezza……. Arrivo al traguardo e stoppo il mio Garmin che mi segna 3km e 93m…… Il Garmin non sbaglia……, io evidentemente si…… Subito mi guardo intorno e chiedo agli altri che avevano corso al mio fianco: “ma voi quanti km avete fatto?!?!!?? abbiamo tagliato il percorso da qualche parte…..?!?!?!? ma dove..? Non è possibile che io abbia corso 5,5 km in 13′ e 48″!!!! Anche perchè mi starei allenando con Paul Tergat in questo momento….. :-) :-) .

La maggior parte non ha al polso ne garmin ne cronometro…, quindi mi guardano straniti…… Io ho la certezza di avere “barato” per la prima volta in vita mia…., e questo mi fa girare infinitamente le scatole……. ormai “il danno” è fatto e quindi è inutile amareggiarsi più di tanto, vado a ritirare la mia bici in zona cambio  e mi metto “in cammino” verso casa….., “chiedendomi” di continuo dove potessi aver sbagliato…

Oggi scorrendo la classifica mi accorco che sono stato squalificato (giustamente) per taglio del percorso……., iniseme al mio gruppetto….., allora sono andato a guardare su google maps il percorso è ho capito che “il fatidico bivio” mi è costata la gara…..

In conclusione posso solo dire una cosa……….,  la squalifica per “taglio” è giusta però l’organizzatore sarebbe bene che organizzasse la “sagra della birra” più che gare di triathlon…. Sarebbe stato sufficiente bloccare con del “fettucciato” il bivio………… A volte le difficoltà si celano nel fare le cose semplici…………

Voto all’organizzazione e alla gara (senza considerare il “Piccolo probelma del percorso”) 7

Voto al contavasche 4

Voto a chi ha tracciato il percorso podistico 2

Voto ai giudici in zona cambio 2

Voto a chi ha permesso a tutti, me compreso (me ne sono reso conto solo una volta dentro) di transitare in zona cambio mentre altri concorrenti delle batterie succssive erano ancora in gara 1.

Alla fine dei conti………., rimane un pò di amaro in bocca ma mi sono divertito ugualmente….. :-)

Ciao e buon allenamento!

Lascia un commento, sarò felice di risponderti! :-)

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Ogni settimana ricevo mail da parte di lettori del blog che mi chiedono quale sia il miglior allenamento per ottenere i loro obiettivi. La richiesta percentualmente maggiore riguarda il dimagrimento, il dimagrimento localizzato, sconfiggere la cellulite e via via tutti gli altri. In molti mi raccontano i loro sforzi nel seguire una determinata dieta e particolari allenamenti. Tutti sono accumunati da una consistente frustrazione per il mancato raggiungimento dei risultati sperati…

Quindi oggi voglio regalare a tutti un’informazione estremamente importate e basilare per far sì che ogni allenamento diventi efficace e sia utile al raggiungimento dell’obiettivo.

A tutti coloro che mi chiedono disperati per quale motivo ciò che stanno facendo con impegno non produce risultati dico sempre: “la vera cosa importante non è ciò che fai ma COME lo fai che fa la differenza!!!” In molti, troppi.., pensano che la sola applicazione di un metodo o l’allenamento con una particolare disciplina sia sufficiente per ottenere risultati. Come dico sempre “non è sufficiente varcare la soglia della palestra per ottenere risultati…….”.

Prendiamo ad esempio la semplice camminata o corsetta che viene spesso consigliata per dimagrire. Vedo giornalmente giovani ragazze in sovrappeso allenarsi in Cittadella (parco dove i parmigiani sono soliti fare attività motoria) camminando al “passo del pidocchio” magari conversando amabilmente con un’amica…

Per qualche “strano” motivo le settimane e i mesi passano e loro camminano sempre in compagnia dei loro chiletti di sovrappeso…., il che diventa decisamente triste e demotivante.

Si chiedono: “Cammino tutti i giorni per 30/40 minuti, ormai da mesi, e non ho ancora ottenuto i risultati sperati…., ma com’è possibile……..?!?!!?!??!!?” :-(

Ora ti spiego il perchè….

Per la totalità degli individui che sono in sovrappeso (eccetto coloro che hanno problematicahe ormonali, che sono una piccolissima percentuale sotto l’1%) il fatto di ingrassare e dimagrire è dato semplicemente dalla variazione del bilancio energetico giornaliero (differenza tra calorie introdotte e colorie spese). Tornado all’esempio delle ragazze “della cittadella” forse non sanno che la loro camminata di 30 minuti è un ottimo toccasana per l’apparato cardiovascolare ma sicuramente (dati i risultati..) non è sufficiente per creare un bilancio calorico negativo..

Forse non sanno che la loro camminata di 30 minuti giornaliera (considerando una velocità di 4 km/h e un peso di 60 kg) permette loro di consumare solamente 108 k/cal……., equivalente all’incirca ad una barretta di cereali tipo Kellog’s…….. :-(

Barretta cereali Kelllog's

Forse le ragazze non sanno che per perdere 1 kg di grasso bisogna consumare 9000 k/cal oltre al proprio fabbisogno calorico giornaliero!!!!!! 9000 diviso 108 fa esattamente 83…, che sono i giorni che servono per perdere un solo kg di grasso corporeo……, facendo finta che la dieta rimanga sempre costante e normo calorica….. (basta un piccolo sgarro alimentare per dilatare ulteriormente i tempi………).

Se fossi in loro sarei ugualmente frustrato……….. Il problema di chi è in sovrappeso è che introdurre calorie in eccesso è estremamente facile (soprattutto con il cibo spazzatura), consumarne, invece, è decisamente più difficile…..

Quindi l’approccio vincente per dimagrire passa SOLAMENTE attravero un attenta valutazione dell’introito (che non significa mangiare “male e poco” ma rispettando il proprio fabbisogno calorico) e da un’altrettanta attenta valutazione dell’intensità dell’attività motoria da fare!!!!

Se le ragazze, invece di camminare a 4 km/h corressero a 12 k/h…, il loro dispendio energetico sarebbe di oltre 400 k/cal che loro permetterebbe di perdere 1 kg in 22 giorni…… (9000/400=22,5), che in un anno si tradurrebbe in una perdita complessiva di 16,22 kg…….  (niente male…….).

Questo è un semplice esempio per farti capire che il “COME” ci si allena è nettamente più importante del “COSA” si fa come allenamento. Questo principio vale anche per tutti gli altri obiettivi perseguibili…. Ricordati che non esite un’attività migliore di un’altra……, esiste solo il modo giusto di interpretarla.. Personalmente ho sviluppato decine di protocolli diversi per il dimagrimento che sono tutti estremamente efficaci………, se fatti con la giusta intensità e la giusta modalità. Se qualcuno mi “rubasse” i protocolli d’allenamento e li applicasse senza la mia chiave interpretativa otterrebbe pochissimi o nulli risultati…

CONCLUSIONI

Non esistono programmi d’allenamento efficaci in assoluto e viceversa. Occorre adattarli alle singole specificità e valutarne l’intensità. Se sei un principiante affìdati ad un professionista che ti insegni “i trucchi del mestiere”; a volte serve veramente poco, anche solo due o tre “chicche” che ti permettano di trovare la “chiave” per ottenere i tuoi risultati. TCerca qualcuno che ti spieghi i tanti “COME” che ti servono e se proprio non trovi nessuno….., sai dove trovarmi…… :-)

Piacenza sprint 2010

Con l’arrivo della primavera è arrivata, come di consueto, anche la “stagione del Triathlon“, sport che pratico abitualmente per mantenermi in buona forma fisica. Ieri ho partecipato, come mia prima gara stagionale, al 12° Triathlon Città di Piacenza. La gara si è disputata su distanza Sprint (750 metri a nuoto, 20 km in bicicletta e 5 km di corsa).

Mi sono presentato al via non proprio in buone condizioni atletiche in quanto il poco tempo a disposizione per allenarmi, dovuto al troppo lavoro, non mi hanno prermesso di allenarmi al meglio. Da gennaio a ieri sono riuscito a fare allenamenti di corsa per un totale di 136 km, 420 km in bicicletta e 8 allenamenti in vasca…….. (si capisce qual’è lo sport che mi piace di meno dei tre…….. :-) ).

Forte di un’esperienza decennale mi sono iscritto ugualmente sapendo che, bene o male, sarei arrivato al traguardo. La giornata è stata calda fin dalle prime ore del mattino, al momento del “via” il termometro segnava 31° ai quali nessuno era abituato…  In compenso la temperatura dell’acqua ne ha beneficiato scongiurando l’utilizzo della muta.

Come ogni anno ho anche rinnovato la sfida con il mio amico, collega e acerrimo avversario Davide Boni che si sta allenando come un pazzo per partecipare alla gara di Pescara su distanza 70.3 prevista per il prossimo 12 giugno 2011. Onore al merito in quanto arrivare in condizione atletica adeguata per correre un mezzo iron man ai primi di Giugno per me sarebbe proibitivo…….. Significa farsi centinaia di Km sui rulli o sulla bici da Spinning per prepararsi ai 90km di gara previsti oltre a macinare centinaia di km a piedi per riuscire a correre tutti i 21 km della frazione podistica.

Con la marcata sensazione di partire già sconfitto mi appresto alla partenza con lo spirito di dare ugualmente il meglio di me (purtroppo non riesco proprio a trattenermi… :-) ).

Purtroppo per pochi numeri di differenza io e Davide veniamo divisi in due batterie differenti, lui nella 4^ e io nella 5^ ed ultima….., il che significa non potersi guardare in “cagnesco”  durante la gara….. :-) . Inoltre partire nell’ultima batteria comporta aspettare più di un’ora per partire rispetto alla prima…..

Non tutto il “male” vien per nuocere in quanto assistendo alla gara degli altri ho potuto scambiare quatto chiacchere con l’amico e lettore assiduo del blog Michele Bonati che ho conosciuto “di persona” qualche ora prima in zona cambio. Michele è alla sua prima stagione nel Triathlon ed è pieno di sano entusiasmo! Bravo continua così! :-)

Inoltre durante l’attesa ho potuto anche vedere una di quelle “scene” che mi emozionano sempre tanto e mi danno una “carica motivazionale” che mi dura per qualche anno!! Osservando alcuni atleti che uscivano dal bordo vasca alla fine della loro frazione natatoria ho visto un ragazzo al quale mancava, purtroppo, una mano che con ovvia difficoltà provava ad uscire dalla piscina. Subito è  partito da parte mia e da tutti gli altri spettatori un’applauso spontaneo condito da urla d’incitamento.

Ho pensato a quanto deve essere difficile nuotare solo con una mano, dover stabilizzare il corpo in maniera differente ad ogni bracciata… e poi ho pensato alla bici, alla difficoltà nel pedalare in piedi, cambiare rapporto, bere mentre vai a 40 km/h ecc… Mi si sono inumiditi gli occhi per la felicità nel vedere che ci sono ancora persone che vanno oltre alle difficoltà, che riescono a “fare”, a “mettersi in gioco”, a prescindere da ciò che la vita gli ha dato….. Allo stesso tempo mi è venuta  tanta rabbia nel pensare a coloro che, invece, passano la vita a lamentarsi, a recitare tanti “se e ma”, alla ricerca di infinite scuse per “non fare”, come se la loro vita fosse un film da guardare come spettatori e non da recitatare come attori protagonisti!!!

Con questo non voglio dire che chiunque dovrebbe buttarsi nella pratica del Triathlon o di altri sport…., ritengo però che tutti abbiamo il dovere morale nei confronti della vita di ripagare il dono dell’esistenza, impegnandoci, profondendo energie ed entusiasmo in qualcosa…, qualsiasi essa sia, lavoro, sport, religione, politica ecc, con coerenza, etica e passione, quella genuina e sincera.

Purtroppo non conosco la sua identità ma spero di incontrarlo di nuovo a qualche gara e fargli i miei più sinceri complimenti!!!

Dopo aver provato tali emozioni avevo la certezza che l’imminente gara sarebbe stata in ogni caso una passeggiata……… :-)

Quindi allo “sparo” del giudice di gara parto come un razzo con l’intento di dare il meglio. Mi metto in seconda posizione per sfruttare la scia di un ragazzo che aveva dichiarato alla partenza un tempo minore del mio, quindi sapevo che avrei potuto sfruttare la sua scia. Così ho fatto e gli sono stato dietro per circa 150m, poi si è gradualmente allontanato (la mancanza di allenamento nel nuoto si è fatta sentire… :-) ) al tempo stesso sento che uno da dietro mi “ravana” nei piedi per farmi capire la sua presenza, allora rallento un attimo e mi accodo dietro a lui.  Purtroppo appena mi ha sorpassato (non usufruendo più della mia scia) ha perso velocemente “entusiasmo” e ha iniziato a farmi da “tappo”, dopo due vasche mi accorgo che il ritmo da lui imposto è più lento rispetto alle mie potenzialità e quindi accellero bruscamente, lo supero e me lo lascio dietro. Purtroppo questo mi costerà qualche prezioso secondo.

Alla fine esco dall’acqua in 14 minuti e 13 secondi (avevo preventivato un 13 e 50….). Va bene ugualmente.., mi aggrappo al bordo vasca come una piovra e mi riverso al suolo come una nutria…… :-) , mi alzo in piedi e trotterello verso la zona cambio. Prendo la bici al volo e supero due concorrenti in zona cambio, salgo “alla bersagliera” e mi immetto nel percorso ciclistico che prevede due giri da poco meno di 20 km su un tratto chiuso al traffico della tangenziale di Piacenza.

Il percorso è quindi pianeggiante e consono alle mie “doti” di passista, so perfettamente che la mia gara si giocherà soprattutto in questa frazione, quindi tengo subito gli occhi aperti. Vedo un concorrente davanti a me di una ventina di metri e mi lancio subito al suo inseguimento con il “cuore in gola” e le “gambe di legno”. Appena raggiunto lo incito a collaborare per andare a prendere un’altro gruppetto che ci precede. Nel giro di 5 km da due passiamo a circa 8 concorrenti e riusciamo a proseguire con una discreta collaborazione ed ad organizzarci in una produttiva “doppia fila” che si traduce in una chiusura della frazione ciclistica ad una media superiore ai 40 km/h (molto bene!!).

Arriviamo in gruppo in zona cambio per l’ultima frazione di corsa davanti a tutto il “mio gruppo”…. L’entusiasmo si dissipa velocemente perchè dopo 500 metri di corsa sento  il diaframma che si indurisce e diventa dolorante impedendo uan corretta escursione della gabbia toracica…. Purtroppo so già di cosa si tratta ed è frutto della frazione ciclistica “tirata” che mi obbliga ad una ventilazione frequente in una posizione del torace costretta, alla quale, ad inizio stagione, non sono assolutamente abituato……  Provo a resistere ma so che “non c’è niente da fare”…, l’unico modo per far passare il dolore è rallentare e far sì che il diaframma si rilassi.. Rallento fino a camminare.., poi mi fermo, faccio un po’ di stretching specifico per il diaframma.., tiro qualche accidente…. :-) e poi riparto al “passo del pidocchio”…… :-) . Nel frattempo tutto il “gruppetto” mi passa e se ne va (al traguardo accumulerò 1′:30″ di distacco…). Ricomincio a correre e vado in progressione accellerando metro dopo metro con ottime sensazioni alle gambe…, senza il problema al diaframma sarei riuscito tranquillamente a chiudere la gara ad una media di 4′:15″ al km (per me ottimo tempo).

Dell’incoveniente al diaframma mi importa veramente poco in quanto a 100m dal traguardo mi aspetta tutta la mia famiglia, mia moglie Enrica e le mie figlie Asia di 1 anno e Giada di 3 anni e mezzo che è pronta a correre con me fino al traguardo (era “in smania” da due giorni……). La faccio entrare nel percorso e lei corre come un fulmine appena qualche decina di centimentri davanti a me e mi guarda con la coda dell’occhio per vedere se riesco a superarla mentre io la incito a correre più forte urlandogli “corri veloce patata corriiiii!!”. Lei non si lascia distrarre e taglia il traguardo per prima felice come “una pasqua” perchè “ha battuto il suo papà”!!! :-D :-D Come direbbe Valentino Rossi ho provato un grande “Gusto” in quegli ultimi 100 metri!!! La ragazza ha l’agonismo nel sangue………, il che non mi disturba…… :-D :-D . Bene…., penso che diventerà un “must” al quale non potrò più rinunciare…..

Alla fine taglio il traguardo in 1 ora, 7 minuti,  50 secondi e molto felice!!! :-)

Ciao a tutti e buon Triathlon!!!

Se vuoi lasciare un commento…., non esitare, ti risponderò volentieri!!!! :-)

P.S.: alla fine ho anche battuto Davide………. ;-)

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dieta-del-sondino

Siamo alle solite.., gli anni passano, le stagioni si susseguono e la primavera porta sempre con sè il suo “corredo” di abitudini. Ogni canale televisivo propone prima o poi una trasmissione che parla della temutissima “prova costume” e di dimagrimento! L’anno scorso, più o meno di questo periodo, ho scritto un post che riguardava una puntata di Porta a Porta che aveva come oggetto principale la dieta “del sondino”.

Se non sai di cosa si tratta ti consiglio di leggere il mio articolo al riguardo. In sintesi, la  dieta del sondino” consiste in una nutrizione enterale tramite l’utilizzo di un sondino nasogastrico con il quale viene introdotta nello stomaco una soluzione liquida a base proteica. Il metodo non prevede quindi di mangiare, è una sorta di digiuno controllato..

Questa volta ne hanno parlato in una puntata di Matrix, la nota trasmissione di Canale 5, per la prima volta ho sentito parlare di questa dieta come terapia medica rivolta esclusivamente agli obesi e non come metodo per far perdere qualche kg in eccesso..

Quindi onore al merito alla trasmissione e al Medico presente in studio che lo ha sottolineato più volte.

Oltre a questa lieta sorpesa non sono mancati però i momenti in cui, se qualcuno avesse potuto leggermi il pensiero, avrebbe visto il materializzarsi di un enorme punto interrogativo :-) .

In trasmissione era presente anche il comico/attore Stefano Masciarelli, che conosco bene come testimonial delle pubblicizzatissime pillole “Giorno e Notte”. Subito mi sono venuti i brividi al pensiero di ciò che avrebbe potuto dire e sostenere a proposito delle “miracolose pillole” già oggetto di un mio precedente post. In realtà ha testimoniato la perdita di 20 kg nell’ultimo anno grazie ad una condotta di vita sana basata su camminate con cardiofrequenzimetro e un’alimentazione correttamente bilanciata per il suo organismo. Bravo Masciarelli! La sua semplice testimonianza sicuramente non avrà suscitato scalpore……

Poi era presente anche Valeria Marini.. (altri brividi… :-) ), che testimoniava invece la dieta “tisanoreica” basata sull’assunzione di tisane ed alimenti che sembrano alimenti ma non lo sono……… (Sigh!?!!?).

Mi spiego meglio, producono una pasta  (ed altri alimenti che in natura vengono catalogati come carboidrati) che non contiene carboidrati ma proteine…. Anche questa tipologia di dieta si basa sull’induzione di uno stato di chetosi causato dal catabolismo muscolare necessario al sostentamento dell’organismo in assenza di carboidrati….., quindi niente di nuovo sotto il sole, un altro ottimo metodo per perdere muscoli, tono ed abbassare il metabolismo.

La Signora Marini poi ha sottolineato anche di porre attenzione alle intolleranze alimentari in quanto lei è (o meglio pensa di esserla)  intollerante alle patate,  le ha tolte nella sua dieta) e la sua ritenzione idrica è migliorata.

La cosa bella e divertente della sua esclamazione era la faccia del dietologo presente in sala che si metteva le mani sul volto dalla disperazione….. :-) :-) . Infatti gli ha ricordato subito dopo che non esistono  studi scientifici che avvalorino la tesi delle intolleranze alimentari legate al sovrappeso… Sarebbe troppo bello scoprire che i cavolini di bruxelles sono la causa dell’ingrassamento di qualcuno…. :-) :-) .

La Marini è tendenzialmente cicciotta perchè, come si direbbe in dialetto parmigiano “la magna” (non c ‘è bisogno di traduzione…. :-) ) e non certo perchè mangia le patate…. :-) .

Invito tutti a fare una riflessione… Quando ci si approccia ad una problematica, occorre sempre farlo in modo analitico e scientifico…  Come può affermare la signora Marini che le patate sono la fonte del suo sovrappeso quando nel medesimo momento ha moderato l’assunzione di altri alimenti o tolti completamente (i carboidrati con la dieta tisanoreica) e chissà cos’altro ha cambiato nelle sue abitudini alimentari……??? L’unica risposta corretta è: non può…..!!

Penso sempre che sia ovvio…., ma invece evidentemente non lo è…, almeno per la Marini……. :-) Spero che almeno la paghino per dire certe cose….. :-) .

Concludendo rispolvero a tutti che è masssimamente scorretto pensare al proprio sovrappeso solo quando la “prova costume” incombe in quanto il sovrappeso severo è un problema costante per la salute e non solo d’estate….

La vera soluzione al “problema” consiste nel farsi una corretta cultura alimentare in abbinamento ad una sufficiente cultura del movimento!! Allenamento e corretta alimentazione, che non significa mangiare “male e poco” ma avere coscienza di ciò che si sta facendo…

Ti faccio un esempio pratico per spiegarti meglio il concetto. Se sei un lettore affezionato del mio blog sai che durante il periodo estivo mi dedico “anima e corpo”  alla pratica del Triathlon e mi alleno giornalmente con la corsa, il nuoto ed il ciclismo. Il mio fabbisogno calorico arriva a toccare anche punte di 4500/5000 kcal giornaliere!!! Questo significa che, non solo posso mangiare di più, ma DEVO assolutamente farlo per sostentare i miei muscoli ed evitare un dannosissimo catabolismo muscolare (quello indotto dalla dieta del sondino e dalla dieta tisanoreica) !!!! Posso praticamente concedermi tutto ciò che voglio…

In inverno, invece, la mia attività motoria si riduce notevolmente e quindi devo, di conseguenza, ridurre anche l’introito calorico….. altrimenti ingrasserei immediatamente (e giustamente)!!! Non solo bisogna sempre mangiare in base all’attività motoria che si fa, ma anche selezionare attentamente gli alimenti.

Ricordati che una vita da normopeso felice, che mangia senza restirizioni, ma con “cognizione”, passa unicamente da una presa di coscienza dei principi basilari di cultura alimentare e motoria…, tutto il resto sono solo “barbatrucchi” destinati ad un più o meno rapido fallimento…..

Ciao e buona vita!!! :-)

Se vuoi approfondire l’argomento non esitare a lasciarmi un commento, sarò felice di risponderti!!! :-)

Allenamento per il dimagrimento con la boxe

9 Maggio 2011 Scritto da Marco Caggiati in Allenamento Dimagrimento

Dimagrimento e boxe

Mi capita spesso di vedere persone stravolte ed annoiate passare decine di minuti sulle macchine cardiovascolari e devo ammettere che le capisco benissimo…: non esiste allenamento più noioso e demotivante…

Solitamente le macchine cosiddette cardiovascolari vengono utilizzate per  fare lavoro aerobico con finalità dimagrimento (ma non solo).

D’altronde non c’è via di scampo o alternativa…, oppure no…???? In effetti esistono altri modi per utilizzare il grasso “faticosamente” depositato su glutei e pancia senza farsi venire il sedere piatto su una cyclette…… :-) .

Uno di questi è la boxe!!!

L’allenamento che ti propongo oggi si può svolgere da solo, utilizzando un sacco da pugilato o uno da fitboxe, oppure con l’ausilio di un partner per rendere l’allenamento decisamente più motivante e divertente.

sacco fit boxe sacco boxe

Per diversificare il lavoro mi capita spesso, soprattutto con i miei clienti più tosti e “combattivi”, di sostituire il lavoro cardiovascolare “convenzionale” con la boxe.

L’allenamento che propongo  abitualmente ai miei clienti si svolge in questo modo: io faccio da “sparring partner” con le mie “zampe d’orso” (particolari “guantoni” che fanno sia da bersaglio che da protezione) e mi sposto per la palestra facendomi inseguire e offrendomi come bersaglio (è il sogno di ogni cliente.., poter rincorrere il proprio personal trainer e cercare di pestarlo.., finalmente possono restituirmi un po’ di pene e sofferenze…. :-) :-) .

Il lavoro è organizzato in round da 3 minuti ciascuno seguiti da 1 minuto di recupero (la quantità di round dipende dal livello del soggetto, solitamente sono da 3 a 6, per un totale, recuperi compresi, di 12 – 24 minuti).

Spostando ripetutamente i bersagli chiedo, a mio piacimento, di colpirmi con differenti tipi di colpi (pugni diretti, ganci o montanti) e a differenti velocità in modo da far salire o abbassare la frequenza cardiaca, in base all’obiettivo che voglio raggiungere.

Oltre ad ottenere un ottimo lavoro cardiovascolare, riesco anche a tonificare braccia e spalle. Infine bisogna anche considerare che il pugilato permette di scaricarsi emotivamente, magari dopo una giornata stressante di lavoro….

Non per niente negli ultimi anni si è assistito alla nascita di numerosi corsi di gruppo basati su boxe e kick boxing, come la fit boxe e similari.

fit boxe

In conclusione, se hai la possibilità di provare una di queste discipline.., ti consiglio di farlo! Attenzione però, perchè alcune patologie a carico di gomito e spalla possono aggravarsi a causa delle continute sollecitazioni provocate dalle vibrazioni generate ad ogni colpo. Inoltre è fondamentale portare i colpi con una corretta tecnica d’esecuzione.

Per oggi è tutto, ciao e buon allenamento!

Se vuoi approfondire l’argomento, lasciami un commento ti risponderò subito!! :-)

Allenamento per le braccia grosse

2 Maggio 2011 Scritto da Marco Caggiati in Allenamento Aumento Massa Muscolare

Braccia Grosse

Le “braccia grosse” stanno all’uomo come il “sedere piccolo” sta alle donne……. :-) …, gran parte degli uomini vorrebbe avere braccia forti ed ipertrofiche come quelle di un Gladiatore!!! Insomma è un “must” che rientra quasi indiscutibilmente  nella routine d’allenamento di tutti gli uomini che si allenano per l’aumento della massa muscolare!

Oggi ti voglio parlare appunto di come impostare l’allenamento per ottenere l’ambito obiettivo. Prima di tutto bisogna ricordare che lo sviluppo muscolare, un po’ come accade per l’accumulo di massa grassa, è dettato dal codice genetico. Quindi alcuni hanno dei gruppi muscolari che si sviluppano molto rapidamente e con relativa poca fatica ed altri che necessitano invece di più attenzione.

Voglio svelarti un mio “segreto” ….: quelle rare volte che dedico  tempo nei miei allenamenti (lontano dalle gare di Triathlon) allo sviluppo della massa muscolare, mi è sufficiente “guardare” intensamente manubri e bilancieri per ottenere spalle e pettorali degni di un Bronzo di Riace… (Crepi la modestia… :-D :-D però così è……, è una mia “fortuna”). Viceversa le braccia sono meno “fortunate” e per ottenere buoni risultati mi devo inventare allenamenti complessi e decisamente più faticosi…… (mannaggia…. :-( ).

Alcuni hanno altri gruppi muscolari “problematici” come i pettorali, le gambe o i polpacci…, non c’è niente da fare la “natura”, ha deciso indipendentemente dalla nostra volontà quali muscoli favorire e quali meno……

Questo non vuol dire che i gruppi, diciamo, più deboli non possano aumentare la loro massa muscolare.., occorre solo più attenzione nella programmazione dell’allenamento.

A tal proposito bisogna ricordare che braccia forti e voluminose si ottengono soprattutto “non allenando” le braccia…. Ma come ti starai sicuramente chiedendo? Voglio braccia ipertrofiche e non le devo allenareeee?!?!!?!

Mi spiego meglio.. :-) . La cosa certa è che se un soggetto si allena unicamente eseguendo distensioni alla panca piana per i pettorali e trazioni alla lat machine per i dorsali e riesce ad eseguire 10 ripetizioni con 100kg……, sicuramente non avrà braccia piccole…, in quanto gli esercizi multiarticolari per pettorali, spalle e dorsali coinvolgono tanto anche bicipiti e tricipiti….., quindi bisogna allenare soprattutto le grandi masse muscolari.

Gli atleti che si dedicano al sollevamento pesi (intendo la disciplina olimpica) si allenano quasi unicamente eseguendo esercizi multiarticolari come squat, stacco da terra e stacco/slancio e ti assicuro che nessuno di loro ha “braccia piccole”…….  :-)

Bene “spolverato” questo basilare concetto, ora ti mostro una routine d’allenamento che utilizzo con profitto per gli allenamenti dei mie clienti. Ciò che ti espongo di seguito rappresenta “una” possibilità d’allenamento è non “l’unica” efficace.

Vediamo ora come si svolge l’allenamento.

Riscaldamento 5-10 min di tapis roulant

1-      Distensioni su panca piana: 4 serie da 10 ripetizioni, 40” di recupero tra le serie

2-      Rematore con manubrio: 4 serie da 10 ripetizioni x braccio, 40” di recupero tra le serie

3-      Distensioni in alto con manubri per le spalle: 4 serie da 10 ripetizioni, 40” di recupero tra le serie

4-      Curl con manubri in piedi: 3 serie da 12 ripetizioni + Curl alla “cross cable” con braccia abdotte: 3 serie da 12 ripetizioni (svolti in super set, 1’ di recupero tra un super set e l’altro)

BICIPITI AL CROSS CABLE

5-      Tricipiti al cavo alto con impugnatura angolata: 3 serie da 12 ripetizioni + Tricipiti supino su panca con manubri: 3 serie da 10 ripetizioni (svolti sempre in super set, 1’ di reucupero ta un s.set e l’altro).

TRICIPITI SU PANCA PIANA CON MANUBRI

Segui questa routine d’allenamento per 2-3 volte alla settimana e vedrai che le tue braccia cresceranno come l‘impasto del pane nel forno…..  :-)

Ciao, a presto e se hai bisogno di chiarimenti, non esitare a lasciare un commento!!

Buon allenamento!

Elastici Fitness 

Oggi è arrivato il momento di parlare di come svolgere un allenamento produttivo utilizzando come resistenza gli elastici. Nella fattispecie ti spiegherò come tonificare i muscoli di braccia e spalle dato che mi è stato richiesto direttamente da una lettrice (o un lettore.., non ricordo bene.. :-) ), qualche settimana fa. 

Occorre ricordare prima di tutto che l’utilizzo degli elastici ti permette di trarre diversi benefici, differenti dall’allenamento con i sovraccarichi “convenzionali” (manubri, bilancieri, macchine isotoniche ecc). A tal proposito ho scritto un articolo apposito che ti consiglio di leggere

Vediamo ora come allenare spalle e braccia con gli elastici con un allenamento facile e divertente. Prima di tutto ti devi procurare un elastico che sia sufficientemente resistente per creare un carico esterno allenante

L’allenamento che ti propongo oggi è composto da un esercizio per le spalle, uno per i bicipiti e uno per i  tircipiti. 

Esercizio 1

Distensioni Spalle

Bene, iniziamo dalle spalle, trova una sedia, siediti e passa l’elastico sotto i glutei, precisamente nella zona dove finiscono i glutei ed iniziano le cosce. La posizione iniziale dell’esercizio è con le mani all’altezza delle spalle con i palmi delle mani rivolti verso l’interno. Fai un bel respiro ed espirando distendi le braccia verso l’alto girando le mani verso avanti arrivando nella posizione finale ritratta in figura. Esegui 3 serie da 20 ripetizioni con 40 secondi di recupero tra le serie. 

Distensioni spalle elastico

Distensioni spalle elastico

 

Esercizio 2

Curl Bicipiti

Questo esercizio va eseguito in piedi con le gambe divaricate alla larghezza delle spalle. Passa l’elastico sotto i piedi in modo che le due estremità abbiano la stessa lunghezza offrendo la stessa resistenza. Parti con i palmi delle mani rivolti verso l’interno, i gomiti sono estesi. Fletti i gomiti portando i palmi verso il viso e finisci la flessione dei gomiti all’altezza del mento (vedi figura). Gli addominali sono in tensione posturale per evitare il movimento di compenso del busto. Espira mentre fletti i gomiti, inspira nella fase di ritorno.  Anche per questo esercizio esegui 3 serie da 20 ripetizioni con 40 secondi di recupero tra le serie. 

Curl bicipiti elastico

Curl bicipiti elastico

 

Esercizio 3

Tricipiti con elastico

Sempre in piedi e con le gambe divaricate alla larghezza delle spalle, fai scorrere l’elastico sotto i piedi in modo da creare due lunghezze diverse (come nella figura). Con una mano tieni in mano un’estremità dell’elastico più corta quasi all’altezza del ginocchio, l’altra estremità (quella più lunga) la porti sopra la testa (guarda sempre la figura). L’esercizio consiste nel flettere ed estendere il gomito mantenendo assolutamente fermo il braccio (si muove solo l’avambraccio). Espira durante l’estensione del gomito (quando porti il braccio verso l’alto). Esegui 3 serie da 15 ripetizioni per braccio senza recupero (15 a dx poi subito 15 a Sx x 3 volte) 

Tricipiti con elastico

Tricipiti con elastico

 

Bene non mi rimane che augurarti buon allenamento e buona settimana! 

Se hai bisogno di chiarimenti o vuoi lasciare un commento.., fai pure, sarà un piacere risponderti!!!  :-)

Allenamento per uomini o per donne?

18 Aprile 2011 Scritto da Marco Caggiati in "Luoghi Comuni"

Quando mi chiedono se un allenamento o un particolare esercizio è adatto agli uomini o alle donne…, mi “scompiscio” dalle risate…, logicamente senza darlo a vedere…, però nel mio intimo più profondo “sghignazzo” abbondantemente… :-) :-D .

Non so chi sia stato il primo a porsi questa domanda e a tramandarla negli anni… :-) .

E’ radicato nell’immaginario comune che alcuni esercizi siano “da femmina” e altri “da maschio”, un pò come se uomini e donne avessero muscoli e capacità diverse…..

Ti faccio un esempio: è difficile vedere uomini che si allenano sull’adductor machine o fanno degli slanci per i glutei ed è altrettanto raro vedere donne che si esercitano con dei curl con manubri per i bicipiti…….. :-) .

Macchina per adduttori

Adductor Machine

Curl Manubri Bicipiti

Curl con i manubri

Questo non certo perchè tali esercizi siano improduttivi, ma semplicemente perchè allenano gruppi muscolari che abitualmente non sono “bersaglio” dell’interesse femminile (esercizi per i bicipiti) o maschile (interno coscia). Quindi è sbagliato parlare di esercizi “da uomo” o “da donna”, ma è più opportuno parlare di esercizi utili a raggiungere gli obiettivi abituali delle donne e degli uomini.

Di solito, parlando di tonificazione, le donne vogliono concentrarsi prevalentemente su glutei, cosce, addome e tricipiti e gli uomini su tutti i muscoli del busto (pettorali, dorsali, spalle, addominali e braccia) e poco più……  Bisogna ricordare che il lavoro di tonificazione muscolare dovrebbe invece riguardare la muscolatura in toto e poi indirizzarsi verso i gruppi muscolari, diciamo, verso i quali si ha più interesse..

Una donna ha le stesse potenzialità di un uomo anche se è svantaggiata in quanto l’uomo è geneticamente meglio predisposto all’attività motoria. Ricordiamoci che in natura l’uomo è quello “addetto” all’approvigionamento del cibo per la donna e per la prole, che necessita di un impegno fisico a volte importante (pensa alla caccia e alla pesca con armi rudimentali).

L’evoluzione ha specializzato, invece, la donna per l’ottimizzazione dello sviluppo del feto e la sua crescita, affinando  caratteristiche diverse. E’ per questo motivo che gli uomini sono più forti e ottengono prestazioni migliori nello sport.

Ciò non significa però che alcuni esercizi siano preclusi al gentil sesso, anzi, uscendo da un contesto “assoluto” (inteso come sport di alto livello), esistono parecchie donne che hanno doti atletiche decisamente migliori rispetto alla maggior parte delgi uomini.

Quindi, in conclusione, ti ricordo che NON esistono esercizi da uomo o da donna, ma esercizi idonei al raggiungimento di specifici  obiettivi che abitualmente vengono ricercati maggiormente dagli uomini e dalle donne… Uomini e donne possono seguire gli stessi programmi d’allenamento!

Ciao a presto! :-)

Se vuoi lasciare un commento, sarò felice di risponderti! ;-)

Allenamento come medicina

11 Aprile 2011 Scritto da Marco Caggiati in "Luoghi Comuni", Allenamento

Con piacere leggo sempre più articoli che inneggiano all’allenamento come medicina, come mezzo, a volte migliore dell’assunzione di un farmaco per “curare”! Sono anni che porto avanti la “filosofia” del movimento come ottimo metodo per curare la salute dell’organismo. 

Questo è giustissimo!!! :-)  

Per troppi anni la parola Fitness è stata accostata ad un ideale estetico fatto di bei fondoschiena, braccia “erculee” e pance “tartarugate”.  Non c’è assolutamente niente di male nel cercare di ottenere il corpo di un bronzo di Riace tramite l’alleamento. 

Io sostengo da sempre che un bel corpo sia solo una conseguenza di un allenamento mirato al benessere, al “mantenimento” del nostro prezioso organismo. 

Prendo sempre ad esempio gli atleti che si allenano quotidianamente per essere efficienti dal punto di vista biomeccanico, per migliorare la loro prestazione atletica e che hanno anche fisici invidiabili.. La loro bellezza è solo una conseguenza….., non il fine…. 

Yelena Isinbaeva 

Direi che il corpo di Yelena Isimbaeva (ritratta nell’immagine) sia un’ inattaccabile testimonianza del mio pensiero…… :-D :-D :-D  

Sono felice di questa inversione di tendenza perchè purtroppo mi accorgo che abitualmente molte persone pensano all’allenamento come a un qualcosa che possa migliorare l’estetica e poco di più… 

In realtà voglio dire loro che esistono decine di patologie che possono essere curate tranquillamente con l’attività motoria ed una sana alimentazione… 

Prendo ad esempio l’ipertensione arteriosa e l’ipercolesterolemia che, per essere chiari, non sono malattie di per sè, ma solamente fattori di rischio per le malattie cardiovascolari (infarto del miocardio, ictus ecc..). Il che non è sufficiente, sia chiaro, per  prenderli “sotto gamba”. 

Parlando con amici e conoscenti in molti mi confessano che per la pressione alta ed il colesterolo alto il loro medico ha prescritto loro”una mezza pastiglia” da prendere tutti i giorni…., “che tanto non fa niente” (inteso come “non fa male”……….). 

Quando sento queste cose chiedo loro: “scusa ma il tuo medico curante ti ha detto che una delle migliori cose da fare per abbassare la pressione ed abbassare il colesterolo è fare dell’allenamento aerobico..?” Loro rispondo di no…… e allora mi chiedo ancora: ma questo “modo di operare” da dove nasce…? Dalla “resa” di una parte della classe medica che non  prova più nemmeno ad educare i propri pazienti e si arrende alla “cultura della pillola”? O cos’altro!?!?!? Mi rendo conto che è certo più facile prescrivere “una pillola” piuttosto che insegnare ad un paziente come si deve comportare con allenamento ed alimentazione. 

E dall’altra parte mi immagino che ci siano anche dei pazienti che sono ben felici che una “pillola” risolva tutti i loro problemi…, che non li obblighi a fare una sana camminata di 30 minuti, 4 volte alla settimana (questo è il minimo “sindacale” che  serve…). 

Insomma tutti sono contenti, medici, pazienti e…., case farmaceutiche……………. 

Altro ambito dove ho notato un netto abuso farmacologico è la cura della lombalgia….. Le case farmaceutiche ci “educano” fin da giovani che il “mal di schiena” si cura con la pillola “x”, la pomata “Y” od il cerotto “H”….. I più “onesti” hanno provato ad aggiungere alla loro pubblicità (di un noto antinfiammatorio in gel) il messaggio: “attenzione i pesi si sollevano in questo modo”. La pubblicità ritraeva l’attore che sollevava un peso piegando le gambe senza sovraccaricare la zona lombare della schiena. 

La reale soluzione alla lombalgia non è certo un farmaco ma un approccio multifattoriale che passa dal riequilibrio posturale, dalla valutazione della stazione lavorativa (ergonomia della sedia, altezza dello schermo, conformazione del sedile dell’automobile ecc..) e dall’allenamento mirato al potenziamento e al miglioramento della flessibilità dei muscoli del busto…. Questa è la verità….. 

Voglio essere chiaro, a scanso di equivoci……, ritengo che lo sviluppo della farmacologia sia un bene prezioso ed insostituibile…, pensiamo semplicemente agli antibiotici che da decenni salvano la vita a milioni di persone ogni anno….. Ritengo anche però, che si debbano usare con moderazione e solo quando realmente indispensabili……..che, “tradotto”, significa che se un medico si trova di fronte ad un soggetto sedentario, iperteso, sovrappeso e con il colesterolo alto…, deve spendere tutte le energie possibili per cambiare le sue abitudini alimentari e motorie… e solo in un secondo momento (quando incontra una marcata resistenza del paziente alla “fitness terapia”, ammesso che i medici di base siano preparati in tal senso ed abbiano il tempo di farlo…..)  utilizzare un approccio farmacologico…. ed, inoltre,  dopo averlo informato del rapporto rischio/beneficio (effetti collaterali che OGNI farmaco hanno). 

In conclusione voglio ricordarti che la “macchina uomo” è una macchina perfetta che si autoregolamenta da milioni di anni…, vissuti senza farmaci…., ci siamo evoluti muovendoci, correndo e saltando….. 

L’attività motoria permette spesso di evitare l’assunzione di farmaci in una miriade di casi….., quindi non arrenderti alla pigrizia, non prendere la strada più facile, valuta sempre attentamente se esistono delle alternative alla “pillola”… e non fidarti di un solo parere anche se ti viene dato da colui che ha in carico la tua salute…. 

E tu cosa ne pensi al riguardo…?!?!??! 

Lasciami un commento, sarò felice di risponderti!! :-D

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