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12hcycling marathon monza2017

 

Nella notte tra il 3 e 4 Giugno 2017 ho partecipato alla 12h cycling marathon di Monza.

Se mi segui da tempo sai che ormai un habitué di questa competizione, se invece sei approdato sul mio “lido” solo ora ti spiego subito di cosa si tratta.

Il format è molto semplice. Autodromo di Monza, 12 ore non stop di ciclismo “dal tramonto all’alba”, si parte alle 20:30 e la gara finisce alle 8:30 del giorno dopo, chi fa più km vince 🙂 .

Si può partecipare da soli, in coppia o in team da 4 o 8 persone.

Nelle edizioni precedenti ho provato sia l’esperienza “solo” che in coppia. Quest’anno ho partecipato in coppia con il mio amico Andrea Devicenzi come nel 2015 ma questa volta l’aspetto agonistico è andato in secondo piano.

Infatti abbiamo partecipato con “i colori” della Wamba per il progetto SMArt attivando una raccolta fondi per i bambini che soffrono di SMA (Atrofia Muscolare Spinale) e per le loro famiglie.

La gara è stata entusiasmante come gli anni precedenti, il fascino di pedalare in un circuito che trasuda storia del motorismo da ogni mm di asfalto, per un appassionato di motori come me, è sempre uno SPETTACOLO! 🙂

La 12h cycling marathon di Monza per me è sempre un momento più “spirituale” che atletico perchè arrivo all’appuntamento sempre poco allenato. Io inizio a pedalare solo una settimana prima che inizi l’ora legale e anche impegnadomi non riesco mai ad arrivare al via con più di 2000 km nelle gambe… 🙁 .

D’altronde poco importa in quanto non mi interessa la classifica 😉 .

In ogni caso pedalare di notte è sempre assolutamente SFIDANTE e anche quest’anno ho dovuto fare i conti con i “miei demoni”.

E’ facile infatti nel bel mezzo della notte essere vittima di pensieri come: “ma chi me lo fa fare, adesso mi fermo” oppure “perchè tutta questa fatica, se cali un po’ il ritmo non succede niente”…

Invece, anche se c’è sempre quella “vocina” che ci prova…, l’istinto…, la mia natura mi impedisce di farlo, mi impedisce di tratteneremi, di fare meno delle mie potenzialità in quel momento….

Ho pensato spesso al perchè di questa cosa, al perchè in ogni gara non riesco mai a dare  meno del massimo…, a volte penso che sia un atteggiamento al confine della “stupidità”…ma….., è più forte di me… Che io sia super allenato o fermo da mesi…, devo sempre spremermi, devo sempre “raschiare il fondo del barile”.. 🙂

Intimamente credo che sia il mio modo per ringraziare “l’universo” che mi ha dato la fortunosa e magica possibilità di esprimermi in questo “microperiodo” che rappresenta “la vita”,  la permanenza sulla terra di ogni essere umano..

Per il semplice fatto di “essere qui” credo di avere un debito nei confronti della vita e il mio singolare modo di ripagarlo è anche dando il meglio di me in ogni cosa che faccio…

Non so se sia giusta o sbagliata, intelligente o stupida….ma è la cosa che mi sento di fare…, quindi così è… 🙂 e quest’anno ho pedalato un po’ anche per tutti i bambini che soffrono di SMA perchè loro…, la mia sofferenza in sella credo proprio sarebbero entusiasti e felici di provarla…

E questo pensiero è stato sempre più forte della stanchezza, dei dolori, degli occhi se chiudono, del corpo che ti urla FERMATI!

Alla fine.., tutto è andato bene, senza intoppi e sia io che Andrea abbiamo portato a casa l’ennesima “bella esperienza”… 🙂 .

Detto questo ora un po’ di numeri sull’edizione 2017 della 12h cycling marathon! 😉

  • 700 partecipanti
  • Il team vincitore è il PPR Team 2 di Torino con una squadra da 4 ciclisti che hanno percorso 89 giri per un totale di 515,6 km
  • Invece il primo classificato uomo è stato Novo Massimiliano che ha percorso 504 km e la prima classificata donna Anna Mei che ha percorso 429 km.
  • Per la cronaca io e Andrea abbiamo percorso 426 km e ,decisamente più importante, abbiamo raccolto 1005€ per i bambini che soffrono di Sma!!! 🙂 🙂

A tal proposito se anche tu vuoi dare il tuo contributo qui puoi fare “la tua parte“! 😉

Che dire di più? Se sei appassionato di ciclismo endurance o semplicemente vuoi vivere un’esperienza memorabile…, la 12h cycling marathon di Monza è LA GARA che fa per te!

E magari l’anno prossimo ci vediamo in gara… 🙂 😉

E per saperne di più sulla gara, qui sotto un po’ di riferimenti:
Facebook:    www.facebook.com/12Hcyclingmarathon
Instagram:   www.instagram.com/12hcyclingmarathon
Youtube:      www .youtube.com/channel/UC2WLMBF08KsYk2zs1uVcj6Q

P.s.: quasi dimenticavo…, grazie di cuore anche all’amico Marco “Giga” Finardi per l’indispensabile e puntuale assistenza durante la gara… Un vero angelo custode 🙂 .

Wow, questo è uno di quegli articoli che “non sai proprio da dove iniziare”….. 😀 . Quando passi una notte “in bianco” a pedalare su una bicicletta…, te ne girano di pensieri per la mente: alcuni sono semplici considerazioni, altri vere e proprie illuminazioni…

Quindi c’è solo un modo per raccontarti la mia partecipazione alla 12h Cycling Marathon di Monza…, partire dall’inizio… 😉

Avevo già partecipato nel 2015 in coppia con il mio amico Andrea Devicenzi e ci eravamo riproposti di tornare l’anno successivo e farcela da soli in quanto ad entrambi piace “andare oltre” e porsi obiettivi sempre più sfidanti 😉 .

Anche quest’anno mi presento al via con poco più di 2000 Km di allenamento nelle gambe, che sono oggettivamente pochi, ma il massimo che sono riuscito a pedalare tra impegni familiari e professionali. Quindi è con “queste gambe” che mi presento al via con una strategia semplice e spavalda come mio solito. 😀

Partire con il gruppo di testa, stare con loro per 6 ore e poi fermarmi per fare il pieno alle borracce e di cibo per poi ripartire e stare con loro fino alla fine…  😀 😀 .

Questa è una gara atipica perchè le 12 ore c’è chi se le fa tutte da solo come me, chi in coppia e chi in team da 4 o 8 concorrenti… e tenere la ruota di chi pedala “in squadra” non è cosa facile…, almeno per me 😉 .

Ma ora “bando alle ciance” e veniamo alla cronaca diretta della gara.

 

12h cycling marathon monza 2016 Marco Caggiati

 

Ore 20:20 si parte con il giro di riscaldamento dierto alla safety car, io sono in coda al gruppo e piano piano risalgo fino a quando non trovo più “varchi” per passare. Transitiamo sul traguardo, la macchina accelera e la gara ha inizio. Il gruppo si spezza in due quasi subito, qualcuno prova a ricucire il buco, io mi accodo, ma non c’è niente da fare, mi limito a seguire chi ci vuole provare così per tutto il primo giro, poi una caduta nel gruppo davanti spezza ulteriormente il ritmo e dico addio alla strategia pensata prima di partire.

 

marco caggiati 12 ore monza 2016

 

Mi metto calmo, nelle prime posizioni del 3° gruppo d’inseguitori, va bene così, la partenza è andata e anche i suoi pericoli. Passo la prima ora a scrutare il cielo, le nuvole nere cariche di pioggia, lampi e fulmini che si addensano sul circuito in stile “la guerra dei mondi”…. Sono partito senza k-way (è ai box) per lasciare spazio al cibo, la notte sta scendendo con le sue insidie… Confido nella fortuna e in una protezione “divina”, che però mi tradisce dopo circa 1 ora e 30 minuti di gara.

Inizia a piovere, prima piano, poi lampi e fulmini squarciano il buio della notte, l’asfalto diventa pericolosamente scivoloso, il gruppo rallenta, qualcuno mette le ruote in curva sulle strisce bianche e vola via come un pilota della moto gp…., scivola e va a fermare la sua corsa all’esterno di una variante dopo aver passato la schiena in stile grattugia su un cordolo fatto a lisca di pesce…. 🙁 🙁 . Soffro per lui, con la coda dell’occhio incrocio i suoi occhi “sbarrati” increduli…, capisco che sta bene anche se spaventato. Vado avanti…

Altre cadute si susseguono e le luci dell’ambulanza sono continuamente accese. Ho tutti i sensi superattivati, sono pronto a reagire, perchè prima di tutto bisogna tornare a casa integri, alla fine sono qui per divertirmi… 🙂 .

 

Marco Caggiati Pioggia 12 ora monza 2016

 

Piove a dirotto, la visibilità è ridotta, faccio fatica a vedere, gli occhiali si appannano, arriva acqua da tutte le direzioni, dal cielo e dalle ruote degli altri concorrenti, la situazione è critica, sono completamente inzuppato di acqua, ho freddo e i piedi sono congelati, arriva il primo momento di difficoltà e il primo “dialogo interno” tra il Marco professionista del fitness, marito e padre e il Marco agonista, alla ricerca costante dei propri limiti:

“Fermati, piove troppo, rischi di prendere freddo, di ammalarti e poi pagarla per il resto della gara. In tanti si fermeranno, non succede niente, ti fa già male il collo, non esagerare”

Dopo qualche secondo però arriva l’agonista:

“Vai avanti, in molti stanno patendo come te e si fermeranno e questo è un ottimo momento per avvantaggiarti su di loro.. 🙂 . Vai avanti, è solo un momento e prima o poi finirà!”

Vince senza nemmeno tanto faticare il Marco Agonista e vado avanti sotto il diluvio che dura circa 1 ora e 30′ poi spiove, si inizia a intravedere la luna anche se si fa fatica a capire, le mie ruote e quelle di chi mi precede continuano a bagnarmi, è notte e la pista non ha intenzione di asciugarsi velocemente….

Mangio e bevo con costanza e dopo 6 ore e 15 minuti, 220 km,  1,7 litri d’acqua, 3 panini e 6 barrette mi devo fermare ai box per fare rifornimento di cibo e liquidi.

Una parte di me è allettata dalla sosta, ma l’altra sa che ripartire poi sarà difficile e così sarà… Mi fermo e mi aspettano i miei angeli custodi Marco e Enrico, sono fantastici, mi accudiscono come un bambino, mi spoglio, mi metto indumenti asciutti e mentre Enrico mi massaggia il collo in fiamme, Marco mi ricorda che c’è sempre “il motivatore pronto” nel caso volessi abbandonare…. 😀 😀 .

 

Enrico Braglia e Marco Caggiati 12 ore monza 2016Marco Finardi brandisce "il motivatore"

marco finardi e il motivatore di monza 2016

 

Sono circa le 3 del mattino, tremo come una foglia anche se non sento freddo, le gambe bruciano, scottano dal dolore, i muscoli trapezi come graffiati da una tigre…. In sintesi stavo meglio a pedalare… I miei limiti d’allenamento e articolari (alcune ernie discali cervicali chiedono “giustizia…. 🙂 ) si manifestano in modo arrogante, senza pietà. D’altronde cosa pretendo?!? Prima della gara avevo percorso 180 km ( 5 ore e 18 min di bici) la settimana precedente all’Ironman di Venezia e 120 km la settimana prima…, queste erano le mie massime distanze pedalate…

Sono messo malissimo, mi viene da piangere e prometto ai mie angeli custodi che non avrei mai più fatto una cosa simile… Marco mi guarda, scuote la testa come a dire: “si dice sempre così, poi domani penserai a come fare meglio l’anno prossimo… :-)…, forse è vero…, anzi così è… 🙂 ).

Mi copro con coperte e felpe, mangio qualcosa e mi riprendo, mi rimetto in sella e la sosta mi costa quasi un’ora…, è tanto, ma non posso fare di meglio.

La pista nel frattempo si è asciugata e “regala” un freddo umido niente male…., parto tranquillo in attesa che qualcuno mi riprenda e io possa attaccarmi alla ruota. Le gambe girano bene, sento un po’ freddo, aumento e inizio a scaldarmi, la crisi è passata, ora pedalo verso l’alba, il mio prossimo obiettivo.

 

marco caggiati 12h cyclyng marathon monza 2016

 

Intravedo la luna che si fa strada tra le nuvole rimaste lì ad osservare, ora scariche, anche loro hanno dato il loro contributo per rendere più dura questa avventura… 🙂

L’aria è umida e carica di profumi rilasciati dalle piante a bordo pista, gli uccelli iniziano a farsi sentire, sono in subbuglio per l’imminente nuovo giorno che sta per arrivare.

Il buio lascia spazio ad una timida alba che si fa strada tra le nuvole, giro dopo giro i colori e i dettagli della pista sono sempre più nitidi, qualche leggera e lunga ombra delinea la mia sagoma sull’asfalto..

Il peggio è passato, la mia centrale biochimica ricomincia a lavorare a “testa bassa”…, è ritornato il sole, la luce, SVEGLIA, SVEGLIAAA!

Mi scappa il pensiero di andare avanti fino alla fine, ma sono troppo stanco, mi fermo verso le 6:15, ancora dolori ancora difficoltà, ma faccio finta di niente, mi cambio di nuovo, tutto asciutto, riparto per l’ultima ora e 45′ di gara…

Rientro in pista e i giri passano tra momenti di solitudine e di sollievo all’interno di un gruppo, siamo tutti sulla stessa barca, trovo la mia posizione fisiologica” in un gruppetto di “solitari” come me, che hanno perso la notte come me, che hanno o meglio, non hanno, le mie stesse energie…

 

caggiati marco 1h cycling marathon monza 2016marco caggiati

 

Nessuno ha voglia di stare davanti, io faccio quello che posso… Manca poco più un’ora alla fine e faccio fatica a stare sveglio, gli occhi mi si chiudono, la testa mi casca in avanti, per un attimo perdo il controllo della bici, il mio corpo mi urla FERMATI e DORMI!

Non se ne parla, so che è la fase “down” del ciclo sonno veglia…, so che passerà, devo solo rimanere sveglio, mi bagno il viso con l’acqua fresca della borraccia, scuoto la testa, mi alzo a pedalare in piedi… Passo 2 giri a lottare con Morfeo che mi tira prepotentemente tra le sue braccia…

Resisto e poi passa…., il countdown non segna più “ore al termine”, ma solo minuti….. Ormai è quasi fatta 🙂 . Do fondo alle energie rimaste e mi attacco alla ruota di chiunque mi passi davanti…, arriva l’ultimo giro, l’ultima curva e poi la musica, la voce dello speaker, i miei amici, la bandiera a scacchi che mi aspettano…, alzo le braccia al cielo, poi chiudo un pugno per ancorare quel momento speciale.

 

Marco Caggiati Arrivo 12h cycling marathon monza 2016

 

E’ fatta, ho percorso durante la notte 365 Km, fatto oltre 53.000 pedalate, consumato oltre 5200 k/cal,  ho guardato negli occhi la fatica, il dolore, la crisi, i demoni dell’abbandono….e ho vinto la mia gara, ho fatto del mio meglio e quando dai il meglio non esistono “SE e MA”….

CONCLUSIONI

Come ho accennato all’inizio di questo chilometrico articolo 🙂 , quando vivi esperienze così al limite ti ritrovi a fare considerazioni atrimenti impossibili. Sono convinto che ogni esperienza nella vita, bella o brutta che sia, lasci un insegnamento e questa volta non ho imparato niente di nuovo, ma consolidato vecchie insegnamenti, ecco i principali:

1 – Si sente dire spesso che “lo Sport è una metafora della vita”, quando in realtà io penso che sia, o meglio dovrebbe dirsi, esattamente il contrario… “La vita è una metafora dello sport”. La vita spesso ti mette di fronte a sfide, emotive, professionali, relazionali senza che tu “te le vada a cercare” come si fa con lo sport (nessuno mi ha obbligato a soffrire per 12 ore in sella a una bici… 🙂 ) e ti trovi SEMPRE di fronte a un bivio, la resa, l’abbandono, la depressione, la fuga oppure alzare la testa, affrontare le difficoltà e trovare la soluzione.. Fare sport, porsi obiettivi sfidanti e andare oltre i propri limiti, allargare la mia area di confort è l’unico modo che conosco per vivere la vita. Fare altrimenti sarebbe sopravvivere alla vita…. 😉 .

2 – Quando ti trovi di fronte a una situazione difficile, che sembra insormontabile e insopportabile, bisogna sempre ricordarsi che non si tratta della “vita”, ma di un momento e che prima o poi finirà… Un momento “spiacevole” che spesso è preludio di qualcosa di grande e divertente…. La vita è una “ruota che gira”, la vita è come una “montagna russa”, a volte ti mette paura, altre ti mette “sottosopra”, il più delle volte ti fa sentire con “prepotenza” la sua stupenda straordinarietà! 😉

3 – Ci sono persone che fanno parte costantemente della tua vita che non ti arricchiscono, che ti scivolano addosso come l’acqua…, ti bagnano tutti i giorni, ma poi, una volta asciugato, non ne rimane traccia, altre invece che ti capita di frequentare poco per una serie di motivi, ma che imprimono ricordi densi e una traccia consistente del loro tempo passato con te. Due di queste sono i miei due amici Marco Finardi (per gli amici Giga 🙂 ) e Enrico Braglia, senza di loro avrei percorso certamente meno km e sarebbe stato tutto più difficile. Grazie per tutto il supporto che mi avete dato, grazie per tutte le volte che avete urlato dal bordo pista “Vai Cagiooooooo!!” :-), grazie per avermi massaggiato, scaldato, rifocillato tutta la notte, come si può fare con un figlio.. Grazie di cuore per aver condiviso con me quest’avventura. 🙂

 

Marco Caggiati, Enrico Braglia e Marco Finardi Monza cycling marathon 2016Marco Caggiati arrivo monza cycling marathon 2016

 

In fine, ma non per importanza, ringrazio mia moglie Enrica per la pazienza avuta, per il tempo che ho sottratto alla famiglia per i miei allenamenti e per essersi tenuta le parole in bocca ogni volta che ha pensato “ma chi te lo fa fare…!?!??” 😀 😀 😀

Per oggi è tutto…, buona vita e mi raccomando.., ogni tanto…, guarda in alto, punta il dito e lanciati in una nuova sfida…. 😉

P.s.: se ti è venuta voglia di partecipare ad una gara come questa…, sei fortunato perchè a Settembre ti aspetta la 12h Cyclyng Marathon nel circuito di Misano Adriatico! 😉

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12 ore cylcing marathon Monza 2015 marco caggiati

 

Questo è uno di quei post con talmente tanti contenuti interessanti che faccio fatica a trovare un “inizio adatto”… :-)…. 🙂 . La notte tra il 27 e il 28 Giugno ho partecipato, insieme al mio amico Andrea Devicenzi, alla prima edizione della 12 ore non stop di ciclismo di Monza. Oggi voglio scriverti “com’è andata” e farti vivere “da dentro” una manifestazione così originale, sfidante ed eccitante.

Se non hai letto gli articoli precedenti ti ricapitolo velocemente il “format” della gara:

Durata: dalle 21 alle 9

Dove: Autodromo di Monza

Chi vince?: chi fa più giri in 12 ore

Categorie: si può partecipare da soli, in coppia (come io ed Andrea) e in team da 4 o 8 concorrenti

Sono arrivato in circuito verso le 11 di Sabato con tutta la famiglia al seguito, dato che gli organizzatori hanno pensato all’intrattenimento dei bambini che hanno gradito l’iniziativa. La possibilità di gareggiare su kart a pedali, girare in bicicletta in un apposito circuito e disegnare grazie alle animatrici ha reso anche per i più piccoli la giornata piacevole.

Dopo aver espletato le verifiche di rito ho ritirato il pacco gara e la vista della nostra maglietta “ufficiale” per la gara mi ha fatto visualizzare immediatamente cosa mi avrebbe aspettato da li a qualche ora dopo.. 🙂 .

 

Il tempo vola e senza “rendermene conto” mi trovo sdraiato “nei box della Formula 1” a guardare il soffitto di fianco ad Andrea, scambiamo qualche parere, qualche strategia per la gara e la voce dello speaker mi “richiama all’ordine”, 20 min alla partenza…, è ora di andare..

Raduno le mie cose, controllo che sia tutto al suo posto, mi infilo le scarpette, il casco, saluto Andrea ci diamo “l’arrivederci all’indomani mattina”… 🙂 ed entro in pista. Mi metto in coda al gruppo che si è già formato sulla linea di partenza, guardo a dx e vedo arrivare il mitico “Diablo” Claudio Chiappucci, sorrido, l’istinto mi dice di urlargli “grande Diablo”…, ma perdo “l’attimo fuggente”…..

Mi guardo intorno, vedo facce rilassate, altre tese e preoccupate.., io mi sento bene.., sono pronto a gareggiare, a battagliare…, sono pronto a tutto… 🙂 .

Lo speaker fa il conto alla rovescia meno 5, 4, 3, 2, 1…..e VIA! Partiti! 🙂 In linea teorica il primo giro dovrebbe essere di “riscaldamento” dietro la Safety Car Elettrica, una Tesla da 470 cv che il pilota….evidentemente.., non riesce a tenere “a bada”…. 🙁 🙁 . Parte a 59 km/h che per una macchina è “niente”, ma per le gambe “fredde” di un ciclista sono tantissimi…

Non ho nemmeno il tempo di godermi “il momento” che mi ritrovo a “testa bassa” a risalire il gruppo per andare nelle posizioni di testa. Di “riscaldamento” non se ne parla proprio.., si parte subito con il “cuore in gola”…

Trovo quasi alla fine del primo giro “il mio posto nel gruppo”, quello che ho deciso essere “giusto”. So che in testa ci sono i concorrenti più veloci, quelli che corrono in team da 8, che percorreranno pochi giri al massimo per poi darsi il cambio.., meglio non andare a “rompere le scatole” là davanti, anche se la posizione ideale dove stare sarebbe in 5^, 6^ posizione…, dove riesci ad usufruire della scia di chi ti sta davanti e limiti al minimo il rischio di caduta… A proposito di rischi però…, c’è anche quello che ti chiedano “il cambio”, e quindi ti ritrovi a “menare” a 45/50 km/h con il vento in faccia…, non proprio l’ideale quando ti aspettano 6 ore di pedalata…… 🙂 :-D.

Quindi mi metto nella pancia del gruppo, sto laterale per evitare “i guai”…, mi guardo intorno, il gruppo è disomogeneo, vedo gambe “tirate”, persone “attempate” e alcune decisamente in sovrappeso… Cerco le ruote migliori soprattutto perchè un ciclista “in affanno” non è propriamente lucido e potrebbe essere un pericolo….

Anche se fai di tutto per “stare fuori dai guai” a volte sono “i guai” a venirti a cercare…, al terzo giro, in pieno rettilineo di arrivo vedo distintamente la sagoma bianca di un concorrente cascare davanti a me a pochi metri, il gruppo si apre e per fortuna la pista è larga…, ci stiamo tutti e ce la caviamo solo con uno spavento…

La gara continua e il gruppo procede “nervoso”, ci sono molti scatti, qualcuno prova ad andare in fuga e così ci allunghiamo per poi ricompattarci di nuovo… Nelle curve alcuni frenano creando lo scompiglio, volano urla e parolacce….., da me condivise….. Non si può frenare in una variante che le F1 percorrono a più di 120 km/h……. 😀 . Che sia “giusto” o meno.., così è e non posso togliere l’attenzione un secondo da ciò che accade davanti a me…

Al 4° giro iniziamo a riprendere i primi doppiati, i concorrenti che partecipano “in solitaria”, che non hanno interessi di classifica. Uno di loro procede a bassa velocità in mezzo alla pista e il gruppo si apre in stile “spartitraffico”… anche qui volano parolacce e improperi….. :-D. Si continua a “testa bassa” senza perdere mai di vista la testa del gruppo…, troppo pericoloso….

Il tempo vola ed è passata già un’ora dalla partenza, mi fermo ai box per lasciare il “testimone” ad Andrea che può iniziare la sua gara….. Ho una cinquantina di minuti di tempo per rifocillarmi e poi ripartire. Saluto “le mie donne” (moglie e figlie) che vanno a dormire in albergo, ci rivedremo alla mattina.. 🙂 .

I minuti scorrono veloci ed è di nuovo il mio turno, rientro in pista e mi giro subito in cerca di coloro che “risalgono” dal rettilineo, del “gruppo” non c’è traccia e quindi mi metto a spingere sui pedali senza esagerare: in una gara così lunga non posso forzare, un gruppetto con un bu0n ritmo mi supera e io mi “attacco” prontamente. “Ascolto” le gambe, come rispondono agli scatti e provo in ogni modo a farle girare “agili” con il minimo impegno muscolare, spesso riesco, altre volte devo spingere a tutta per rimanere nel gruppo.

Rifletto sul fatto che non ho ancora avuto un momento per “pensare”, per guardarmi intorno e godermi la location, la notte, la luna, la natura.. Arriva solo qualche “flash”, l’odore delle piante, l’aria fresca sulla pelle madida di sudore…,  tutto mixato con i rumori delle ruote in carbonio rilanciate fuori dalle curve e della catena mentre si “snocciolano” rapporti….

Tutto “fila liscio” fino al mio 4° turno, do il cambio ad Andrea che mi urla “Vai Marco, c’è il gruppo là davanti!!!”… Non ci penso un attimo, mi aggrappo al manubrio e mi lancio all’inseguimento.., il gruppo è a circa 400 metri che “mena” a 45 km/h…., non sono tanti, posso provarci… A testa bassa spingo al massimo, scalo rapporti su rapporti e faccio girare le gambe veloci…, ho il cuore in gola, l’affanno, il respiro fuori controllo…, l’ammiraglia che chiude il gruppo è sempre più vicina, sono le 4 del mattino…, è dalle 7 di Sabato che sono “in piedi”…, sto chiedendo uno sforzo massimale al mio corpo insonne che abitualmente a quest’ora è a letto….

Non mi interessa…, so che prendere il gruppo mi permetterà di percorrere nella successiva ora almeno un giro in più che potrebbe pesare tantissimo in classifica…, siamo terzi in classifica nella nostra categoria (coppie)…., spingo forte, le gambe si induriscono, ho qualche accenno di crampo, ma non mollo.., penso: “arrivo sotto all’ammiraglia, recupero qualche secondo e poi faccio l’ultimo strappo per rientrare nel gruppo”….  A 10 metri dall’ammiraglia mi vedono arrivare dallo specchietto e rallentamo…, si defila per non darmi vantaggio…(ahimè hanno ragione… 🙁 )

Ho il sangue in gola…, sto spingendo al 110%………, la supero e gli faccio a tratti cenno di risuperarmi in ricerca disperata di aiuto…, penso “cazzo sono le 4 del mattino, là davanti ci sono prevalentemente persone che se la stanno facendo in 8….., datemi una mano a riprenderli!!!“.

Continuo così per quasi un giro e poi….., cedo di colpo…, l’ammiraglia mi supera…, le lucine rosse del gruppo si allontanano……. urlo un “vaffa……” che rimbomba nel silenzio della notte…, sono solo, mi giro e non vedo nessuna luce che si avvicina…. Urlo parolacce di ogni sorta, prendo fiato e urlo di nuovo…., gli occhi si riempiono per un attimo di lacrime come ad esplodere….. ma non c’è spazio per la disperazione….

Arriva la crisi…, non ho più forze…

Mi metto tranquillo.., è l’unica cosa che posso fare…, procedo a rilento e aspetto che qualcuno mi riprenda.., prima qualche atleta isolato poi passa un gruppetto veloce, provo ad accodarmi, ma niente, ho le gambe dure, vuote, doloranti…, non riesco c….o!!!! Non ce la faccio!! Le gambe non girano…, mi attacco ad un gruppo di una 15ina di atleti , sono tutti concorrenti singoli non interessati alla classifica, procedono relativamente lenti… Prendo fiato e poi, non resisto, non riesco ad andare piano e vado in testa al gruppo a tirare, ma quando chiedo il cambio nessuno vuole stare “all’aria….”, li capisco… Ok…, non posso fare altrimenti.., mi do una calmata e proseguo così fino alla fine del mio turno..

Arrivo ai box e a fatica sto in piedi.., le gambe tremano come le zampe di un puledro appena nato…… 🙁 🙁 🙁 …… L’idea di dover ancora pedalare per due ore mi spaventa, mi alimento come ad ogni pausa, bevo, integro sali e mi sdraio a terra nel box…, provo a dormire…, non riesco troppo rumore, troppa “frenesia” nei pensieri e nelle gambe….

Arriva il momento di ripartire e arriva anche l’alba; sono le 5 e 15 minuti e con il sole ritornano anche le forze… Mi era già capitato…., nel momento in cui ti senti “morto” e ti sembra di non avere più energie succede “qualcosa”, scatta un “click” nel corpo che ti da accesso a nuove risorse, a nuova linfa vitale… Arriva Andrea, gli do il cambio, mi attacco subito ad un concorrente che esce dai box con me e dopo qualche curva arriva il “gruppone”…., non ci penso un centesimo di secondo e mi “miscelo” nel gruppo…e non lo mollo più, faccio 6 giri a bomba con loro con ritrovato entusiasmo ed energie! 🙂 Risorto dalle mie stesse ceneri…..

E via ancora ai box ……, è il turno di Andrea…., bevo, mi alimento e controllo la classifica, siamo ancora terzi.., molto bene… Mi aspetta l’ultima ora di gara.., ormai il più è fatto. Dopo 50 minuti, come previsto, arriva Andrea ed esco per l’ultima volta dai box… Mi accodo ad altri concorrenti in attesa del gruppone, arriva e mi attacco, tutto procede relativamente facile, arriva qualche accenno di crampo ogni volta che mi alzo sui pedali per “rilanciare il rapporto”….., ormai sono , giustamente, alla frutta…, mi sono presentato al via di questa gara con 2175 km di allenamento nelle gambe…, non posso pretendere di più…

Passo davanti al traguardo e Angelo (il ns team manager) mi dice di rientrare, inizia per me l’ultimo giro….. Il gruppo si “risveglia” di colpo e iniziano a scattare ripetutamente, manca circa un’ora alla fine della gara e chi si sta giocando la gara inizia a “spingere”…., siamo sul rettilineo parallelo a quello d’arrivo, sento delle urla e con la coda dell’occhio vedo alla mia destra una maglia rossa che si cappotta in avanti e il rumore sordo di un corpo umano che sbatte violentemente a terra, violente frenate, altre urla…, socchiudo gli occhi e i timpani come a “non voler sentire” e prego perchè nessuno si sia fatto troppo male…. Mi è andata bene anche questa volta.. Il gruppo si spezza in due e recuperare richiede l’ultimo sforzo…. Arrivo all’entrata della corsia box, “metto la freccia” e saluto i compagni d’avventura per l’ultima volta….per me è “GAME OVER”, ora tocca ad Andrea….

Andrea fa del suo meglio, anche lui è stanco, di stare in gruppo non se ne parla….. Lo aspetto sul “muretto dei box” come si fa all’arrivo di un gp di F1…. 🙂 . Lo incito insieme ad Angelo ad ogni passaggio. Angelo cronometra ogni giro e si rende conto che Andrea inizia a subire la stanchezza… Penso che il nostro 3° posto possa essere in bilico…, così è…, arriviamo in quarta posizione a 51″ dai terzi… 🙁 .

Peccato…, certo…, ma alla fine abbiamo dato entrambi tutto.., il 100%…e quando dai il 100%…, non ci sono “Se e Ma”…., hai dato tutto e basta…. 🙂 😀 .

Il sole è già alto nel cielo…, sono le 9 del mattino e io ed Andrea “svaligiamo” di focaccia e brioches alla marmellata l’area ristoro…… 🙂 .

Siamo distrutti e felici, consapevoli di aver scritto un’altra bella pagina della nostra vita sportiva… 🙂 .

Ho percorso 246 km in 6 ore, consumato 5127 Kcal (3 volte ciò che consuma un uomo adulto in 3 giorni….) e ci siamo messi dietro 8 equipaggi della nostra categoria….e.., che dire di Andrea…il pensiero che lui abbia fatto tutto con una gamba.. è semplicemente straordinario e spettacolare! Felice, fiero e grato di aver condiviso con lui questa splendida esperienza di vita!

Complimenti agli organizzatori, hanno fatto un ottimo lavoro e sono certo che la 12h Cycling Marathon di Monza diventerà una gara “classica” del panorama internazionale dell’endurance! Sono riusciti ad unire agonismo, aggregazione e attività per la famiglia in un unico contesto. Sono certo che non sarò smentito…, questa gara avrà un florido futuro! 🙂

P.s.: ops.., quasti dimenticavo…, ho vinto la mia “scommessa”… 😉 . Volevamo arrivare nella prima metà della classifica…, abbiamo fatto meglio…., succede a chi “ci crede”… 😉 .

Per oggi è tutto, ciao al prossimo post! 😉

 

Ormai “ci siamo” mancano quasi 24 ore alla partenza della 12 ore di ciclismo di Monza. Come ti ho già raccontato nel mio precedente post parteciperò alla gara in coppia con il mio amico Andrea Devicenzi. La gara inizierà alle ore 21:00 di domani e finirà alle ore 9:00 di Domenica 28 Giugno.

Pedaleremo letteralmente “dal tramonto all’alba”! 🙂 Le “tematiche” che dovremo affrontare saranno tante e tutte affascinanti sia come “atleta” che come “professionista del movimento”.

Prima tra tutte sarà, per me, la prima volta che partecipo ad una gara che si svolge durante la notte e non ho mai “chiesto” al mio corpo di stare “acceso” mentre abitualmente è tranquillo a riposare in un letto. Faremo turni da 1 ora e 30 minuti a testa, inizierò io il primo alle ore 21:00… Questo significa che dovrò affrontare il mio 2° turno alle 24:00 e il terzo alle 3 del mattino e il 4° e ultimo alle 6…… 😀 🙁 😀 :-). Come dimostrano “le faccine” il mio stato emotivo,  è di felicità ed entusiasmo nell’affrontare un’esperienza mai vissuta prima 🙂 e un poco “timorosa” al solo pensiero di pedalare al massimo delle mie capacità mentre il mio corpo mi chiede di dormire…..

Fortuna che l’entusiasmo e la voglia di scoprire supera di gran lunga il timore… 🙂 😀 😀 😀 😉

Negli ultimi 2 mesi mi sono dedicato unicamente all’allenamento in bicicletta accumulando 2175 km, pochi in assoluto, ma tutti di “qualità”! Ogni uscita in bicicletta è stato un “ALLENAMENTO”, non ho mai pedalato 1 km “tanto per pedalare” 🙂 ! Non parto per questa avventura “a secco” ma nemmeno con una preparazione che mi permetterà di arrivare “fresco”. In questi mesi non ho mai pedalato per più di 3 ore e 30 minuti ( di giorno… 🙂 ), affrontarne 6 (di notte…), anche se spezzate in 4 tranche, rappresenta un’incognita.

Altro aspetto interessante sarà alimentarsi durante e tra i turni di pedalata. Lo stomaco non è abituato a ingerire grandi quantià di cibo durante…, auindi “vedremo” come mi sentirò.. 🙂 . Considera che consumerò circa 800 k/cal ogni ora di gara… 🙂 . Avrò un fabbisogno calorico durante le 6 ore di gara pari a quelle di un uomo  per vivere due giornate intere…. 🙂 😀 .

Se si aggiunge il fatto che la pista non sarà illuminata, che pedaleremo in gruppi composti da ciclisti che parteciperanno da soli, in coppia (come me e Andrea e in team da 4 e da 8 (questo significa che i team da 8 potranno andare sempre al massimo, noi….no…..) la gara presenta veramente tante incognite..

Tante incognite MA una sola certezza.., io ed Andrea non adremo a Monza per partecipare…, andremo a Monza per fare del nostro meglio, per spendere fino all’ulmtima goccia di energia che avremo in corpo! 🙂 Pedaleremo per dare battaglia e rendere difficile “la vita” degli altri team che competeranno nella nostra categoria…. 🙂

Ora, per aggiungere ancora più pepe alla competizione, voglio fare una “scommessa”….. 🙂 . Scommetto che con “tre gambe” io e Andrea ci metteremo dietro almeno il 50% degli altri concorrenti….

Ti sembra una scommessa abbastanza “sfidante”…… 🙂 ?

Per oggi è tutto! 🙂 Il prossimo post sarà dedicato al resoconto di “com’è andata a finire”…..! 😉

P.s.: mi farebbe piacere incontrarti tra il pubblico, tra l’altro ci saranno tantissime attività collaterali organizzate appositamente per tutti gli appassionati di ciclismo! Dai un’occhiata al programma! 😉

 

CORSO CREATTIVITA SEMPRE FITNESS MARCO CAGGIATI

Ti sei mai chiesto quanto sia importante la libertà?…. Ti sei mai chiesto che valore abbia l’indipendenza.., la possibilità di “fare da solo” …. ? Per me sono sempre stati valori fondamentali nella vita, e la mia salute e la cura del mio corpo non possono e non devono uscire da questa “logica”.

Credo che non si possa vivere una vita al massimo delle proprie possibilità se non si ha una buona consapevolezza del proprio corpo e di ciò che si mangia…

Penso che la salute e il benessere non possano essere demandate ad altre persone…., o meglio credo che sia intelligente farlo, ma SOLO con la consapevolezza di ciò che mi viene proposto.

E proprio per migliorare la consapevolezza corporea ed alimentare che ho ideato un corso dal vivo sull’indipendenza motoria ed alimentare. Si chiama “CreAttività Sempre Fitness!” e si è svolta la seconda edizione la settimana scorsa. CreAttività è un corso di 4 giorni Full Immersion dove si alternano circa 3-4 ore quotidiane di allenamento a concetti teorici indispensabili da conoscere per comprendere ciò che “sta dietro” alla creazione di un allenamento o di un piano alimentare personalizzato.

CreAttività è il primo e unico corso sull’indipendenza motoria, creato appositamente per trasformare “l’uomo della strada” in un “Master Chef in allenamento”……….. :-D…, proprio così…, un Master Trainer per fare a meno per sempre di allenatori, personal trainers, palestre, dietologi ecc… Per diventare l’allenatore ed il dietista di te stesso… 😉

Ingegnerizzare un corso di questo tipo non è stato assolutamente facile ed ha rappresentato una sfida professionale interessante… :-D, ma sto avendo di ritorno tantissima soddisfazione….

Difficile spiegare “da fuori” un corso come “CreAttività Sempre Fitness!” è per questo motivo che qui di seguito potrai leggere le testimonianze di alcuni dei partecipanti dell’ultima edizione appena svolta 😉 .

Acerbis Davide

Davide Acerbis

CreAttività mi ha permesso di associare diversi aspetti/attività in un unico contesto: la mia salute. Per mantenermi bene devo conoscere come sono fatto, devo ascoltarmi, devo essere costante. Ho imparato che se non ci penso io, gli altri non possono farlo al mio posto. La cura fisica non è “secondaria” a nient’altro. Il mio corpo è ciò che mi accompagnerà sempre. Oltretutto non è stato un corso di lezioni. Mi sono allenato, ho sentito la fatica, il dolore e la curiosità di sperimentare (nuovi allenamenti, nuovi esercizi, nuove modalità di allenamento). Ho colto la passione nelle parole e nei gesti del nostro “guru”.  …. E pensare che ritenevo di essere già “tecnicamente evoluto”….. Oggi comincia Davide 2.0…. e il bello deve ancora venire.

 

francesca sorbi

Francesca Sorbi

CreAttività mi ha trasmesso conoscenza, consapevolezza ed esperienza rispetto al mio corpo, cioè, dalla complicata anatomia alla sua espressione nel movimento. Il semplice gesto del respirare è diventato esercizio e “meditazione”. Da qui la presa di coscienza che il corpo è cibo e movimento e che quindi devo curare questi due aspetti in simbiosi. Aspetti semplici e complessi che Marco ha riassunto per noi nel metodo che ci ha spiegato e che non vedo l’ora di provare sulla mia pelle.

 

rossana manfredini

Rossana Manfredini

Avendo perso da un po’ di tempo la forma fisica e cercando qualche idea nel web, mi sono imbattuta sul sito di Marco che mi ha subito incuriosita. Credendo nelle sue proposte, fidandomi del mio intuito, ho partecipato al corso “CreAttività Sempre Fitness” a scatola chiusa, senza conoscerlo e devo dire che le aspettative sono state ampiamente ripagate. Marco innanzitutto è un professionista serio e preparato, ma è anche una persona semplice e simpatica. Abbiamo passato 4 giorni insieme veramente intensi ma divertenti, affrontando argomenti che vanno dalla salute, all’alimentazione, oltre naturalmente al benessere psico-fisica e a come poterlo mettere in pratica concretamente nella propria vita. Il lavoro che lui fa anche all’interno del gruppo è sempre personalizzato, per cui mi sento di consigliarlo vivamente a tutti, dal neofita che vuole rimettersi in forma, alla persona più esperta che vuole mettere a fuoco alcuni aspetti del suo allenamento.

Personalmente ho ricevuto,grazie al gruppo,un forte stimolo a ricominciare a prendermi cura di me stessa, da subito, cosa che non riuscivo più a fare. Inoltre, il corso mi ha dato tantissimi strumenti e conoscenze da portare a  casa. Sono riuscita a fare, con l’aiuto di Marco, un programma concreto e fattibile in visione del mio obiettivo di dimagrimento,senza sconvolgere la mia vita, senza palestre, né attrezzi particolari. Sinceramente non avrei creduto tanto. Grazie veramente.

 

antonio pellegrini

Antonio Pellegrini

Il corso CreAttività Sempre Fitness ideato da Marco è un corso che a mio parere tutti dovrebbero fare, ma tutti quelli che regolarmente vogliono bene a se stessi, quelli che effettivamente rispettano il proprio corpo, quelli che capiscono che non hanno bisogno di comprare una Ferrari se vogliono guidare una macchina ancora più complessa, completa, unica e geniale. Con Marco si riesce a capire nel dettaglio non solo cosa bisogna fare per mantenere efficiente e funzionale il proprio corpo, la propria macchina, ma dove e come si genera la forza, l’energia, l’adrenalina che serve poi per tutte le altre attività della vita di ognuno di noi. Quello che ho imparato principalmente durante il corso è stato prendere consapevolezza del mio corpo e di tutti gli organi funzionali che lo compongono e rispettarli manutenendoli come giusto sia per natura e quindi allenandoli e fortificandoli quotidianamente. Ora tocca solo a me essere costante, determinato e consapevole. Grazie Marco

 

viviano ginexi

Viviano Ginexi

“CreAttività Sempre Fitness” è un ottimo motivo/stimolo per prendere coscienza e consapevolezza del proprio corpo. Sono stati 4 giorni immersi in una splendida “location” con il giusto mix tra teoria e esercizi pratici. Abbiamo toccato argomenti come : teoria dell’allenamento, i metabolismi energetici, come allenarsi, l’apparato cardiocircolatorio, manutenzione e tonificazione, lo stretching “ questo sconosciuto per molti”, e ovviamente l’importanza della “corretta alimentazione” in regime bilanciato. Ho trovato davvero “appagante” le esercitazioni all’aria aperta, che mi hanno fatto capire come gestire e ascoltare il mio corpo, come impostare il mio programma di tonificazione/dimagrimento, come sfruttare la respirazione mediante il diaframma. Sono stati 4 giorni di “Pulizia Motoria”: Molte delle mie ”credenze” sono state smontate e sostituite con quelle “corrette”. Troppo spesso affidiamo la cura del nostro corpo a messaggi pubblicitari errati; impariamo a prenderci cura del nostro fisico.

 

Da parte mia posso solo dire che sono molto soddisfatto del lavoro svolto con i miei allievi che hanno dimostrato impegno, voglia di imparare e determinazione nel “prendere in mano” i propri obiettivi in ambito fisico, modificando allenamenti ed alimentazione! Io mi sono divertito un sacco! 😀 😀

Non vedo l’ora di mettermi al lavoro per la prossima edizione! 😉

Per oggi è tutto, ciao al prossimo aggiornamento! 😉

Settimanalmente ricevo decine di domande riguardanti l’allenamento e l’alimentazione più o meno complesse che “tradiscono”spesso lo stato “confusionale” di chi me le porge… 😀 😀 . Gran parte di queste domande sono frutto della disinformazione o dell’informazione superficiale che ha la maggior parte degli appassionati di fitness ed allenamento..

Gran parte delle persone che ha deciso di optare per il “fai da te” omette di considerare un aspetto di FONDAMENTALE importanza!

Tengono il loro focus mentale sulla metodologia d’allenamento da utilizzare, quante serie, ripetizioni o attrezzi da utilizzare e si dimenticano di un aspetto focale che sta alla base di qualsiasi obbiettivo che si vuole raggiungere…

Si dimenticano di creare un PROGETTO, di PIANIFICARE le azioni, i passi che li porteranno verso la meta ambita…. Questa cosa mi fa sempre sorridere e sai perchè…?

Perchè se io mi mettessi a costruire una casa…, non saprei come fare se non avessi un PROGETTO da seguire con tutte le indicazioni, le misure, con tutti i DETTAGLI da seguire…. 😀

La PIANIFICAZIONE STRATEGICA da seguire per ottenere un obiettivo in ambito fisico, come dimagrire, tonificare o correre una maratona, viene spesso sottovalutata o completamente ignorata…. 😉 .

Non hai idea di quante persone siano venute a “bussare” alla mia porta chiedendo il mio aiuto professionale che avevano una buona consocenza della materia (in merito all’obiettivo che volevano raggiungere), ma con storie di ripetuti insuccessi…..

Pensa di avere di fronte a te un puzzle da 3000 pezzi e di doverlo assemblare senza avere la figura di riferimento da “copiare”…… Sarebbe un’impresa quasi impossibile vero…?

Per pianificare la strategia alimentare e gli allenamenti da fare per raggiungere i propri obiettivi è di fondamentale importanza essere padroni dei concetti di:

  1. CARICO INTERNO
  2. CARICO ESTERNO
  3. CICLI D’ALLENAMENTO
  4. DURATA
  5. INTENSITA’
  6. QUALITA’
  7. QUANTITA’
  8. DENSITA’
  9. RECUPERO

Se non conosci o non hai controllo su questi aspetti fondamentali dell’allenamento…, non potrai mai progammare i tu0i work out e difficilmente raggiungerai gli obiettivi estetici, di salute e di performance che ti sei posto….

E’ per questo motivo che ho deciso di creare qualcosa che mai nessuno ha fatto prima, qualcosa di unico che permetta agli appassionati di allenamento o di fitness, o semplicemente a tutti coloro che stanno cercando una soluzione DEFINITIVA ai propri problemi di sovrappeso, ipotonia muscolare, rigidità articolare, muscolare ecc…

Ho dato vita ad un corso dal vivo per non addetti ai lavori che si chiama CreAttività Sempre Fitness! CreAttività è un corso dal vivo di 4 giorni dove ti fornisco tutti gli strumenti necessari per gestire in modo COMPLETAMENTE AUTONOMO i tuoi allenamenti, la tua alimentazione PIANIFICANDO ogni dettaglio per riuscire a costruire “la tua casa”…..

Data la sua unicità e la sua veste innovativa.., mi risulta difficile spiegare in che cosa consiste “Creattività Sempre Fitness!” Ho chiesto quindi a chi vi ha già partecipato di raccontare cosa è significato per loro… Dai un’occhiata qui sotto 😉

Questo è solo un assaggio di CreAttività Sempre Fitness e, se vuoi saperne di più…, devi semplicemente Cliccare Qui , accedere alla pagina di presentazione al seminario e scoprire la promozione in corso. 😉

Inizia a PROGETTARE la tua vita, PIANIFICA i tuoi obiettivi in ambito fisico e dimentica la FRUSTRAZIONE che hai in questo momento, perchè non sei ancora riuscito  ad ottenere il corpo che desideri! 🙂

Spero di incontrarti personalmente al corso! 😉

Ciao a presto e buon allenamento! 😀

 

 

 

Mi capita spesso che mi venga chiesto da parte di “genitori” quali sia l’allenamento migliore da far fare ai propri figli. Mi chiedono quale sia lo sport migliore oppure l’età più opportuna per iniziare a praticare sport a livello agonistico. Alcuni genitori che pensano di avere “figli pigri” mi chiedono come possono farli appassionare allo sport.

Allora, tutte le volte, “mi lancio” in una serie di considerazioni tecniche rivelando loro che il “segreto” risiede nella diversificazione, nel gioco libero all’aria aperta, nella condivisione con gli amici ecc..

Però alla fine…., rivelo loro che ciò che fa veramente la differenza è “la forza dell’esempio”! Mi viene da sorridere quando queste domande mi vengono rivolte da persone sedentarie che hanno schivato nella loro vita l’allenamento e l’attività motoria in tutte le sue forme come abitualmente si fa per strada con i “regalini” lasciati dai cani….. 😀 😀 .

La coerenza e l’esempio sono le “armi” migliori da utilizzare con i bambini perché imparano prevalentemente per imitazione….e prova ad indovinare chi sono le persone che prendono per istinto come loro “faro”, come esempi da copiare…?

Come gli uccelli imparano a volare osservando i genitori…, anche i bambini si appassionano allo sport e al movimento se hanno un papà ed una mamma che danno il buon esempio.. Molto semplice… 😀 .

Questo non ti garantirà certo di trasformare tuo figlio in un campione o, più semplicemente, in un assiduo praticante di innumerevoli sport.

A tal proposito devi sapere che ho due figlie, Giada di quasi 6 anni e Asia di 3 anni e 3 mesi… Hanno lo stesso esempio, ma agiscono e reagiscono in maniera molto diversa rispetto alla fatica e all’attività motoria. Giada (quella ritratta nella foto d’apertura 😀 ) è una piccola “Marcolina” che adora correre, gareggiare e dare libero sfogo a tutta la sua vitalità tramite il corpo…, invece Asia è marcatamente differente.

Asia ha una pigrizia atavica e prova sempre a “schivare la fatica”, chiedendo di essere “presa in spalla” alla minima occasione quando c’è da fare un pezzo di strada a piedi… Addirittura, per ora, non dimostra nessun interesse ad imparare ad andare in bicicletta, perché preferisce “andare dietro” sulla bici della mamma…. 🙁 .

A parte pensare “questa non è mia figlia….” 😀 😀 :-D, penso che sia solo una questione di tempo e di maturazione diversa rispetto a Giada, che, alla sua età, correva già insieme a me gli ultimi metri di gara…

Sono certo che la forza dell’esempio ed il fatto di metterla sempre in contesti e situazioni che la stimolino, senza forzarla, ad utilizzare il proprio corpo e a muoversi la faranno crescere con un buon rapporto con lo sport. Forse non diventerà un’atleta convinta ed accanita…, ma sono certo che imparerà ad avere il giusto rispetto e la giusta cura del suo corpo in età adulta! Questo è il vero obiettivo che dovrebbero avere tutti i genitori!

Quindi…., se abitualmente il movimento più “atletico” che fai è quello di infilarti le scarpe……., è arrivato il momento di “cambiare modalità” e di dare il buon esempio!! 😀

Per oggi è tutto! Se vuoi lasciare un commento…, sarò felice di risponderti

P.s.: se invece sei una persona “attiva” e vuoi diventare “master chef” in allenamento.., allora devi leggere assolutamente questa mia lettera!!! 😉

Corso CreAttività Sempre Fitness Marco Caggiati

 

E’ da talmente tanto tempo che mi immagino di scrivere questo post…, che ora che è arrivato il momento…, non mi vengono le parole… :-D. Erano anni che mi dicevo: “devo colmare il vuoto di formazione e di educazione in merito all’allenamento e all’alimentazione che vedo quotidianamente”.

Da almeno due anni a questa parte non è passato mese in cui non mi sono ripetuto che dovevo creare qualcosa di nuovo, un corso che educasse le persone a fare da sole a diventare indipendenti, capaci di Creare il loro allenamento e di gestire consapevolmente la loro alimentazione….

Come spesso accade quando desideri tanto una cosa…, quando si avvera non ti sembra vera….. 😀 e Venerdì scorso quando ho dato “il la” alla prima giornata del mio primo corso dal vivo “CreAttività Sempre Fitness” l’emozione era tanta! 😀

Ero emozionato perchè ero certo che i “pionieri”  avrebbero assistito e partecipato ad un corso senza precedenti a qualcosa che mai nessuno aveva visto prima, frutto di quasi 3 lustri di studio, sperimentazioni, considerazioni, allenamenti ed intuizioni.

Un po’ perché sono un ottimista di natura e un po’ perché gli argomenti trattati al corso sono “miei” quanto lo è la mia pelle…., non ho mai temuto di “fallire” di dire “cose fuori posto” anche se l’organizzazione di un percorso di tre giorni non è facilissimo….

Altre esperienze come formatore mi avevano “avvertito” che non sarebbe stata una passeggiata e 9 ore al giorno passate in piedi a parlare o di corsa a motivare mi hanno prosciugato ogni cl. di energia… 🙂 , ma ne e valsa la pena…., anzi  la “penissima”!!!!! 😀 😀

 

 

Vedere negli occhi di chi mi ha ascoltato la consapevolezza che aumentava ora dopo ora e gli sguardi che esclamavano: “cavolo…, questa proprio non la sapevo”, oppure ” perchè non me l’ha mai detto nessuno prima…?!?!??!” è stata per me benzina che entrava direttamente nelle vene, che mi dava la “carica” per proseguire con la giusta energia! 😀

CreAttività Sempre Fitness è stata un’esperienza professionale fantastica! Non c’è niente di meglio, almeno per me… 😀 , di costruire, “ingegnierizzare” qualcosa da zero, dal “nulla”, frutto dell’esperienza, delle intuizioni e creare qualcosa di utile che possa cambiare la vita delle persone! 😀

Lo scopo del corso era quello di fornire tutti gli “attrezzi” necessari per fare una corretta manutenzione alla “macchina uomo” e credo di essere riuscito nell’intento! Alla fine del corso tutti sono tornati a casa con una cassetta bella piena!! 🙂

A chi mi chiede..: “ma cos’è CreAttività Sempre Fitness? Cosa avete fatto?”,  faccio fatica a rispondere…, ma poi dico….: “pensa di essere in un castello medievale immerso nella natura dove impari a correre, camminare, tonificare, allungare, respirare, mangiare…, dove sudi, fatichi, condividi, programmi ……..divertendoti un sacco!!!!” 😀

 

 

 

Presto pubblicherò le testimonianze video dei partecipanti che valgono più di tutte le parole scritte fino ad ora….  😉

Mi sono già messo al lavoro della prossima edizione, ho già nuove idee da inserire ed altre da valutare……….. e non vedo l’ora di rendere consapevoli altre persone!

Per la buona riuscita di un corso…, la materia prima è fondamentale…., se non c’è la giusta energia…, anche la cosa più interessate diventa noiosa…. Ringrazio quindi, in rigoroso ordine alfabetico… 😀 , Alessia, Arnaldo, Cristina, Daniele, Flavia, Marco, Renato, Roberta, Roberto e Sergio per il loro impegno e l’energia che hanno profuso nel corso. Siete stati ottimi allievi!! 🙂

 

 

Un rigraziamento sincero anche a Cristina ed Emilio per l’ottimo lavoro svolto per la buona riuscita del corso!

Per oggi è tutto, buona manutenzione!! 😉

 

Vogatore concept 2 

La settimana scorsa ho scritto un articolo sull’allenamento dei muscoli dorsali e oggi ti voglio parlare di un’attività di tipo aerobico molto utile pr tonificare il dorso….. e non solo. La voga indoor o come la chiamano gli inglesi Indoor Rowing è poco praticata e conosciuta soprattutto per la sua difficoltà tecnica e per la fatica che si prova… 🙂 . 

Devi sapere che prima di dedicarmi a tempo pieno nel Personal Training sono stato anche istruttore di Concept Indoor Rowing per due anni e ho al mio attivo centinaia di lezioni di gruppo e qualche gara a livello amatoriale. La “voga” è un’ottimo esercizio in quanto consente di eseguire un lavoro cardiorespiratorio per migliorare l’efficienza di cuore e polmoni e al tempo stesso lavorare sul tono muscolare dell’80/85% della massa muscolare. 

I muscoli maggiormente coinvolti nel gesto della voga sono quelli degli arti inferiori, braccia (soprattutto bicipiti ed avambracci), dorso (gran dorsali, deltoide posteriore, infrascapolari, paravertebrali ecc) e addominali!! Nessun’altra disciplina aerobica coinvolge con tale intensità una così grande quantità di masse muscolari!!! 

Parlando di vogatori occorre subito fare una netta distinzione fra le “cialtronate” e i vogatori “seri”, ottime macchine d’allenamento!! Per intenderci “al volo” ti faccio qualche esempio pratico. Il “classico” vogatore a “2 remi” che vendono in televisione…, meglio lasciarlo…… in televisione 🙂 

vogatore

Vogatore "da battaglia" :-)

 

Stessa cosa vale anche per alcuni attrezzi molto costosi di note marche che producono attrezzi da fitness sono altrettanto scadenti. Prendo come esempio “eclatante” il “Row” della Tecnogym che ha prodotto per anni senza apportare la minima innovazione e attualmente non viene più nemmeno venduto (meno male perchè era veramente un prodotto obsoleto e scadente… 🙂 ). 

vogatore technogym

Vogatore Technogym

 

Gli unici vogatori degni di tale nome sono quelli che offrono una resistenza “isocinetica” (il termine farà rabbrividire i miei colleghi tecnici, ma rende l’idea della sensazione che trasferiscono utilizzandoli 🙂 ) ovvero, offrono una resistenza direttamente proporzionale alla forza e alla velocità applicata all’attrezzo. Tradotto significa che più mi muovo con forza e velocità e più l’attrezzo mi restituisce resistenza!!! I vogatori “seri” mettono in difficoltà qualsiasi tipo d’atleta anche i professionisti…..!!! Io li chiamo “l’ammazza cristiani” 🙂  in quanto, se utilizzati correttamente, ti consentono di fare veramente un ottimo allenamento!!! Non per niente i canottieri hanno fisici scultorei!! 🙂 

canottieri

Canottieri

 

Io ho sempre utilizzato vogatori della marca “Concept” e li ritengo veramente ottimi attrezzi. Conosco altre case produttrici che realizzano vogatori con la medesima tecnologia (“isocinetica”) sui quali non mi “sbilancio” in quanto non li ho mai provati. Se dovessi consigliare un acquisto “ad occhi chiusi” sicuramente ti indirizzerei su un vogatore di marca “Concept” come quello nell’immagine qui sotto. 

concept 2

Vogatore Concept 2

 

Detto ciò ti spiego perchè ritengo il gesto della voga uno dei migliori. Come ti ho accennato precedentemente esso coinvolge la quasi totalità della muscolatura e richiede un grande impegno cardiovascolare che è però modulabile. Infatti esistono alcuni parametri che si possono gestire per variare il livello d’intensità del gesto atletico. 

1. Tramite un semplice sistema che varia l’accesso dell’aria nella ventola del vogatore si può modulare la resistenza di base. 

2. Muovendosi lentamente si ottiene una minore resistenza. 

3. Limitando l’escursione degli arti inferiori diminuisce anche la fatica (ma anche…., aimè, la stimolazione dei glutei….). 

Questi tre parametri permettono di adattare il gesto alle capacità di chiunque, dal neofita al “campione olimpico”!!! 

Un utilizzo costante e corretto del vogatore permette di ottenere glutei, cosce e arti superiori estremamente tonici!!! 

Rimpiango il fatto di trovarlo raramente nelle palestre anche se capisco perfettamente i gestori che non lo acquistano…. Sai perchè? 

Ritengo che “la voga” (intesa come indoor rowing da palestra) abbia solo un problema…., ma ENORME…. Non è assolutamente “intuitivo” e richiede un gesto tecnico preciso per evitare che sia deleterio per le articolazioni delle ginocchia e soprattutto per la colonna vertebrale (attenzione a chi soffre di lombalgia). La bike stazionaria ed il tapis roulant sono oggettivamente più semplici da utilizzare…… e non per niente sono i due attrezzi cardiovascolari presenti in TUTTE le palestre 🙂 . 

Altro aspetto che “tiene alla larga” dai vaogatori i frequentatori di palestra è la sua “pesantezza” rispetto ad altri gesti più semplici (vedi sopra..). Con il vogatore si fatica…., anche se non si ha intenzione di provarla, quindi viene spesso “schivato come un brutto male”…!!! 😀 Ecco perchè si trova difficilmente nelle palestre!! 

Ricordati però che, con l’aiuto di un professionista che ti spiega come utilizzarlo correttamente, diventa un’ottimo alleato della tua forma fisica…. 😉 

Presto dedicherò un articolo apposito sulla corretta tecnica d’esecuzione nel rowing!! 🙂 

Ciao a presto e buon allenamento!! 🙂 

Se vuoi lasciare un commento, sarò felice di risponderti!!!

fatica allenamento

Chiunque si sia cimentato in un qualsiasi allenamento d’endurance o anche in un “semplice” workout dedicato alla tonificazione muscolare si è trovato “faccia a faccia” con la fatica, un’inseparabile compagna d’allenamento con una doppia “identità” amica e nemica allo stesso tempo….

Mi capita molto spesso con i miei clienti di parlare di fatica e di percezione della fatica…., in quanto un atleta la da per “scontata” ma per un sedentario il suo “incontro” a volte può essere traumatico ed inconcepibile!!! 🙂

Oggi voglio dare risposta ad alcuni quesiti che mi sono posto durante la mia carriera d’atleta amatoriale e di professionista del movimento..

La fatica è uguale per tutti?

Quali sono i motivi fisiologici dell’insorgere della fatica?

Ci si abitua alla fatica, per una sorta di assuefazione ad essa?

Fino a dove ci si può spingere nella sopportazione della fatica?

Iniziamo a dare delle risposte.. 🙂

La fatica è uguale per tutti?

Ritengo che la fatica sia estremamente equa, in quanto colpisce sia il campione olimpico che il sedentario che corre per la prima volta nella sua vita!!! Quindi la fatica riguarda tutti, ma a livelli prestazionali ovviamente differenti… Prendendo ad esempio la corsa per 10 km un atleta professionista inizierà a percepire fatica prossimo ai 22/24 km/h, il sedentario molto probabilmente prossimo ai 10/11 km/h (o meno….).

Quali sono i motivi fisiologici dell’insorgere della fatica?

La comparsa della fatica muscolare può dipendere dal “cedimento” di uno dei seguenti elementi cosiddetti “funzionali”:

1)      Il motoneurone (cellula del sistema nervoso che provoca la contrazione muscolare).

2)      La giunzione neuromuscolare (sede dell’unione tra una fibra muscolare e la terminazione della fibra nervosa motoria ad essa destinata).

3)      Il meccanismo contratile (si intende la struttura vera e propria del muscolo, la “carne” per intenderci.. 🙂 ).

4)      Il sistema nervoso centrale.

Gran parte degli studi concernenti la fatica muscolare locale hanno preso in considerazione il meccanismo contrattile che può essere compromesso, in estrema sintesi, per i seguenti motivi:

a)      Accumulo di acido lattico.

b)      Esaurimento delle scorte di ATP e PC (Adenositrifosfato e Fosfocreatina).

c)      Esaurimento delle scorte di glicogeno muscolare.

d)     Mancanza di ossigeno ed inadeguato flusso di sangue alle fibre muscolari.

Ci si abitua alla fatica, per una sorta di assuefazione ad essa?

Una volta individuati i fattori scatenanti la fatica è relativamente facile sviluppare protocolli d’allenamento ed alimentari che procrastino la sua insorgenza…, questo non significa però che si possa fare “scomparire” come per magia. La fatica rimane sempre, cambia solo il livello prestazionale dove la si percepisce..e la capacità mentale di gestirla. Infatti non è assolutamente scontato riuscire a gestire la fatica, soprattutto per i neofiti del movimento. Inizialmente è difficile riconoscere la fatica “buona” quella che ci permette, se sopportata, di evolvere in qualcosa di migliore (supercompensazione) da quella “cattiva” che sfocia in vero e proprio dolore da lesione muscolare, tendinea o articolare.

Fino a dove ci si può spingere nella sopportazione della fatica?

Questa è la classica domanda da “1.000.000 di dollari”, in quanto non si può “insegnare” a qualcuno a riconoscere qualcosa senza fargliela “conoscere”…. :-). E’ come spiegare “a parole” ad un bambino quand’è che l’acqua scotta…… 🙂 . Capiamo cosa significa “l’acqua che scotta” solo nel momento in cui ci mettiamo dentro una mano….. 🙂 .

La cosa certa è che la maggior parte dei neofiti non ha la più pallida idea di cosa significhi “fare fatica” e si fermano “centinaia di metri prima del traguardo”……

In carriera ho lavorato con molte persone che al primo accenno di affanno o addirittura di sudore erano soliti interrompere l’esercizio!! La mia reazione è sempre stata la stessa.., una sonora risata esclamando: stai tranquillo perché ciò che senti non è mica una malattia!! 🙂 🙂

Non c’è niente da fare e da dire….. bisogna provare a spingersi “un po’ più in là” e vedere dove si trova il confine tra fatica e dolore!!  Infatti c’è un “momento” dove la fatica diventa dolore e non è più positiva, produttiva ma diventa nociva.. Io per fortuna e purtroppo, in questo caso specifico,  ho un’alta propensione alla ricerca del limite della fatica, amo mettermi in difficoltà e vedere fino a dove posso arrivare!!!

Per spiegarti cosa intendo dire voglio raccontarti  un aneddoto che mi riguarda personalmente. Avevo 20  anni e mi ero approcciato da poco alle gare di Triathlon e durante una competizione mi sono provocato una microfrattura ad un osso del piede a causa di una distorsione, che si è tradotta in uno stop forzato dagli allenamenti per più di un mese….. Al termine della dovuta riabilitazione ho ricominciato a correre senza particolari problemi e dopo due settimane mi sono presentato ad una competizione podistica che prevedeva 2 percorsi 10 e 21 km… Il mese di “astinenza” mi ha spinto come un sasso che rotola giù per un dirupo ad iscrivermi senza nemmeno pensarci alla mezza maratona (21 km)… 🙂 distanza mai corsa in vita mia!!!

Fino al 14°/15° Km è andato tutto bene.., ho dovuto “dialogare” solo con la fatica poi gradualmente e sempre più insistentemente, ha iniziato a farmi male il ginocchio sinistro.. Il mio istinto di sopravvivenza mi lanciava chiari messaggi che mi urlavano “fermatiiii che ti fai male” ma la mia forza di volontà mi ha portato ad arrivare, zoppicando, al traguardo dove ho provato una soddisfazione immensa…… Però….., che prezzo ho dovuto pagare..? Dopo mezz’ora dall’arrivo il mio ginocchio si è trasformato in un melone colmo di liquido sinoviale e a malapena riuscivo a zoppicare….

Qual è la “morale della favola”? Mi sono approcciato ad una gara troppo lunga in relazione al mio allenamento e quando un’articolazione ha deciso di “abbandonarmi”, proseguendo la corsa mi sono procurato una lesione cartilaginea che tutt’ora, nei mesi invernali, mi da fastidio…… 🙁 .  Quell’esperienza è stata estremamente educativa…..

Ora voglio darti alcune “dritte” su come riconoscere certamente la fatica “buona” dal dolore nocivo.

Fino a che la sensazione di fatica/dolore è generalizzata puoi stare tranquillo, quando invece è localizzata in un muscolo, tendine o articolazione specifica (un piede, una spalla, un ginocchio, un muscolo specifico ecc) e non sai per quale motivo ti fa male allora ti consiglio di desistere, abbandonare l’allenamento o la gara e valutare insieme ad un professionista “da dove viene” il dolore…. “Immolarsi” per la causa non è mai intelligente.., al momento opportuno è meglio fermarsi a riflettere… 🙂

Per capire cosa sia la fatica e fino a dove ci si può spingere nella sua conoscenza e nella sua sopportazione mi piacerebbe parlarti del mio amico Massimo Voltolina che il 5 di settembre scorso ha attraversato a nuoto il mare Adriatico dalla Puglia all’Albania……, con il solo ausilio di un costume da bagno de degli occhialini……. L’ho sentito in questi giorni per fargli i miei complimenti è mi ha già raccontato alcune chicche interessanti… 🙂 . Questa settimana lo incontrerò per “un’intervista dettagliata” che ti regalerò  lunedì 19 settembre!!! 🙂

E tu cosa ne pensi della fatica? Che esperienze mi puoi raccontare al riguardo? Lasciami un commento sarò felice di risponderti!!! 🙂

Ciao e buon allenamento!!!

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