Allenamento Fitness

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dolore tibiale anteriore durante la corsa

Eros, un lettore del blog, la settimana scorsa mi ha posto questa domanda:

Ciao Marco, ho iniziato a seguire il tuo sito da un po’ di tempo e volevo chiederti un consiglio su un problema che mi succede sempre da un po’ quando vado a correre. Siccome sono “ben in carne” ho deciso di iniziare a fare movimento e sono circa due settimane che vado tutte le mattine. Di solito faccio prima una camminata su per il monte qua vicino a me e poi 1-2 km di corsa. Il problema è che da un paio di giorni quando corro ho dolori lancinanti solo alla gamba destra (sotto il ginocchio, davanti e dietro) che mi costringono a fermarmi perchè la gamba si blocca. Questa settimana ho fatto solo la corsa ma il problema non migliora, anzi peggiora e non so cosa fare. Tu cosa mi consigli?”

Ad Eros consiglio di andare di corsa a fare una visita specialistica perché, da quanto posso intuire, potrebbe avere problemi al ginocchio, magari un menisco che mal digerisce il ritorno all’attività…… Ma la diagnosi non è il mio pane… Io mi occupo di persone sane, o quasi 🙂 , l’ambito del dolore è compito dei medici…

Però Eros mi ha fatto venire in mente un argomento di sicuro interesse per tutti i “neocorridori” e per questo lo ringrazio. Quando si comincia a correre o semplicemente si cammina per molti km e non si è abituati,  può insorgere un fastidiosissimo dolore ai muscoli tibiali anteriori. I muscoli tibiali sono i principali responsabili della flessione dorsale e della pronazione del piede, gesto che viene ripetuto ad ogni passo fatto.

Muscolo TIBIALE anteriore

Questo muscolo è relativamente piccolo e debole confronto alle grandi masse muscolari di quadricipiti, ischio crurali ed i forti polpacci, capita quindi che si affatichi velocemente e subisca una sorta di crampo dovuto molto probabilmente ad ischemia muscolare.

Il dolore alla tibia è quasi sempre bilaterale ed è di facile riscontro nei principianti e nei soggetti in sovrappeso oppure si può presentare quando si cambia superficie sulla quale si corre o durante gli allenamenti  in salita che obbligano il piede a flettersi e a pronarsi maggiormente in fase aerea rispetto alla pianura.

Per far cessare il dolore è sufficiente camminare, se si sta correndo, o fermarsi se si sta camminando. Se si è costretti a fermarsi può aiutare eseguire qualche minuto di stretching dei muscoli tibiali tramite il “classico” esercizio di allungamento dei quadricipiti avendo l’accortezza di afferrare il piede all’altezza della punta del piede (realizzando una flessione plantare in associazione ed una pronazione del piede).

Stretching per il  tibiale anteriore

Stretching per il tibiale anteriore e per il quadricipite

Successivamente si può riprendere il cammino o la corsa senza dolore anche se è molto probabile che dopo qualche centinaio di metri o qualche chilometro, torni a “farti visita” 🙁 . Purtoppo non ti rimane che ripetere l’operazione fino al rientro a casa…

Con il passare del tempo, organizzando allenamenti che prevedono un graduale aumento dei km percorsi, nella maggior parte dei casi, il dolore scompare e diventa solo un brutto ricordo.

Se il dolore invece non dovesse scomparire dopo alcuni allenamenti, occorre “fare un salto” da uno specialista per valutare problemi vascolari dei muscoli tibiali o periostiti della tibia.

Colgo l’occasione per ricordarti che per chiunque (sedentari o podisti incalliti disallenati) voglia cimentarsi nella corsa è opportuno prevedere un percorso d’allenamento estremamente graduale che permetta a tutto l’organismo (sistemi cardiorespiratorio e muscolo tendineo in primis..) di adattarsi ai nuovi stimoli senza inutili stress.

Se non hai mai corso in vita tua e sei sedentario da anni…, lascia perdere la corsa all’inizio, comincia con una camminata a passo svelto, poniti degli obiettivi raggiungibili e allo stesso tempo sfidanti. Sai tu quanto potrebbe andare bene per iniziare, possono “funzionare” 10 minuti di cammino come 45…., per poi passare ad un cammino alternato alla corsa, sempre più consistente…Solo tu lo puoi sapere. Nel dubbio “spara basso” e non esagerare, d’altronde come un motore ha bisogno di rodaggio prima di essere lanciato a tutta velocità.., anche il tuo corpo necessita delle stesse attenzioni.. ;-).

Per oggi è tutto!! Lascia un commento, sarò felice di risponderti!!!  Pensi che questo articolo possa interessare ai tuoi amici…? Condividilo su Facebook!! 🙂 😉

Ciao a presto e buon allenamento!!

P.s.: a proposito di corsa……, sai che è l’utlima disciplina che si pratica nel Triathlon..? Come non lo sai!?!??! Scopri di cosa si tratta cliccando qui!!! 🙂

fitness

Mi vengono poste di frequente domande come: “quanti allenamenti bisognerebbe fare alla settimana?” oppure “quale tipo di allenamento è migliore per sviluppare e mantenere un buon livello di Fitness?”

Per rispondere precisamente a queste domande dovrei conoscere alcune informazioni riguardanti chi me le pone come, l’età, la maturità sportiva (se è un sedentario o se si allena, da quanto tempo e cosa fa ecc.), eventuali problematiche fisiche, infortuni ecc..

Facciamo finta però di prendere in considerazione il “classico” uomo della strada  in buona salute. Quali sono in questo caso i fattori oggettivi da tenere in considerazione per fare una corretta programmazione degli allenamenti per ottenere un livello di Fitness ottimale….?

Eccoli di seguito:

1-      Frequenza dell’allenamento

2-      Intensità dell’allenamento

3-      Durata dell’allenamento

4-      Tipo d’allenamento

Frequenza d’allenamento

La frequenza ideale per ottenere un buon livello di Fitness dovrebbe essere di circa 3-5 volte alternando un giorno dedicato all’allenamento ad uno dedicato al riposo. Per un principiante, 3 volte alla settimana (per esempio: Lunedì, Mercoledì e Venerdì) sono più che sufficienti!

Intensità dell’allenamento

L’allenamento deve essere svolto ad una percentuale compresa tra il 60 ed il 90% della FCR (Riserva della massima frequenza cardiaca).

Durata dell’allenamento

La durata dell’allenamento varia da 20 a 60 minuti d’attività ogni sessione e dipende dall’intensità dell’esercizio svolto. Più l’attività è bassa (vicino al 60%) e più deve essere protratta per un periodo di tempo più lungo. La durata è inversamente proporzionale all’intensità, che “tradotto” significa che se hai un’ora o più di tempo da dedicare all’allenamento fai un’attività blanda (60/75%), se invece hai poco tempo (20/30 minuti), stai ad un’intensità prossima al 90%, dopo aver fatto un adeguato riscaldamento. Le esercitazioni svolte ad intensità elevate (superiori all’85%) sono riservate a soggetti già allenati (non va bene per un sedentario che ha iniziato da poco ad allenarsi).

Tipo di allenamento

Il tipo di esercizio scelto per l’allenamento deve avere le seguenti caratteristiche:

1 – Impegnare i grandi gruppi muscolari con esercizi multiarticolari

2 – lo si deve poter eseguire in maniera continuativa per almeno 10 minuti

3 – Deve essere di tipo aerobico ciclico come, per esempio, la corsa, il ciclismo, il nuoto, il canottaggio, lo sci di fondo lo step ecc.., oppure misto  (di base aerobica con alcuni momenti anaerobici), meno adatto per i principianti, come il calcio, la pallacanestro, la pallanuoto e la pallamano.

In conclusione voglio sottolineare che allenarsi per ottenere un buon livello di Fitness (inteso come benessere), per migliorare la propria estetica e per migliorare la performance, comporta una frequenza d’allenamento, un’intensità, una durata completamente diversi…

L’unica cosa che potrebbe accumunare le tre tipologie di persone è la disciplina praticata. Infatti, per esempio, si può correre sia per ottenere semplicemente un buon livello di Fitness, che per gareggiare ad alti livelli.

A proposito di Fitness, hai mai pensato che la pratica del Triathlon potrebbe essere un ottimo strumento per stare “in forma”. Se pensi che  la pratica del Triathlon sia una “cosa da pochi” e ci si debba allenare tantissimo…, sei sulla strada sbagliata!!!

Da oggi puoi trovare nei miei programmi multimediali Triathlon Sprint Facile, il primo ed unico programma per partecipare ad una gara di Triathlon allenandoti solo 3 volte alla settimana!! 🙂 Non esiste niente di nemmeno simile in commercio!! 🙂

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Ciao a presto e buon allenamento!! 🙂

Triathlon Kufstein

Domenica  15 Luglio ho partecipato al Triathlon 111 (1 Km nuoto, 100 Km in bici e 10 Km di corsa) organizzato dalla Tristar. La distanza è atipica rispetto alle “misure” tradizionali e si avvicina in gran parte al chilometraggio tipico di una gara su distanza “olimpica” (1,5 Km a nuoto, 40 Km in bici e 10 Km di corsa). I 100 Km di ciclismo caratterizzano questo tipo di competizioni e favoriscono chi ha nel ciclismo la propria disciplina migliore.

Avevo già partecipato nel 2010 ad una gara di Triathlon organizzata dalla Tristar, sempre su distanza 111 ma a Montecarlo. Puoi leggere il mio racconto di una gara veramente dura, soprattutto per l’altimetria del percorso  ciclistico e podistico!

Ma veniamo alla gara di Kufstein!  Mi sono presentato al via di questa competizione con qualche gara su distanza olimpica e sprint nelle “gambe” e con pochi giorni d’allenamento alle spalle..

Ecco i miei numeri riguardanti gli allenamenti fatti dal 1/1/2012:

Nuoto

Circa 20 Km

Ciclismo

1420 KM

Podismo

314 KM

Se sei un minimo “pratico” di Triathlon ti sarai già accorto delle distanze risibili che ho percorso fino ad oggi. A causa di continui impegni professionali e familiari riesco a dedicare tempo agli allenamenti soprattutto durante i mesi primaverili ed estivi lavorando soprattutto “di qualità”.

Se per le gare “corte” lavorare di “qualità” non è un problema…, preparare una gara da oltre 4 ore….. qualche “problemino”  lo presenta… 😀 . Le sfide mi piacciono e mi sono sempre piaciute…., quindi affrontare una gara così lunga a metà luglio…., è stato interessante.

Ma veniamo alla gara… 🙂

SABATO 14 LUGLIO

Io e Davide (mio acerrimo avversario, collega e grande amico.. 🙂 ) siamo partiti il Sabato mattina per l’Austria per espletare tutte le operazioni di rito pre gara.

Ci aspettano 4 ore e 30 minuti di strada…, che per caso è anche il tempo che ho previsto per concludere la gara. Kufstein è una cittadina del Tirolo Austriaco a 500 metri sul livello del mare, vicino al confine con la Germania. Arriviamo a Kufstein , in tarda mattinata, piove ed il termometro segna 15° ( da noi è un mese che costantemente ci sono 34 / 36°) e lo sbalzo termico si percepisce nettamente…

Marco Caggiati vigilia Triathlon kufstein 2012

Io detesto il freddo…., potrei fare tranquillamente gare nel deserto…, ma gareggiare in piena estate con 15° sotto l’acqua proprio non è “nelle mie corde”….. 🙁 .

Ho il morale un po’ basso ed il pensiero di passare 4 ore sotto l’acqua non mi piace. Il meteo prevede freddo e brutto tempo anche per domenica… e la partenza della gara è prevista per le 7:15……

D’altronde non ci sono grosse alternative.., siamo venuti per gareggiare e gareggeremo…. Prepariamo tutte le sacche per la gara: una per il cambio nuoto-bici, una per il cambio bici-corsa e l’ultima con l’abbigliamento da indossare nel “dopo-gara”.

La logistica della gara prevede la frazione natatoria nel lago di Hatch (distante circa 4/5 Km da Kufstein), la prima zona cambio appena usciti dal lago e la seconda nell’arena del palazzo del ghiaccio (dove gioca la squadra locale di hockey) di Kufstein, l’arrivo è invece previsto in pieno centro.

IL GIORNO DELLA GARA

Caggiati Marco e Boni Davide partenza Triathlon tristar 111 kufstein 2012

Sveglia alle 5:15, il termometro segna 13° e pioviggina…. 🙁 . Facciamo una colazione abbondantissima, ci alziamo da tavola verso le 6 e ci dirigiamo verso l’arena da dove partono i bus navetta che portano al lago per la partenza.

Diamo un’occhiata alle biciclette lasciate in zona cambio il giorno prima, controlliamo la pressione delle gomme, riempiamo le borracce ed il posizionamento del cibo. Memore della fame patita a Montecarlo, la mia bici sembrava la corsia degli integratori alimentari dell’Esselunga…. 🙂

Marco Caggiati Bici Triathlon Kufstein 2012

marco caggiati cibo bici kufstein 2012

In un attimo arrivano le 6:30 e, ahimé, è arrivata l’ora di spogliarsi e prepararsi a partire… Mi infilo la muta e mi approccio timoroso in riva al lago che è piatto e tranquillo come una “piscinona”….. 🙂

L’idea di mettere un piede in acqua già mi gela il sangue…., ma prima di farlo, guardo in lontananza e vedo una coltre di vapore acqueo sulla superficie del lago e penso subito “magari è calda…”!!!!

Mi butto e con estremo piacere percepisco l’acqua come tiepida…., c’era talmente freddo fuori che l’acqua del lago (probabilmente prossima ai 20°) risultava piacevole!!! 🙂 Ottimo!! 🙂

Faccio qualche bracciata, le sensazioni sono buone e la mia nuotata è lunga e rilassata, molto bene!! 🙂 L’acqua del lago è torbida e a fatica vedo le mie mani….

Faccio uno “pseudo” riscaldamento ed esco dall’acqua quando mancano 15 minuti al via… La differenza termica si sente bene e dopo qualche minuto inizio a tremare come un bambino impaurito…

Faccio qualche circonduzione delle braccia e un po’ di skeep per tenermi caldo…, il giudice di gara ci chiama in acqua e, dato che siamo in pochi (circa in 200) è facile accaparrarsi una posizione davanti alla linea di partenza.

Il riscaldamento approssimativo, la colazione ancora nella pancia e la lunghezza della gara consigliano di partire calmo…., ma al via del giudice mi prende la malsana voglia di tirare al massimo il chilometro di gara!! Faccio circa 30 bracciate degne di un olimpionico 🙂 , dopo le quali mi accade una cosa mai successa prima….. 🙁 .

Mi sento soffocare, come se avessi il petto chiuso in una morsa.., le braccia diventano legnose ed è impossibile allungarsi a sufficienza… Mi è capitato spesso di partire molto forte, per poi rallentare ad un passo più confacente al mio allenamento ed alle mie capacità e non mi era mai successo di “sentirmi morire”..

Rallento l’andatura, ma non è sufficiente, mi sento soffocare, faccio qualche metro a rana, ma non c’è niente da fare…., allora mi fermo, infilo una mano nel colletto della muta e la allargo nel tentativo di respirare meglio.

Rimango calmo, respiro profondamente e dopo qualche secondo, durante i quali mi sorpassano quasi tutti, riesco a tornare a respirare bene e ricomincio a nuotare a stile libero.. La mia nuotata è rigida e scomposta e, bene o male, riesco a percorrere il Km previsto e mettere “le chiappe” fuori dall’acqua 🙂 . Esco in 20’ e 37” invece dei previsti 18 minuti :-). Poco male…, mi aspettano 100 km in bici dove posso rifarmi.

Mi trascino verso la zona cambio, mi tolgo la muta, mi infilo calze, numero, casco e scarpe e vado a prendere la mia bici. Mi gioco un “Jolly”, indossando unicamente top e slip….., in parte perché non voglio perdere tempo e un po’ perché mi rifiuto psicologicamente di partecipare ad un Triathlon il 15 di Luglio, imbacuccato come se fosse autunno…

Se dovessi sentire freddo ho da giocarmi “la carta” Kway smanicato, stivato nel porta borraccia sotto sella…

Per ironia della sorte non ho assolutamente freddo, se non ai piedi che si inzuppano rapidamente di acqua e le calze indossate sicuramente non aiutano.

Per  fortuna non piove e la gara prevede solo alcune salite fino a circa 700 m di altitudine, quindi non dovrei soffrire freddo. Così sarà per tutta la gara….. 🙂 .

Il percorso ciclistico prevede un  primo tratto cosiddetto a “bastone” dove affronto la prima delle tre salite impegnative della giornata di 3,8 km con una pendenza media del  5,8% e una massima del 15,8.

Altimetria bici triathlon kufstein 2012

Percorso Bici Triathlon kufstein 2012

Incrocio, nel tratto di ritorno, i primi concorrenti che vanno come fucilate e capisco che il “livello” della competizione è alto. A circa 2 chilometri dal giro di boa incrocio anche Davide (uscito dall’acqua prima di me), ci salutiamo e inizio a pensare che potrei anche riuscire a prenderlo, spingo un po’ più forte sui  pedali per circa 5 km, supero alcuni concorrenti e poi decido di desistere…

La rincorsa per prendere Davide potrebbe togliermi le energie per la successiva corsa…

La gara è abbastanza movimentata fino al bivio del percorso che divide chi partecipa al percorso completo e chi invece alla mezza distanza (555). Come spesso accade continuo a superare ed essere superato dai soliti concorrenti che più o meno hanno le mie stesse prestazioni. Sulla prima salita ho un ricordo nitido di Rudi (non so chi sia ma il suo nome sul pettorale me lo ricordo bene… :-)), con il quale ci scambiamo più volte la posizione. In salita mi scappa puntualmente ed in pianura riesco a riprenderlo.

In parecchi tratti mi trovo da solo ed il pensiero più ricorrente che mi passa per la mente è: cosa ci faccio da solo in bici, in mutande,  in giro per l’Austria con 13° il 15 di Luglio…. ? Mi scappa da ridere e continuo a pedalare. Il paesaggio è stupendo anche se c’è nuvolo e l’asfalto sembra un biliardo…. Sono strade fatte per i ciclisti e per giunta il percorso è completamente chiuso al traffico!!! 🙂 Ad un tratto mi trovo a pedalare di fianco ad una mandria di cavalli al pascolo che sembrano rincorrermi….. Belle scene… 🙂 .

cavallo austriaco

La “gamba” gira bene, sento che potrei spingere di più, ma non voglio commettere lo stesso errore fatto a Montecarlo dove all’80° chilometro mi vennero i crampi!! Evito in ogni modo di andare “fuori giri”, in salita salgo con un passo tranquillo ed in pianura non spingo sui pedali eccessivamente.

Durante gli ultimi 50 km “battaglio” costantemente con Bianca, ragazza olandese che mi da del filo da torcere. Ai piedi dell’ultima salita si allontana e diventa un puntino lontano….,  ma sono certo che in discesa poi la riprenderò…. Sulla salita mi supera anche Carlo (concorrente di Bolzano)  con il quale scambio quattro chiacchere e mi sottolinea il fatto che “la ragazza” ci aveva seminato. Io gli dico con tranquillità…. : tanto in pianura la riprendo.. Anche Carlo prende il largo….

Si scollina, la strada inizia gradualmente a scendere e mancano solo 20 Km all’arrivo, le sensazioni sono buone e decido di spingere sui pedali. A 10 km dall’arrivo supero Carlo, poi poco dopo anche Bianca e inizio a vedere un piccolo gruppetto tra i quali ritroverò anche Rudi….

Li riprendo e li stacco di qualche centinaio di metri e alle porte di Kufstein uno scoiattolo mi attraversa la strada, si ferma sotto una pianta e mi guarda passare….., io lo saluto.., anche perché era il secondo “spettatore” incontrato sul percorso… 🙂 Chiudo la frazione in 3 ore 18 minuti e 34 secondi ad una media di 30,2 Km/h.., di meglio non potevo fare… 🙂

Arrivo al T2 nell’arena di Kufstein, smonto dalla bici “alla bersagliera” e corro verso la rastrelliera con i piedi doloranti…, o meglio, più che piedi sembrano due “Calippo”, freddi e duri… Mi fanno un male cane e gli adduttori reclamano pietà….

Mi appoggio con il peso del corpo sulla sella e deposito la bici, le premesse per la corsa non sono buone….

Mi siedo, mi tolgo le calze inzuppate d’acqua e mentre sto per infilarmi le scarpe, mi si siede di fianco Rudi che mi dice qualcosa in tedesco sorridendo…., io ricambio il sorriso e gli dico che sono italiano e che non lo capisco, gli dico di parlarmi in inglese, ma lui ricambia di nuovo in tedesco………  Lui è tutto imbacuccato con k-way, copriscarpe ecc… Io mi alzo e gli dico “Au revoir”…, tanto per continuare a non capirci… 🙂 :-).

Appena partito guardo il cronometro e mi rendo conto che con un’ottima prova di corsa potrei riuscire a chiudere la gara sotto le 4 ore e 30 minuti (mio obiettivo)…. Inizio a correre e mi sento Pinocchio……, anche se il respiro è tranquillo e non provo alcun dolore al diaframma (strano per me.. 🙂 ). I piedi sono congelati e faccio fatica a spingere…, però mi rendo conto che potrei fare bene nella corsa…., anche se non è facile correre rilassato dopo 100 km di bici passati al freddo…

Però una temperatura “bassa” nella corsa potrebbe anche essere un vantaggio e con gradualità spingo sempre un poco di più.. Dopo circa 2 km i piedi si scaldano… Vado in progressione.., supero alcuni concorrenti e arrivo al traguardo di slancio…, con lo speaker che urla al microfono “Pravo Marco, molto Peeene”!!!! Il mio bieco escamotage per scroccare un poco di tifo ha funzionato. In questo tipo di gare puoi far scrivere ciò che vuoi sul pettorale… ed io ho optato per questo 🙂 😀 😉 .

numero di gara Marco Caggiati Triathlon Kufstein 2012

Alla fine segnerò il mio miglior risultato cronometrico di tutti i tempi in una gara di Triathlon!!! 10 km e 98 metri  in 44’ e 22”. Alla vigilia della gara non ci avrei scommesso 1 euro…!!! 🙂 .

Ecco i tempi al Km.

1° Km  4’:52”

2° Km  4’:42”

3° Km  4’:39”

4° Km  4’:32”

5° Km  4’:31”

6° Km  4’:24”

7° Km  4’:22”

8° Km  4’:11”

9° Km  4’:13”

10° Km 4’:22”

Ultimi 93 metri  in salita ad un passo di 4’:05”….

Alla fine chiudo in 4 ore 29 minuti e 19 secondi e vinco la mia sfida personale !!! 🙂

Davide chiude in 4 ore 23 minuti e 47 secondi…, nemmeno tanto lontano considerato che ha il doppio dei miei km nelle gambe… 🙂 . Entrambi siamo felici e si vede 🙂

Marco Caggiati e Boni Davide arrivo Triathlon 111 Kufstein 2012

Sono molto soddisfatto di essere riuscito a fare così tanto con così poco allenamento!!!! 🙂

Mi sono divertito e non ho terminato distrutto come a Montecarlo!! Molto, molto beneeee!!! 🙂

Ora passerò almeno due settimane “soft” per far recuperare le mie povere articolazioni……. I prossimi impegni agonistici saranno il Triathlon Sprint di Parma il 5 di Agosto e il Triathlon Olimpico “No Draft” di Sarnico il 26 di Agosto.

Per oggi è tutto, ciao a presto!! Lascia un commento, sarò felice di risponderti!!!  Pensi che questo articolo possa interessare ai tuoi amici…? Condividilo su Facebook!!  😀 😉

P.s.: rimani sintonizzato sul blog perchè entro la fine di questa settimana sarà on line “Triathlon Sprint Facile” il primo ed unico corso multimediale per preparare la tua prima gara di Triathlon!!! 🙂

Triathlon garmin sirmione 2012

Sabato scors0 (30 giugno 2012) ho partecipato alla prima edizione del Triathlon su distanza olimpica “Garmin Trio Sirmione”. Come sempre le “prime” edizioni sono sempre un’arma a doppio taglio in quanto si può godere di tutto l’impegno e l’energia profusi da parte dell’organizzazione e allo stesso tempo si partecipa ad una “prima edizione” con tutte le incognite del caso… 🙂 .

La logistica “particolare” della Gara di Sirmione ha rappresentato fin da subito un’aspetto decisamente caratterizzante l’evento. Infatti non era prevista la “classica” zona cambio, ma  due zone ben distinte e distanti l’una dall’altra circa 2,5 Km. La distanza tra una zona e l’altra era coperta da navette terrestri e traghetti sia per atleti che per accompagnatori.

La frazione natatoria prevedeva un suggestivo passaggio nel canale della fortezza di Sirmione dove il pubblico poteva godersi lo spettacolo…… 🙂 .

Altro aspetto “atipico” della gara è stata la partenza fissata per le ore 17:15 che mi ha permesso di vivere una vigilia di gara più tranquilla e di competere in un orario più idoneo al mio bioritmo…. 🙂 .

La giornata era caldissima sotto l’effetto dell’anticiclone “Caronte” che sta tutt’ora imperversando sull’Italia. Anche l’acqua del lago ne ha “risentito” offrendoci una temperatura  più simile ad una piscina naturale dei Caraibi che a un lago….., quindi niente muta…. :-). Erano anni che non facevo un Triathlon in lago senza muta…. 🙂 .

Le ore precedenti lo start della gara sono volate velocemente tra una chiacchiera e l’altra con mio fratello Alex, Luca Leoncini (al suo debutto nel Triathlon Olimpico) amici, e lettori del blog!!

Veniamo ora alla cronaca diretta della gara:

Quaranta minuti prima del via tasto l’acqua ed nuoto per circa 400 metri per far capire al mio corpo che è ora di svegliarsi e l’impatto con l’acqua è  piacevolmente tiepido…… (cosa rara.. 🙂 ). Le sensazioni sono buone quindi i presupposti per la gara anche…. Esco dall’acqua, sparo le ultime stupidate con mio fratello e mi metto “in coda” in attesa di partire. In prima batteria partono le donne e qualche minuto prima del via accade una cosa esilarante e mai vista.

La speaker (la mitica Silvia Ricco, una delle migliori triatlete nazionali quano io ho iniziato a praticare, correva il 1996…. 🙂 ) per ammazzare l’attesa ha iniziato a chiedere al pubblico un po’ di supporto e di incitare le donne che sarebbero partite da li a poco….., uno tra il pubblico ha suonato una tromba da stadio in segno di festa….. 🙂 . Peccato che anche i giudici di gara utilizzano una tromba per dare il via… Risultato….? Le atlete scambiano la tromba del tifoso con quella del giudice e partono a razzo puntando la prima boa, con Silvia che uralva loro : “Fermatevi, Fermateviiiiii!!!” !!! 😀 😀 😀 Niente da fare ormai erano partite e niente e nessuno le avrebbe fermate prima della fine della prova di nuoto!!! :-). Bella scena…. 🙂 . Poco male…… 🙂 .

Arriva il mio turno e, per caso, mi trovo direttamente davanti alla linea di partenza… Le mie scarse prestazoni natatorie mi fanno subito pensare: “cosa ci fai qui…? E’ meglio se ti metti dietro altrimenti ti passano sulle orecchie!!!” 🙂 . Ci penso su un attimo e poi soffoco la parte “raziocinante” che è in me e lascio libero sfogo a quella “dissennata”.. 🙂 . Rimango li e al suono della tromba parto come un pazzo ed inizio a mulinare braccia e gambe…… 🙂 . Reggo il confronto con i primi per circa 200 metri e poi le braccia iniziano ad indurirsi (….”chissà perchè……”…. 🙂 ). Sono in mezzo al gruppo ed inizio a defilarmi senza rompere le scatole a nessuno e soprattutto, cosa assai strana, nessuno mi passa sulle orecchie… 🙂 .

Cerco una nuotata lunga e tranquilla, ma faccio fatica…, sto pagando, giustamente, la partenza troppo forte…. 🙂 🙁 …….

Bene o male trovo il mio ritmo e cerco di navigare bene per evitare di fare metri in più. Navigo discretamente fino al raggiungimento del caratteristico passaggio nel fossato del castello di Sirmione. Dopo aver doppiato l’ultima boa ci dirigiamo dritti verso il castello con il sole in fronte e gli occhiali tutti appannati… Nuoto praticamente “alla cieca” e mi fido di chi mi nuota davanti…… Quando il lume del canale si restringe lo spazio acqua diventa affollato e si prende e si da qualche calcio…

Marco Caggiati Passaggio sotto il ponte triathlon olimpico sirmione 2012

Finalmente, dopo un tempo più lungo del previsto, arrivo in prossimità dell’uscita dove sono appostati dei volontari per facilitare la risalita degli atleti dal lago, in assenza di scaletta….. Io faccio una cosa senza senso…, che fa capire però il livello di “cottura” che ho in quel momento…. Invece di aggrapparmi al bordo e cercare di tirarmi su con tutte le mie forze…, stendo le braccia al cielo, come fa mia figlia piccola, Asia, quando vuole essere presa in spalla…. 🙂 , e mi faccio tirare su dall’acqua “a peso morto”…. :-). La forza dei ragazzoni volontari non è giustamente sufficiente per tirarmi fuori “di peso” e mi issano come un pesce spada trascinandomi sul bordo…..!!  🙂 Risultato finale…, una bella abrasione all’altezza del bacino….:-D . Così imparo…….. :-).. Dopo qualche secondo raggomitolato al suolo in posizione fetale….. :-), mi rialzo in piedi e corro com un pazzo verso la distante zona cambio, supero come mio solito una decina di concorrenti, mi infilo casco, pettorale ed esco rapido dalla zona cambio!!!

Marco Caggiati Uscita Nuoto Triathlon Olimpico Sirmione 2012

Il tempo di infilare i piedi nelle scarpe e mi guardo subito intorno per vedere se ho qualche “avversario” nei paraggi…. Nessuno davanti e nessuno dietro…, forse ho fatto un cambio troppo veloce….? 🙂 Ho già capito: inizo a tirare da solo ricercando una respirazione profonda, stacco tutto il cibo stivato sulla bici con lo scotch di carta e lo metto nelle taschine del top… Il percorso è il classico “mangia e bevi” che in gergo ciclistico significa “sali e scendi continuo”. Come sempre, dato il mio peso (80 kg) e quello della mia bici (più di 11 kg), ogni volta che la strada sale…., faccio una fatica boia e faccio fatica a stare al passo con gli altri 8vedi foto qui sotto… 🙂 ). A proposito di altri, dopo circa 5 km mi raggiunge un gruppetto di 5/6 concorrenti e mi accodo immediatamente.

Caggiati Marco Bici Salita Triathlon Olimpico Sirmione 2012

Tiro un p0′ il fiato ed inizio ad alimentarmi per scongiurare una crisi di fame a fine gara… Sto in gruppo, ma alla prima salita un poco ripida inesorabilmente mi stacco……, insieme ad altri due.. Quando la strada torna a scendere il gruppo è troppo lontano per pensare ad una ricongiunzione. Mi metto l’anima in pace e riprendo il mio ritmo… Dopo pochi km mi raggiunge un altro gruppo, questa volta più numeroso, e mi accodo con l’intenzione di non mollarlo più fino al traguardo……

Tutto procede bene ed in maniera abbastanza anonima, quando, stanco di stare nelle retrovie, mi metto nelle prime posizioni per dare qualche cambio…. 🙂 . Verso circa il 3o° km dall’arrivo la strada presenta un lungo rettilineo con una pendenza (in discesa) di circa il 1/2% che mi spinge per “inerzia” a mettermi in posizione areodinamica e spingere sui pedali. Non c’è niente da fare, quando la strada è in pianura o leggera discesa…., per me è come una salita al 15% per uno scalatore…. :-). Risultato.., spingo il massimo rapporto in punta di sella e quando do un’occhiata al mio Garmin segna i 61 km orari.., mi giro e vedo il gruppo distante circa 40 metri e “leggermente” sfilacciato….. 😀 . Il tempo di godermi la scena e la strada ricomincia a salire, posso contiunuare nella mia azione per il semplice gusto di “andare in fuga” ma so che poi lo pagherei di corsa….. 🙁 . Desisto e mi faccio risucchiare dai primi del gruppo (siamo una 30ina…). Un’atleta del Cus Parma che si è incaricato di ricucire “il mio buco” mi redarguisce dicendomi: “ehi, uomo, non andar via così strappando”.., io rispondo semplicemente “io in pianura vado così….” 🙂 😀 e poi.., in fin dei conti.., stiamo facendo una gara…. e non è detto che io debba portare a spasso il resto del gruppo fino al traguardo… :-). Rimango in testa a tirare cercando cambi regolari. Su un altro falsopiano in discesa lo stesso atleta del Cus.. mi chiede il cambio e io non glielo do per far cambiare anche quelli dietro che se la stavano spassando da tempo…. Lui “se la prende” e prova ad andare in fuga…, io tranquillo aspetto che qualcun’altro faccia il lavoro sporco per me… Chi chiude “il buco” arriva puntuale e risparmio preziose energie 🙂 .

Caggiati Marco Bici Triathlon Olimpico Sirmione 2012

Poi rimango davanti fino alla fine perchè voglio entrare in zona cambio per primo per evitare traffico… Così faccio…., arrivo veloce, scendo al volo e la bici si impenna sulla ruota davanti appena tolgo il peso dalla sella! Entro in zona cambio per primo e esco abbondantemente…, per primo… :-). Inizio a correre e mi assesto su circa 5′ al Km perchè non voglio esagerare. La “gamba” risponde bene ma…., il diaframma inizia subito a darmi fastidio….. Due settimane fa avevo abbassato il manubrio della mia bici nella stessa posizione di quando facevo gare a cronometro, ottimizzando la penetrazione areodinamica… La posizione in termini assoluti è decisamente buona…, ma evidentemente la mia gabbia toracica non la “digerisce” altrettanto bene..

Non ce niente da fare.., rallento e respiro profondamente, ma il semplice sobbalzare mi crea dolore, gli addominali si induriscono ed il dolore aumenta maggiormente. Rallentare non serve a più di tanto…., corro con il cuore a 110 battiti al minuto, ma continua a farmi malissimo…… Allora inizio a camminare.., tutti i miei “compagni” di bici mi superano……e io non posso farci niente… Sto calmo, respiro profondamente e piano piano la situazione migliora…, soprattutto quando un’atleta che era nel mio gruppo mi batte la mano sulla spalla e mi urla: “sei stato un grande in bici, siamo andati fortissimo”!!!! 🙂 Molto bene… Ricomincio a correre dopo aver percorso il 2° ed il 3 ° km a 7 minuti al Km (ben più di 2′ e 30″ rispetto al mio passo gara in condizioni normali….. 🙁 )  ad un ritmo intorno ai 5′ al km…, riuscendo ad andare in progressione senza avere troppo fastidio. Mi dispiace avere ancora energie da spendere sia di fiato che di gambe ma non poterle esprimere…… 🙁 .

Il percorso podistico prevede un “multi lap”  nelle vie di Sirmione e ad ogni passaggio trovo mio fratello ad incitarmi e mi fa piacere… :-). Al primo giro, in piena crisi “di diaframma”, mi fermo e gli cheido se vuole proseguire per me…, lui mi dice: “dai dammi il numero”…. Se lo avessi assecondato sicuramente l’avrebbe fatto… 🙂 . Sarebbe stato bello vedere le facce del pubblico assistere alla “scena”….. Dopo una risata, riparto a correre.. 🙂 .Una volta preso “il ritmo” mi accorgo di avere un sassolino nella scarpa sinistra, precisamente sull’appoggio dell’avampiede, provo a resistere, ma poi mi tocca fermarmi ancora, tirarmi via la scarpa, sbatterla contro un muretto e ripartire (tanto, secondo più, secondo meno…, alla fine cambia poco.. 🙂 ).

Alla fine vado in progressione e chiudo in 2 ore 31 minuti e 50 secondi e accaldato come non mai…, da li  poco mi sarei buttato nuovamente nel lago per cercare un po’ di refrigerio.. 🙂 .

Marco Caggiati Triathon Olimpico Sirmione 2012

Appena tagliato il traguardo, bevo come un cammello (circa 2 litri d’acqua in 20 minuti) e mi metto in attesa di Luca Leoncini per fargli festa…. Dopo circa 15 minuti arriva al traguardo esultante e felice per aver portato a casa degnamente il suo primo Triathlon Olimpico. Bravo Luca, in questi sei mesi abbiamo fatto un ottimo lavoro insieme!!! 🙂 Soprattutto tu…, dato che io mi sono limitato ad allenarti!!! 🙂 .

Adesso un po’ di voti:

Organizzazione voto 7

Ristori voto 7 per la presenza di maltodestrine, voto 4 per l’acqua gassata bollente (attezzarsi con dell’acqua di fonte nelle fontanelle limitrofe, non sarebbe stato male……)..

Clima gara (pubblico, location ecc..) voto 8

Pacco gara voto 6 (utile l’elastico porta numero in omaggio ma sarebbe stato bello trovarci una maglietta celebrativa, come di rito).

Voto 10 all’idea di regalare le foto fatte durante la manifestazione… 😉

In definitiva un bella gara sicuramente da rifare… 🙂 . Unica nota dolente è rappresentata dalla mancata consegna di braccialetti, elastici, cordini ecc.. da consegnare ai concorrenti per evitare che qualcuno facesse, senza rendersene conto, un giro in più o in meno. Molti atleti sono stati squalificati per questo… Io stesso senza il mio fidato gps sarei stato in difficoltà a contare a mente i giri in stato di “rincoglionimento”… :-).

Per oggi è tutto!! Ora mi aspettano 15 gg di allenamento prima del Triathlon Tristar 111 (1 km nuoto, 100 km bici, 10 km corsa) di Kufstein in Austria il 15 di Luglio. 😉

P.s.: tra qualche giorno sarà pronto Triathlon Sprint Facile, il primo ed unico corso multimediale per risucire a preaparare la tua prima gara di Triathlon Sprint in sole 12 settimane!!! 🙂 Nel frattempo scarica il mio audio-book gratuito “Triathlon per principianti“!!!! 🙂

Ciao a presto!!! 🙂

triathlon-bici-caggiati-marco

Caggiati Marco triathlon lerici

Domenica scorsa, 9 ottobre 2011, ho partecipato alla mia ultima gara di Triathlon della stagione 2011 con mio estremo dispiacere, in quanto mi aspetta un lungo inverno fatto di freddo ed umidità che non giovano alle mie articolazioni da “vecchietto”!! 🙂 

Il Triathlon Sprint di Lerici è come di consueto, almeno per me, la gara che scelgo per chiudere “in bellezza” la stagione dedicata al Triathlon e anche quest’anno ho vissuto una bellissima esperienza! 

La giornata era fantastica, la temperatura mite anche se c’era un po’ di vento a dare un filo fastidio, soprattutto nella frazione ciclistica. A rendere ancora più lieta la giornata era la presenza di tutta la mia famiglia al completo, mia moglie Enrica e le mie figlie Asia e Giada. 

Giada, che mi accompagna sempre negli ultimi metri di gara, era in “fibrillazione” già dalla mattina e “non vedeva l’ora” di battere ancora una volta il suo papà sulla linea d’arrivo… 🙂 . Erano presenti anche molti amici/compagni di gara, i due Davide (Boni e Aldrigo) , Giorgio Galli, il mio Ex compaesano Massimiliano Spotti e Ferraguti Fabrizio un mio  cliente sedicenne “nuotatore” al debutto nel Triathlon!! 

La vigilia di gara era ricca di “argomenti” d’interesse e la settimana precedente è passata a suon di “lanci di sfide” tra noi, tipo: “io impiegherò tot tempo nella frazione ciclistica, quest’anno vinco io ecc…” 🙂 

Personalmente mi sono presentato “al via” in condizioni non perfette, qualche problema muscolare ad un polpaccio mi ha impedito di allenarmi nell’ultimo mese e alla fine…, ho pagato il conto.. :-). Soli 5 allenamenti nelle ultime 4 settimane non mi hanno permesso di mantenere “la forma” che avevo con fatica guadagnato a fine agosto……, peccato…. 🙁 

Ma veniamo alla cronaca “in prima persona” della gara. 

La gara prende il via alle ore 10:40 con la prima batteria che racchiude le donne, gli atleti master e gli amatori (tra gli amatori partirà anche Fabrizio). Qualche secondo prima del via del giudice sento da dietro una persona che chiede permesso perchè è in ritardo, in realtà le persone sono due, un atleta non vedente e la sua guida. Subito scatta un’applauso spontaneo e quando li vedo allinearsi insieme agli altri e partire nella frazione natatoria mi scende spontanea una lacrimuccia per la commozione e mi rendo conto che niente in quella giornata potrà andare storto…. La gara aveva già un vincitore (anzi due, anche la guida è “un grande”!!!) prima ancora che partisse!!! 

Io parto in seconda batteria “forte” del mio ranking ottenuto nelle gare precedenti, con me in batteria c’è anche Davide Boni mio acerrimo amico/avversarsio ed è con lui che ho messo “in piedi” la sfida più accanita….!!! 🙂 

Ci allineamo sulla linea di partenza e vedo all’orizzonte Fabrizio in testa al gruppo a fare l’andatura  della prima batteria (Fabrizio è uno dei primi 10 nuotatori in italia a livello giovanile… 🙂 ) e sono felice… 

Dopo cinque minuti suona “la tromba” anche per noi e ci tuffiamo nelle acque fresche, ma non troppo, del “Golfo dei Poeti” :-). Mi accorgo subito di non avere una nuotata fluida e mi si induriscono subito spalle, braccia ed avambracci…, segno inequivocabile del mio scarso allenamento…. 🙁 . 

Come sempre devo sgomitare nei primi 100 metri per trovare un mio “spazio vitale” tra gli avversari e mi superano, come se fossi fermo, decine di concorrenti (partire nella prima batteria maschile significa anche partire con chi vincerà la gara e si vede….. 🙂 ). 

E’ tutto normale e quindi non mi demoralizzo, mi concentro soprattutto sulla navigazione che mi riesce bene e negli ultimi 100 metri aumento la frequenza delle bracciate anche se con una nuotata “pesante”. 

Esco dall’acqua affaticato, mi tolgo cuffia, occhialini e mi sfilo la parte superiore della muta, corro “come un pazzo” verso la zona cambio. Mentre mi sfilo la parte inferiore della muta provo un “accenno” di crampo al polpaccio dx (infortunatosi a settembre) che non è di buon auspicio. Le gambe sono “legnose” ma me ne disinteresso ed esco più velocemente possibile dalla zona cambio, monto in sella e sento la voce di mia moglie che mi urla “vai Marco, Davide è li davanti a pochi secondi”. Tra “me e me” dico “lo sapevo, ho nuotato malissimo….” e so che la gara sarà “in salita”, in tutti sensi, in “primis” perchè dopo 40 metri la strada sale ripida per circa 3 km poi perchè il percorso ciclistico è adatto alle qualità di Davide e difficilmente riuscirò a prenderlo… 

Qualche concorrente mi supera e io rimango tranquillo, respiro profondamente e non forzo più di tanto. Alla fine del primo tratto di salita mi trovo da solo, senza la possibilità di collaborare con nessuno e nel frattempo mi supera a doppia velocità Massimiliano che è partito nella seconda batteria, il tempo di salutarci e lui è già lontano dietro la successiva curva.. (bravo!! 🙂 ). 

Continuo a spingere sui pedali ed inizio a pensare a Fabrizio e al fatto che gli avevo detto che molto probabilmente l’avrei ripreso prima del termine del secondo giro in quanto lui e la bicicletta.., “non vanno d’accordo” :-). 

Nel frattempo di Davide non c’è traccia e le mie speranze di prenderlo sono sempre più risicate…….. 

Il percorso prevede due giri da 10 km con un vento contrario a tratti fastidioso e gli ultimi km sono di “pianura” lungo il mare, unico tratto dove mi trovo a mio agio. Purtroppo durante la fine della discesa del secondo giro si avvera la mia “previsione” nei confronti di Fabrizio, anche se non nella “forma” con la quale l’avevo pensata…. 

Dietro ad una curva “secca” a sx vedo Fabrizio steso su un muretto a lato della strada con un giudice che lo accudisce, rallento mi giro e vedo che ha gli occhi aperti sta bene e c’è già chi sta pensando a lui, quindi proseguo anche se con la tristezza nel cuore per l’accaduto. Fino a quel momento stava andando benissimo…., peccato!! La curva è stata “truffaldina”, Fabrizio ha perso il controllo della bicicletta , si è grattuggiato un po’ di pelle e si è assicurato una “gita” al pronto soccorso di La Spezia. Alla fine ha riportato solo alcune escoriazioni e contusioni classiche delle botte in bici… Meno male…. 

Concludo la mia frazione ciclistica passata praticamente tutta “in solitario”, senza aver trovato nessuno sul percorso per “fare gruppo”, tutti troppo lenti o troppo veloci….. 🙁 . 

Faccio un cambio bici/corsa SUBLIME in 23″ (17° tempo assoluto, dato che non posso competere con i primi al traguardo mi diverto ad essere tra di loro almeno nei cambi… 🙂 ) e mi butto nella frazione podistica cercando di colmare il gap con Davide. La corsa è abbastanza rilassata e riesco ad imprimere un buon ritmo. La frazione prevede un percorso “andata e ritorno” sul lungomare tra Lerici e San Terenzo. 

Appena prima del giro di boa incrocio Davide, ci salutiamo e li mi rendo conto che non l’avrei più ripreso, il suo vantaggio si aggirava in circa 1 minuto e io ero già al massimo delle mie possibilità, non avrei potuto raggiungerlo a meno che non avesse rallentato lui…. 

Al giro di boa vedo anche Giorgio e Davide Aldrigo entrambi partiti nella batteria dopo la mia, ora il mio obiettivo è non farmi raggiungere da loro prima del traguardo. Forzo ulteriormente e quando, a circa 700 metri dall’arrivo, sento arrivare a lunghe falcate Davide, rallento un pelo, in quanto da li a poco avrei dovuto mollare ugualmente per percorrere, come di consueto, gli ultimi metri di gara con mia figlia Giada. 

Arrivo al “meeting” con la mia famiglia, Giada corre sempre veloce e per l’ennesima volta batte ancora, come dice lei, “il suo papà” tra gli applausi di un nutrito pubblico!! Al traguardo Davide Aldrigo si complimenta con me per la gara con la faccia soddisfatta di chi restituisce “un favore” memore ancora della gara fatta insieme a Sarnico... 🙂 

Onore al merito!!! Alla fine arrivo stanco e felice come sempre, anche se vengo battuto da tutta “la compagnia” 🙂 

Ecco la “nostra classifica”: 

Massimiliano Spotti 50° in 1h:11′:44″ 

Aldrigo Davide 93° in 1h:15′:38″ 

Boni Davide 109° in 1h:16′:50″ 

Galli Giorgio 117° in 1h:17:22″ 

Caggiati Marco 132° in 1h:18′:47″ 

Giornata da voto 10, ottimo clima, pubblico, organizzazione, ristori! Insomma Lerici rimane una gara DA FARE! 

A tal proposito, a fine stagione, voglio fare una speciale classifica delle gare alle quali ho partecipato che sono meritevoli di essere inserite o meno….nel mio calendario personale dell’anno prossimo. 

Da rifare assolutamente

Triathlon Olimpico di Bardolino 

Triathlon Olimpico di Sarnico 

Triathlon Sprint di Lerici 

Ci andrò ma non rientrano tra i miei preferiti

Triathlon Sprint di Nibbiano 

Triathlon Sprint di Parma 

Triathlon Sprint di Piacenza 

Non ci tornerò sicuramente

Triathlon Sprint di Villafranca 

Ieri ero nel giardino di casa di una mia cliente, la giornata era calda (circa 25°) e guardando il cielo ho visto uno stormo di rondini volare verso sud……, segno inequivocabile dell’arrivo dell’autunno e del freddo….. Per me è finita la stagione dedicata al Triathlon, mi aspetta un inverno ricco di impegni lavorativi e potrò allenarmi poco. Mi  concentrerò sulla corsa, la palestra ed il nuoto (sarà bene che inizi ad allenarmi seriamente nel nuoto…. 🙂 ). 

Mentre scrivo questo post ho già il naso che mi cola…., si prospetta un’inverno lunghissimo!! 🙁 Quanto vorrei volare via con le rondini……… 😉 

Grande novità: è on line “Triathlon Sprint Facile” il primo ed unico corso multimediale per preparare la tua prima gara di Triathlon!!!

Per oggi è tutto!!! Ciao a presto!! 

Lasciami un commento, sarò felice di risponderti!!!! 🙂

Caggiati Marco Bici 1 Triathlon bardolino 2011

Domenica scorsa è stata una di quei giorni da ricordare con piacere ed a lungo, in quanto ricca di impegni e di emozioni. Sveglia presto, alle 6:45 perchè alle 7:30 mi aspettano a Reggio Emilia i “miei” allievi del corso Vitality per l’ultima sessione d’allenamento (argomento: rilassamento e giannastica respiratoria).  La settimana scorsa è stata molto impegnativa in quanto ho dovuto aggiungere, al lavoro di routine, anche la formazione al Vitality! Soprattutto il Venerdì è sempre per me molto intenso in quanto ho 7 ore e 30 minuti di formazione praticamente consecutive dove devo anche correre e camminare per circa 20-25 km….., a fine giornata arrivo sempre soddisfatto per il lavoro svolto, ma abbastanza stanco.. 🙂

Abitualmente dedico sempre la domenica di “fine corso Vitality” al meritato risposo….., ma non quest’anno….. L’attrazione verso la competizione è stata troppo forte e non ho resistito….., non bisogna mai stare senza gare per troppe settimane… :-).

Alle 8:30 saluto tutti i partecipanti tra graditi baci e abbracci, passo da casa per caricare parte della famiglia (lasciamo a casa la piccola Asia) e ci dirigiamo verso Sarnico, ridente località sul lago d’Iseo.

Là mi aspetta un Triathlon su distanza “Olimpica” (1,5 km a nuoto, 40 km in bici e 10 a piedi) cosiddetta “NO DRAFT”, ovvero è vietato stare in scia agli avversari ed avvantaggiarsi durante la frazione ciclistica (come era di prassi “ai miei tempi” quando iniziai nel lontano 1994 🙂 ).

Arrivo “al pelo”: ho giusto il tempo di scaricare la bici dalla macchina ed andare a posizionare il mio materiale in zona cambio. Subito dopo inizia il briefing pre gara e ho la possibilità di scambiare qualche battuta con i soliti compagni di “fatica”. A tal proposito manca Davide Boni, mio acerrimo amico/avversario in decine di gare, mi dispiace,  ma al mio fianco c’è un altro Davide (Aldrigo) con il quale ho sempre condiviso la passione per il Triathlon, ma non abbiamo mai corso insieme!

Ci scambiamo un po’ di previsioni sui tempi che vorremmo ottenere in gara e mi accorgo che siamo “sulla stessa lunghezza d’onda” e subito esclamo: caro Davide, credo che oggi io e te battaglieremo un po’…. Mai profezia fu più azzeccata…. 🙂

Pronti…..? Via!!!!!

Triathlon sarnico 2011 caggaiti marco

La frazione natatoria prevede la partenza nel fiume Oglio per poi proseguire nelle acque del lago d’Iseo. Io e Davide partiamo nella stessa batteria (la 3^) e capisco subito che la gara non sarà facile. L’acqua è limpida e riesco a vedere il fondo ricoperto da cespugli di alghe che sono inequivocabilmente schiacciante dalla corrente contraria rispetto al nostro avanzamento!!! Quindi tanta fatica e poco avanzamento….. 🙂 Come sempre, all’inizio, dò e prendo qualche calcio e qualche manata…, sempre involontaria…. :-D, poi riesco a trovare il mio “spazio vitale” ed una nuotata lunga e rilassata… Il percorso è abbastanza tortuoso e prevede una navigazione non sempre semplice.

Il “meglio” del percorso lo trovo verso la fine dove passiamo in mezzo ad una sorta di bosco di ulivi piantati su dei pali in mezzo al lago………, subito penso di avere delle allucinazioni….., poi non me ne preocccupo… 🙂

Esco dall’acqua con un tempo certamente non nella mia prassi (32 minuti, invece dei soliti 27/28) e corro come un pazzo verso la zona cambio urlando “permessooooo, permessooooo”, come se fossi al supermercato….. :-). non so perchè lo faccio, ma mi sembra maleducato non farlo… 🙂

Appena prima di uscire dalla zona cambio vedo Davide, lo passo e “zompo” in  bici alla “bersagliera” in puro stile fantozziano 😀

Il percorso ciclistico prevede circa una decina di km quasi spiani lungo le rive del lago per poi girare verso i monti ed affrontare una ripida salita (10-15%) lunga circa 7 km.

Se mi segui da tempo sai che il “mio pane” in bici è la pianura dove riesco a far valere il mio rapporto peso/potenza, infatti supero decine di concorrenti come se fossero fermi e mi spunta un ghigno degno di “Dick Dastardley”!!  😀

dick dastardley

Ma haimè…, arriva anche il bivio ed inizia la salita e con lei finiscono i sorpassi…. Cerco di limitare i danni e mi metto tranquillo all’80% delle mie capacità; so che se spingessi al 100% per tenere il passo degli altri lo pagherei nella corsa anche perchè non ho sensazioni complentamente positive, le gambe sono un poco doloranti e non sono in “stato di grazia”. Inoltre, dopo aver passato alcuni giorni al Vitality a parlare di alimentazione durante l’allenamento…….. ( oltre al danno la beffa… 🙂 ), ho dimenticato a casa le maltodestrine…….. e quindi ho la bicicletta imbottita di barrette………, che non rappresentano un peso eccessivo da portarmi dietro, ma decisamente un carico gastrico importante per il mio stomaco e la mia milza!!! D’altronde.., non ho alternative, la gara è lunga e non posso farmela tutta senza mangiare, l’abbandono per “crisi ipoglicemica” sarebbe inevitabile….. 🙁

A circa metà salita, mentre sto mangiando l’ennesima barretta,  mi riprende Davide, senza che me ne accorga, e mi rendo conto che la mia “profezia” si è avverata. In quel frangente ho due alternative: o giocarmi il 20% di buono e seguirlo….., oppure limitare i danni ed aspettare discesa e pianura per riguadagnare il terreno perso. Delle due opto per una via di mezzo… riprendo Davide gli dico che è maleducazione sorpassare senza salutare (ovviamente per farci due risate.. 🙂 ) e poi mi metto in coda e riprendo il mio ritmo. Lui, lentamente, diventa un puntino sempre più piccolo all’orizzonte fino a sparire nella tortuosità dei tornanti (prima morte), non importa però….

La strada finalmente inizia a scendere e affronto una discesa medio lenta piena di avvallamenti e buche…, mi lancio a capofitto mantenendo sempre però un margine di sicurezza (d’altronde ci sono mia moglie e mia figlia che mi aspettano al traguardo…, sarebbe scortese farle aspettare il mio arrivo in ambulanza, sanguinante…. 🙂 ).

Recupero 6 o 7 posizioni senza rischiare e mi diverto anche a disegnare delle belle linee per prendere il punto di “corda” delle curve e, ad un certo punto, trovo un concorrente che fa delle traiettorie strane e mi fa da tappo…. per qualche centinaio di metri…, allora opto per una staccata ritardata con passaggio pulitissimo all’interno in un tornante…, lui si spaventa e mi manda a “quel paese” io non ribatto e penso: “non si lascia un buco di 2 metri in staccata babalano….”    🙂   ) (il motociclista in pensione che c’è in me ogni tanto torna a galla…. 🙂 ).

Finisce la discesa e ci reimmettiamo nello stesso tracciato che abbiamo affrontato all’inizio che ci riporta verso Sarnico con un fastidioso vento contrario. Le velocità espresse all’inizio sono impensabili…, ma il risultato finale non cambia…, supero decine di concorrenti  e rispunta il ghigno…. 🙂 Già nei primi metri vedo all’orizzonte la sagoma “verde” di Davide che mi fa da ulteriore “obiettivo”, lo supero e lo sprono a dare il meglio urlandogli “dai Davideee”!!!  Nel mentre “azzanno” anche l’ultima barretta (quella fornita nel pacco gara) che mi risulta abbastanza indigesta…, il mio stomaco non ne vuole sapere di “accoglierla”….. Gli addominali ed il diaframma inizano ad indurirsi ed il pensiero di dover correre 10 km mi preoccupa un po’.., ma vado avanti ugualmente a spingere forte sui pedali senza mai girarmi indietro…

Faccio un cambio molto buono e veloce incitato da mia figlia Giada che mi urla “Bravo Papààààààààààààààà”, che su di me ha un effetto “Doping” immediato 🙂 che dura, purtroppo, poco e si dissolve man mano che la voce di mia figlia diventa sempre più lontana. Faccio fatica a stare in piedi dritto, ho un dolore lancinante al costato sinistro che si irradia fino alla schiena e correre ai miei ritmi soliti è impossibile…..!!

Corricchio ad un ritmo più lento di circa 1 minuto rispetto al solito e mi massaggio milza e diaframma cercando di ammorbidirli…., arrivo al primo ristoro dopo circa 2 km e mi fermo qualche secondo per raddrizzarmi ed alleviare il dolore che diventa insopportabile e “muoio” per la seconda volta… A circa metà del 1° giro (sono previsti due giri da 5 km l’uno) mi riprende Davide, ci facciamo un cenno, e se ne va… Io rimango tranquillo e continuo a correre lentamente, mi ascolto e cerco strategie per uscire da quel momento di crisi… Il dolore piano piano svanisce e mi permette di aumentare progressivamente la velocità di corsa!! Vedo Davide di nuovo all’orizzonte lo focalizzo e non lo mollo più, diventa il mio “faro”… Vado in progressione, mi avvicino velocemente…, mi accorgo che anche lui non è proprio messo bene quando si ferma a camminare lungo il ristoro…, lì, capisco che posso farcela, arrivo anch’io al ristoro e sono a 10 metri da lui, afferro al volo due spugne me le strizzo sulla nuca e accelero affiancando Davide. Lui si gira mi guarda ed esclama: “NON CI CREDO!!!”

Io rispondo ridendo con un: “PENSAVI FOSSI MORTO VERO!??!?!”  e lo supero facendo una battuta (che non posso dire… 🙂 ). Mancano ancora circa 3 km al traguardo (un’eternità quando stai dando il 110%…) e accelero marcatamente come a voler dire: ATTENZIONE PERCHE’ NON MI SUPERA PIU’ NESSUNO! Così è, e riesco a prendere altri concorrenti che mi avevano staccato durante la crisi…. :-).

Ora la mia concentrazione è tutta dedicata a mia figlia che mi aspetta al traguardo per percorrere con me (come di rito) gli ultimi metri di gara. Inizio a “raschiare il barile” ed il diaframma si blocca di nuovo però a destra….., mi parte un crampo al muscolo “lungo supinatore” dell’avambraccio sinistro (quello che, insieme al bicipite , tiene in posizione di flessione il gomito durante la corsa) e mi rendo conto che “sono alla frutta”…, ma non c’è problema, il traguardo è vicino e devo solo soffrire per una decina di minuti……., quindi non mollo NEMMENO UN METRO! In quei frangenti penso anche ai miei allievi del Vitality, all’energia che mi avevano dato nei giorni precedenti  e mi accorgo che niente più può fermare la mia corsa.., nemmeno il dolore……

Arrivo agli ultimi metri e mia moglie Enrica mi passa dalle transenne mia figlia Giada che inzia a correre come un razzo!! 🙂 Guarda indietro per vedere se la supero mentre io gli urlo a pochi centimetri da lei: “CORRI PIU’ FORTE GIADA, PIU’ FORTEEEEE!!!” Lei taglia il traguardo (come sempre) per prima e con il cuore in gola, la abbraccio, gli faccio i miei complimenti e lei si vergona e guarda verso il basso… 😀 😀

La gioia negli occhi di Giada e nel mio animo è tanta, ma non mi devo dimenticare del mio compagno d’avventura…, lo aspetto al traguardo, arriva dopo 40 secondi e gli batto “un cinque” per la bella gara….

Alla fine sono distrutto…., ma ho vinto per l’ennesima volta!! Non la “gara” tra me e Davide (che ha dato solo più “pepe”  alla competizione), ma la sfida con me stesso, con i miei limiti, le mie paure, il dolore!!!

Mi capita spesso, nei momenti di difficoltà, di pensare “perchè lo fai?” e altrettanto spesso mi viene chiesto da chi mi “vede da fuori”…… Allora mi fermo un attimo a pensare… e rispondo:

LO FACCIO PERCHE’ LA VITA E’ UN DEBITO…… CHE VA RIPAGATO CON LA MASSIMA DETERMINAZIONE ED IMPEGNO IN OGNI ASPETTO DELLA PROPRIA ESISTENZA…, SPORT INCLUSO……

E adesso un po’ di voti alla gara:

GARA: voto 9

ASFALTO BICI: voto 4

RISTORI IN GARA: voto 5 (solo acqua calda)

RISTORI POST GARA: VOTO 7

LOCATION: VOTO 10 (Il panorama che abbiamo potuto godere dalla cima della montagna valeva la fatica per scalarla……. 🙂 )

PERCORSO PODISTICO: voto 10 per la difficoltà (prevedeva alcune ripide salite e ripide discese spaccagambe) Voto 4 per i pezzi in ghiaia e terra battuta (non mi piacciono… 🙂 )

P.S.: ringrazio mia moglie per avere la pazienza di seguirmi nelle gare e darmi la possibilità di condividere con Giada le emozioni che lo sport regala. Ringrazio anche Davide che è stato un ottimo compagno d’avventura e che spero di incontrare nuovamente in gara!!!

Ciao, a presto, al prossimo aggiornamento!!

Se vuoi lasciare un commento, sarò felice di risponderti!!!!

Ti ricordo che è scaricabile gratuitamente “Triathlon per Principianti” il mio Audiobook dedicato a chi vuole iniziare questa fantastica disciplina e “Triathlon Sprint Facile” il primo ed unico corso multimediale per preparare la tua prima gara di Triathlon!!! !!!

Per oggi è tutto!! 😀

Caggiati Marco TRISTAR MONACO 111 2010

Il caldo in questo periodo, almeno dalle mie parti…, si fa sentire ed è uno dei principali “nemici” del Triathleta (e di tutti i praticanti sport di endurance), me compreso.., anche se non lo soffro particolarmente. Tra i due estremi, molto freddo e molto caldo, mi trovo più a mio agio sicuramente quando la colonnina di mercurio sale………. Ho un “sistema di raffreddamento” ottimale e dissipo calore molto velocemente (forse anche troppo…, in quanto sudo sempre anche quando “non è opportuno”.., tipo quando mi vesto elegante per qualche avvenimento importante…. 🙂 ),  ma quando la temperatura esterna si avvicina a quella interna (circa 36,5 °C) allenarsi diventa proibitivo anche per me.

Ieri ho corso per 12 km alle 18 ed il termometro segnava ancora 36 gradi…., ogni passo diventava sempre più pesante e la corsa sempre meno reattiva…  L’andatura che abitualmente tengo sui 10 km (circa 4’:30” al km) era proibitiva (andare a 5’ al km era già molto faticoso….)…, impossibile fare di meglio. Logicamente il tutto senza un metro d’ombra, acqua e cappello……., alla fine la bilancia ha segnato  – 4,5 kg!!!! (ovviamente di liquidi). Devi sapere che è sufficiente una riduzione del 2% del peso corporeo per ridurre la performance…. e ieri…., l’ho provata sulla mia pelle……….. :-), infatti ho ridotto il mio peso del 5,6% e la sensazione di “morte precoce” è stata, come dire, palpabile……. 🙂 Faccio queste “genialate” 🙂 per adattarmi alle condizioni che potrei trovare in gara, dato che spesso ci si trova a correre la frazione podistica a mezzogiorno……

Sono tornato a casa con la testa rossa e gonfia come quella del Gabibbo….. 😀 e ho pensato bene che in futuro sarebbe stato meglio non mettere alla prova ulteriormente la mia termoregolazione…. :-D.

Oggi (Sabato 20 agosto) il mio programma d’allenamento prevedeva un giro lungo in bicicletta di 105 km e l’unico modo per fuggire dal caldo sarebbe stato allenarsi molto tardi alla notte o molto presto alla mattina…..e dato che non mi andava di pedalare in notturna con la lampadina da minatore sul casco…… 😀 ho optato per una sveglia all’alba alle 5:30.

In realtà dire che mi sono “svegliato” è impreciso, in quanto il caldo e qualche capriccio delle mie figlie non mi hanno fatto chiudere occhio….. In ogni caso alle 5:30 ero in piedi in cucina con l’occhio (stranamente) bello vispo a prepararmi 4 enormi fette di pane con marmellata ai frutti di bosco…, oltre a 2 muffin al cioccolato e una banana…… :-D, insomma ho fatto il carico dei carboidrati 😀 :-D. Durante la colazione il sole ha iniziato lentamente a rischiarare il cielo e, indossando solamente il body da gara, ho inforcato la mia bicicletta dirigendomi verso le montagne…

Il termometro della farmacia del mio paese segnava 19°C e la sua vista mi ha fatto venire spontaneamente un “ghigno di soddisfazione”…… 🙂 , unica nota “stonata” la presenza di una leggera brezza che soffiava, ovviamente…. , in faccia (non c’è niente da fare.., la direzione del vento è sempre opposta a quella del ciclista……. :-)). Faccio finta di niente, mi godo il silenzio, la mancanza di traffico, l’aria pulita, qualche uccellino che cinguetta e una lepre che mi attraversa la strada “zampettando” a grandi balzi!!! 🙂 In quel momento penso: “ho fatto proprio bene ad abbandonare il mio letto di sudore”!!!

Le sensazioni sono buone e la “gamba gira” stranamente, agevolmente! Altro aspetto positivo, da non trascurare, il pedalare senza traffico e la possibilità di schivare in sicurezza la miriade di buche che si incontrano durante il tragitto…. 🙂 . Il percorso è molto semplice e prevede una lunga e graduale ascesa di  700m di dislivello verso Castelnovo Monti (RE) di circa 52 km per poi ritornare per la stessa strada verso casa. Il vento in faccia e la salita mi fanno “chiudere” i primi 52 km ad una media di poco superiore ai 25 km/h, per poi rientrare ad una media di 38,6 km/h (media totale 31,8 km/h), il tutto senza “tirarmi il collo”. Buone sensazioni ……, prossimo alla “vetta” mi attraversa la strada un capriolo e mi sento un pò come San Francesco……… 😀 . Arrivo “in cima”, giro la bicicletta e mi butto in discesa verso casa pennellando curva dopo curva………

Le 3 ore abbondanti di allenamento volano letteralmente e una doccia fresca mi dona nuovo vigore per affrontare il resto della giornata. Sono le 9:45 e posso fare ancora una miriade di cose…… e mi sono già allenato!!! Fantastico!! Se non l’hai mai fatto…, te lo consiglio vivamente!!

Appena il sole si “fa vedere” inforca la tua amata bici ed inizia a pedalare…, anche senza meta…. e goditi i rumori della natura, della tua bici che cigola sotto le tue forti pedalate, del vento che ti fa “fischiare” le orecchie e………. parla un po’ con te stesso/a, a me capita spesso di fare considerazioni che in altri momenti difficilmente “verrebbero a galla”. Le gare di Triathlon di fine stagione sono vicine ed io sono pronto…, inizio a sentire quella sensazione di “potere” che mi fa ringraziare tanto il giorno in cui ho deciso di ricominciare ad allenarmi seriamente… 😀 .

A proposito di gare, comunico al “popolo dei triathleti” che domenica prossima sarò a Sarnico per l’olimpico “no draft”, poi il 17 e il 18 farò “la doppia” al lido delle Nazioni…, sabato parteciperò al Triathlon Sprint e domenica al Triathlon Olimpico…, tanto per ammortizzare la trasferta…. 🙂 :-D, poi (se mi prendono, sono in lista d’attesa) il 25 settembre il mezzo ironman dell’Elba per poi chiudere il 9 di ottobre, come di rito, con lo Sprint di Lerici.

Se qualcuno di voi dovesse partecipare ad una di queste gare…, fatevi riconoscere, sarà un piacere scambiare “quattro chiacchiere”…, prima di prenderci a pugni in acqua………. 🙂 🙂 🙂

Ciao e buon allenamento.

Lascia un commento, sarò felice di risponderti!!

P.s.: se vuoi iniziare a praticare Triathlon.., allora non ti puoi perdere “Triathlon per principianti” , il mio audiobook gratuito e “Triathlon Sprint Facile“, il primo ed unico corso multimediale per preparare la tua prima gara di Triathlon!!!  🙂

Caggiati Marco Personal Trainer triathlon campus 2011

Domenica 1o luglio ho partecipato al Triathlon Sprint organizzato dal Cus Parma; finalmente ho potuto partecipare ad una gara di Triathlon senza dover percorrere centinaia di Km per raggiungere la località :-), era insomma la mia gara di casa!!

La giornata era soleggiata e molto, molto calda (36 °C) e al via si sono presentati circa 200 atleti, un discreto numero di partenti. Da segnalare il debutto nel Triathlon del mio amico Livio Sgarbi, noto personal coach, che segue “l’aspetto motivazionale” di alcuni dei migliori atleti professionisti del panorama italiano e con il quale condivido la consueta esperienza professionale come formatore (dell’area motoria) al corso “Vitality Coaching” che si terrà il prossimo Agosto!

Al via con noi due c’erano anche Ettore, Marco, Michele (non presente nella foto) ed il mio collega e acerrimo amico/nemico 🙂 Davide (vedi foto), insomma il gruppo era agguerrito!!! 🙂

Veniamo ora alla “cronaca diretta” della gara.

Il frutto delle fatiche subite nelle gare di inizio stagione si è fatto finalmente sentire sia come livello prestazionale che come posizione nelle batterie di partenza. Devi sapere che ad ogni gara alla quale partecipi viene aggiornata una classifica (cosiddetto ranking) nazionale nella quale ti posizioni in base al risultato (vengono considerati i migliori 2 risultati fino a quel momento). In merito al ranking vieni posizionato nelle batterie di partenza della frazione natatatoria. In sintesi…: più sei andato forte nelle gare precedenti, prima parti e meno stai sotto il “sol leone” ad aspettare il tuo turno…. 🙂 🙂

Io sono partito nella 4^ batteria (su 8) e gli altri (del gruppo), purtroppo, nelle batterie a seguire, quindi nessuna possibilità di battagliare “gomito a gomito” durante la gara…., peccato!!

Pronti…., VIA!

marco caggiati personal trainer triathlon parma 2011

Dopo il consueto “briefing” con i “compagni di vasca” si parte con il nuoto. Inizio subito con un buon ritmo cercando di sfruttare la scia di chi mi precede, la “uso” fin che riesco e poi “li lascio andare” per assestarmi sul mio ritmo “reale”. Non ci sono particolari problemi, sento le braccia un po’ pesanti, ma è normale in quanto ho dedicato tempo al nuoto durante gli allenamenti… Le vasche “vanno via” veloci e l’unica cosa degna di nota è che a un certo punto mi accorgo che qualcuno prima di me ha perso il suo cardiofrequenzimetro che è depositato (stile Titanic…. 🙂 ) sul fondo della piscina.. Il primo istinto è quello di prenderlo per lasciarlo a qualche ragazzo dello staff….., poi l’agonismo prende il sopravvento  e proseguo… 🙂

Esco dall’acqua in 13’e 11″, per me un ottimo tempo!!! Molto bene!!! Volo in zona cambio, mi infilo il casco, il numero e, per la prima volta, lascio giù le calze…., per guadagnare qualche secondo prezioso…… :-). Esco dalla zona cambio e salgo “alla bersagliera” in bici lanciandomi in una prova che è PERFETTAMENTE plasmata sulle mie caratteristiche!!! 🙂 Il percorso prevede circa 10 km di falsopiano in salita verso il paese di Felino e poi il ritorno, ovviamente, in falsopiano in discesa!! So che posso fare bene perchè ho percorso quella strada in allenamento decine di volte e la conosco “come le mie tasche”.

Caggiati marco personal trainer cambio nuoto bici triathlon campus 2011

Come mi accade spesso, mi ritrovo da solo e vedo in lontananza alcuni sparuti gruppetti di 2-3 concorrenti che mi precedono e alcuni che mi mi seguono. non ci penso su nemmeno un attimo e mi butto sulle mie prolunghe all’inseguimento! Sorpasso un gruppetto, poi un altro, nessuno riesce a tenere il mio passo……. e appena prima del giro di boa mi accodo ad un gruppetto di 6 atleti. Prendo fiato per circa 500 metri e appena la strada “scende” mi metto a tirare davanti, cerco il cambio ma nessuno me lo da a quella velocità, quindi rallento, mi accodo, rilasso un attimo le gambe e scatto via a 55 km/h, alcuni provano a resistere altri sono già “impiccati” e non ci provano.

Mi giro e vedo che ho creato “un buco” di circa 200 metri e penso: “la locomotiva di Campegine ha colpito ancora” e sghignazzo da solo come un cretino 😀 😀 !!!  Potrei proseguire con quel ritmo ma ho paura poi di segarmi le gambe per la successiva prova di corsa. Quindi rallento e mi faccio riprendere dagli unici 3 che hanno cercato di seguirmi. Riesco a collaborare anche se in malo modo…….. (c’è poca collaborazione) Alla fine termino la frazione ciclistica ad una media di 38 km/h (molto bene!!) e con il 17° tempo assoluto (Wow!! :-)). E se penso che ho solo 1300 km d’allenamento in bici nelle gambe mi viene da ridere……, belle sensazioni….

Caggiati Marco Personal trainer cambio bici corsa triathlon campus 2011

Tiro fino all’utimo metro prima della “linea bianca” che indica l’inizio della zona cambio, scendo al volo e mi lancio nella frazione podistica. Le sensazioni e il passo al km sono buone anche se fa un caldo MICIDIALE e mi sento la testa come quella del Gabibbo (gonfia e rossa…. 🙂 ). Per fortuna sparsi per il percorso ci sono 3 volontari con la canna dell’acqua che mi bagnano!!! Il percorso prevede due giri da 2,5 km l’uno e durante il secondo giro mi passano 2 concorrenti e ne supero una decina prma della fine della gara. Arrivo, come sempre, stanco 🙂 ma non troppo! Il cronometro a fine gara segna 1 ora 5 minuti e 39 secondi e mi posiziono in 61^ posizione prendendo “soli” 12 minuti dal 1°…… (molto bene.. 🙂 )

marco caggiati personal trainer corsa triathlon campus 2011

Il tempo di riprendermi e mi metto subito in attesa dei compagni di avventura che arriveranno scaglionati dopo di me (sono partiti nelle batterie successive nel nuoto). Alla fine Davide riesce ad imporsi sul mio tempo di 19 secondi e mi sale un pò “la carogna” perchè di corsa potevo spingere un po’ di più. Ero convinto che la mia ottima performance nel ciclismo avrebbe spezzato ogni sua possibilità di starmi davanti…, invece il buon Davide ha trovato un bel gruppetto dove infilarsi…. e così è riuscito a “fregarmi” un’altra volta!!! 🙂 Onore al merito!!!

Poi il mio interesse è stato tutto su Livio che era al suo debutto, l’ho incitato ad ogni passaggio, ho corso insieme a lui gli ultimi metri di gara! Alla fine ha chiuso la sua prima gara di Triathlon sprint in 1 ora e 27 minuti, stanco (non troppo) e felice come una Pasqua!! Bravo Livio!! Io allenando Livio ho raggiunto di nuovo il mio obiettivo: “drogare di Triathlon un’altra persona!!!! :-)” e dato che Livio è una persona speciale, ascoltare la sua esperienza e le sue emozioni di gara è stato molto interessante.

Bella giornata di Sport, amicizia ed emozioni!! La nostra gioia e soddisfazione è tangibile in questo “autoscatto” appena tagliato il traguardo!!

Livio sgarbi e marco caggiati al triathlon sprint parma 2011

Adesso i consueti voti:

Organizzazione: voto 7

Volontari sul percorso: alcuni 7 altri 2 (purtroppo hanno ingaggiato dei bambini che non sapevano nemmeno dove stavano di casa… 🙂 )

Ristoro post gara: voto 7 (a parte il Gatorade estremamente diluito… L’ho fatto presente ad una gentile signora addetta al ristoro (giusto per ridere… 🙂 ) e lei se l’è presa a male in quanto: l’aveva detto agli organizzatori che però gli hanno dato diverso “input”…. 🙂 😀 ), per risparmiare…… 🙂 ).

Commentatore della gara: voto 8 per la capacità di parlare per 4-5 ore ininterrottamente e voto 2 per alcune discrete coglionate che ha detto…… 🙂 Cose tipo: ora vediamo portare a compimento la sua fatica, marcata da una decisa mimica facciale, un alfiere che porta l’effige del triathlon La Spezia……… 🙂 🙂 Genialeee!!!!

Per oggi è tutto! Buon allenamento e buon Triathlon a tutti… Adesso mi vado a fare una 60ina di km in bici…. 🙂

Lasciami un commento, sarò felice di risponderti!!!!

P.s. Ringrazio per le foto Michele Boni (fratello di davide… 🙂 ) e Deborah Olari.

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Marco e Giada Caggiati arrivo triathlon bardolino

Sabato scorso ho partecipato per la prima volta al Triathlon olimpico di Bardolino e oggi voglio darti il mio resoconto su com’è andata la gara. Partirò dal giudizio finale: è stata una gara FANTASTICA!!!!! 🙂 Era dal 1998 che non mi impegnavo in una gara su distanza Olimpica e la cosa, non dico che mi preoccupasse, ma ha generato qualche pensiero sulla mia tenuta fisica. L’anno scorso, a fine stagione, ho partecipato al Triathlon tristar 111 ( 1km a nuoto, 100km in bici e 10 km a piedi) di Montecarlo che ha messo a dura prova la mia scarsa preparazione, soprattutto nel podismo. Quindi mi accingevo ad affrontare più o meno la stessa distanza di gara, ma 3 mesi prima (io riesco ad allenarmi seriamente solo nei mesi estivi, quando qualche cliente va in vacanza……. e mi lascia del tempo libero)

Mi sono presentato al via dell’olimpico di Bardolino senza mai aver percorso, nemmeno in allenamento, 1500 metri a nuoto ed era dall’anno scorso a Montecarlo che non correvo 10 km consecutivi…, quindi, diciamo, non nelle migliori condizioni. Sono partito con l’intento di fare una gara/allenamento in quanto a settembre ho intenzione di partecipare al Triathlon 70.3 (1,9 km a nuoto, 90 km in bici e 21 km di corsa)  di Castiglione della Pescaia. Quindi nessuna “velleità” agonistica; il mio obiettivo era fare un buon allenamento.

La giornata era calda, con qualche nuvola che per fortuna non ha innalzato eccessivamente le temperature. Al seguito tutta la famiglia, a tal proposito devo ringraziare mia moglie Enrica per la pazienza dimostrata a gestire le due “belve” (le nostre figlie Giada ed Asia) durante la gara… 🙂 .

L’atmosfera era quella classica degli “eventi importanti”: tantissimi concorrenti (al via eravamo più di 1200 concorrenti!!), molti stands commerciali, musica ad alto volume ed organizzazione attenta ai particolari!

La partenza del nuoto era prevista in 7 batterie distanziate l’una dall’altra ogni 3 minuti…. La scelta non si è rivelata a mio parere azzeccata in quanto, se l’obiettivo era evitare l’effetto “tonnara”…, non ci sono riusciti. Tre minuti di distanza non sono sufficienti perchè le batterie non si “mischino” prima della fine dei 1500 metri del nuoto.

Io ero, in mancanza di un Ranking su distanza olimpica, relegato in 7^ ed ultima batteria… Quindi ho potuto godermi la gara “da fuori” per circa 20 minuti osservado le tensioni, i riti scaramantici e preparatori degli altri concorrenti… Ho visto persone veramente tese, quasi come si apprestassero ad una gara di coppa del mondo nella quale partono favoriti per la vittoria…… Io, per mia grande fortuna, non riesco assolutamente a preoccuparmi per una gara e vivere in uno stato “ansiogeno” i giorni, ore, minuti e secondi prima del via… E’ per me inconcepibile…., d’altronde si tratta di gare che durano delle ore e che hanno in sè veramente poche incognite……, nel Triathlon non si inventa nulla……, l’estro e l’inventiva non aiutano ad arrivare meglio al traguardo.

Il Triathlon è un “gioco” fatto di allenamento .., la cosa veramente difficile è trovare il tempo per allenarsi e farlo con costanza senza che i mille impegni del lavoro, della famiglia e “varie ed eventuali” ti impediscano di farlo….., quindi una volta arrivati al nastro di partenza si conosce già il proprio destino…. 🙂 Quando mi presento al via di una gara riesco, con un margine d’approssimazione molto basso, a prevedere come andrà a finire…… (le uniche incognite sono rapprestentate da una buona navigazione o meno in acqua e dalla collaborazione che si può trovare nella fase ciclistica).  Insomma mi sono divertito a vedere i rituali preparatori… 🙂

Alla fine è arrivato anche il mio turno e al suono della tromba è iniziata l’ennesima sfida con me stesso!!! Veniamo quindi alla “cronaca della mia gara”!! I primi 200 metri si rivelano veramente duri, nuoto praticamente sempre con la testa fuori ed i gomiti alti, in stile “pallanuoto”, per trovare un varco dove passare. Tutti cercano di stare vicino alle boe di segnalazione in quanto c’è una corda subacquea che delinea la traiettoria più breve per concludere i 1500 metri previsti.

A me non interessa e quindi  mi defilo, sulla destra rispetto al tracciato, alla ricerca del mio “spazio vitale”. Non è mia intenzione forzare in alcun modo l’andatura in quanto non sono atleticamente pronto per “tirare” tutta la gara.

Con mia sorpresa mi rendo conto che “tiro a destra” e che è opportuno “tirare su la testa” ogni tanto per correggere la traiettoria….. (mi era già capitato al Triathlon di Nibbiano, evidentemente devo correggere qualcosa nel mio stile di nuoto… 🙂 ). La navigazione non mi risulta facile in quanto le boe sul percorso da traguardare sono di colore arancione…, lo stesso delle cuffie della batteria che mi precedeva… (solita botta di fortuna….. :-)), quindi ogni volta che tiro su la testa per vedere dov’è la boa…., la scambio spesso per la testa di qualche concorrente in lontananza…….

Più o meno verso i 1000 metri di gara inizio a superare alcuni di quei concorrenti partiti nella 6^ batteria con la cuffia arancione ed inizio a capire il perché qualcuno viveva con “apprensione” l’avvio alla gara. Vedo parecchi concorrenti in difficoltà che nuotano a rana, dorso, alcuni si fermano in mezzo per prendere fiato, altri (scoprirò a fine gara) si ritirano……

Io nuoto veramente tranquillo e mi rendo conto che potrei stare in acqua un’altra mezz’oretta……  (molto bene penso tra me e me…. 🙂 ), unica cosa che mi da noia sono i gas di scarico dei mezzi di soccorso che mi intossicano la gola facendomi venire alla mente quando facevo da ragazzo gli allenamenti “dietro motore” mentre mi preparavo per le gare a cronometro dietro il Motom degli anni ‘50 del mio allenatore Gianni!!! 🙂 Che bel ricordo! Andavo più forte io in bici di lui con il motorino e gli urlavo sempre: “accelera, acceleraaa!!!” Gianni scuoteva le spalle per farmi capire che era a “manetta” e io sghignazzavo soddisfatto… 😀

Ma torniamo alla gara… Esco dall’acqua in poco meno di 30 minuti e mi lancio in zona cambio, via la muta “al volo”, mi infilo calze, casco, numero e occhiali da sole e parto per la frazione ciclistica. Il percorso prevede un continuo “sali e scendi” e mi rendo conto che con relativa facilità raggiungo e supero un nutrito numero di concorrenti. Le salite non sono troppo lunghe ed impegnative da farmi perdere terreno e le discese pedalabili ed i falsipiani sono “il mio pane”. Mi metto in posizione “crono” sulle mie prolunghe e guadagno posizione su posizione e proseguo sempre in solitaria.

Più o meno al 20° km raggiungo l’ennesimo gruppetto, mi accodo per un attimo, ma mi accorgo che vanno troppo piano, allora passo tutti e mi metto a tirare davanti. Dopo qualche minuti chiedo il cambio a chi mi segue e mi viene risposta una cosa potenzialmente demotivante: “aspetta almeno due minuti perché io non riesco a fare la tua velocità devo recuperare, altrimenti stàccati….”. Capisco subito che quel gruppo può avere solo benefici dal mio tirare e io non posso trarne da loro…..

Allora scalo un rapporto, mi alzo in piedi, e stacco i compagni d’avventura…., con un pizzico di soddisfazione. Mi rendo conto che sono “in stato di grazia” e che pedalo forte senza fatica……. Senza spingere al massimo recupero centinaia di posizioni……… 🙂  Vera libidine…D’altronde solitamente nelle gare arrivo sempre nella prima metà della classifica ed essendo partito in fondo al gruppo nell’ultima batteria…, da qualche parte dovevo pur superarli……

Non mi spremo al 100% in quanto temo la frazione podistica, quindi mi tengo un po’ di energie.

Alla fine faccio praticamente l’80% della frazione ciclistica in solitaria e ciò mi fa venire in mente i bei vecchi tempi (quando avevo 20 anni) di quando tutte le gare di Triathlon erano “no drafting” ovvero senza scia…….. Avevano un fascino decisamente maggiore…. 🙂

Faccio un buon cambio ed inizio a correre e stranamente mi sento bene anche se non dovrei…… Forse è il calore del pubblico che è assiepato lungo il percorso…, onestamente non mi capacito, ma “godo come un riccio”… 🙂

Corro ad un passo di 4’:35” al km senza nessuna fatica, passo il tempo a “battere il cinque” ai bambini che applaudono il nostro passaggio e a salutare gli avventori dei bar nel centro di Bardolino che si godono lo spettacolo. Ad un gruppo nutrito che applaude gli urlo: “Yessssssss!” con il pollice verso l’alto e un sorriso degno del miglior Gigi Proietti quando interpreta Mandrake nel film “febbre da cavallo” :-).  L’applauso del pupplico acquista allora molto vigore con l’aggiunta di qualche “bravo” d’incitamento!!! 🙂

Km dopo Km mi rendo conto che ho ancora “tanta birra da spendere” ed accelero in progressione (correrò l’ultimo km in 4’:15”, per me impensabile, nemmeno in allenamento, sui 10km….), prossimo al traguardo cerco con lo sguardo dov’è la mia famiglia per correre gli ultimi metri, come di rito, con mia figlia Giada.

Purtroppo non li vedo e la prima cosa che penso è che mia moglie (giustamente) si sia andata a mettere sotto una pianta ad aspettare che io finissi la mai gara… 🙂

Invece no!!!! Sento mia figlia e mia moglie che mi chiamano da dietro le transenne del rettilineo d’arrivo…, allora mi fermo, torno in dietro, prendo in spalla Giada, la metto a terra e lei inizia a correre come Mennea durante il record del mondo sui 200 metri!!!! Io gli urlo: “vai corri più veloce!!!” e lei, come sempre, arriva prima!!!! Appena dopo il traguardo le faccio i miei complimenti e lei tutta “vergognosa” guarda da un’altra parte…. 🙂 Bella scena!! 🙂

Adesso un po’ di sterili numeri…..

Alla fine concludo in 2 ore 32 minuti e 52 secondi in 500esima posizione (mi piace…, numero “tondo”) su 1200 partenti….., il che per me è un grande risultato!!! La cosa bella è che ho preso la bellezza di 40 minuti di distacco dal primo, ma mi si sono sentito ugualmente il “campione del mondo”, in quanto sono arrivato al traguardo stanco ma non distrutto e se la gara fosse durata qualche km in più io sarei riuscito a percorrerli….. Molto buono in previsione di settembre!!!

Da segnalare l’arrivo in ultima posizione del mio amico e lettore del blog Michele Bonati al suo primo Triathlon olimpico che, fregandosene di alcuni problemi gastrici avuti durante la gara, si è fatto praticamente tutta la frazione podistica camminando e arrivando quando stavano già smontando transenne e traguardo… Onore al merito!!! Così si fa!! Questo è lo spirito giusto del Triathlon!!! Ci vuole spirito e coraggio per arrivare ultimi…, sarebbe stato molto più facile ritirarsi!! Bravo Michele continua così!!!

P.s. per Michele…..: io avrei provato a buttarci dentro un po’ di corsetta in quella lunga camminata….. 😉

E per finire gli abituali voti.

Organizzazione: voto 10

Ristori in gara: voto 10 per il loro numero, 6 per la qualità del ristoro (solo acqua anche nella frazione ciclistica)

Segnalazione percorsi: voto 10 (impossibile sbagliare)

Ristoro post gara: Voto 8

Pacco gara: Voto 6,5 (un cappellino tecnico da corsa e una bevanda Enervit)

Servizi post gara: Voto 8 (prevista zona docce limitrofa alla zona cambio e massaggi gratuiti!!)

Fotografo della gara: Voto 5 (ad oggi le deve ancora pubblicare…. 🙁 )

Ottima gara che diventerà un appuntamento fisso nel mio calendario gare!!! 🙂

Per oggi è tutto, ciao e buon allenamento!!!

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