L’istruttore incatenato!
Agli albori della mia carriera ho svolto la mansione di istruttore di sala fitness in una nota palestra di Parma. Quell’esperienza ha fatto maturare in me la necessità di intraprendere la professione di Personal Trainer.
Vuoi sapere qual’é stato il principale motivo motore della mia scelta? Avevo “le mani legate”, non ero nelle condizioni di poter operare al meglio per soddisfare le richieste dei frequentatori; ciò non per colpa della palestra ma a causa di “deficit” di base che caratterizzano la professione di istruttore di sala fitness.
Ora te li vado ad elencare:
- Rapporto istruttore/cliente decisamente sbilanciato: ogni istruttore deve gestire decine di clienti che hanno ognuno le proprie necessità e le proprie caratteristiche. L’istruttore difficilmente si muove in maniera proattiva verso il cliente ( è spesso il cliente che pone la classica richiesta “mi cambi la scheda?” oppure “mi segui in questo esercizio?”) perché sa già a priori che non riuscirebbe a seguire tutti nello stesso modo, innescando un’involontaria e sgradevole divisione in clienti di serie A (coccolati e seguiti) e clienti di serie B (lasciati a loro stessi).
- Gli aspetti da tenere in considerazione, quando si tratta di pianificare la strategia da mettere in atto per il raggiungimento di un obiettivo prefissato, vanno decisamente oltre la “semplice” stesura di una scheda d’allenamento. Entrano in gioco fattori che non sono gestibili per limiti di tempo a disposizione, di competenza ed economici; per esempio l’alimentazione non viene considerata (se non sommariamente con qualche consiglio che si trova abitualmente sui giornali……..), cosa inconcepibile, in quanto un corretto ed adeguato regime alimentare rappresenta il 50% di qualsiasi obiettivo in ambito fisico.
Altro aspetto da non sottovalutare è la gestione della motivazione e dell’emotività del cliente; in questo caso l’allenamento diventa “mentale”. Sempre più spesso mi rendo conto che la vera “differenza” nel raggiungimento di un risultato dipende dall’empatia creata con il cliente e dalla mia capacità di trovare le leve motivazionali giuste per far sì di mantenere sempre alta la “voglia di fare”.
- Le conoscenze necessarie per seguire il cliente sotto tutti gli aspetti necessitano di una formazione continua che, a causa dei costi, difficilmente viene “offerta” agli istruttori di sala fitness da parte del proprietario della palestra, che, a loro volta, essendo spesso sottopagati, (abitualmente un istruttore di sala percepisce dai 5 ai 12 € ora…..) non hanno la possibilità economica di partecipare ai corsi.
Esistono anche istruttori che investono nel loro futuro professionale per poi “rivendere” la propria formazione in un ambito libero professionale (Personal Training), che “transitano” momentaneamente nelle sale fitness per farsi esperienza sul campo….. (incontrare questa “tipologia” di istruttori rappresenta una fortuna perché offrono Know-how gratuitamente….
).
Tutti questi fattori fanno si che l’istruttore (coscienzioso…) sia “incatenato” in un ruolo non congruo alle aspettative dei clienti che, nella maggior parte dei casi, abbandonano la frequentazione della palestra, affermando che non si sentono “seguiti” e che non ottengono i risultati desiderati.
E tu che tipo di esperienza hai avuto con il tuo istruttore..? Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi!
Lasciami un commento! Sarò felice di risponderti!

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